LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SECONDO ALFONSO BONAFEDE E GIULIA BONGIORNO

A tre mesi dalla nascita del Governo Conte la politica scalda i motori, soprattutto in vista della ripresa dei lavori parlamentari. Quella che sta per ricominciare sarà una stagione calda su tutti i fronti, a partire dalla legge di bilancio con annesse le tanto attese riforme già pubblicizzate abbondantemente sui “giornaloni”.

La riforma della pubblica amministrazione, che in questi giorni ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica con le sue 450mila assunzioni annunciate dal Ministro Giulia Bongiorno tiene conto anche di un’altra importante riforma che è quella della giustizia, da sempre un delicato banco di prova per il Guardasigilli di turno.

Abolizione della prescrizione, blocco della riforma delle intercettazioni, pene più severe, un nuovo piano di edilizia penitenziaria, lotta alla corruzione, riapertura dei vecchi tribunali, stop alle “porte scorrevoli” per i magistrati in politica. Questi, in sintesi, i punti salienti del Bonafede-pensiero, contenuti nel contratto di governo redatto da Lega e Movimento 5 Stelle. L’obiettivo è quello di garantire alla collettività una giustizia rapida ed efficiente anche attraverso “il completamento delle piante organiche di magistratura e del personale amministrativo degli uffici giudiziari, con attenta valutazione della relativa produttività”. Che tradotto in parole povere significa rafforzamento delle politiche assunzionali con l’immissione di nuovo personale negli uffici giudiziari. Una condizione essenziale per poter attuare la riforma della giustizia.

La questione relativa all’abolizione della prescrizione, in particolare, appare di fondamentale importanza poiché sarebbe legata all’assunzione di nuovo personale. Al momento, infatti, il dossier sulla prescrizione è subordinato alla riforma del processo civile e alle nuove assunzioni nel comparto giustizia.

In pratica, si tratta di verificare se il contenzioso arretrato dei tribunali italiani subirà un’accelerazione grazie alle nuove norme e agli investimenti per assumere nuovi magistrati e cancellieri.

Da ciò si può facilmente intuire quanto il tema assunzioni sia davvero di capitale importanza per il funzionamento del sistema giudiziario del nostro Paese.

Una cosa è certa. Dal giorno dell’insediamento del nuovo Esecutivo, il Guardasigilli Alfonso Bonafede ed il Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno stanno lavorando in totale sinergia proprio per garantire nuove assunzioni che permetteranno alla giustizia, e dunque anche alla pubblica amministrazione, di ripartire.

La Bongiorno ha chiesto ai suoi colleghi di governo di presentare, entro il 31 agosto, il proprio fabbisogno di personale in modo che si proceda ad assunzioni mirate.

Lo stesso Ministro, da qualche giorno al centro del dibattito pubblico per avere manifestato l’intenzione di procedere alla assunzione nel 2019 di 450.000 unità nella pubblica amministrazione, ha ribadito ai microfoni di “Zapping” su Radio1, che la giustizia è paralizzata anche per la mancanza di personale amministrativo.

Ha fatto tanto rumore la mia dichiarazione sull’importanza delle assunzioni perché io reputo che la pubblica amministrazione vada valorizzata e non tagliata. Escludo di fare infornate generalizzate. Le assunzioni saranno mirate, cioè non si assume tanto per, si assume se serve. Il numero che è circolato in questi giorni di 450mila assunzioni è la stima di un turn over al 100% nel triennio, un obiettivo che deve avere un governo che vuole costruire sulla pubblica amministrazione”.

Riguardo ai 1860 idonei assistenti giudiziari che restano in graduatoria ha aggiunto che “…(…) ..È verissimo che la giustizia è paralizzata anche per la mancanza di personale amministrativo, verissimo che io intendo insieme a Bonafede potenziare il settore giustizia. Pertanto, sicuramente nei prossimi mesi, spero entro fine anno, di poter dare una risposta a questi soggetti”.

Le assunzioni annunciate dal Ministro Bongiorno si rendono ancor più indispensabili a fronte del processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e del settore giustizia. “In questi anni si è parlato molto di digitalizzazione come di una cosa già avvenuta. In realtà è stato fatto molto poco. Quando io parlo di assunzioni, mi riferisco proprio alla necessità di assumere persone che siano in grado di fare questo tipo di trasformazione digitale. Se in Italia abbiamo i processi telematici ma mancano gli informatici, è tutto inutile. Per questo parlo di assunzioni mirate. Io, in questo, intendo investire molto e una parte delle assunzioni sarà destinata a questo settore”.

A conferma del fatto che entrambe le forze politiche che formano il governo sembrano consapevoli della gravità del problema della carenza di personale negli uffici giudiziari italiani e dell’urgenza con cui farvi fronte, giungono le dichiarazioni di Andrea Ostellari, Presidente della Commissione Giustizia del Senato ed esponente della Lega.

Il problema è far durare i processi in tempi ragionevoli. I magistrati si lamentano che non riescono a celebrarli perché mancano i cancellieri? Bene, con il Ministro Giulia Buongiorno si sta discutendo di un importante piano di assunzioni di personale amministrativo. Noi vogliamo far funzionare lo strumento. L’obiettivo da raggiungere è un processo veloce, da celebrarsi con tutte le garanzie”.

Dunque, le premesse per lo scorrimento totale della graduatoria ci sarebbero tutte, ma è necessario che dalle parole si passi ai fatti.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari monitorerà la situazione tanto più in una fase cruciale come questa che sarà scandita da alcuni passaggi fondamentali. Si partirà dal piano di fabbisogno di personale presentato dai Ministri, di cui si saprà qualcosa presumibilmente entro la metà di settembre. Entro il 27 settembre va presentata la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza e lì andrà tratteggiata la fisionomia della legge di bilancio che va trasmessa alle Camere entro il 20 ottobre.

Sul fronte politico si preannuncia un autunno molto caldo e, come si dice a Roma, le chiacchiere stanno a zero. Ora è tempo di fatti concreti.

3 Comments on “LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SECONDO ALFONSO BONAFEDE E GIULIA BONGIORNO

  1. #finanziagliidoneiassistentigiudiziari
    #diamofiatoallagiustizia
    #Solo1800
    #scorrimentototalegraduatoria

  2. A questo punto, date le premesse, è solo una questione di tempi e modalità con cui procedere alla scorrimento totale della nostra graduatoria, una volta che dalle parole il governo passerà concretamente ai fatti! Forza CIAG, la meta è vicina!

  3. Forza CIAG, è ora di pigiare sull’accelleratore per ottenere lo stanziamento nella prossima legge di bilancio della somma necessaria al totale scorrimento della graduatoria entro i primi 6 mesi del 2019.

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