21 OTTOBRE 2018, IL COMITATO IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI COMPIE UN ANNO. IL RADUNO DEL DIRETTIVO A NAPOLI

La vita è fatta di esperienze, scelte, stati d’animo ed emozioni che in un attimo possono mettere tutto in discussione. È ciò che succede quando si è intenti a fare altri progetti. In alcuni casi sono fatti che accadono e restano lì. In altri, si vivono esperienze che sparigliano le carte della vita e che mettono lungo il cammino di ognuno persone nuove che diventano alleate e compagne di un viaggio, di quelli che sono irripetibili perché, alla fine, non si torna come si è partiti ma si torna diversi. Sicuramente migliori.

La cosa più sorprendente è che tutto può nascere anche da fatti ordinari. Come un concorso per il profilo di assistenti giudiziari indetto nel 2016. Troppe carenze e vuoti di organico negli uffici giudiziari italiani. Le 308.385 domande presentate, diventano 79.322 persone che nel maggio del 2017 affollano i padiglioni della Fiera di Roma per la preselettiva. Numeri che, dopo scritti ed orali, cominciano ad assottigliarsi sempre di più fino ad arrivare ad un numero, unico e semplice, essenza di una graduatoria finale: 4915.

Da qui è partito tutto. E tanto. Prima ancora, il 21 ottobre di un anno fa, nasce il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari che ancora non conosce quel numero ma è pronto a lottare perché tutti coloro che faranno parte di quella graduatoria possano realizzare le loro legittime aspirazioni. Più di 2.000 iscritti, una strategia pianificata e febbrile che si snoda essenzialmente sui social e le varie delegazioni pronte ad incontrare rappresentanti delle istituzioni politiche, giudiziarie e sindacali. Il tutto in vista di un solo, unico obiettivo: lo scorrimento totale della graduatoria. Questo è il senso di quel numero.

Dietro i numeri, però, ci sono le persone. Le stesse che scrivono i post, che li commentano, che mettono i likes, quelle che twittano e ritwittano, quelle che pubblicano le relazioni degli incontri che occupano le intere giornate portando via tempo ad altro ma non importa perché c’è un interesse superiore da perseguire e, soprattutto, comune. E poi ci sono i messaggi su wapp che si intrecciano tra di loro come a tessere una tela che piano, piano prende forma. Succede che tutte queste persone, messaggio dopo messaggio, commento dopo commento, giorno dopo giorno diventano come di famiglia. E, infatti, come nelle migliori famiglie, si discute, ci si confronta e ci si chiarisce perché c’è condivisione di un obiettivo e unità di intenti.

Capita, poi, che i componenti del Direttivo del Ciag, decidono di incontrarsi perché il Comitato compie un anno ed è una ricorrenza che va festeggiata perché nell’ultimo anno è successo tanto, in maniera inaspettata. L’appuntamento è a Napoli, città che ci ha accolti a braccia aperte con il suo sole e la sua vitalità quasi a volerci rassicurare che andrà tutto bene. E, allora, #iosono4915, l’hashtag che meglio identifica il Ciag, diventa Maddalena, Viviana, Maria Chiara, Patrizia, Maria Elvira Clotilde, Valentina, Carmen, Paolo, Antonio, Lino, Armando, Cecilia, Peppe, Elisa, Alessia ed Eva. 

Si parlano, ridono, scherzano, scattano foto e selfies perché si conoscono da sempre, da prima che nascesse il Comitato; in fondo, hanno percorso lo stesso cammino e vissuto gli stessi stati d’animo. Sanno di avere molto in comune. Alla fine, vedersi diventa solo un dettaglio perché si è già condiviso molto. Napoli diventa l’occasione per stare insieme, conoscersi meglio e ragionare su quello che arriverà. Si comincia a fantasticare su questa o quella sede, perché magari in quella città c’è il mare, perché sarebbe l’ideale per rimanere il più vicino possibile ai propri cari oppure perché si vuole cambiare radicalmente vita ripartendo da zero e poter fare tutto ciò a cui si è dovuto rinunciare per tanto tempo.

Pensieri in libertà ma anche voglia di riscatto, di una progettualità che ora non c’è. Il Ciag è anche espressione di una generazione di persone preparate e qualificate che per troppi anni questo Paese ha relegato ai margini del mondo del lavoro. Sarebbe proprio il caso di iniziare a cambiare rotta partendo da chi ha capacità e competenze. Ad un anno dalla sua costituzione, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari attende che tutti gli sforzi profusi fino ad oggi diventino un solo, unico atto concreto. E si tenta di immaginare anche quello. Un decreto unico sarebbe il massimo, veloce e d’impatto, magari un bel turn-over, forse metà e metà ma, in fin dei conti, anche la cosiddetta “quota 100” potrebbe essere un modo per esaurire la graduatoria.

Come sempre, dopo ogni incontro, arriva il momento dei saluti. Il tempo è trascorso in fretta ma quando si sta insieme agli amici funziona così. Si vorrebbe parlare ancora di tante altre cose ma c’è un treno oppure un aereo da prendere. Sarà per la prossima volta perché sicuramente ci sarà una nuova occasione. Nel salutare c’è quel magone che contrae la gola e non permette di dire altro. C’è qualche occhio lucido ma questo è ciò che accade quando si provano le stesse emozioni, quelle grandi, quelle belle che riempiono il cuore e danno la forza per andare avanti.

Al di là di ogni decreto o legge di bilancio, il Ciag resterà per sempre nelle vite di chi ne fa parte. L’art. 6 del suo statuto recita che: “Il Comitato si estinguerà automaticamente con il raggiungimento dello scopo per il quale è costituito”. Ovvero lo scorrimento integrale della nostra graduatoria. A quel punto i 4915 saranno tutti assistenti giudiziari fatti e finiti. Il Comitato non ci sarà più ma resterà la certezza di aver vissuto un’esperienza umana irripetibile di quelle che ti cambiano la prospettiva. Resteranno le persone che hanno condiviso un’avventura fuori dal comune e che continueranno a camminare insieme unite come le dita di una mano.

2 Comments on “21 OTTOBRE 2018, IL COMITATO IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI COMPIE UN ANNO. IL RADUNO DEL DIRETTIVO A NAPOLI

  1. Complimenti per il costante impegno per il raggiungimento dell’obiettivo che vi siete prefissato nel vedere l’ultimo degli idonei finalmente chiamato in una sede giudiziaria.
    Avete fatto bene a specificare che siete la sintesi di una marea di aspiranti che ha affrontato un concorso massacrante che è risultato ostico finanche ad avvocati con anni d’esperienza.
    Io sono al vostro fianco . Lo so che sono di parte,quale genitore di chi ha sostenuto e superato la prova ed è in trepidante attesa che venga chiamato,ma seguendo il sito ho ammirato il lodevole impegno del Comitato che ,secondo le indiscrezioni, a non molto vedrà felicemente raggiunto lo scopo per il quale si è costituito.
    VI voglio bene a tutti come se foste figli miei.

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