IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, AUMENTANO GLI APPELLI PER LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA MA DAL MINISTERO NESSUNA NOTIZIA

È passata poco più di una settimana dall’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario ma ancora non si è spenta l’eco degli interventi da parte di vertici delle istituzioni giudiziarie e forze sindacali sulla difficile condizione in cui versa la giustizia italiana.

Le dichiarazioni sulla scarsa efficienza del nostro sistema giudiziario si moltiplicano giorno dopo giorno e la sensazione è che l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario abbia contribuito ad evidenziare ulteriormente, qualora ve ne fosse stato bisogno, le numerose carenze della giustizia.

In tutte le Corti di Appello, da nord a sud, è stata ribadita la necessità di procedere con un consistente piano di investimenti e, dunque, di assunzioni sia per i magistrati che per il personale amministrativo.

Il Presidente della Corte di Appello di Firenze, Margherita Cassano, a tal proposito, è molto chiara.

Le gravissime scoperture dell’organico incidono in maniera determinante sulla durata dei processi. In particolar modo sui tempi successivi alla pronuncia della sentenza di primo e di secondo grado da parte del giudice, perché gli adempimenti sono tanti, lunghi e complessi ed il personale è sempre di meno.

A preoccupare è anche la recente entrata in vigore della Quota 100.

Siamo molto preoccupati che le nuove regole del pensionamento, la cosiddetta Quota 100, porteranno un’ulteriore emorragia nell’organico del personale amministrativo e rallenterà obiettivamente i tempi anche perché, prevedibilmente, i tempi di immissione delle nuove energie non potranno avvenire prima di due anni visti i tempi tecnici necessari per l’espletamento di una procedura concorsuale”, conclude la Cassano.

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni del Dirigente Amministrativo presso la Procura della Repubblica di Ancona, Dott. Luigi Pisello, che proprio in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario ha evidenziato che il 2018 sarà ricordato come l’anno delle assunzioni e del ricambio generazionale della giustizia.

L’ingresso di migliaia di giovani assistenti giudiziari con il loro bagaglio di competenze e di freschezza, è stato il vero cambio di passo nell’organizzazione giudiziaria ma non dimentichiamo che il nuovo sistema pensionistico, la cosiddetta Quota 100, potrebbe comportare un esodo dal pubblico impiego, stimato in circa 130mila uscite. Un esodo che si estenderà anche alla giustizia e che si aggiungerà a quello già programmato di migliaia di funzionari, assistenti, operatori ed ausiliari entrati nei primi anni ’80.

Abbiamo apprezzato la scelta del Ministro di reclutare altri 200 assistenti giudiziari attraverso lo scorrimento della graduatoria in corso ed ulteriori 300 operatori mediante ricorso alle liste di collocamento ma se presto non saranno assunti tutti gli idonei e non saranno banditi nuovi concorsi, il personale in entrata non riuscirà a coprire neanche la metà del personale in uscita. A questo punto viene naturale chiedersi come potrà migliorare l’efficienza della giustizia se all’aumento della pianta organica dei magistrati previsto nella recente finanziaria, di 600 unità, seguirà la diminuzione del personale di supporto”.

Intanto, sul fronte politico, continuano le interrogazioni a favore dello scorrimento della suddetta graduatoria .

Il 23 gennaio scorso, i deputati del Pd, Carmelo Miceli e Cosimo Maria Ferri, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. In questo atto di sindacato ispettivo, i due parlamentari hanno rimarcato che, a seguito dell’espletamento del concorso per il profilo professionale di assistente giudiziario, si è costituito il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari il quale, da più di anno, si sta battendo per lo scorrimento integrale della graduatoria.

Miceli e Ferri hanno ricordato che, grazie ai provvedimenti del precedente Governo, circa 2800 idonei hanno già preso servizio e che “ad oggi, si trovano ancora in attesa di autorizzazione circa 200 giovani, qualificate risorse da porre a servizio di un comparto strategico come quello della giustizia”.

