LA GIUSTIZIA TRA TENDOPOLI E CARENZE DI PERSONALE. IL CNF: “SERVONO STANZIAMENTI STRAORDINARI“

La Giustizia rappresenta uno dei parametri fondamentali per misurare il grado di civiltà di un Paese. Questo tema è sentito anche a livello europeo come testimoniano le parole del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani secondo cui “la Giustizia fa parte della vita presente, quotidiana e misura al tempo stesso la fiducia che ogni cittadino ha nel proprio futuro all’interno di una comunità. (…) Se ben amministrata, rende efficiente uno Stato, affidabile un’economia, dà la sicurezza al cittadino di non cadere vittima di soprusi pubblici o privati”.

L‘Italia, purtroppo, è ancora lontana da questo standard di civiltà, se dobbiamo assistere a situazioni al limite dell’assurdo come quella verificatasi, in questi giorni, a Bari dove il presidente del Tribunale Penale ha dichiarato lo stato di non agibilità del plesso di via Nazariantz per instabilità strutturali. Si è provveduto, pertanto, grazie ai volontari della Protezione Civile, all’allestimento di una “tendopoli” per garantire la celebrazione delle udienze, specie quelle penali, sulle quali incombe la prescrizione.

Una situazione che ha indotto il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Avv. Andrea Mascherin, a chiedere alle istituzioni e al nuovo governo “stanziamenti straordinari per la giustizia”. A parziale consolazione va detto che il Ministero della Giustizia, con un comunicato del 25 maggio scorso, ha annunciato che l’ex Guardasigilli Andrea Orlando ha sottoscritto un decreto che consente l’utilizzazione dei locali dell’ex sezione distaccata di Modugno e che la Direzione dei Beni e Servizi ha chiesto al Demanio la valutazione di congruità ed il nulla osta alla stipula del contratto di locazione per l’immobile dell’Inail di Viale Brigata Regina. Nei giorni scorsi, via Arenula ha annunciato la firma di un Protocollo d’Intesa che consentirà di dare un’adeguata sistemazione agli uffici giudiziari presso l’area demaniale delle ex Caserme Milano e Capozzi.

Tuttavia, resta imbarazzante lo spettacolo che, seppur involontariamente, le istituzioni nazionali hanno dato con l’allestimento di un accampamento dinanzi al Tribunale e alla Procura di Bari. Peraltro, il trasferimento a Modugno, vede la ferma opposizione di avvocati e magistrati. Giovanni Stefani, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari e Lorenzo Gadaleta, Presidente Anm di Bari, hanno sottolineato l’impossibilità materiale di celebrare, nella stessa giornata, udienze a Bari e Modugno e quindi il rischio di continui rinvii. In un incontro tra i responsabili della Sicurezza dei Lavoratori della Procura e del Tribunale di Bari, la dirigente del Ministero della Giustizia, Barbara Fabbrini, ha dichiarato che saranno rese più celeri le procedure per individuare una sede unica per gli uffici giudiziari penali.

Tutto ciò non è decoroso soprattutto nei confronti di magistrati, avvocati, cancellieri e ausiliari che con tenacia lavorano in condizioni disumane. Per questo secondo Mascherin, “oltre allo stanziamento di fondi straordinari per la Giustizia da destinare a strutture edilizie, mezzi e personale, è necessario proseguire la politica di investimenti riavviata dal ministro Orlando“. Gli fa eco il Presidente dell’Anm, Francesco Minisci, secondo il quale quella di Bari non è una vicenda “consona ad un Paese civile“.

A farsi portatore delle istanze di un corretto e decoroso funzionamento della giustizia è anche l’Aiga, nella persona del suo Presidente, Alberto Vermiglio, il quale chiede al nuovo Guardasigilli di inserire tra le priorità del nuovo Esecutivo “la costruzione di un nuovo Palazzo di Giustizia non solo a Bari ma in tutte le città che necessitano di un intervento strutturale urgente“. In occasione della Festa della Repubblica, il sindaco di Bari ha incontrato il neo Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per informarlo della grave situazione che affligge gli uffici giudiziari baresi, visto che i termini della ricerca di mercato degli immobili da locare del Ministero scadono l’11 giugno. Dal canto suo, il Guardasigilli, ha rassicurato il primo cittadino del capoluogo pugliese di essere a conoscenza della situazione aggiungendo che “Bari è una priorità nell’agenda del suo Ministero”. Bonafede nei prossimi giorni sarà nel capoluogo pugliese.

E qui le priorità si moltiplicano visto che anche a Messina, infatti,“l’emergenza strutturale per i tribunali è di una gravità estrema“. Nella città dello Stretto, i locali presso i quali si svolgono le attività di udienza e cancelleria del Giudice di Pace sono da molti anni parzialmente inagibili.

La lista sarebbe fin troppo lunga ma tutto questo serve a far riflettere sulla grave situazione emergenziale nella quale versa tutta la Giustizia italiana. Le carenze di personale negli uffici giudiziari italiani sembrano davvero poca cosa rispetto ai fatti di Bari o Messina, Invece, sono una parte dell’ingranaggio. Affinché la Giustizia funzioni pienamente, in maniera efficiente e con tempistiche ragionevoli, è indispensabile che i pezzi del puzzle combacino tutti tra loro. Servono edifici agibili, magistrati preparati, personale amministrativo, dirigenziale e non, competente e all’altezza del proprio ruolo.
Quella della Giustizia è una materia delicata che deve essere maneggiata con cura perché rappresenta il biglietto da visita con il quale un Paese si presenta ai suoi cittadini ma anche al cospetto di altri Stati esteri.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è solidale con tutti quegli addetti ai lavori che si battono per una giustizia migliore e più efficiente. Ora, più che mai, c’è bisogno di tutto questo per il bene dell’intera collettività. Ora più che mai l’attività del Ciag si fa febbrile perché è necessario che i 1840 idonei che restano della nostra graduatoria, possano contribuire in maniera concreta al miglioramento del sistema giudiziario italiano.

Dopo quasi tre mesi di stallo politico, lo scorso 1° giugno si è insediato il nuovo Esecutivo.
Auguriamo al nuovo Presidente del Consiglio, Prof. Giuseppe Conte, un buon lavoro, intenso e produttivo nell’interesse di tutta la collettività.

Abbiamo un nuovo Ministro della Giustizia, Avv. Alfonso Bonafede, al quale auguriamo di continuare nella stessa direzione intrapresa dall’ex Guardasigilli Andrea Orlando soprattutto in materia di politiche assunzionali. Ciò, peraltro, viene ribadito anche nel contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle dove, nella sezione dedicata alla Giustizia, si fa riferimento “…al ripristino della piena funzionalità del sistema giustizia attraverso il completamento delle piante organiche di magistratura e del personale amministrativo degli uffici giudiziari”.

Siamo passati attraverso una crisi istituzionale che mai si era vista nella storia della Repubblica eppure la nostra determinazione nel voler agguantare l’obiettivo finale della nostra lotta non si è mai spenta. Anche durante questa lunga fase di stallo, abbiamo continuato a lavorare per consentire agli idonei che restano della nostra graduatoria di varcare la soglia di un ufficio da assistente giudiziario.

Ora che un governo c’è, possiamo continuare a relazionarci con nuovi e vecchi interlocutori. Soprattutto ciò ci permette di proseguire il nostro lavoro con maggiore tranquillità e con dei riferimenti facilmente individuabili.

I governi cambiano ma la nostra voglia di lottare resta sempre la stessa.

8 Comments on “LA GIUSTIZIA TRA TENDOPOLI E CARENZE DI PERSONALE. IL CNF: “SERVONO STANZIAMENTI STRAORDINARI“

  1. FORZA CIAG chiediamo al nuovo Guardasigilli di dar vita ad un piano per l’assorbimento totale della graduatoria da effettuarsi entro il 2019 prevedendo opportuni stanziamenti di fondi nella prossima legge di bilancio ed adoperando lo strumento del turnover al 100%.

  2. La passione e la voglia di fare la differenza negli uffici giudiziari c’hanno caratterizzato sin dalle prime battute di questa sfida!
    E restano le stesse!!!
    #iosono4915

  3. Grazie leone CIAG per non mollare mai. Abbiamo bisogno di certezze sullo scorrimento o in subordine la cessione ad altri Enti ma giammai dopo tutta questa lotta la graduatoria deve lentamente morire.

  4. L’amministrazione della giustizia ha bisogno di nuova linfa vitale. Noi siamo pronti in attesa! Avanti così CIAG! Non bisogna allentare la presa! Fate sentire la vostra forza alla nuova compagine governativa!

  5. FORZA CIAG, inviamo una nostra delegazione di rappresentanti in Via Arenula quale sede del Ministero per chiedere al Ministro Bonafede di predisporre un piano di assorbimento della nostra graduatoria entro il 2019, richiedendo lo stanziamento degli appositi fondi nella prossima legge di bilancio e operando con il turnover al 100%.

  6. In questo momento l’unica cosa che ci può dar maggior certezza ai fini assunzionali è la predisposizione di un piano di assorbimento della graduatoria da parte del ministro Bonafede su richiesta di una delegazione del CIAG.

  7. Forza CIAG….,
    La graduatoria deve scorrere tutta entro il 2019

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