8 MAGGIO 2018. TUTTO EBBE INIZIO UN ANNO FA

È passato un anno.
L’8 maggio 2017 i cancelli della Fiera di Roma si spalancano ai sogni dei partecipanti al concorso indetto dal Ministero della Giustizia per il profilo di 800 assistenti giudiziari.
Arrivano nella Capitale 79.322 persone, giovani e meno giovani, provenienti da tutta Italia, armati di pazienza, speranza e tenacia. Trepidanti, si affollano nei padiglioni fieristici per sostenere la prova preselettiva.
Una banca dati di 5000 domande, 50 quesiti a cui rispondere in un tempo di soli 45 minuti e l’ansia della quasi certezza di non dover sbagliare nemmeno una sola risposta per passare alla fase successiva. C’è chi si affida al fato, chi alla fortuna o si raccomanda ad un santo, tutto pur di superare quel momento intriso di trepidazione e inquietudine e fare in modo che quei giorni dedicati allo studio della banca dati, sacrificando le domeniche e i giorni festivi, possa dare i risultati sperati.
Dopo quasi 16 giorni di prove, per circa 6000 candidati il sogno, almeno nella sua prima parte, si avvera.
Chi ha totalizzato, infatti, 50/50 ha la certezza matematica di accedere alla fase successiva del concorso. A questi si aggiungono i diversamente abili che, in base alla normativa vigente sono ammessi direttamente alla prova scritta. Che si svolge dal 26 al 28 giugno. I candidati, in tutto 8.501, hanno a disposizione pochi giorni di “studio matto e disperatissimo” per prepararsi. C’è un’altra banca dati ma l’ansia è la stessa, forse anche di più. Un vero tour de force per arrivare a sostenere la temuta prova delle due procedure, civile e penale, sempre alla Fiera di Roma, con gli stessi turni, gli stessi strumenti, i pc portatili, gli stessi controlli con il metal detector da parte della polizia penitenziaria.
Quegli scritti rappresentano il passaggio intermedio tra la preselettiva e la possibilità di arrivare all’orale. Non si può fallire. Come per la prima prova, c’è sempre quel codice a decidere le sorti di ognuno. Basta inserirlo e tutto è lì a portata di mano.
Alla fine approdano agli orali solo, si fa per dire, 5948 candidati.
L’estate 2017 è stata la seconda più calda di sempre. In questo clima rovente, ci si prepara ad affrontare lo scoglio della prova orale, quello più temuto. Alle procedure si aggiungono, infatti, servizi di cancelleria, elementi di ordinamento giudiziario e nozioni sul pubblico impiego. Come in tutti i concorsi pubblici, è richiesto anche il superamento di due prove di idoneità che certifichino la conoscenza di una lingua straniera e il corretto utilizzo dei principali strumenti informatici.
Di fronte a questa mole di studio, molti candidati esprimono la speranza che il Ministero della Giustizia conceda un tempo congruo prima di fissare la data d’inizio della prova. E, invece, l’ormai improrogabile necessità di rispettare un rigido cronoprogramma che garantisca la conclusione dell’iter concorsuale in un arco di tempo ragionevole, induce via Arenula a fissare l’inizio dell’ultima fase il 30 di agosto, cioè ad appena due mesi dagli scritti.
Ai superstiti di questa stimolante “avventura” si prospetta, dunque, un’estate di studio nella consapevolezza che è indispensabile un ultimo sacrificio, il più duro, il più difficile perché si deve combattere anche contro il caldo, la stanchezza, la noia in una stagione solitamente dedicata al relax e alle vacanze.
Gli orali si svolgono a Roma, presso la sede della Scuola di Formazione e Aggiornamento del Personale Penitenziario intitolata a Giovanni Falcone. Riprende il flusso, non più oceanico ma pur sempre significativo, dei potenziali assistenti giudiziari che si confrontano con i commissari di esame, magistrati, avvocati, funzionari del Ministero della Giustizia, oltre che con esperti linguistici e informatici. Ogni candidato sa di doversi mettere in gioco pescando nel proprio bagaglio di conoscenze e sperando in quel pizzico di fortuna che non guasta mai.
Gli orali si concludono il 18 ottobre. Nel frattempo, però, un gruppo di ragazzi ha già deciso che tutti quegli sforzi, sacrifici e ansie meritano di essere riconosciuti con lo scorrimento totale della graduatoria.
È il 21 ottobre 2017 quando nasce il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari (Ciag).
Il 14 novembre, il Ministero della Giustizia pubblica la graduatoria del concorso, formata da “persone altamente preparate e qualificate”, come dichiarato più volte dal Ministro Orlando.
Un elenco di 4.915 idonei. Un numero che, unito ad un hashtag, #iosono4915, invaderà, di lì a poco tempo, i principali mezzi di informazione di questo Paese, diventando un segno distintivo tra tutti coloro che già sanno di aver condiviso un’esperienza irripetibile.
Finalmente si comincia a fare sul serio. Inizia un lavoro febbrile, ostinato finalizzato all’unico obiettivo possibile, l’assunzione di tutti gli idonei. Fino all’ultimo.
Nonostante sia nato da appena sette mesi, il Ciag si è già messo in evidenza interfacciandosi con rappresentanti del mondo della politica e dei sindacati.
Forti di più di 2000 iscritti e di una campagna social attraverso i canali Facebook, Twitter e Instagram, ha già ricevuto il sostegno da importanti istituzioni, come l’Anm e l’Unione Camere Penali Italiane, che da sempre sottolineano la necessità di un ricambio generazionale negli uffici giudiziari italiani attraverso l’assunzione di personale qualificato.
Un altro importante riconoscimento è arrivato alla fine di gennaio quando alcuni rappresentanti del Ciag sono intervenuti all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la quasi totalità delle Corti d’Appello divulgando, in questo modo, le istanze del Comitato.
Costante il rapporto di collaborazione con il Ministero della Giustizia nella persona del Ministro Andrea Orlando che, insieme alla Dr.ssa Barbara Fabbrini, hanno ottimizzato tempi e risorse finanziarie per l’assunzione, oltre che dei vincitori, di ulteriori idonei facendo in modo che la graduatoria, dopo appena cinque mesi dalla sua pubblicazione, venisse dimezzata.
Il 26 aprile scorso, 1014 ragazzi hanno preso servizio presso gli uffici giudiziari italiani, accolti con entusiasmo dai loro nuovi colleghi. Nei giorni scorsi, via Arenula, ha fatto sapere che nella prima settimana di luglio saranno convocati altri 420 idonei che potrebbero prendere servizio a settembre. Restano 2060 persone.
La fase di stallo in cui è incardinata la situazione politica del nostro Paese, che ha necessità di un nuovo esecutivo, non aiuta. Ma il Ciag continua a tessere la sua tela affinché le sue istanze vengano accolte.
È indispensabile tenere d’occhio pensionamenti, turn-over e scoperture fino alla prossima Legge di Bilancio. Qualora dovesse servire, considerare anche l’ipotesi di cessione della graduatoria presso altri Ministeri e l’assunzione presso i quattro Dipartimenti del Ministero della Giustizia nel caso in cui, chi di dovere, dovesse continuare a fare “melina”, per dirla con il gergo calcistico.
Nessuna strada sarà tralasciata fino a quando l’ultimo degli idonei non sarà stato assunto in un ufficio giudiziario italiano.