Quindi, hanno annunciato che “altre amministrazioni, tra le quali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Agenzia delle Dogane ed il Ministero dell’Interno, hanno richiesto di poter attingere personale da tale graduatoria, anche alla luce dei piani di ricognizione per il fabbisogno del personale dei singoli Ministeri”.

Entrambi hanno sottolineato che il Comitato ha ricevuto l’appoggio dei vertici dell’Anm, del Consiglio Nazionale Forense e del Csm, invitado “il Governo a procedere allo scorrimento integrale della graduatoria al fine di un migliore funzionamento della macchina amministrativa della giustizia”.

Nonostante ciò, il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno ed il Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, hanno rilasciato quelle che gli interroganti hanno definito dichiarazioni-spot “esprimendo la volontà di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione allo scopo di risolvere il problema della carenza di personale nel comparto della giustizia, senza, però, passare (…) dai pubblici proclami ai fatti”.

Queste le conclusioni di Miceli e Ferri secondo i quali, nella Legge di Bilancio 2019 “nonostante siano state previste nuove assunzioni nel comparto giustizia, non c’è mai stata traccia dello scorrimento della graduatoria”. Inoltre, “sono stati sistematicamente respinti gli emendamenti che prevedevano proprio lo scorrimento della graduatoria, che, tra l’altro, a pari di altre graduatorie ministeriali, ha una validità triennale a partire dalla data di pubblicazione della stessa”.

In conclusione, i due parlamentari hanno posto al Ministro della Giustizia quattro quesiti dirimenti, chiedendo “se il Governo intenda effettivamente procedere, e in che tempi, alla copertura di tutti i profili professionali dell’area funzionale II, F2, mediante lo scorrimento della graduatoria del concorso indetto con decreto 18 novembre 2016 – concorso pubblico a n. 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di assistente giudiziario, area funzionale II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia, se le assunzioni delle 903 unità di area II menzionate nell’articolo 1, comma 307, della Legge di Bilancio 2019, verranno poste in essere tutte per il profilo di assistente giudiziario attingendo alla relativa graduatoria. In caso contrario, se intenda specificare quante di queste unità saranno attinte dalla citata graduatoria. Infine, se, in quale misura e in quali tempi, parte di tale graduatoria verrà ceduta alle amministrazioni che hanno richiesto di potervi accedere”.

Dunque, a chiedere una politica più attenta e meno approssimativa sono in tanti, vertici delle istituzioni giudiziarie e forze politiche ma soprattutto chi, un giorno, da semplice idoneo, diventerà parte integrante del comparto giustizia.

Nel frattempo, è giunto il mese di febbraio e da via Arenula ancora nessuna notizia.

Entro febbraio loro sapranno esattamente tutti i tempi ma forse anche prima”.

Queste le parole con le quali Alfonso Bonafede aveva risposto a Luca Sommi, conduttore di Accordi e Disaccordi che, nella puntata andata in onda lo scorso 18 gennaio, gli chiedeva quali fossero le sue intenzioni riguardo ai 1.860 idonei assistenti giudiziari.

Gennaio è appena passato e questa frase, abbiamo ragione di credere, diventerà il tormentone che accompagnerà tutto il mese di febbraio che, tra l’altro, è anche il più breve dell’anno.

Ci sono ancora 200 persone che, da circa nove mesi, stanno aspettando una comunicazione che ancora non è arrivata ed altre 1.860 che cominciano a chiedersi se sia normale che un Governo dia la priorità all’assunzione di 10mila navigator per il reddito di cittadinanza piuttosto che assumere idonei di una graduatoria già pronta per consentire al comparto giustizia di ripartire con maggiore efficienza.

Nel contratto sottoscritto dal Governo giallo-verde, la giustizia è stata definita come una priorità. La sensazione, invece, è che si preferisca sacrificare le nuove assunzioni per il comparto giustizia sull’altare del reddito di cittadinanza.

A questo punto. febbraio diventa il mese della svolta, per noi e per lo stesso Bonafede.

Per noi, che pretendiamo risposte chiare e per il Ministro che dovrà darle.

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