VIA LIBERA DELLA CAMERA ALLA LEGGE DI BILANCIO, IL TESTO PASSA AL SENATO MA GLI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI CHIEDONO CERTEZZE SU INVESTIMENTI E TEMPISTICHE

Con 312 voti favorevoli e 146 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura la Legge di Bilancio che aveva incassato già il voto di fiducia. Ora, sarà la volta del Senato, ove verranno apportate sostanziali modifiche al testo presentato a Montecitorio. Proprio a Palazzo Madama, si giocherà la vera partita con reddito di cittadinanza e pensioni. Si comincerà con l’esame in Commissione Bilancio dove dovrebbe arrivare anche il maxi emendamento del Governo con i correttivi per scongiurare la procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea.

In tutto questo tempo il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari non è stato fermo a guardare riuscendo a far presentare sette emendamenti a suo favore, firmati da diversi esponenti politici appartenenti alle forze di maggioranza e a quelle di opposizione benché il testo fosse, sostanzialmente, unico.

È evidente, a questo punto, che i provvedimenti legislativi attraverso cui sarà possibile raggiungere lo scorrimento totale della graduatoria sono la Legge di Bilancio ed il Ddl “Concretezza”.

Sul primo fronte, va registrata una brusca battuta di arresto, dal momento che la Commissione Bilancio della Camera non ha dato il via libera a nessuno dei sette emendamenti di cui il Ciag si era fatto promotore contribuendo fattivamente alla loro stesura.

In particolare, l’emendamento 28.1 a prima firma Giorgio Trizzino (M5S) e sottoscritto da altri tredici deputati pentastellati, avrebbe rappresentato la chiave di volta perché venisse sancito, con molta probabilità, già nel 2019, lo scorrimento integrale della graduatoria.

Questo emendamento su cui la Commissione Bilancio si è espressa con un invito al ritiro avrebbe sostituito al comma 4, primo periodo, lettera a dell’art. 28 del DdL Bilancio, le parole 903 unità di Area II per l’anno 2019”, con le seguenti 1.903 unità di Area II, F2, per l’anno 2019”.

Inoltre, l’emendamento prevedeva di aggiungere al medesimo articolo il comma 4 bis ove veniva specificato che per l’attuazione del comma 4, alla copertura di tutti i profili professionali dell’area funzionale 2, F2, si provvede mediante scorrimento della graduatoria del concorso indetto con decreto 18 novembre 2016 – Concorso pubblico a n. 800 posti a tempo novembre 2016 a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, area funzionale II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia. Qualora siano indisponibili tali professionalità nelle graduatorie in vigore, si provvede mediante l’indizione di concorso pubblico”.

Si sarebbe trattato di una modifica sostanziale sotto due punti di vista.

In primo luogo, il riferimento esplicito agli assistenti giudiziari avrebbe eliminato ogni dubbio in merito alla tipologia di profilo professionale a cui destinare le risorse per le assunzioni.

In secondo luogo, il più che raddoppiato numero di assunzioni rispetto alla versione originaria avrebbe ampiamente coperto il numero di idonei assistenti giudiziari attualmente in graduatoria: 1860 unità, al netto di rinunce, dimissioni e quant’altro.

Per fare fronte ai maggiori oneri per le casse dello Stato, l’emendamento avrebbe previsto che il fondo a cui attingere per ottenere le risorse finanziarie necessarie, sarebbe stato portato, per il 2019, dai circa 30 milioni di euro, previsti nel testo attuale, a circa 60 milioni di euro.

Inoltre, il Ddl “Concretezza”, dopo l’esame in Commissione Lavoro, ha ricevuto il primo via libera dall’Aula del Senato con 138 favorevoli e 94 contrari.

Il provvedimento introduce il turn-over al 100% della spesa con assunzioni a tempo indeterminato, a partire dal 2019, fino a raggiungere il costo per il personale di ruolo uscito nell’anno precedente. E punta in particolare sulle competenze digitali.

Senza dubbio una buona notizia. Per tutto il resto bisognerà aspettare ancora qualche giorno e poi, tutto sarà nero su bianco.

Nel frattempo, però, qualche considerazione va fatta.

