ASSUNZIONI ASSISTENTI GIUDIZIARI, IL MINISTRO BONAFEDE: “SI, FACCIO LO SCORRIMENTO TOTALE DELLA GRADUATORIA”

Mentre il disegno di Legge di Bilancio ha iniziato il suo iter parlamentare con le prime audizioni presso la Commissione Bilancio della Camera, tra le quali quella del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, in questi giorni, sulla questione Giustizia, si sono susseguiti interventi e dichiarazioni di membri del Governo, esponenti dell’opposizione parlamentare, autorevoli magistrati ed avvocati.

Il dibattito è stato innescato dalla presentazione di un emendamento al disegno di legge “Spazza-corrotti” con cui il Ministro Bonafede intendeva bloccare il decorso della prescrizione, dopo che fosse intervenuta la sentenza di primo grado.

L’emendamento è stato ritirato a seguito di un accordo tra le forze politiche della maggioranza di Governo, Movimento 5 Stelle e Lega, che si sono impegnate a varare una riforma organica del processo penale. In questo contesto si inserisce perfettamente il tema del potenziamento degli organici di personale amministrativo degli uffici giudiziari poiché è del tutto evidente che se al blocco della prescrizione non si abbinasse un’ampia politica assunzionale di magistrati e assistenti giudiziari, il rischio di una Giustizia paralizzata sarebbe altissimo.

L’Esecutivo rivendica il merito di avere, con il disegno di legge di bilancio, invertito il trend negativo in termini di risorse, investendo 500 milioni di euro nella Giustizia come ha sottolineato il sottosegretario Jacopo Morrone che al Tg2, ha dichiarato: investire negli assistenti giudiziari, nel personale di cancelleria, nei giudici, nella magistratura onoraria significa che è cambiata la filosofia”. Parole che trovano riscontro in quelle dell’On. Francesca Businarolo (M5S), componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati che a Radio Radicale ha dichiarato che, grazie alle risorse stanziate dal Governo, “…(…)…assumeremo oltre 8.000 unità di personale amministrativo e 609 magistrati”.

Dall’opposizione, invece, si è levata la voce di Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), vice-presidente della Camera il quale a Coffee Break, su la7, ha dichiarato che “è indispensabile mettere mano al sistema Giustizia in Italia, dobbiamo garantire che i processi vengano fatti il più velocemente possibile (…). Bisogna ricordare che c’è un deficit, dal punto di vista della pianta organica che non riguarda soltanto i giudici, ma riguarda anche i cancellieri. Ci sono dei concorsi che sono stati espletati. Mi auguro che da parte di questo Governo vengano fatte scorrere le graduatorie, in modo che si possa immettere nuovo personale”.

Le dichiarazioni più autorevoli, però, sono arrivate direttamente dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che al Forum Nazionale Conflavoro svoltosi a Lucca lo scorso 9 novembre, intervistato da Luca Telese, ha voluto mettere le cose in chiaro su prescrizione e riforma della giustizia in generale. Il Guardasigilli ha sottolineato che già nel contratto di governo il tema della prescrizione è strettamente ancorato a quello degli investimenti.

Pensate che, ogni anno, sono circa 130 mila i processi che vanno in prescrizione. Quest’ultima è collegata agli investimenti che faremo nella Giustizia, in modo tale da avere un processo con le spalle più larghe, con più magistrati, più cancellieri e, a quel punto, poter far entrare in vigore la prescrizione. Nella manovra, per la giustizia, sono stati stanziati 500 milioni di euro per assumere un numero di cancellieri e magistrati che in Italia non si è mai visto prima. Per questo Governo la Giustizia è una priorità”.

Parole che Bonafede aveva ribadito in mattinata ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital. Riguardo alla volontà del Governo di velocizzare la macchina della Giustizia mediante l’assunzione di magistrati e cancellieri, al giornalista Jean Paul Bellotto che gli chiedeva quante sarebbero state assunte e con quali tempi, il Guardasigilli ha così risposto: “Io non posso parlare di dettagli perché chiaramente la legge è nel percorso parlamentare però posso dire che la somma stanziata è di 500 milioni di euro che prevede assunzioni immediate, alcune proprio agli inizi del 2019. Per quanto riguarda il personale amministrativo si parla di alcune migliaia. Alcune sono già in graduatoria, lo dico a tutti coloro che mi scrivono in continuazione su Facebook se ho intenzione di scorrere la graduatoria. Si, faccio uno scorrimento totale della graduatoria ed oltre al personale amministrativo ci sarà anche un ampliamento di organico per 600 magistrati”.

Queste dichiarazioni, sono state confermate con forza ai microfoni di “Zapping” in onda su Radio 1. Al conduttore Giancarlo Loquenzi che gli chiesto: “lo sa che quando ho annunciato la sua presenza a Zapping, sono stato inondato di tweet degli assistenti giudiziari idonei…?”, il Guardasigilli ha risposto:“ Si lo so che chiedono lo scorrimento totale della graduatoria… Ho già detto che le assunzioni del personale ci saranno, ne prevediamo con la manovra 3.000 oltre che, chiaramente, a quelli che staranno nel turn over in sostituzione di quelli che andranno via, poi ce ne saranno 3.000 in più e, come ho già detto, intendo fare lo scorrimento totale della graduatoria. Allo stato attuale, manovra ancora da approvare, scritta già nero su bianco, questa è l’intenzione del mio Ministero”.

Risposte chiare e rassicuranti che sono arrivate a qualche giorno di distanza dalle dichiarazioni del Presidente dell’Anm, Francesco Minisci che, ospite nello studio di “Agorà” su Rai 3, ha fatto il punto sulla riforma della prescrizione.

Il tema è questo: se noi pensiamo di sospendere la prescrizione dopo la sentenza di primo grado va bene, può essere utile ma se facciamo solo questo rischiamo di fare più danni di quelli che vogliamo risolvere. Dobbiamo cercare di capire perché i reati si prescrivono. Presso la Corte d’Appello di Roma, la più grande d’Italia, si prescrive il 40% dei reati. Ciò significa che il 40% del nostro lavoro è inutile”.

Incalzato da Serena Bortone, Minisci prosegue nella sua disamina. “Il vero problema del sistema giudiziario penale sono le lungaggini dei processi. I processi durano troppo. Occorre, ad esempio, una riforma delle notifiche, un altro problema è quello del personale amministrativo. Mancano 9.000 unità. Significa che se il giudice emette una sentenza e poi non c’è il personale che trasmette gli atti in Corte d’Appello, il lavoro fatto diventa inutile. Le dico solo questo: è stato fatto un concorso poco più di un anno fa, sono pronti 1.860 giovani che lo hanno superato però non vengono chiamati. Perché quella graduatoria non viene fatta scalare ?”.

Saggia domanda. A dare manforte al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ci aveva pensato già Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, che in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa”, aveva evidenziato che le lungaggini processuali sono causate dalla totale mancanza di investimenti.

La causa prima è nei vuoti di organico, di magistrati e di personale amministrativo, edilizia giudiziaria inadeguata, carenza di strumenti informatici. Manca di tutto, persino la carta per le fotocopie. Prima di toccare la prescrizione, quindi, ci vogliono investimenti e la verifica degli effetti”.

Endorsement di tutto rispetto, in quelli che sono giorni decisivi per la Legge di Bilancio ma sentire, per due volte di seguito, il Ministro della Giustizia parlare di scorrimento totale della graduatoria, sembra davvero di buon auspicio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *