BONAFEDE CONFERMA LE ASSUNZIONI, RIZZETTO (FDI) CHIEDE LO SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE, MINISCI E MASCHERIN PIÙ INVESTIMENTI

Il 15 novembre scorso, alle ore 16.00, è scaduto il termine per il deposito degli emendamenti alla Legge di Bilancio 2019. Le richieste di modifiche alla manovra ammontano a circa 3.700 e sono state presentate prevalentemente dalle opposizioni ma anche la maggioranza conta di fare la sua parte. Con la presentazione degli emendamenti inizia ufficialmente la discussione sulla prossima manovra da parte delle Commissioni di competenza. In attesa che il Parlamento licenzi la prossima Legge di Bilancio, appare sempre più chiaro l’intento da parte del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di voler procedere allo scorrimento totale della graduatoria degli idonei del concorso per il profilo di assistente giudiziario.

Tutto è collegato all’entrata in vigore della riforma della prescrizione prevista per il gennaio 2020. Pertanto, il 2019 sarà l’anno delle assunzioni di magistrati e personale amministrativo al cui reclutamento l’Esecutivo ha destinato circa 500 milioni di euro.

Questi investimenti non saranno tra un anno, sono già previsti in questa manovra e sono 500 milioni di euro che permetteranno di fare un numero di assunzioni nella giustizia che non si è mai visto nella storia di questa Repubblica – ha spiegato il Guardasigilli ospite de “L’aria che tira” su La7. “Tuttavia questi soldi, anche se previsti subito, abbiamo bisogno di spenderli in un anno. Per questo, la prescrizione, è stata fissata al gennaio 2020”.

Ennesima dichiarazione di intenti, con buona pace dei 1.860 idonei che attendono atti concreti. Proprio le graduatorie dei concorsi, il 14 novembre scorso, sono state oggetto di un question time alla Camera dei Deputati. L’On. Walter Rizzetto, Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione con la quale il partito ha chiesto al Governo di tutelare con opportuni provvedimenti normativi, gli idonei inseriti nelle graduatorie vigenti di concorsi pubblici e di prorogare al 31 dicembre 2019 l’efficacia delle suddette e delle assunzioni. Al quesito ha risposto il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno che, ancora una volta, ha voluto ribadire gli obiettivi dell’Esecutivo in materia di pubblico impiego.

Gli obiettivi che ha questo Governo sono molto chiari poiché negli ultimi 10/15 anni la Pubblica Amministrazione è stata sempre destinataria di tagli ed i vari Ministri che si sono succeduti nel mio Ministero hanno fatto tagli.

Ebbene, con questo Ministro e con questo Governo è cambiata la storia. Noi stiamo investendo nella Pubblica Amministrazione. Nel Ddl Concretezza, il principio è chiaro, nella Legge di Bilancio il principio è chiaro. Dopo anni ci sarà il turn over al 100% , assunzioni straordinarie, concorsi sprint. Ci sono misure in cui mettiamo la Pubblica Amministrazione al centro della nostra attenzione perché è il cuore del Paese”.

Quindi, a proposito di graduatorie e di idonei, ha aggiunto: “Per quanto riguarda il tema specifico degli idonei e delle graduatorie, dico subito qual è il nostro pensiero. Nel Ddl “Concretezza” si stabilisce un principio: chi vince un concorso è vincitore, chi perde, perde per il futuro. E’ ovvio che esistono delle graduatorie che sono vigenti, quelle passate, quelle che esistono prima di questo nuovo principio che stiamo introducendo. Quelle graduatorie sono confermate dal Ddl Concretezza e confermata è anche la possibilità di scorrere le graduatorie vigenti. Per quanto riguarda, invece, la richiesta in merito all’eventuale proroga delle suddette, si sta facendo una riflessione per verificare se, in esse, vi sono quei profili e professionalità che servono. Noi non vogliamo assumere tanto per assumere ma assumere nei settori strategici, rispettando le leggi. Quindi, professionalità, competenza, rispetto delle graduatorie se vi sono i presupposti e se i soggetti nelle graduatorie risultano avere quelle professionalità di cui c’è necessità”.

Una risposta, quella della Bongiorno, che non ha soddisfatto l’On. Rizzetto che ha voluto replicare al Ministro sottolineando che le eccellenze nella Pubblica Amministrazione ci sono già: basta solo assumerle.

Ci sono migliaia di persone che attendono soltanto di veder confermato un loro diritto così come i principali azionisti di questo attuale Esecutivo hanno votato in termini di proroga per 4 o 5 anni rispetto alla scorsa legislatura. Non dobbiamo andare alla ricerca di eccellenze che di fatto sono già state certificate dal concorso stesso perché per quanto mi riguarda è un atto doveroso nei confronti di migliaia di idonei preparati e ritenuti, quindi, validi dopo un lungo percorso ed un lungo iter concorsuale che sono state già ampiamente svantaggiati con il blocco del turn over. E’ questo il punto nodale della situazione. Non andiamo a cercare qualcosa con la Legge di Stabilità. Se è vero che ci saranno 450 mila nuove assunzioni, ebbene, di queste, ce ne sono già molte in pancia alla Pubblica Amministrazione che si chiamano vincitori ed idonei di concorso. Scorrete le graduatorie !”.

Una replica che non fa una piega e, nella quale, si evidenzia la necessità di dare corpo a quelle politiche assunzionali che la maggioranza ha posto alla base del Contratto di Governo. E questo vale anche per il comparto Giustizia dove le carenze sono tantissime e, giorno dopo giorno, diventano sempre più preoccupanti.

Registriamo, ancora una volta, gli ennesimi interventi di due dei massimi rappresentanti di Avvocatura e Magistratura, Andrea Mascherin, Presidente del Consiglio Nazionale Forense e Francesco Minisci, Presidente della Associazione Nazionale Magistrati, entrambi auditi, il 12 novembre, dalle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati riunite in occasione dell’esame del Ddl “anticorruzione”.

Senza grossi investimenti anche di lunga proiezione, non si risolverà nulla, riformando i codici di procedura civile e penale non si risolverà nulla. Bisogna metterci i soldi, bisogna che l’organico dei magistrati sia completo, che l’organico del personale amministrativo sia completo, che gli uffici giudiziari non crollino, che ci sia almeno la carta per le stampanti. Dobbiamo investire, una volta investito nell’organico allora potremo pretendere anche una maggiore efficienza da parte di tutti gli operatori del diritto”. Così Andrea Mascherin, Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

Minisci, dal canto suo, dopo avere ricordato che l’interruzione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado è, da sempre, un cavallo di battaglia dell’Anm, ha sottolineato che essa rappresenta: “(…) solo la tessera di un puzzle più ampio, da inserire in un disegno più ampio e articolato, perché altrimenti rischia di diventare inefficace, (…) se non sarà accompagnata da interventi finalizzati ad accelerare lo svolgimento dei processi”. Il Presidente dell’Anm ha, quindi, individuato nella rivisitazione del sistema delle notifiche con l’implementazione del ricorso allo strumento della posta elettronica, nell’abolizione del divieto della reformatio in peius, nel potenziamento dei riti alternativi, nella reintroduzione dell’appello incidentale da parte del pubblico ministero, le principali riforme da attuare. Quindi, ha aggiunto: “(…) riteniamo che occorre ripensare alla redistribuzione delle piante organiche dei magistrati verificando quali siano gli uffici con più sofferenze e lì intervenire, e procedere alla copertura dei rilevanti vuoti di organico del personale amministrativo, che diventeranno ancora più gravi dopo l’introduzione della quota 100 in materia di pensioni”.

Ora la palla passa all’Esecutivo.

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