MANOVRA ECONOMICA, SLITTA L’ APPRODO IN AULA MENTRE LA GIUSTIZIA CADE A PEZZI TRA EMENDAMENTI E LE SOLITE DICHIARAZIONI DEL GOVERNO

Sono giorni delicatissimi per la Legge di Bilancio 2019, costantemente in bilico tra il via libera da parte di Bruxelles e l’avvio della procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea. Il Governo ha trovato l’accordo sul rapporto deficit/Pil al 2,04% e ciò prevede che il testo della manovra debba essere riformulato e ricalibrato. Ciò significa una serie di tagli soprattutto alle risorse destinate a reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni e lunghi, interminabili vertici notturni a Palazzo Chigi.

La situazione che è venuta a delinearsi ha del surreale con i lavori in Commissione Bilancio al Senato per la discussione degli emendamenti che stentano a decollare tanto che nella giornata del 17 dicembre sono state “sconvocate” le tre sedute previste in calendario in attesa della fumata bianca da Bruxelles. Quindi, si lavorerà ad emendamenti e coperture per arrivare ad un maxi-emendamento con conseguente slittamento dell’approdo in Aula della manovra nella giornata di venerdì.

Tempi strettissimi, dunque, e la possibilità di tornare in Parlamento dopo Santo Stefano si fa sempre più reale. Poche idee ma confuse, insomma.

Certo, gli argomenti non mancano ma siamo ancora in alto mare, anche per quanto riguarda il comparto giustizia. È noto che il primo step dell’iter legislativo della cosiddetta “manovra del popolo” si è concluso, alla Camera dei Deputati, con un esito deludente poiché, relativamente al personale amministrativo del comparto Giustizia, essa prevede, per il 2019, l’assunzione di 919 unità di personale di Area II, comprensiva di diverse figure professionali, oltre a quella di assistente giudiziario.

Gli emendamenti alla manovra presentati in Commissione Bilancio sono 3.445, e la Commissione ha iniziato l’esame del provvedimento dagli ordini del giorno che, se approvati, costituiscono un impegno inderogabile per il Governo, anche se, spesso, rimangono lettera morta.

È stato verificato che il Governo ha accolto l’ordine del giorno G/981 sez I/6/2, testo 2, a firma dei senatori del Partito Democratico, Giuseppe Cucca, Monica Cirinnà e Valeria Valente. Questo ordine del giorno. “(…) impegna il Governo, con le modalità previste dalle disposizioni approvate con la presente legge, a provvedere alle assunzioni di personale dell’amministrazione giudiziaria, nel limite delle dotazioni organiche, anche mediante scorrimento delle graduatorie del concorso indetto con decreto 18 novembre 2016 a 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, area II nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia”.

Ancora più importante è l’emendamento 1.1305, presentato sempre da Cucca, Cirinnà e Valente oltre che da altri cinque senatori del Pd, Rossomando, Misiani, Manca, Marino e Stefano. Questo emendamento, ricalca il 28.1 a prima firma Trizzino (M5S) e il 28.31 a prima firma Miceli (Pd), presentati nel corso della prima lettura della manovra, alla Camera dei Deputati e sui quali la Commissione Bilancio di Montecitorio si è espressa con un invito al ritiro.

Premesso che, in seguito alla presentazione alla Camera, di un maxi-emendamento al DdL Bilancio su cui il Governo ha posto la fiducia, l’art. 28 del testo originario si è trasformato nel comma 164 dell’art. 1, l’emendamento 1.1305, in primo luogo, sostituisce al primo periodo, lettera a) del comma 164 dell’art.1 del DDL Bilancio, le parole: 903 unità di Area II per l’anno 2019”, con le seguenti: 1.903 unità di Area II, F2, per l’anno 2019” e sopprime le parole: e 1.000 unità di Area II per l’anno 2021”.

In secondo luogo, sostituisce, al quarto periodo le paroleAgli oneri derivanti dalle assunzioni di cui al presente comma, per l’importo di euro 30.349.571 per l’anno 2019, di euro 78.363.085 per l’anno 2020 e di euro 114.154.525 annui a decorrere dall’anno 2021con le seguenti: Agli oneri derivanti dalle assunzioni di cui al presente comma, per l’importo di euro 60.075.771 per l’anno 2019 e di euro 114.154.525 a decorrere dall’anno 2020”.

Infine, l’emendamento aggiunge al comma 164, il seguente periodo: Per l’attuazione delle disposizioni relative alla copertura di tutti i profili professionali dell’area funzionale 2, F2, si provvede mediante scorrimento della graduatoria del concorso indetto con Decreto 18 novembre 2016 – Concorso pubblico a n. 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, area funzionale II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia. Qualora siano indisponibili tali professionalità nelle graduatorie in vigore, si provvede mediante l’indizione di concorso pubblico”.

Questo emendamento contiene, dunque, un riferimento esplicito agli assistenti giudiziari eliminando ogni dubbio in merito alla tipologia di profilo professionale a cui destinare le risorse per le assunzioni. Inoltre, raddoppiando le assunzioni rispetto alla versione originaria, si assorbirebbero gli idonei assistenti giudiziari attualmente in graduatoria: 1860 unità, al netto di rinunce, dimissioni e quant’altro. Infine, per fare fronte ai maggiori oneri per le casse dello Stato, l’emendamento prevede che il fondo a cui attingere per ottenere le risorse finanziarie necessarie, sia portato, per il 2019, dai circa 30 milioni di euro, previsti nel testo attuale, a circa 60 milioni di euro.

