LEGGE DI BILANCIO 2019, ECCO LA PRIMA BOZZA MA L’ ATTESA È TUTTA PER IL TESTO DEFINITIVO

Il 20 ottobre, il Governo avrebbe dovuto presentare il disegno di legge di bilancio in Parlamento, ma ciò ancora non è avvenuto.

In compenso, circola una bozza ufficiosa del testo che, al capo 1 del Titolo Terzo denominato: “Misure per il lavoro, il contrasto alla povertà, l’accesso alla pensione”, contiene un articolo relativo alle assunzioni di magistrati e di personale amministrativo nella Giustizia che, al 4° comma, così recita: “(…) Al fine di favorire la piena funzionalità degli uffici giudiziari, ed in particolare per far fronte alle esigenze connesse alla necessità di assicurare la piena attuazione del trasferimento al Ministero della giustizia delle spese obbligatorie per il funzionamento degli uffici giudiziari, il Ministero della giustizia è autorizzato, con le modalità di cui all’articolo 1, commi 2-bis, 2-ter e 2-septies, del decreto legge 30 giugno 2016, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 agosto 2016, n. 161, ad assumere, nell’ambito dell’attuale dotazione organica, per il triennio 2019-2021, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, un contingente massimo di 2.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale, di cui 1.000 unità Area III-F1 e 1.000 unità Area II-F2, da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazione giudiziaria. L’assunzione di personale di cui al periodo precedente è autorizzata, con le medesime modalità, anche mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento a norma dell’articolo 35, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Agli oneri derivanti dalle assunzioni di cui al presente comma, per l’importo di euro 29.826.200 per il 2019 e di euro 77.855.040 a decorrere dall’anno 2020, si provvede a valere sulle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 365, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, lettera b), come rifinanziato ai sensi del comma 1 del presente articolo”.

È opportuno sottolineare, ancora una volta, che si tratta di una bozza ma, va detto, che si sta lavorando per avere più margine possibile. Dunque, prima di trarre le opportune conclusioni, bisognerà attendere il testo ufficiale e definitivo.

Intanto, sempre con beneficio del dubbio, si può provare ad interpretare quanto riportato nella bozza. Per capire se il numero di 1.000 assunzioni sia una cifra congrua rispetto alle effettive esigenze del comparto Giustizia, in termini di personale amministrativo, sarà opportuno, in base ai dati a nostra disposizione, mettere in correlazione questa cifra con la dotazione organica per il profilo di assistente giudiziario che l’art. 2 del D.M. del 14 febbraio del 2018 ha fissato a 11.084 unità.

All’indomani dello scorrimento dei 1.024, un documento ufficiale del Dipartimento dell’Organizzazione di Personale, a firma della Dott.ssa Barbara Fabbrini, quantificava le scoperture nel profilo di assistente giudiziario nell’ordine del 14,4% del totale, pari a 1.596 unità. Se si considera che, nel frattempo, si sono aggiunti 420 assunzioni e, a breve, se ne aggiungeranno altre 200, per un totale di 620 unità, pari al 5,6% della dotazione organica, si può affermare che, una volta terminata la procedura di assunzione dei 200, le scoperture ammonteranno all’8,8%, cioè a circa 976 unità, al netto di pensionamenti, rinunce e dimissioni.

La legge Madia di riforma della Pubblica Amministrazione ha sancito il superamento del concetto di dotazione organica e la sua sostituzione con il piano di fabbisogno del personale, che deve essere accompagnato dall’indicazione delle risorse finanziarie destinate alla sua attuazione, nei limiti della spesa per il personale in servizio e di quelle connesse alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente. Ora, lo scorso 31 agosto, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha presentato a Giulia Bongiorno, il piano di fabbisogno del personale ma, ad oggi, non se ne conosce il contenuto. In ogni caso, anche avendo come punto di riferimento la dotazione organica, le carenze di personale nel profilo di assistenti giudiziari in termini di 976 unità, rappresenta un dato con una valenza transitoria perché non tiene conto, come detto, né dei pensionamenti, quantificabili nell’ordine delle 1920 unità nel triennio 2019-2021, né di rinunce e dimissioni che ammonterebbero, complessivamente, a 142.

La bozza, diffusa ad oggi dagli organi di stampa, presenta dei punti da chiarire. In primo luogo, le risorse stanziate per il 2019, circa 30 milioni di euro; appaiono una cifra largamente insufficiente per garantire, il prossimo anno, un significativo scorrimento della nostra graduatoria, tenuto conto, da un lato, che per l’assorbimento integrale servirebbero circa 60 milioni di euro e, dall’altro, che questa cifra riguarda non soltanto gli assistenti giudiziari (Area II-F2), ma anche i funzionari giudiziari (Area III-F1).

Inoltre, dal momento che all’Area II-F2 non appartengono soltanto gli assistenti giudiziari ma anche altre figure professionali come l’assistente linguistico e l’assistente informatico, si spera che tali specificazioni vengano riportate nel testo definitivo.

In conclusione, in attesa di conoscere il Piano di Fabbisogno del personale per il comparto giustizia, si può affermare che la cifra di 1.000 assunzioni previste in questa bozza di legge di bilancio, sarebbe soddisfacente soltanto nel momento in cui esse fossero finanziate per intero nell’anno 2019, ed a queste si aggiungessero le unità previste dallo sblocco del turnover secondo le modalità indicate dal Ddl concretezza. Insomma, in attesa del testo ufficiale, è necessario essere cauti.

Di certo c’è che il 25 ottobre scorso, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo proprio al Ddl Concretezza che, salvo novità dell’ultima ora, dovrebbe marciare collegato alle legge di Bilancio. Il provvedimento prevede una serie di interventi per migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione e, tra questi, anche lo sblocco del turn-over al 100%. Un decreto sul quale, la stessa Bongiorno punta molto per attuare quel ricambio generazionale da più parti invocato ma mai veramente iniziato.

Un tema che riguarda molto da vicino anche il comparto giustizia che da tempo patisce gravi carenze di personale negli uffici giudiziari. Ormai è questione di pochi giorni e, presto, sarà reso noto il testo ufficiale e definitivo della nuova legge di bilancio. A questo punto occorrerebbe ricordare che tutte le istituzioni giudiziarie, Csm, Cnf e Anm, da tempo, chiedono a gran voce l’assunzione di nuove risorse. Lo stesso Ministro Bonafede, in più sedi, ha garantito che quello degli investimenti per il rafforzamento delle politiche assunzionali rappresenta una priorità dell’attuale Esecutivo.

Voglio chiarire che ci sarà un investimento importantissimo sulle risorse della giustizia. Abbiamo bisogno di tribunali che nella quantità dei magistrati e del personale amministrativo possa far fronte ai cittadini che si rivolgono al sistema giustizia. Questa priorità è assolutamente nelle intenzioni del Governo. Non voglio darvi i numeri precisi perché non sono abituato a dare i numeri fino a quando quei numeri non saranno approvati, non scritti nero su bianco perché sono già scritti nero su bianco e sono numeri importanti”. Queste erano state le parole del Guardasigilli, al XXXIV Congresso Nazionale Forense, tenutosi a Catania dal 4 al 6 ottobre scorso.

Ora resta da capire a cosa corrisponda, in numeri, “l’investimento importantissimo” a cui più volte il Ministro della Giustizia ha fatto riferimento nel corso delle ultime settimane. Noi, ci aspettiamo numeri importantissimi.

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