CRESCE L’ ATTESA PER LA MANOVRA ECONOMICA MA SLITTA L’ APPRODO DEL TESTO A MONTECITORIO

Dicembre sarà il mese decisivo, quello delle risposte importanti e non solo per il dibattito politico che in queste ultime settimane anima il Paese. La manovra finanziaria per il 2019, che sta appassionando gli italiani almeno quanto le vecchie telenovelas degli anni ’80, dovrebbe essere finalmente varata con il suo carico di incognite e riserve da parte di coloro che tutto sanno e dispensano dalle pagine della stampa che conta e dai salotti televisivi. Reddito di cittadinanza, Quota 100, decimali si o decimali no, tessere da stampare, dialoghi interminabili con l’Europa, la volatilità della Borsa e poi lo spread, protagonista incontrastato di tutto il circolo mediatico.

Chi sta alla finestra, spettatore annoiato di un teatrino a tratti degradante, vuole però risposte certe ed immediate. E allora le esigenze dell’italiano medio si scontrano con i numeri di una finanziaria che ogni giorno appare diversa rispetto alla sera prima. Per ora, tanti buoni propositi conditi con dichiarazioni roboanti, molti dei quali dovrebbero tradursi in fatti concreti. Per il resto è nebbia fitta.

In ogni caso, questa sarà una settimana determinante poiché mercoledì il disegno di legge di bilancio approderà alla Camera dei Deputati. C’è stato uno slittamento di un paio di giorni rispetto alla tabella di marcia, a causa del prolungamento dell’esame in Commissione Bilancio che deve verificare l’esistenza delle coperture finanziarie rispetto agli impegni di spesa contenuti nel provvedimento.

È molto probabile che il Governo apporterà al testo sostanziali modifiche che confluiranno in un maxi emendamento su cui, presumibilmente, sarà posta la questione di fiducia, accorciando, così, i tempi dell’esame da parte delI’aula di Montecitorio. Il provvedimento, infatti, andrà in Senato dove sarà ulteriormente modificato, così da rendere necessario un ultimo passaggio flash alla Camera prima che il Ddl bilancio diventi legge dello Stato. É auspicabile che, per quanto riguarda la parte del provvedimento relativa all’implementazione delle politiche assunzionali nella Pubblica Amministrazione, il Governo mantenga l’impianto originario della manovra e, se possibile, faccia un ulteriore sforzo in termini di stanziamento di risorse.

Intervistato da Maria Latella su Sky Tg24, il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per l’ennesima volta, ha snocciolato i tratti salienti della prossima finanziaria parlando soprattutto della Quota 100. Il vicepremier ha assicurato che entro febbraio ci saranno le prime uscite, aggiungendo che l’obiettivo è quello di arrivare a quota 41 di anzianità contributiva. Questo dovrebbe consentire un turn over importante che, per il 2019, il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ha già dichiarato che sarà del 100%. A questo punto entrerebbe in gioco anche il Ddl Concretezza con il suo piano di assunzioni di 450 mila dipendenti previsti per il prossimo triennio.

Tradotto in atti concreti, il Ddl Bongiorno, già in esame al Senato, garantirebbe un vero e proprio ricambio generazionale con l’assunzione di giovani preparati e nativi digitali e, quindi, perfettamente al passo con quel processo di digitalizzazione che sarà alla base del rinnovamento della pubblica amministrazione.

Una vera rivoluzione, all’insegna del cambiamento, dell’innovazione e della trasparenza, come ha dichiarato al quotidiano “La Notizia”, il Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Mattia Fantinati secondo il quale “oggi c’è una vera volontà politica di cambiare la pubblica amministrazione. Investire nella pubblica amministrazione non è un costo, è un investimento, quando ci sono meritocrazia ed efficienza”.

Una vera e propria panacea per tutti quegli idonei che attendono lo scorrimento delle rispettive graduatorie. E il discorso vale anche per il comparto giustizia.

Anche qui c’è una graduatoria, quella per il profilo di assistente giudiziario. Bisognerà pur farci qualcosa anche perché non si possono tenere 1.860 persone sospese nel limbo per chissà quanto tempo ed, inoltre, le carenze negli uffici giudiziari diventano sempre più preoccupanti. Le intenzioni, finora, sembrano andare nell’unica direzione possibile cioè quella dello scorrimento totale della graduatoria, obiettivo per il quale il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sta lavorando senza sosta dal 21 ottobre 2017, giorno della sua costituzione.