In sostanza, se fosse approvato, garantirebbe, molto verosimilmente, lo scorrimento integrale della nostra graduatoria, già nel 2019.

Per la giustizia, l’Esecutivo ha previsto uno straordinario, quasi epico, piano di assunzioni di 500 milioni di euro che riguarderà magistrati, personale amministrativo e forze di polizia ma è prevista anche la riforma del diritto fallimentare ed anche quella del processo civile che potrebbe portare a modifiche sostanziali con l’obiettivo di semplificare i riti. Senza dimenticare che, nel frattempo, è stata approvata in via definitiva la legge anticorruzione.

Abbiamo fissato la prescrizione al gennaio 2020 in modo tale da avere un anno di tempo per fare due cose importanti. Una, cominciare a far andare a regime gli investimenti che stiamo facendo sulle assunzioni di magistrati e dei cancellieri e l’altra intervenire sul processo penale per velocizzarlo”, dichiarava qualche giorno fa un estasiato Alfonso Bonafede ai microfoni di Rai News 24.

Un repertorio che i membri dell’Esecutivo, soprattutto chi si occupa di Giustizia, conosce molto bene e che finora ha recitato in maniera impeccabile come la poesia di Natale. E per un po’ c’è stato anche l’applauso finale. Quando, però, la filastrocca è vecchia, sentita e risentita più volte, diventa anche stucchevole e le reazioni sono quelle di indifferenza o fastidio perché i dischi rotti sono monotoni e ripetitivi e quella puntina di giradischi che si incanta sul punto difettoso di un vinile proprio non è accettabile.

Ogni tanto il repertorio va anche aggiornato e quindi sarebbe opportuno chiarire, in termini pratici, cosa si vuole intendere quando si dice “vogliamo che la giustizia possa funzionare” e, soprattutto, come si intende procedere. Giusto per grandi linee, onde evitare di dover fare i conti con le solite dichiarazioni anche perché esiste il serio rischio che si possa pensare che dietro le rassicurazioni di facciata c’è poco o nulla o addirittura tanto caos. Il pensiero determina la parola e le parole determinano le azioni, i fatti concreti.

E allora,tornano in mente le parole del Presidente dell’Anm, Francesco Minisci.

Destiniamo alla giustizia quelle somme che sono della giustizia. Ricalibriamo il metodo attraverso cui la giustizia usufruisce delle risorse dello Stato perché le riforme a costo zero non esistono. E allora ecco il personale amministrativo: mancano 9.000 unità ed è chiaro che se manca il personale amministrativo nelle cancellerie, dal I al II grado quegli atti vanno dopo sei mesi, un anno, ecco un tempo morto sul quale incidere. Con la riforma delle pensioni, la famosa Quota 100, quelle 9.000 unità sono destinate a crescere. Lo abbiamo chiesto al Ministro, facciamo concorsi in maniera sistematica, pianifichiamoli. Ci sono in questo momento 1860 ragazzi laureati che hanno superato l’ultimo concorso che vedono questa graduatoria bloccata. I soldi per il concorso li abbiamo già spesi. Vogliamo chiamarli o no ? Diamo un po’ di ossigeno agli uffici giudiziari, oltre che dare lavoro a 1860 famiglie in questo momento di difficoltà in Italia. Partiamo da questo ma pianifichiamo i concorsi”.

Dichiarazioni condivise anche dal Vicepresidente del Csm, David Ermini che, ospite negli studi di Agorà, ha ribadito con forza la necessità di nuove assunzioni di personale nella giustizia a partire dai 1.860 idonei della graduatoria del concorso per il profilo di assistente giudiziario.

Repetita iuvant, dunque. Ma anche queste parole se non saranno sorrette da fatti rischiano di diventare un disco rotto.

4 Comments on “MANOVRA ECONOMICA, SLITTA L’ APPRODO IN AULA MENTRE LA GIUSTIZIA CADE A PEZZI TRA EMENDAMENTI E LE SOLITE DICHIARAZIONI DEL GOVERNO

  1. La situazione è ancora molto fluida ed in divenire, ma ho fede e fiducia che nel 2019 ci sarà lo scorrimento totale della nostra graduatoria. Forza CIAG, siete tutti noi! Ancora un po’ e arriveremo al traguardo! Nel frattempo auguro a voi tutti di passare un sereno Natale, buone feste!

  2. La Bongiorno disse per fine anno darò risposte a questi soggetti ossia gli idonei.L’anno è finito ma la risposta è dubbia.Forza CIAG chiedi la risposta!

  3. Per mesi ci hanno tenuto buoni con promesse elettorali, ed ora ci hanno fregati!!!

  4. Senza troppi indugi ,se entro la fine di gennaio 2019 il Ministero non ci fornisce delucidazioni in riferimento alle modalitá di scorrimento dell’intera graduatoria chiedo ad una delegazione del CIAG di recarsi in Via Arenula in rappresentanza dell’intera graduatoria.
    Colgo l’occasione per augurare un BUON anno a tutti gli idonei.

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