6 Comments on “8 MAGGIO 2018. TUTTO EBBE INIZIO UN ANNO FA

  1. Che emozione! La sintesi del lavoro effettuato e sopra riportato è davvero rappresentativa del percorso terminato con non pochi sacrifici. La determinazione del CIAG ci lascia ben sperare.Grazie.

  2. La sola lettura di questo excursus su questa avvenuta, mi emoziona e mi fa rivivere sensazioni spesso contrastanti tra loro.
    E’ stata molto dura, per tutti. Ed io non voglio, non posso credere che tanti sacrifici non possano essere ripagati. Tutti noi meritiamo questa opportunità, lo dobbiamo a noi, alle nostre famiglie, ai nostri figli. Che questo sogno diventi presto una realtà, una realtà da sogno che ci permetta un futuro migliore e di credere ancora in certi valori, quali la meritocrazia, l’impegno, la dedizione, la tenacia, l’onestà, la GIUSTIZIA!
    Forza CIAG! Che scorra davvero tutta!!!

  3. Forza CIAG, confidiamo pienamente nell’operato del Comitato e delle istituzioni per lo scorrimento totale della graduatoria entro il 2019.

  4. Le scoperture e i prossimi pensionamenti negli uffici giudiziari necessitano di ricambio: restano 2060 persone che hanno superato con impegno e determinazione questo concorso e ora, uniti nel CIAG, sperano di mettere presto il loro entusiasmo al servizio della Giustizia. #iosono4915 = #scorrilatutta

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