LEGGE DI BILANCIO, DAL 2019 NIENTE PIÙ IDONEI PER I CONCORSI E BLOCCO DEL TURN OVER FINO A NOVEMBRE PER LE NUOVE ASSUNZIONI

Nessuno sa esattamente quanti siano, forse circa centomila. Di certo, la Legge di Bilancio approvata alla fine del 2018 ha vanificato le speranze di migliaia di idonei che hanno superato con merito dei concorsi pubblici.

L’articolo 1 comma 362 sottolinea che per ripristinare in maniera graduale la durata triennale delle graduatorie dei concorsi di accesso al pubblico impiego, la validità delle graduatorie approvate dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2013 è prorogata al 30 settembre 2019 ma i soggetti che ne fanno parte dovranno, obbligatoriamente, frequentare corsi di formazione e di aggiornamento organizzati da ciascuna amministrazione e, quindi, superare un apposito esame-colloquio allo scopo di verificare la perdurante idoneità.

La validità delle graduatorie approvate nel 2014 sarà estesa al 30 settembre 2019 mentre quella per la graduatorie del 2015 sarà estesa fino al 31 marzo 2020, per il 2016 fino al 30 settembre 2020, per il 2017 fino al 31 marzo 2021. Infine, tutte le graduatorie approvate nel 2018 saranno prorogate fino al 31 dicembre 2021.

Dunque, gli enti potranno scorrere le graduatorie dei concorsi degli anni precedenti a partire da quelle approvate dal 1° gennaio 2010.

La vera notizia, però, è un’altra. Per tutte le procedure concorsuali che saranno avviate nel 2019 la Legge di Bilancio, al comma 361 dell’articolo 1, dispone che le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche “sono utilizzate esclusivamente per la copertura dei posti messi a concorso”.

In sostanza, gli idonei entreranno in gioco soltanto nel caso in cui il vincitore dovesse rinunciare o cessare dal servizio.

Anche questa una misura che sta facendo molto discutere poiché, di fatto, cancella diverse graduatorie che si sono formate negli anni, a seguito di concorsi espletati prima del 2010, con buona pace di tutti gli idonei che fino all’ultimo hanno sperato di essere assunti nel pubblico impiego.

Del resto, Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, lo aveva già anticipato in maniera chiara il 14 novembre scorso quando, durante un question time alla Camera dei Deputati, incalzata dall’On. Walter Rizzetto (Fdi) che aveva presentato un’interrogazione nella quale si chiedeva al Governo di tutelare con opportuni provvedimenti normativi gli idonei inseriti nelle graduatorie vigenti di concorsi pubblici e di prorogare al 31 dicembre 2019 l’efficacia delle suddette e delle assunzioni.

Nel Ddl “Concretezza” si stabilisce un principio: chi vince un concorso è vincitore, chi perde, perde per il futuro. E’ ovvio che esistono delle graduatorie che sono vigenti, quelle passate, quelle che esistono prima di questo nuovo principio che stiamo introducendo. Quelle graduatorie sono confermate dal Ddl Concretezza e confermata è anche la possibilità di scorrere le graduatorie vigenti. Per quanto riguarda, invece, la richiesta in merito all’eventuale proroga delle suddette, si sta facendo una riflessione per verificare se, in esse, vi sono quei profili e professionalità che servono. Noi non vogliamo assumere tanto per assumere ma assumere nei settori strategici, rispettando le leggi. Quindi, professionalità, competenza, rispetto delle graduatorie se vi sono i presupposti e se i soggetti nelle graduatorie risultano avere quelle professionalità di cui c’è necessità”.

Parole chiare ed eloquenti ma, dal canto suo, l’On. Rizzetto aveva replicato al Ministro sottolineando che le eccellenze nella Pubblica Amministrazione ci sono già poiché, di fatto, sono già state certificate da un concorso.

Le dichiarazioni della Bongiorno, però, soprattutto dopo l’approvazione della Legge di Bilancio, hanno il sapore della beffa perché con il maxiemendamento passato al Senato, poco prima di Natale, è arrivato anche il blocco del turn over per le assunzioni nella pubblica amministrazione fino al 15 novembre 2019. Un’altra doccia gelata per gli idonei, quelli delle graduatorie ancora vigenti.

Tra queste, anche quella composta dagli idonei del concorso per il profilo di assistente giudiziario, l’ultima che, a questo punto, potrà essere esaurita integralmente e l’unica della quale, attualmente, può disporre il Ministero della Giustizia.

Sarà il caso di tralasciare tutti i discorsi circa lo scorrimento totale della graduatoria suddetta così come quello sulle carenze negli uffici giudiziari italiani e la grossa mole di pensionamenti prevista per quest’anno perché sono già stati ampiamente digeriti e metabolizzati.

Quello che non è chiaro, invece, è proprio una mancanza di chiarezza che va in una direzione diametralmemte opposta a quella annunciata più volte a suon di grancassa.

Il Documento di Economia e Finanza approvato il 27 settembre scorso in Consiglio dei Ministri, disponeva che “il Governo intende muoversi in maniera mirata nel solco di una riforma digitale della Pubblica Amministrazione che modernizzi e migliori i rapporti tra cittadino o impresa e la PA. Si attueranno semplificazioni e riduzioni dei costi per cittadini ed imprese attraverso procedure telematiche uniformi sul territorio e tipicizzate, onde ridurre le incertezze amministrative e facilitare la fruizione dei servizi e l’attività di impresa”.

Anche il Capo del Governo, Giuseppe Conte, ha ribadito più volte che era intenzione dell’Esecutivo puntare sugli investimenti soprattutto per quelle riforme definite strutturali, come quella che consentirà l’accelerazione dei processi civili e la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione.

Fin qui le parole pronunciate che, però, non sono quelle finite nero su bianco in Legge di Bilancio.

La realtà, ora, è diversa. Tagli alle graduatorie, slittamento del turn over a novembre ed un fondo straordinario per le assunzioni che salta fuori quando la frittata è fatta e tutti, ma proprio tutti, sono sul piede guerra. Insomma, tanto fumo, senza l’arrosto..

Per il 2019 il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari ha un solo, unico, grande proposito e cioè quello di capire tempistiche e modalità di scorrimento della graduatoria perché, finora, di chiarezza non se n’è vista molta al contrario dei passi indietro che sono stati tanti.

Quella per il profilo di assistente giudiziario è l’ultima graduatoria dalla quale si potrà attingere completamente per nuove assunzioni nel comparto giustizia. Restano 1860 persone. Bisognerà pur farci qualcosa. Ora, chi supera un concorso, pur non risultando vincitore, acquisisce il diritto di essere assunto. Non è un diritto assoluto ma tant’è.

Ora che la manovra è stata approvata non ci si può più nascondere dietro frasi di circostanza e spiegazioni stereotipate.

Il tempo delle rassicurazioni è scaduto.

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