INAUGURAZIONE DELL’ ANNO GIUDIZIARIO, LE DELEGAZIONI DEL COMITATO IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI FANNO SENTIRE LA LORO VOCE

Il 26 gennaio il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, attraverso i rappresentanti di tutte le sue delegazioni, ha presenziato all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Per la seconda volta, dal giorno della sua costituzione, il Ciag ha potuto dare voce alle proprie istanze dinanzi a personalità delle istituzioni giudiziarie e politiche.

L’obiettivo è sempre quello dello scorrimento integrale della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario ma quest’anno, soprattutto dopo l’approvazione della Legge di Bilancio, si è fatta sempre più pressante anche l’esigenza di chiedere al Ministro Bonafede tempistiche certe e chiare. Che finora sono mancate.

Un evento come l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario diventa fondamentale per sollecitare quella chiarezza che finora ha latitato o quella concretezza che ci si aspetterebbe dopo tante dichiarazioni assai impegnative. Non poteva esserci contesto migliore per dare voce a richieste che sono state pienamente condivise da tutte le personalità delle istituzioni giudiziarie.

Tutti i relatori che hanno preso la parola nelle Corti di Appello italiane, hanno sottolineato la necessità di intervenire con investimenti più cospicui e con l’assunzione di nuovo personale per garantire il funzionamento degli uffici giudiziari, attualmente allo stremo.

Il 25 gennaio, dinanzi ai rappresentanti del Governo tra cui il Presidente del Consiglio ed avvocato, Giuseppe Conte, ed il Ministro della Giustizia ed avvocato, Alfonso Bonafede, il Presidente della Suprema Corte di Cassazione, Giovanni Mammone, aveva evidenziato che la gestione della struttura giudiziaria risente di una persistente carenza di risorse, soprattutto per quanto concerne il personale amministrativo. La percentuale di scopertura nazionale è del 21,38% ma in alcuni distretti supera il 25%.

Stesso leit motiv anche il 26 gennaio, dove in tutte le Corti d’Appello che hanno visto la presenza delle delegazioni del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, si è fatto il punto sullo stato di salute della giustizia italiana ponendo l’accento sulle troppe carenze di personale amministrativo e magistrati che rischiano di diventare ancora di più a fronte dei tanti pensionamenti previsti per quest’anno.

Pertanto, procedere a nuove assunzioni diventa fondamentale anche alla luce della progressiva digitalizzazione della giustizia. Inoltre, la mancata immissione di personale provocherebbe la perdita di un’intera generazione di persone in grado di interagire con i sistemi digitali.

Quelle quattro parole che da un anno e mezzo ci accompagnano nel nostro percorso comune, scorrimento totale della graduatoria, sono passate di bocca in bocca, pronunciate da procuratori generali, da presidenti di Corti d’Appello passando per forze sindacali e rappresentanti di associazioni che operano nel diritto. Ci hanno dato forza, ragione e conforto.

Ancona, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Trento e Venezia, città distanti tra loro ma, in fondo, vicine ed accomunate dalle presenza delle delegazioni Ciag, pronte a far sentire la loro voce, che poi è una sola.

È quella di chi ha superato con merito un concorso, in un Paese in cui la meritocrazia non esiste più. È quella di chi ha conseguito una laurea e, forte delle sue competenze e delle sue capacità, non chiede redditi di cittadinanza ma lavoro.

È quella di 200 persone che ancora attendono che qualcuno, dai piani alti del Ministero, batta un colpo ed è quella di 1.860 persone che resteranno in graduatoria dopo che i 200 saranno assunti.

È la voce anche di chi è stato già assunto e continua a sostenerci dalla città che ha scelto per aprire un nuovo capitolo della propria vita.

Il Ciag è soprattutto questo, lo spirito di condivisione e di solidarietà di chi, da idoneo, è diventato assistente giudiziario a tutti gli effetti ma non dimentica i suoi compagni di viaggio, non li lascia indietro perché sa che l’unione fa la forza.

È questa voce, chiara e forte, che è partita, ancora una volta, da tutte le Corti di Appello ed è arrivata anche a chi di dovere, seduto a sentire e che, forse, stavolta, ha anche ascoltato.

La Dott.ssa Barbara Fabbrini, Responsabile del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, è intervenuta a Genova, il cui distretto giudiziario beneficerà di risorse per l’assunzione di un contingente di 50 unità di personale amministrativo non dirigenziale, grazie al decreto “Genova”, già approvato dal Parlamento.

La Fabbrini, si è soffermata su un punto assai importante, finora poco considerato, e cioè che il blocco del turn-over nelle Amministrazioni Centrali disposto dalla Legge di Bilancio fino al 15 novembre 2019, non riguarda i pensionamenti del 2018. Di conseguenza, secondo la Fabbrini, le assunzioni straordinarie previste dalla manovra, “vanno ad aggiungersi a quelle che a breve verranno autorizzate, provenienti dal turnover del 2018, possibile da attuarsi fin da subito e a quelle che si libereranno sul turnover 2019 ma autorizzate a partire dal novembre di quest’anno” concludendo che “è nell’ambito di queste risorse che vi assicuro verrà esaurita la graduatoria del concorso per assistenti giudiziari”.

Dunque, nel 2019, potrebbero esserci circa 500-600 assunzioni da Legge di Bilancio, come riferito dal Sottosegretario Vittorio Ferraresi alla delegazione del Ciag presente a Bologna. Ad esse andrebbero ad aggiungersi quelle da turn over del 2018 a fronte di numerosi pensionamenti.

I restanti idonei assistenti giudiziari, sarebbero assorbiti tra le fine del 2019 e l’inizio del 2020, a seguito dello sblocco del turn over, a novembre di quest’anno.

Dal canto suo, il Ministro Alfonso Bonafede, da Firenze, ha assicurato alla delegazione presente in Corte d’Appello, che lo scorrimento della nostra graduatoria è una priorità della giustizia. Di nuovo.

Non sarà sfuggito al Guardasigilli che, ovunque, si è fatto riferimento alla necessità di scorrere la graduatoria per il profilo di assistente giudiziario sottolineando, altresì, la valorizzazione di tale figura.

Il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, ha descritto la Giustizia come un sistema con “l’acqua alla gola” a causa dei troppi vuoti di organico negli uffici giudiziari. Tutto ciò non fa altro che rallentare l’iter dei procedimenti, lenti ed a rischio prescrizione. Forse, al Guardasigilli, non sarà sfuggito neanche questo.

A noi, invece, non sono sfuggite le dichiarazioni roboanti che il Ministro, con grande soddisfazione, ha rilasciato in tutti questi mesi sulle intenzioni dell’Esecutivo di fare assunzioni mai viste prima aggiungendo, con tracotanza, che la domanda di giustizia rappresenta una priorità del Governo, cosiddetto, del cambiamento.

Sabato scorso, queste parole sono state opportunamente ricordate. Tutto questo non fa che accrescere ulteriormente il significato della partecipazione del Ciag all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

L’anno scorso, a soli tre mesi dalla costituzione del Comitato, l’esigenza era quella di portare all’attenzione un gruppo che chiedeva lo scorrimento di una graduatoria. Un obiettivo ambizioso e per nulla scontato.

Quest’anno, c’è la consapevolezza che quel traguardo c’è ed è unanimemente condiviso da tutti. Bisognerà lavorare ancora tanto ma il Ciag è un piccolo maratoneta, abituato a coprire le lunghe distanze e senza segni di cedimento.

In una giornata intensa ed emozionante, ancora una volta, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è riuscito a dare prova di coesione ed altrettanta determinazione, consapevole che continuerà a mantenere viva l’attenzione sui suoi obiettivi fino a quando l’ultimo idoneo della graduatoria non varcherà la soglia di un ufficio giudiziario.

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