IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ANNUNCIA L’ ATTO DI INDIRIZZO PER L’ ANNO 2019 E PUNTA SUL RILANCIO DELLE POLITICHE ASSUNZIONALI

Lo scorso 27 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato la nota di aggiornamento al Def, un passo preliminare alla presentazione da parte del Governo della prossima legge di bilancio. Una vera e propria road-map con la quale l’Esecutivo scopre le sue carte mettendo nero su bianco i suoi obiettivi per la crescita del Paese.

Il 28 settembre, il Ministero della Giustizia ha reso noto l’Atto di Indirizzo per il 2019. Si tratta di un documento in cui il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, definisce le priorità politico-istituzionali da realizzare a livello strategico allineandosi al processo di formazione del bilancio di previsione relativo al prossimo anno. Il Ministro della Giustizia ritiene che il piano di riforme in materia di Giustizia contenute nel contratto di Governo, potrà realizzarsi soltanto con la copertura delle piante organiche, mediante lo scorrimento delle graduatorie già in essere e l’indizione di nuovi concorsi.

A questo proposito, Bonafede intende implementare la politica assunzionale già adottata nella precedente amministrazione, dapprima attraverso la razionalizzazione delle piante organiche e il loro adeguamento alle reali esigenze delle singole strutture territoriali, per poi procedere alla copertura dei vuoti di organico di personale amministrativo e di magistrati. Un concorso, quello per il profilo professionale di assistente giudiziario, indetto nel 2016, dopo venti anni dall’ultimo. Una graduatoria composta da 4915 persone, 2845 delle quali già in servizio mentre altre 200 sono in attesa del decreto di assunzione. Restano circa 1860 idonei e per il 2019 sono previsti numerosi pensionamenti, anche in considerazione della probabile riforma delle Legge Fornero che prevede l’introduzione della cosiddetta quota 100.

Non a caso, la parte finale dell’Atto di indirizzo riporta “le direttrici portanti per la costruzione della programmazione strategica per l’anno 2019 che verranno indicati nel Piano della Performance triennale, contenente la Direttiva annuale 2019, in coerenza con i contenuti della programmazione economico-finanziaria generale”. Al primo punto c’è “il rilancio di una politica sul personale, verso la piena copertura ed eventuale ampliamento delle piante organiche e la creazione di un ambiente di lavoro orientato al benessere organizzativo che, sottolinea il Guardasigilli, “dovrà attuarsi attraverso politiche del personale che dovranno tendere al completamento delle piante organiche del personale dell’amministrazione giudiziaria, della magistratura (anche prevedendo ampliamenti della pianta organica), nonché della polizia penitenziaria, tramite lo scorrimento delle graduatorie e di nuovi concorsi di carattere straordinario anche in aggiunta alle facoltà assunzionali previste

Significativo appare anche il secondo punto che riguarda L’avanzamento delle politiche di digitalizzazione, con l’implementazione del Processo Penale Telematico e l’estensione del Processo Civile Telematico in Cassazione”, in cui è indicato l’obiettivo di proseguire nel processo di digitalizzazione tanto nell’ambito della giurisdizione quanto in quello dell’attività amministrativa, al fine di innalzare ulteriormente il livello dei servizi garantiti ai cittadini e alle imprese attraverso le piattaforme telematiche. Emerge, dunque, la necessità di avere a disposizione i cosiddetti nativi digitali o, più in generale, persone che hanno già acquisito sufficiente dimestichezza con i principali strumenti telematici. Requisiti, questi, di cui gli idonei assistenti giudiziari sono certamente provvisti.

Fondamentale, poi, il quinto punto concernente “una giustizia diffusa sul territorio e vicina ai bisogni dei cittadini” con l’obiettivo di “proseguire nella realizzazione di una diffusa rete di sportelli di prossimità per agevolare l’accesso ai servizi della giustizia anche agli utenti, cittadini ed imprese, che risiedono in quelle aree del territorio penalizzate dalla minor vicinanza alle sedi giudiziarie; prevedendo altresì, in casi peculiari, una possibile riorganizzazione degli uffici giudiziari a partire da quelli del Giudice di Pace”. Appare evidente l’urgenza di rispondere alle istanze della cittadinanza in materia di Giustizia, attraverso nuovo personale amministrativo qualificato. La lettura di questo documento non può, dunque, che dare ulteriore vigore alle istanze per le quali il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari si sta battendo da quasi un anno.

Quella per il profilo professionale di assistenti giudiziari è l’unica graduatoria attualmente valida da cui attingere personale amministrativo: per questo il suo scorrimento è indispensabile. Lo stesso Bonafede, che dal giorno dell’insediamento del Governo, sta lavorando in totale sinergia con il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ha più volte ribadito la necessità di nuove politiche assunzionali che consentano un miglior funzionamento del comparto giustizia, consapevole che nessuna riforma, anche la migliore, è davvero attuabile se manca il personale.

Aggiungiamo che lo scorrimento integrale della graduatoria, formata da persone altamente qualificate, rappresenta uno strumento indispensabile per attuare quel ricambio generazionale del quale si avverte sempre di più l’urgenza non soltanto per il bene del nostro Paese ma anche per consentire ad un’intera generazione di pensare una progettualità di vita che ad oggi non c’è.

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