ASSUNZIONI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, A “PRESA DIRETTA” IL MINISTRO BONAFEDE ANNUNCIA LA DEROGA AL TURN OVER MA È ALLARME PER LE CARENZE NEI TRIBUNALI

Il passaggio parlamentare della Legge di Bilancio, ha trasformato la manovra in unico articolo composto da centinaia di commi che richiederanno altrettanti decreti attuativi per rendere operative tutte le misure introdotte.

Tuttavia qualche chiarimento comincia ad emergere, soprattutto, in tema di assunzioni per il comparto giustizia.

Intervistato da Riccardo Iacona, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha rilasciato dichiarazioni interessanti. Al conduttore di Presa Diretta che gli faceva notare la carenza di circa 1.000 magistrati e 9.000 amministrativi il Guardasigilli ha ribadito che “ci sono 360 magistrati che provengono da concorsi e che andranno a lavorare nei tribunali oltre a 320 che deriveranno da concorsi pendenti. Questo porterà, innanzitutto, alla saturazione cioè tutti i posti delle piante organiche saranno riempiti al 100%, nello spazio di pochissimo tempo, parliamo di tutto il 2019, In più abbiamo deciso di aumentare la dotazione organica, oltre alla saturazione, aumentiamo di 600 posti il numero dei magistrati. Questa, ci tengo a dirlo, è una cosa che non era mai stata fatta”.

I soldi, dunque, ci sono e sono già stati stanziati.

In tutto abbiamo stanziato per la giustizia poco più di 500 milioni di euro, una somma enorme e le dico che l’ultimo ampliamento di pianta organica risaliva all’inizio degli anni ’90 ed era di 400 magistrati, noi aumentiamo di 600. Ci sono 3.000 unità di personale amministrativo in più. Per quanto concerne il blocco del turn over sulla giustizia è stata prevista una deroga, possiamo procedere con 1.000 assunzioni anche prima dello sblocco di novembre”.

A proposito di blocco del turn over, puntuale arriva la domanda in cui si fa presente che lo il precedente Esecutivo, dopo venti anni, “ha aperto un concorso per gli amministrativisti, ne sono stati abilitati 5.000, 2.800 sono stati assunti, gli altri sono tutti lì, già pronti…”

Ho ho già detto che scorreremo questa graduatoria, non ho ancora dato i numeri, perché in questa fase il Ministero sta studiando come dislocare queste risorse su tutto il territorio nazionale”.

Parole che, già in mattinata, il Guardasigilli aveva ribadito ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital, dove su precisa domanda in merito allo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario, aveva dichiarato: “Io non posso parlare di dettagli perché chiaramente la legge è nel percorso parlamentare però posso dire che la somma stanziata è di 500 milioni di euro che prevede assunzioni immediate, alcune proprio agli inizi del 2019. Per quanto riguarda il personale amministrativo si parla di alcune migliaia. Alcune sono già in graduatoria, lo dico a tutti coloro che mi scrivono in continuazione su Facebook se ho intenzione di scorrere la graduatoria. Si, faccio uno scorrimento totale della graduatoria ed oltre al personale amministrativo ci sarà anche un ampliamento di organico per 600 magistrati”.

Dichiarazioni inequivocabili che, però, non hanno trovato conferma nella Legge di Bilancio che come è noto, prevede, per il 2019, 903 assunzioni straordinarie di personale amministrativo Area II-F2 del comparto giustizia, senza specificare come tali unità saranno ripartite tra i vari profili professionali.

È stato, dunque, facile per Jean Paul Bellotto, uno dei conduttori, chiedere al Guardasigilli ulteriori chiarimenti.

La graduatoria scorrerà. Loro (gli idonei assistenti giudiziari, n.d.r.) mi chiedono i tempi. I tempi non li sto dando perché è in atto una fase in cui, visto che noi abbiamo messo un sacco di soldi nella Giustizia e ci saranno tantissime assunzioni, ora dobbiamo vedere come dislocare queste assunzioni sul territorio e nelle varie realtà giudiziarie, e con quali tempi. Quindi entro poco tempo avranno delle risposte.

Tuttavia, è con il reportage trasmesso da Presa Diretta, dal titolo “Palazzi di Ingiustizia” che, ancora una volta, le criticità del sistema giustizia emergono in tutta la loro drammaticità.

Una troupe della trasmissione ha percorso l’Italia in lungo e in largo soffermandosi nei tribunali di Latina, Tempio Pausania, Palermo, Catania, Avellino e Napoli-Nord, nonché nelle corti d’Appello di Napoli e Venezia. Ne è emerso uno spaccato caratterizzato da gravi problemi infrastrutturali, da un’atavica carenza di magistrati e di personale amministrativo, su cui aleggia lo spettro della prescrizione che, come una mannaia, si abbatte, ogni anno, su centinaia di migliaia di processi.