Dal canto suo, il Guardasigilli Alfonso Bonafede, non perde occasione per dichiarare che ci sono 500 milioni di euro pronti per essere investiti nella giustizia. Ci saranno nuove assunzioni di magistrati e cancellieri ma ancorate alla riforma della prescrizione che entrerà in vigore nel gennaio 2020 mentre il 2019 servirà per spendere ed assumere. E lo ha ribadito di nuovo nella puntata di “Cartabianca” del 27 novembre scorso.

Anche il Sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, ospite di Rai News 24, ha sottolineato l’importanza del lavoro che l’Esecutivo sta facendo sui temi che riguardano sicurezza, legalità e giustizia.

Questa manovra ha già dei provvedimenti importanti. Avremo tante nuove assunzioni, circa 7.000 in tema giustizia. È per me motivo di gioia e di entusiasmo fare un buon lavoro e riuscire ad assumere più di 1.500 uomini nella polizia penitenziaria, da qui a brevissimo, indire un nuovo concorso, per parlare poi degli assistenti giudiziari idonei di cui 400 sono sono già partiti nello scorrimento della graduatoria, altri 200 sono al vaglio della Corte dei Conti e siamo impegnati ad assumere gli altri già prima della scadenza della graduatoria che scadrà tra due anni. Penso siano risultati storici ed importanti”.

Non resta altro che aspettare che la manovra venga licenziata dal Parlamento, possibilmente prima di Natale come da iter. Nel frattempo, le carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari, stanno inducendo figure apicali del comparto Giustizia a “prendere carta e penna” e a scrivere al Ministro Alfonso Bonafede.

É il caso della Presidente del Tribunale di Pavia, Annamaria Gatto la quale, in una missiva che si apre con un esplicito appoggio alle istanze del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, in merito allo scorrimento totale della graduatoria, descrive una situazione che, a causa di una scopertura organica del 32% e della prossimità alla pensione della quasi totalità del personale di quell’ufficio giudiziario, risulta ormai insostenibile. Di conseguenza, la Dott.ssa Gatto chiede al Guardasigilli di valutare la possibilità di ampliare la pianta organica elevando il numero degli assistenti da 34 a 40”.

Di tenore simile la lettera a Bonafede a firma del Presidente del Tribunale di Sassari, Massimo Zaniboni, il quale evidenzia che in quel distretto ”risultano vacanti diversi posti di personale amministrativo rispetto alle unità previste in pianta organica a cui vanno ad aggiungersi le lunghe assenze per malattia, destinate ad accrescersi per l’aumento dell’età media del personale. Al dato sopra esposto vanno aggiunte, le numerose unità collocate a riposo negli ultimi anni e quelle trasferite ad altri uffici che il potenziamento della dotazione organica che si è registrato mediante l’inserimento di neo-assunti assistenti giudiziari, non ha colmato”. Dopo avere sottolineato l’importanza di figure come quelle del cancelliere e dell’assistente giudiziario, perché le sole in grado di supportare il magistrato durante le udienze, il Dott. Zaniboni scrive che la carenza di personale amministrativo non può che ripercuotersi sul buon funzionamento dell’Ufficio, nonostante il personale in forze continui a fronteggiare con scrupoloso senso del dovere e coscienza il sovradimensionato carico di lavoro”. La lettera si conclude con un appello al Guardasigilli che non lascia spazio ad equivoci. “Si chiede di voler procedere all’assunzione di tutti gli idonei del concorso per assistenti giudiziari al fine di garantire il buon funzionamento dell’Ufficio”.

In ultimo, ma non per importanza, va segnalata la lettera che Procuratore della Repubblica del Tribunale dei Minorenni di Brescia, Giuliana Tondina, ha indirizzato al Guardasigilli e nella quale viene rimarcata la mancanza di personale rispetto alla dotazione organica ma anche che l’ormai avanzata età media dei dipendenti porta ad un maggior numero di assenze per malattia e assistenza ai familiari. Si prevede che nel 2019 vi saranno ulteriori incrementi delle carenze a seguito di prospettati pensionamenti facoltativi. Il prossimo anno, in mancanza di integrazioni dell’organico, è concreto il rischio di significativi disservizi e della conseguente compromissione dei diritti dei minori che questa Procura deve tutelare”. Di qui la richiesta “che venga assegnato a questo Ufficio perlomeno un assistente giudiziario”.

É chiaro che nei tribunali e nelle Corti d’Appello del nostro Paese c’è bisogno di personale, come testimoniano i numerosi attestati di sostegno che il Ciag continua a ricevere. Qualunque riforma della giustizia si voglia mettere in atto deve tenere conto di questo non piccolo dettaglio. Senza risorse adeguate, atti e provvedimenti di ogni genere sono destinati a rimanere sulla carta.

Ecco perché dicembre sarà il mese decisivo, quello delle risposte importanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *