ASSISTENTI GIUDIZIARI, IL PRESIDENTE DELL’ANM FRANCESCO MINISCI CHIEDE CON FORZA LA LORO ASSUNZIONE

“Abbiamo accolto con grande favore questo concorso che non si faceva dal ’96. Mancavano 9.000 unità, oggi dopo il concorso ne mancano 8.000, perché nel frattempo la gente va in pensione. I soldi, abbiamo scoperto oggi, ci sono ma allora perché non li assumiamo tutti? Perché non colmiamo le carenze di organico?”. Parole autorevoli, che arrivano dal Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, a margine del Convegno Nazionale Associazione Dirigenti Giustizia “Organizzare la Giustizia: chi, come e perché” che ha avuto luogo lo scorso 9 giugno a Torino.
Del resto, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari ha sempre sostenuto che le assunzioni, più di 3.000, non sono sufficienti a coprire i vuoti di organico che si sono creati negli ultimi 20 anni nel corso dei quali non è stato bandito alcun concorso per il profilo di assistente giudiziario.
Una significativa conferma è data proprio da un documento dell’Associazione Dirigenti Giustizia, redatto nel 2017, ovvero prima della conclusione del suddetto concorso ma che delinea, in modo molto puntuale, alcuni aspetti relativi al personale amministrativo in seno agli uffici giudiziari e che risultano di stretta attualità. In particolare, si sottolinea come tutti i dipendenti assunti negli anni ’70 e ’80, fra i quali 2.500 assistenti giudiziari, siano ormai prossimi alla pensione.
L’intervento del Presidente dell’Anm, che ha posto l’accento anche sull’importanza della riqualificazione del personale amministrativo definendo quest’ultimo la spina dorsale della giustizia, non è stato l’unico a sostegno delle istanze del CIAG.
In apertura di convegno, il Direttore Generale Risorse Materiali e Tecnologie del Ministero della Giustizia, Antonio Mungo, ha sottolineato che, ad oggi, le risorse per il funzionamento degli uffici giudiziari ci sono tutte e non soltanto per quanto riguarda le spese correnti ma anche per l’edilizia giudiziaria. A questo proposito, Mungo ha richiamato il caso del Tribunale di Bari per comunicare che sono stati già individuati gli stabili in cui saranno collocati gli uffici giudiziari del capoluogo pugliese.
Parole importanti sono arrivate anche dal Parlamentare e Sottosegretario alla Giustizia nella XVII Legislatura, Cosimo Ferri, il quale si è soffermato sul processo civile telematico il cui successo va ascritto soprattutto al personale amministrativo definito il “motore” degli uffici giudiziari. L’ex Sottosegretario ha chiesto al nuovo Governo di non disperdere il lavoro degli ultimi 5 anni nel corso dei quali sono state fatte 5.400 assunzioni finanziate, investiti 600 milioni di euro, realizzate 4.400 assunzioni che nel mese di luglio diventeranno 4.900, anche a seguito all’ulteriore scorrimento di 420 idonei. Ferri, che ha voluto evidenziare l’elevato grado di preparazione dei neoassunti, ha esortato il nuovo Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, a dare continuità a quanto già fatto dall’ex Guardasigilli, Andrea Orlando, specie in materia di politiche assunzionali.
“L’obiettivo che do al nuovo Esecutivo è quello di assumere tutti gli idonei. Noi, in tempi brevissimi, abbiamo dato lavoro a tanti ragazzi che a luglio saranno circa 2.800. Il primo tema è trovare i soldi e io voterò qualsiasi provvedimento per le coperture finanziarie relative all’assunzione degli idonei, selezionati con professionalità, che possono dare il loro contributo. Questo concorso è stato una svolta”.
Parole condivise anche da Antonella Cioffi, Dirigente del Tribunale di Brescia, la quale ha auspicato che, con il nuovo governo, continuino le politiche di reclutamento del personale evidenziando come “…il fatto che siano stati assunti tanti giovani assistenti giudiziari è una notizia che ci ha reso contenti e che ha portato una ventata di novità nei nostri uffici. Permangono, tuttavia, vacanze di organico enormi se si considera il fatto che tra il 2018 e il 2020 andranno in pensione tutti quei funzionari ed ex segretari giudiziari che sono stati assunti tra il ’76 ed il ’78”.
Davide Galli, Presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione del Ministero della Giustizia, ha sottolineato come in questi giorni il nuovo Ministro dovrà individuare i 7 indirizzi politici e i 20 obiettivi strategici che qualificano l’operato dell’amministrazione. Si capirà, così, in che misura e sotto quali aspetti Bonafede si discosterà dal solco tracciato dal suo predecessore. Galli ha aggiunto che l’amministrazione della Giustizia non può limitarsi soltanto ad operare nel rispetto dell’indirizzo politico tracciato dal Ministro ma deve anche rispondere alle aspettative degli utenti e ciò non può prescindere dalla valutazione dei circa 40.000 operatori della Giustizia, nonché dalla definizione di regole di condotta, inserite nelle circolari, che siano il più possibile chiare e precise così da consentire ai dipendenti di avere punti di riferimento a cui ispirare i propri comportamenti.
Ancora una volta spiccano le parole del Presidente dell’Anm, Francesco Minisci, che alla luce degli interventi degli altri relatori, in particolare di Antonio Mungo, ha dichiarato: “Ero venuto qui per lanciare un grido di allarme perché mancano le risorse. Oggi ho capito che la cassa è piena da chi ha le chiavi di questa cassa”.
Battuta efficace e, crediamo, non casuale. Minisci ha chiesto al nuovo Esecutivo una politica della Giustizia che sia sistemica e lungimirante, soprattutto sotto il profilo dell’organizzazione giudiziaria che è l’aspetto che maggiormente riguarda gli assistenti giudiziari. “Il Presidente dell’Anm fa il Pm e vive le difficoltà degli uffici giudiziari come tutti voi prime fra tutte le lungaggini processuali. È evidente che se il giudice emette la sentenza e poi gli atti delle migliaia di sentenze non vengono trasmessi in Corte d’Appello o vengono trasmessi dopo due anni perché manca il personale amministrativo, il nostro lavoro è inutile. Rendiamoci conto di questo. Si rallenta il percorso e si regala tempo prezioso alla prescrizione. Quel tempo morto della trascrizione degli atti dal primo grado in Appello è tempo regalato alla prescrizione. In Corte d’Appello a Roma, in questo momento, pendono 55mila procedimenti in attesa di essere celebrati, anzi, in attesa di non poter essere celebrati. Nel 40% di questi casi, si prescrivono. Vuol dire che il mio lavoro e quello dei miei colleghi è stato inutile soprattutto per la carenza di organico del personale amministrativo”.
Quello del 9 giugno è stato un convegno in cui le istanze del CIAG sono state raccolte e sostenute da tutti i relatori a dimostrazione della necessità di assunzione di nuovo personale amministrativo negli uffici giudiziari italiani. Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari prosegue la sua attività affinché tali attestazioni si traducano al più presto in fatti concreti.