A Latina, Gianni Lauretti, Presidente dell’Ordine degli Avvocati, denuncia che: “Ai primi di settembre, in tutte le cancellerie penali che sono una ventina di stanze, c’era un solo cancelliere” sottolineando l’importanza del ruolo poiché il cancelliere, oltre ad andare in udienza ed assistere il magistrato, poi deve dare i fascicoli, raccogliere le istanze, trasmettere le notifiche e i provvedimenti, quindi fa un lavoro immane che richiede tanto personale che qui non c’è. E questo blocca tantissimo, blocca tutto”. Non sorprende, dunque, che a Latina il 20% dei procedimenti finisca in prescrizione.

A Tempio Pausania, la situazione è, se possibile, ancora più grave. Il Presidente del Tribunale, Giuseppe Magliulo, denuncia che il 50% delle sentenze di primo grado cade in prescrizione ed il resto si perde tra Appello e Cassazione. Ma c’è di più: anche le pochissime sentenze definitive di condanna non vengono eseguite per mancanza di magistrati e personale amministrativo e si tratta, spesso, di reati gravi, come la violenza sessuale.

La situazione non cambia presso la Corte d’Appello di Napoli il cui Presidente, Giuseppe De Carolis, ricorda chese a noi ogni anno arrivano 15000 processi nuovi, è evidente che dobbiamo darci delle priorità. Alcune priorità sono fissate per legge che ci impone di fare prima i processi con i detenuti. Quindi per potere fare, in tempi brevi, anche i processi con imputati a piede libero, ci vogliono più giudici e più cancellieri che sono sempre meno, perché vanno in pensione e non vengono adeguatamente sostituiti”.

Risalendo la Penisola, infine, si arriva a Venezia, unica sede di Corte di Appello di tutto il Veneto. Qui il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Paolo Maria Chersevani, non usa mezzi termini: “La situazione a Venezia e in tutto il Veneto, è tragica. Noi abbiamo una carenza di magistrati e di personale amministrativo che è devastante. Siamo tra gli ultimi in Italia come numero di addetti in riferimento ai carichi processuali”.

È quasi inevitabile, quindi, che il 50% dei processi che arriva alla Corte di Appello di Venezia dai tribunali veneti, cada in prescrizione, tanto da indurre la Presidente della stessa Corte, Ines Marini, a disporre che procuratori e giudici diano priorità ai procedimenti per il quali il rischio prescrizione è minore. Del resto, come sottolinea la Marini, “l’idea di perseguire tutto porta poi alla fine a non perseguire niente, perché quando il 50% dei processi si prescrive, vuol dire che il 50% del lavoro fatto da tutta la filiera, è stato inutile”. Ciò è dovuto alla cronica carenza di personale, perché, conclude la Marini Se il personale manca, anche il più bravo manager del mondo non riuscirà a consegnare il suo prodotto.

Fin qui il ritratto di una giustizia malata e lenta.

Per il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, l’approvazione della manovra ha rappresentato un passaggio importante, lo spartiacque che fa la differenza tra le parole di circostanza e le rassicurazioni e la concretezza che dovrebbe esserne logica conseguenza.

Ora che tutto è nero su bianco crediamo si possano dare anche maggiori dettagli perché se sono state disposte 903 assunzioni per il 2019, sicuramente un’idea del profilo o dei profili a cui rispondono ci deve essere. La nuova fase del lavoro del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari parte proprio dai numeri e dai commi della manovra ma, soprattutto, dalla consapevolezza di avere alle spalle un lavoro importante, concentrato in meno di un anno e mezzo.

Per questo ci aspettiamo e pretenderemo sempre più chiarezza.

La nostra è semplicemente una richiesta di maggiore linearità che facciamo ad un Governo che si dice del cambiamento. Per cambiare le cose, però, non bastano le parole: ci vogliono azioni concrete.

Non siamo solo dei numeri che appaiono in grassetto su un comma di un articolo di una Legge di Bilancio. Siamo, soprattutto, persone che vogliono dare il proprio contributo al potenziamento di una giustizia diffusa, più vicina ai cittadini ed alla tutela dei loro diritti in un Paese dove, da tempo, non c’è più una narrazione del futuro né un’idea di futuro condiviso.

Quindi, Signor Ministro, in nome di quella giustizia che Lei vuole riformare e migliorare, passi al più presto dalle parole ai fatti !

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