AL XXXIV CONGRESSO NAZIONALE FORENSE, ANM E CNF CHIEDONO INVESTIMENTI SULLE RISORSE DELLA GIUSTIZIA E BONAFEDE CONFERMA

Dal 4 al 6 ottobre la città di Catania ha ospitato il XXXIV Congresso Nazionale Forense che, quest’anno, ha affrontato il tema relativo al ruolo dell’avvocato per la democrazia e nella Costituzione. Una tre giorni di incontri e dibattiti a cui hanno preso parte i massimi rappresentanti dell’Avvocatura e delle istituzioni giudiziarie. La presenza più attesa era quella del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che intervenendo nella prima giornata del Congresso ha parlato a lungo del programma di riforma della giustizia che intende attuare, con un particolare riferimento al mondo dell’Avvocatura.

Nel suo intervento, il Guardasigilli ha voluto sottolineare i diversi punti di confronto con le istituzioni forensi ma è tornato anche sul Ddl “Anticorruzione”, sul tema delle intercettazioni e sulla riforma del processo civile. L’obiettivo è quello di restituire al processo la sua sede naturale di difesa delle garanzie dei cittadini con particolare attenzione alla qualità di tutta l’attività giudiziaria e processuale. Secondo Bonafede, occorre dare nuovo ossigeno alla giustizia mediante un approccio sistemico, soprattutto perché sono gli stessi cittadini a non comprenderne più le dinamiche. Serve un vero e proprio “restyling”, a partire dalle fondamenta e cioè dalle risorse.

Voglio chiarire che ci sarà un investimento importantissimo sulle risorse della giustizia. Abbiamo bisogno di tribunali che nella quantità dei magistrati e del personale amministrativo possa far fronte ai cittadini che si rivolgono al sistema giustizia. Questa priorità è assolutamente nelle intenzioni del Governo. Non voglio darvi i numeri precisi perché non sono abituato a dare i numeri fino a quando quei numeri non saranno approvati, non scritti nero su bianco perché sono già scritti nero su bianco e sono numeri importanti”.

Dichiarazioni significative che avranno fatto sobbalzare dalla poltrona il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Francesco Minisci che, intervenuto poco prima, aveva chiesto di nuovo e con forza l’assunzione degli idonei del concorso per il profilo di assistente giudiziario. Quello dell’immissione di nuove risorse nel comparto giustizia è da sempre un tema particolarmente caro all’Anm secondo cui, ormai da troppo tempo, il sistema giudiziario italiano è costretto ad affrontare gravi e numerose criticità, alcune facilmente risolvibili attraverso interventi snelli e di rapida realizzazione mentre altre necessitano di interventi di sistema e di risorse. In sintesi, serve una visione lungimirante da parte del Governo

Deve essere chiaro il messaggio che i micro-interventi non portano lontano, così come interventi complessivi ed efficaci non possono prescindere dalla destinazione al settore Giustizia di importanti ed imponenti risorse economiche” ha spiegato Minisci, a proposito delle difficoltà più gravi del nostro sistema giudiziario.

Certamente una delle piaghe del nostro sistema è la lentezza dei processi. Una risposta giudiziaria che arriva dopo molti anni non è una risposta efficace e, talora, non è affatto una risposta. Quindi siamo tutti d’accordo che la riduzione dei tempi di celebrazione dei processi è uno dei primi interventi necessari per ridare efficienza al sistema. Snellimento ed accelerazione dei processi e redistribuzione delle piante organiche dei magistrati sul territorio nazionale sono due tra le prime misure che potrebbero essere adottate e a costo zero. Poi, è prioritario coprire i vuoti di organico del personale amministrativo pianificando bandi di concorso in maniera sistemica e partendo dal reclutamento degli oltre 2.500 giovani idonei dell’ultimo concorso che sono in attesa dello scorrimento delle graduatorie prima che queste scadano”.

Un intervento, quello di Minisci, concreto e stringente, volto ad accomunare Magistratura e Avvocatura nella battaglia per il perseguimento di un ambizioso ma ormai ineludibile obiettivo: quello “della efficienza del servizio e della tutela dei cittadini, dei loro diritti e delle loro garanzie”.

Alle parole de massimo esponente dell’Anm, si aggiungono quelle del Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin che l’8 ottobre ha incontrato il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno. Nel corso del colloquio è stato affrontato anche il tema degli investimenti nel sistema giustizia. Mascherin ha manifestato la condivisione sulla necessità di assumere personale per coprire i vuoti di organico nelle cancellerie degli uffici giudiziari. Un tema che il Presidente del Cnf aveva già affrontato nel suo discorso inaugurale al Congresso, dove ha ricordato che le vere riforme dipendono prima di tutto dagli investimenti sugli organici dei magistrati, sul personale e sull’edilizia giudiziaria.

Importanti anche le dichiarazioni di Barbara Fabbrini, Direttore Generale del Personale e della Formazione presso il Ministero della Giustizia, rilasciate al portale “Giustizia Caffè” a cui ha ribadito l’intenzione da parte della nuova amministrazione di voler dare continuità a quanto già stato fatto nella precedente, specie in tema di politiche assunzionali.

E’ evidente che magistrati, avvocati, operatori della giustizia non possano lavorare se mancano le risorse e quindi possiamo anche fare il più bel processo civile o penale sulla carta ma se mancano uomini e mezzi, la giustizia non va avanti. Eravamo arrivati già ad un buon punto nella scorsa legislatura, continueremo su quella strada investendo ulteriormente, con un’attenzione particolare all’esaurimento della graduatoria degli idonei del concorso con l’investimento nella digitalizzazione non solo nel processo civile ma anche nel processo penale telematico”.

La Fabbrini ha voluto ringraziare anche l’Avvocatura per la costante collaborazione.

L’Avvocatura è, e sarà sempre, un interlocutore determinante per il Dipartimento ed un istituzione di dialogo sul tema delle risorse proprio a partire dal processo civile telematico. È stata un importante termine di confronto nel momento in cui abbiamo parlato di personale amministrativo e credo che il discorso del Presidente Mascherin e del Presidente dell’Anm lo abbiano sottolineato”.

Fin qui le parole, certamente incoraggianti del Ministro della Giustizia e vertici degli organismi rappresentativi di toghe e avvocati. Ora la palla passa all’Esecutivo.

Nelle stanze dei bottoni il Governo sta mettendo mano alla prossima Legge di Bilancio. Bonafede ha dichiarato che i numeri sono già lì, nero su bianco e sono pure importanti. Prima, di essere ufficializzati, devono essere approvati.

Il Ciag, il prossimo 21 ottobre, compirà un anno. Se quei numeri diventassero veri, dando vita alle speranze di 1860 persone ed altrettante famiglie, sarebbe davvero un bel regalo.

One Comment on “AL XXXIV CONGRESSO NAZIONALE FORENSE, ANM E CNF CHIEDONO INVESTIMENTI SULLE RISORSE DELLA GIUSTIZIA E BONAFEDE CONFERMA

  1. #decretounicodiscorrimento
    #idoneiassistentigiudiziari
    #solo00
    #diamofiatoallagiustizia

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