È un dato oggettivo che gli uffici giudiziari dei Tribunali sono allo stremo per le gravi carenze di personale. A questo va aggiunto un altro dato e cioè che, per il 2019, molte persone che operano nelle cancellerie, andranno in pensione per sopraggiunti limiti di età e questo rende la situazione ancora più drammatica.

Le conseguenze le conosciamo tutti: lungaggini processuali con procedimenti a rischio prescrizione ed una giustizia farraginosa, lenta e costosa che genera sfiducia nei cittadini ed è incapace di tutelare i loro diritti. Per troppo tempo si è detto che per ripartire, il sistema giudiziario italiano ha bisogno di investimenti e risorse.

Ebbene, queste risorse ci sono, non risolveranno i tanti problemi della giustizia italiana ma ci sono. E questo è un altro dato oggettivo. Sono 1.860 persone e fanno parte di una graduatoria di 4.915 persone, licenziata nel novembre 2017 al termine del concorso per il profilo professionale di assistente giudiziario, indetto nella scorsa legislatura.

Dopo l’ingresso dei primi 1.400, l’ex Guardasigilli, Andrea Orlando, a febbraio scorso, firmò un decreto per l’assunzione di altri 1.420 idonei e, a maggio, prima di lasciare il suo incarico, inviò richiesta formale al Ministero della Funzione Pubblica per altri 200 che, peraltro, ancora attendono, con comprensibile ansia, la loro convocazione.

In queste settimane abbiamo accolto con soddisfazione le dichiarazioni di esponenti dell’Esecutivo e della maggioranza, Ministro Bonafede e relativi Sottosegretari in testa, sul fatto che per la giustizia è previsto un numero importante di assunzioni come non si è mai visto nel nostro Paese. All’uopo, sono stati stanziati 500 milioni di euro e queste nuove immissioni di personale sono ancorate alla riforma della prescrizione che dovrebbe entrare in vigore nel gennaio 2020. A questo punto, sarebbe logico pensare, che la graduatoria sarà completamente assorbita entro il 2019.

Ora, con la Legge di Bilancio in discussione in Parlamento, è tempo di mettere tali intenzioni nero su bianco e di fare chiarezza.

Sarebbe interessante sapere dall’Esecutivo in quanto tempo ritengono di poter scorrere questa graduatoria, quali sono le coperture finanziarie previste e come pensano di predisporle. In sostanza, sulla base dei numeri in Legge di Bilancio, come intendono procedere.

A questo punto è lecito chiederselo, non per sfiducia ma per chiarezza e, da un Governo del cambiamento, che ha fatto della trasparenza il suo vessillo, è il minimo che ci si possa aspettare.

Il Ministro della Giustizia Bonafede ha dichiarato più volte che ci sarà lo scorrimento totale della graduatoria dicendosi entusiasta per le misure che il Governo sta portando avanti in tema giustizia. Vorremmo condividere l’entusiasmo del Guardasigilli e ci fidiamo del suo operato ma, al tempo stesso riteniamo che sia giunto il momento di dare risposte con atti concreti.

In oltre un anno di vita, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari non si è mai risparmiato e ha sempre lavorato, con il contributo delle varie delegazioni ma anche dei singoli, con l’obiettivo dello scorrimento integrale della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario. Ha ricevuto il sostegno di tutte le principali istituzioni giudiziarie e dei Tribunali, Corti d’Appello e Consigli degli Ordini degli Avvocati, a certificare la drammatica condizione degli uffici giudiziari italiani.

Lo scorrimento totale della graduatoria ci sarà, ormai è chiaro a tutti, è stato detto abbondantemente in tutte le sedi ma quello che più preme, adesso, non è più cosa o chi ma come. Ovvero come si intende procedere per esaurire questa graduatoria per rimettere in piedi un sistema giudiziario in ginocchio e dare anche una stabilità professionale ed economica a 1.860 persone.

Non è più tempo di auspici e belle speranze ma di fatti. Il lavoro condotto fino ad oggi dal Comitato Idonei Assistenti Giudiziari testimonia la legittimità delle istanze rivendicate.

Per questo, d’ora in poi, saremo più incalzanti perché siamo nel giusto e perché ne va del nostro futuro.

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