IL MINISTRO BONAFEDE A SKY TG24: “LE RIFORME SONO IMPORTANTI MA BISOGNA INVESTIRE SOLDI NELLA GIUSTIZIA”

Sabato 8 settembre, ore 11.30. Su Sky tg24 va in onda la prima puntata della nuova stagione de “L’intervista” condotta da Maria Latella. L’ospite è di tutto rispetto ed è il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. L’occasione è quella per discutere del disegno di legge contenente le misure per il contrasto alla corruzione, il cosiddetto “Spazza corrotti”, approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 6 settembre.

La legge introduce alcuni capisaldi considerati fondamentali come il Daspo ai corrotti, l’agente sotto copertura, forme di collaborazione dei pentiti anche per il fenomeno della corruzione, certezza della pena per chi sarà condannato in via definitiva. Certamente, una riforma impegnativa che, per essere attuata, ha bisogno di condizioni essenziali come un personale amministrativo all’altezza. E infatti, la domanda fatidica arriva poco dopo.

“…(…)…Però, invece, mi dirà cosa pensa dello studio che è stato presentato proprio a Cernobbio. In Italia ci vogliono ancora 514 giorni per una sentenza di primo grado, la media europea è di 255 giorni. Siamo andati un pochino meglio ma non di molto. La cosa che impressiona è che ci vogliono 8 anni, Ministro 8 anni per una sentenza in Cassazione !”.

La risposta del Ministro arriva chiara e coincisa.

Per venti anni la politica non si è occupata della giustizia che interessava ai cittadini. Io le posso dire che intanto abbiamo presentato la legge “spazza corrotti”. Nei prossimi due mesi, presenteremo ulteriori leggi di riforma della procedura civile e della procedura penale che permetteranno di accelerare i processi e le posso dire che è al vaglio di questo governo un forte livello di investimenti nella giustizia perché, chiaramente, si fanno le riforme a costo zero, e quelle sono importanti, ma poi bisogna investire soldi nella giustizia. Tra l’altro, sto lavorando fianco a fianco con il Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno ed abbiamo un’unità d’intesa totale su questo punto”.

Si tratta di affermazioni che confermano l’intenzione di Bonafede nell’affrontare l’annoso problema dei tempi biblici della Giustizia che determina, ogni anno, la cancellazione di centinaia di migliaia di processi a rischio prescrizione. Non a caso, via Arenula ha subordinato la riforma della prescrizione alla immissione di significative risorse nel settore.

Restano però, dichiarazioni ancora troppo generiche che non possono soddisfare il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari. Appare, infatti, fondamentale avere contezza delle cifre inserite nel piano di fabbisogno del personale che Bonafede, come gli altri colleghi di governo, ha presentato al Ministro della Pubblica Amministrazione poiché è da queste cifre che si capirà in che misura le parole del Guardasigilli avranno oggettivo riscontro nei fatti. D’altra parte la lentezza della giustizia italiana è essa stessa un fatto oggettivo.

La condizione del nostro sistema giudiziario è stata oggetto di uno studio presentato nel corso della 44° edizione del Forum Ambrosetti che si è svolto a Cernobbio dal 7 al 9 settembre. L’Italia, da alcuni anni, è tra i Paesi migliori in Europa per l’efficienza dei tribunali, ovvero per la capacità di questi ultimi di smaltire l’arretrato ma tra i peggiori per tempo di risoluzione delle cause.

Il nostro Paese è quello con i tempi più lunghi per la definizione di un procedimento civile. Tale lentezza si evidenzia per ogni grado di giudizio: 249 giorni per il primo grado, 604 per il secondo e 890 per il terzo. L’arretrato accumulato nel tempo è una delle peggiori cause: nel 2017, le pendenze nel civile e nel commerciale con contenzioso ogni 100.000 abitanti erano circa 4000. La conseguenza è che gran parte del nostro sistema giudiziario non rispetta quegli stessi limiti imposti dalla legge. Per migliorare il sistema giudiziario italiano lo studio redatto dal Forum Ambrosetti propone un incremento degli strumenti di valutazione della performance dei Tribunali e dei Magistrati, criteri manageriali nella gestione ed organizzazione dei Tribunali, misure e buone pratiche organizzative e corsi di management ed organizzazione con adeguati criteri e strumenti di valutazione.

Per fare tutto questo è necessario garantire adeguate risorse finanziarie, umane e tecnologiche. Lo stesso Ministro Giulia Bongiorno, intervenuta proprio a Cernobbio, ha sottolineato con forza la necessità di avviare in maniera concreta il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione che cambierà volto alla stessa ma anche alla giustizia. Intanto, il Ddl “Concretezza” è stato approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 13 settembre. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del testo, proprio il Ministro ha annunciato novità contro gli statali “assenteisti” ma, soprattutto, un importante piano di assunzioni.

Non un’infornata, ma un bel ricambio generazionale di qualità con giovani che abbiano le professionalità mancanti. Da quelle a sostegno della digitalizzazione, al personale della giustizia (cancellieri e assistenti giudiziari). Dagli specialisti nell’utilizzo dei fondi europei agli ingegneri esperti in controllo di gestione, al personale tecnico» ha sottolineato la Bongiorno, aggiungendo che «L’anno scorso c’è stato il blocco del 25% del turn-over. Noi lo togliamo e prevediamo procedure semplificate. Una sorta di liberalizzazione delle assunzioni».

Il via libera all’80% delle assunzioni previste verrà dato subito, considerando anche i pensionamenti che per il 2019 saranno tanti.

Nel frattempo, però, va registrata l’ennesima emergenza che proviene da un ufficio giudiziario italiano. È il turno di Ischia, un’isola meravigliosa, già provata dal recente terremoto. In occasione della recente visita del premier Giuseppe Conte, Francesco Cellammare, presidente dell’Assoforense di Ischia ed Ettore Ferrara, Presidente del Tribunale di Napoli, hanno sottoposto a Conte “ (…) il gravissimo problema della carenza di personale che si è acuito a causa dei trasferimenti dovuti alla precedente soppressione e poi in seguito alle proroghe” rimarcando che “(…) nella sezione distaccata isolana su 11 dipendenti previsti in organico ne sono attualmente presenti solo 4” e concludendo che “(…) all’ufficio del giudice di Pace, caso forse più unico che raro, manca proprio il cancelliere ormai quasi da un anno”.

Appare evidente che tra il dire ed il fare c’è ancora un lungo percorso fatto di riforme, legge di bilancio e turn over da gestire.

Il Ciag sta facendo la sua parte e attende che anche chi di dovere faccia la propria.

3 Comments on “IL MINISTRO BONAFEDE A SKY TG24: “LE RIFORME SONO IMPORTANTI MA BISOGNA INVESTIRE SOLDI NELLA GIUSTIZIA”

  1. I presupposti per lo scorrimento totale ci sono tutti.Forza CIAG l’obiettivo è raggiunto.Grazie ai sostenitori.

  2. Forza ragazzi, il prossimo obiettivo è lo stanziamento di fondi in legge finanziaria 2019 e turn over al 100% per lo scorrimento integrale della graduatoria nei primi mesi del 2019.

  3. La necessità improcrastinabile di nuovo personale amministrativo è sotto gli occhi di tutti gli operatori della giustizia: occorre passare al più presto dalle parole ai fatti! Forza CIAG! Questo è il momento di insistere ancora di più e fare sentire la propria voce! Avanti tutta!

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