CARENZE DI PERSONALE, LA RSU DEL TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE

Prima o poi doveva accadere. Nei giorni scorsi la Rsu del Tribunale Ordinario di Roma ha proclamato lo stato di agitazione. Troppe carenze non compensate da nuove assunzioni di personale, durata eccessiva delle udienze penali, carichi di lavoro aumentati negli ultimi anni in maniera esponenziale. Solo per citare alcune delle motivazioni dello stato di agitazione. Una situazione che si trascina da tempo e la cui gravità appare sempre più chiara. A detta dei dirigenti dei Tribunali e della Procura di Roma, le sedi assegnate dal Ministero della Giustizia, non sono ancora sufficienti a risolvere il problema delle carenze di organico che riguarda tanto il penale quanto il civile e che impedisce quotidianamente il regolare svolgimento della giurisdizione.
Nessuno stupore, dunque, per la proclamazione dello stato di agitazione.
Oltre alla “grave carenza di organico del Tribunale di Roma non compensata dalle assunzioni di personale sia dai concorsi che dalla mobilità, a causa dei regolari pensionamenti, i carichi di lavoro aumentati negli ultimi anni in maniera esponenziale e lo stress da lavoro correlato di cui soffrono i lavoratori vista l’alta incidenza di malattia ad esso collegate, dovute alle pessime condizioni in cui sono costretti a lavorare” vengono evidenziate anche “le difficoltà pratiche delle cancellerie, per la mancanza di personale e per l’enorme mole di atti telematici da accettare, appesantite dalle lentezza del sistema informatico e del contestuale ricevimento al pubblico”.
Non manca il riferimento “agli spazi inadeguati delle cancellerie rispetto al numero di lavoratori che vi operano, ed obsolescenza e mancanza di dotazioni informatiche e materiali”, ma anche “la saturazione degli archivi del civile che costringe le sezioni a dislocare i fascicoli definiti nei loro locali, rendendo gli spazi angusti”.
La proclamazione dello stato di agitazione dimostra ancora una volta una situazione emergenziale cronicizzata, che il Ministero non può più procrastinare.
Il Tribunale di Roma rappresenta soltanto la punta dell’iceberg. Non passa giorno senza che magistrati, avvocati, operatori della giustizia non denuncino carenze di organico di personale amministrativo negli uffici giudiziari.
Il 4 luglio scorso si è insediata il nuovo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Forlì, Maria Teresa Cameli, un magistrato con una lunga esperienza anche su fronti particolarmente delicati come quello calabrese. Nel suo discorso di insediamento la Cameli, dopo avere manifestato la soddisfazione di tornare a Forlì dove aveva vissuto da giovane, si è soffermata sul problema dei vuoti di organico. “Per la Procura non ci sono problemi, ma è sul fronte del personale amministrativo che abbiamo lacune anche importanti che speriamo di poter colmare in futuro”.
Le sue parole ci spingono a riassumere, dati alla mano, come la situazione relativa al distretto di Bologna, al quale il tribunale di Forlì appartiene, si sia evoluta nell’ultimo anno.
In occasione dell’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario a Bologna, il presidente della Corte di Appello del capoluogo emiliano, Giuseppe Colonna, aveva lanciato un grido di allarme in merito alle carenze di organico di personale amministrativo. “Si è passati da una scopertura media del 23,88% nel 2016 ad oltre il 26% alla fine del 2017, con punte del 41,66% al Tribunale dei Minori e del 44,44% nell’ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia, situazioni costanti rispetto all’anno precedente. (…) percentuale che non pare destinata a diminuire sensibilmente a breve, visto che a fronte di nuove assunzioni si prospettano numerosi pensionamenti”. Quindi, Colonna preannunciava che i benefici derivanti dalle imminenti assunzioni, che allora erano in totale 1600, a seguito del tanto atteso concorso per assistenti giudiziari, sarebbero stati soltanto parziali.
Abbiamo voluto verificare in che misura le assunzioni fino ad oggi realizzate a seguito dell’ulteriore scorrimento della graduatoria, quello dei 1014, hanno inciso sulla riduzione delle carenze di organico relativamente al distretto di Bologna.
Secondo un documento ufficiale del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi a firma della Dirigente Barbara Fabbrini sono stati immessi nel distretto di Bologna 188 nuovi assistenti giudiziari e la percentuale di scopertura è scesa dal 26,02% al 16,52%.
Questo dato, se da una parte conferma gli sforzi fatti per fare fronte ad una situazione ormai insostenibile in termini di carenza di personale amministrativo, dall’altra dimostra che, anche in vista dei prossimi consistenti pensionamenti, senza lo scorrimento totale della graduatoria, le denunce fatte da magistrati come Maria Teresa Cameli resteranno lettera morta.
Ma non ci sono solo Roma o Forlì e al sud non c’è solo Bari. In tutto il Mezzogiorno l’amministrazione della giustizia vive un momento drammatico dovuto al costante taglio di risorse, sia logistiche che di organico. A Messina la situazione non è diversa: le procure del distretto hanno bisogno di più magistrati in servizio, il ricambio delle cancellerie non è adeguato, il secondo Palazzo di Giustizia del capoluogo resta un miraggio. Magistratura Indipendente ha chiesto a gran voce che l’Associazione Nazionale Magistrati rivendichi adeguate condizioni di lavoro per le toghe ma non solo.
A Caltanissetta, il nuovo Procuratore Generale Lia Sava, nel suo discorso di insediamento ha sottolineato con forza la necessità di nuove assunzioni di personale amministrativo mentre a Milano, il Procuratore Gerardo Greco ha evidenziato il problema della carenze di organico in Procura, anche relative al personale amministrativo. «Abbiamo un numero di notizie di reato uguale se non superiore a quello delle Procure di Roma e Napoli ma noi abbiamo a disposizione meno magistrati e questa storia di non lamentarci è diventata un boomerang per noi, mentre in altre sedi lanciano allarmi. Con meraviglia – ha aggiunto – osservo sempre i dati della Procura di Milano perché riusciamo a stare ancora in piedi malgrado la situazione precaria per le carenze di organico».
Nei giorni scorsi, durante un convegno in Corte di Cassazione, una delegazione del Ciag ha avuto l’opportunità di confrontarsi con il Primo Presidente, Giovanni Mammone, che ha dato il suo appoggio alle istanze del Comitato sottolineando la carenza cronica di personale.
La necessità di nuovo personale negli uffici giudiziari italiani diventa, dunque, sempre più pressante così come il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, giorno dopo giorno, aggiunge un tassello al suo personale puzzle che si completerà soltanto con l’incastro dell’ultimo pezzo ovvero l’assunzione dell’ultimo idoneo della graduatoria.

6 Comments on “CARENZE DI PERSONALE, LA RSU DEL TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE

  1. Volendo il ministero potrebbe far scorrere con un unico decreto l intera graduatoria comprensiva dei 420 già stanziati. Forza ciag. Avanti tutta

  2. E’ necessaria al più presto una svolta nei Tribunali di tutta Italia per velocizzare i processi, dare un po’di respiro al personale impiegato e far fronte ai pensionamenti. Ce lo ribadiscono i discorsi di illustri personalità dell’ANM e del CNF. Noi idonei siamo pronti e aspettiamo solo le decisioni del Ministro della Giustizia.

  3. Sembra veramente l ‘ora di insistere per lo scorrimento totale della nostra graduatoria dato che molti tribunali data l’elevata carenza di personale amministrativo sono costretti a svolgere le udienze di pomeriggio e ciò ha costretto tribunali illustri come quello di Roma a dover dichiarare lo stato di agitazione. Allora non si può far altro che fare ancora appello al nostro ministro della giustizia affinchè con i restanti 1860 Idonei della graduatoria venga posto un parziale rimedio a tale carenza. Se ciò non avverrá nel più breve tempo possibile si verificherá il collasso dell’intero sistema giudiziario e a quel punto la situazione diventerá irrimediabile con i processi che inizieranno senza sapere quando potranno terminare e favorendo così il verificarsi delle prescrizioni. Allora ancora una volta si fa appello ad un intervento urgente del ministro Bonafede affinchè si possa evitare di incorrere in tali situazioni e d’altronde è lo stesso Governo del Cambiamento a richiedere l’abbreviazione dei processi per evitare di incorrere nelle prescrizioni.Ecco perchè l’unica soluzione plausibile per risolvere in parte tali problemi resta lo scorrimento totale della graduatoria degli assistenti giudiziari operando ache con la rimodulazione delle piante organiche e con il turn over al 100% ma soprattutto auspicando lo stanziamento dei fondi necessari al perseguimento di tale obiettivo nella prossima legge di bilancio.

  4. Ringraziamo gli Onorevoli Anna Rossomando e Ferri Cosimo per aver dato voce alle nostre istanze richiedendo lo scorrimento totale della graduatoria in tempi celeri e certi. A questo punto è giusto attenderci dal ministro Bonafede un unico decreto di scorrimento per i restanti 1860 della graduatoria. Forza CIAG insistiamo ancora di più per raggiungere quanto prima il nostro obiettivo che è lo scorrimento totale della graduatoria entro l’inizio del 2019.

  5. Ringraziamo gli Onorevoli Avv. Federico Conte e Avv. Giuseppina Occhionero per aver sostenuto le richieste degli ultimi 1860 idonei della graduatoria attraverso un’apposita interrogazione Parlamentare, chiedendo lo scorrimento totale della graduatoria. Si ringrazia anche l’avvocato Gianfranco Di Sarno membro della Commissione Giustizia per aver sostenuto I restanti 1860 idonei della graduatoria per i quali ha affermato che a partire dal mese di Settembre dovrebbe iniziare lo scorrimento della graduatoria per colmare in parte le enormi lacune del sistema giustizia. A questo punto attendiamo fiduciosi i relativi riscontri attraverso l’operato del ministro Bonafede al quale chiediamo lo scorrimento totale della graduatoria tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019.

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