6 Comments on “ASSISTENTI GIUDIZIARI, IL PRESIDENTE DELL’ANM FRANCESCO MINISCI CHIEDE CON FORZA LA LORO ASSUNZIONE

  1. Forza CIAG, tutti I restanti idonei della graduatoria DEVONO ENTRARE a far parte dell’apparato giudiziario entro il 2019 per colmare le enormi e complesse carenze del sistema giudiziario Italiano, d’atronde come ribadisce il Presidente dell’ANM FRANCESCO MINISCI : le carenze di organico ci sono, i soldi pure e la cassa e piena .

  2. Ringraziamo il Presidente dell’ ANM per il fattivo impegno.Penso che il suo intervento non possa essere disatteso in quanto fornisce un quadro aggiornato della situazione in cui oggi versa la giustizia.

  3. Ringrazio il presidente della ANM per l’appello fatto affinché tutti gli idonei del concorso assistenti giudiziari siano assunti. Se i fondi ci sono, è necessario e doveroso procedere al più presto a colmare le carenze di personale amministrativo! Forza CIAG, la meta è vicina!

  4. Ormai è chiaro che i soldi ci sono e a noi ultimi 1860 Idonei della graduatoria non ci resta che attendere di essere immessi in servizio entro il 2019. Allora forza CIAG ormai l’obiettivo è molto vicino come ormai si evince dalle parole del Presidente ANM Francesco Minisci che ha sottolineato come le carenze attuali di organico per la figura di assistente giudiziario ammontino a circa 8000,e che aumenteranno ancora di più nei prossimi 3 anni in quanto sono previsti circa 2500 pensionamenti per la figura di assistente giudiziario e quindi se non ci sará l’assorbimento dell’intera graduatoria, il sistema giustizia collasserá totalmente. Sarebbe bello festeggiare con una bella bottiglia di champagne tutti quanti insieme nei primi mesi del 2019 perchè ciò vorrebbe significare assorbimento totale della graduatoria.

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