Concorso pubblico per 1400 assistenti giudiziari: dopo la corsia preferenziale ai tirocinanti da 6 punti, è ora di estendere la graduatoria agli ‘altri idonei senza bonus’

Il concorso per assistenti giudiziari, indetto dal Ministero della Giustizia con il decreto del 18 novembre 2016, è il primo dopo quasi 20 anni. Le candidature sono state circa 308.000 per quelli che inizialmente erano solo 800 posti disponibili, a cui ne sono stati aggiunti altri 600 con il DM del 24 aprile.

Il maxi-concorso, indetto dal Ministero della Giustizia, fa parte della strategia con la quale il ministro Andrea Orlando mira alla risoluzione del problema della lentezza dei tribunali italiani. Problema più volte evidenziato anche dalle istituzioni europee, che chiedono all’Italia di essere più celere nella risoluzione dei contenziosi giudiziari. L’aumento del personale all’interno dei tribunali è indirizzato proprio a garantire una maggiore efficienza dei tribunali, facilitare il lavoro dei giudici e ridurre la durata dei processi. Al termine di una competitiva selezione, che vede la partecipazione di circa 76-79 mila candidati, sono circa 5.900 i candidati che superano la prove preselettive.

Il percorso che condurrà alle prove scritte e poi a quella orale risulta essere costellato fin dall’inizio da colpi di scena (due rinvii) e due ricorsi. Il primo ricorso è stato proposto da numerosi dipendenti del Ministero della Giustizia intervenuti contro il contenuto del bando del concorso in questione, rivendicando l’assenza di posti di riserva in loro favore e poi quello  di una cittadina albanese che ha addirittura indotto il Ministero a sospenderne la prosecuzione della selezione. Arrivati alle prove orali sono in tutto 4914 coloro che sono risultati idonei e di questi solo 1400 i vincitori.

A chi ha svolto uno stage o un tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari, ovvero ai tirocinanti ex art. 73, il bando per titoli ed esami ha previsto l’attribuzione di un punto aggiuntivo, mentre ai tirocinanti che hanno preso parte all’iniziativa ufficio per il processo, ovvero quei precari che da molti anni svolgono vari adempimenti d’ufficio, sono stati attribuiti ben 6 punti. Di questi ultimi tirocinanti da 6 punti sono solo 120 coloro i quali sono riusciti ad arrivare alla prova orale superandola, gli altri si sono visti costretti a chiedere al Ministro Orlando di risolvere la loro situazione, ancora una volta, dopo la perdita della chance di entrare finalmente nella PA con un contratto a tempo indeterminato.

Il problema dei “tirocinanti” all’interno degli uffici giudiziari è indubbiamente una falla del sistema giustizia ma il diritto di chiedere una sistemazione al Governo, dopo essere stati “sfruttati” dallo Stato per diversi anni per 400 euro al mese, non può certo essere risolta attraverso una deroga al principio costituzionale sancito nell’art. 97 comma 4.

Le corsie preferenziali già attivate a loro favore non devono infatti ULTERIORMENTE INTERFERIRE con l’interesse legittimo allo scorrimento della graduatoria di tutti ‘gli altri idonei’ che senza punti aggiuntivi hanno vinto un concorso pubblico.. E’ semmai la procedura di selezione pubblica a rappresentare una CORSIA PREFERENZIALE per realizzare un vero processo di trasformazione virtuoso e garantire attraverso l’immissione di nuove forze lavoro ‘qualificate’ quel turnover generazionale che da molti anni non si verifica.

Il Ministro Orlando nell’intervista rilasciata su Report il 23 ottobre ha ribadito come nelle Pubbliche Amministrazioni si accede mediante “CONCORSO PUBBLICO”. Basterà per rassicurare le preoccupazioni degli “idonei” non vincitori che temono di essere scavalcati da tirocinanti-precari che hanno già avuto un grosso vantaggio con l’attribuzione di tali punti bonus e non sono stati in grado di sfruttare tale opportunità?

Il disposto costituzionale di cui all’articolo 97 comma 4 Cost. trova peraltro conferma in numerose sentenze della Corte costituzionale che di fatto consacrano la regola del concorso pubblico quale forma generale e ordinaria di reclutamento per il lavoro alle dipendenze della PA.…“Tale principio, non può subire limitazioni neppure nel caso in cui il personale da stabilizzare abbia fatto ingresso, in forma precaria, nell’amministrazione con procedure di evidenza pubblica, dato che la necessità del concorso per le assunzioni a tempo indeterminato discende non solo dal rispetto del principio di buon andamento, ma anche dalla necessità di consentire a tutti i cittadini l’accesso alle funzioni pubbliche (art. 51 Cost.)”. Corte Costituzionale, sentenza 24/06/2010 n° 225.

Ancora ampia giurisprudenza della Consulta fa ricadere sotto la scure della  incostituzionalità quelle normative regionali che individuano alcune categorie di soggetti, i lavoratori precari quali destinatari delle misure e delle azioni di stabilizzazione……, consentendone l’assunzione in mancanza di pubblico concorso, e configura, per tali lavoratori, una modalità di accesso riservato, in contrasto con il carattere aperto e pubblico del reclutamento nei pubblici uffici, richiesto dall’art. 97 Cost. In senso analogo, v. citate sentenze n. 121/2011 e 1n.08/2011, 7/2011, n. 235 e n. 149/2010, n.293 e n. 215/2009, n. 363 e n. 205/2006, n. 293/2009

In definitiva essendo stato già adottato il meccanismo finalizzato a valorizzare l’esperienza professionale acquisita dai c.d. tirocinanti in esecuzione e soprattutto in conformità delle previsioni normative, il Ministero della giustizia non dovrebbe ora tutelate e garantire la pretesa legittima degli altri ‘idonei senza bonus’ all’integrale scorrimento della graduatoria?

4.914 giovani, preparati e competenti, come hanno dimostrato con il superamento di tutte le prove del concorso, darebbero infatti nuova carica agli uffici giudiziari oberati di lavoro ed ormai quasi al collasso.

One Comment on “Concorso pubblico per 1400 assistenti giudiziari: dopo la corsia preferenziale ai tirocinanti da 6 punti, è ora di estendere la graduatoria agli ‘altri idonei senza bonus’