ASSISTENTI GIUDIZIARI, C’È LA CONVOCAZIONE DEI 200 E BONAFEDE PARLA AGLI IDONEI CON UN VIDEO SU FACEBOOK

Dopo nove mesi di attesa, per i 200 idonei è arrivato il decreto di convocazione. Ad annunciarlo, con un comunicato del 7 febbraio, il Ministero della Giustizia.

Con provvedimento del Direttore generale e della formazione del 6 febbraio 2019 è stata disposta l’assunzione di ulteriori 213 idonei del concorso ad 800 posti di assistente giudiziario, secondo quanto previsto dal D.P.C.M. 15 novembre 2018 e dal decreto-legge 28.9.2018, n.109, coordinato con le modifiche introdotte dalla legge di conversione del 16.11.2018 n.130. La scelta delle sedi relative ad ulteriori 213 idonei del concorso per titoli ed esami a 800 posti di assistente giudiziario sarà effettuata nei giorni 19, 20 e 21 febbraio 2019 presso il Ministero della Giustizia, Via Arenula 70, secondo il calendario che verrà a breve pubblicato. Le sedi del distretto di Genova saranno offerte con priorità di scelta per tutti gli idonei, chiamati secondo l’ordine di graduatoria”.

L’assunzione dei 200 idonei, già predisposta e finanziata dal precedente Governo, è ora ufficiale e, a questi, si aggiungono 13 unità che, secondo quanto previsto dal Decreto Genova, andranno a rimpinguare l’organico degli uffici del distretto giudiziario del capoluogo ligure. Per tutti, la tanto agognata presa in servizio scatterà il 4 marzo.

Con una scelta che non ha precedenti, il Ministro Alfonso Bonafede, in un video postato sulla sua pagina Facebook, si è voluto rivolgere, senza filtri, alla platea degli idonei assistenti giudiziari che anche attraverso l’instancabile ed indefessa attività del Ciag, sin dal giorno del suo insediamento a via Arenula, hanno sollecitato il Guardasigilli ad operare, per quanto riguarda l’implementazione di politiche assunzionali sul solco già tracciato dal precedente Esecutivo.

Tante volte abbiamo parlato degli idonei assistenti giudiziari, cioè di coloro che hanno sostenuto già un concorso e che si trovano in una graduatoria e sono in attesa dello scorrimento”. Così ha esordito il Ministro, mostrando il peso della responsabilità che grava sulle spalle di chi ha assunto impegni solenni, in merito allo scorrimento totale della graduatoria, già nel 2019.

Bonafede si è, innanzitutto, soffermato su un aspetto dirimente che attiene alla qualità professionale di coloro i quali dovranno innervare gli uffici giudiziari precisando che gli idonei assistenti giudiziari “sono persone che hanno già dimostrato la loro competenza e la loro idoneità per ricoprire ruoli importanti all’interno degli uffici della Giustizia italiana puntualizzando che “fin dall’inizio mi sono impegnato a fare tutto il possibile per ottenere lo scorrimento totale della graduatoria”.

Il Ministro ha, quindi, annunciato la chiamata in servizio di 213 idonei dei quali, è bene precisare, soltanto 13 sono da ascrivere al Governo giallo-verde, e ha ribadito l’impegno che “entro il mese di febbraio, voglio provare a dare tutti i dettagli dello scorrimento successivo in modo tale da tenere aggiornate non solo le persone direttamente interessate per le loro aspirazioni, per la loro vita lavorativa ma anche per tutti gli altri cittadini, perché si sappia che stiamo facendo un investimento importante in termini di risorse umane sulla Giustizia italiana e che si tratta di donne e uomini che hanno le qualità per poter ricoprire quel ruolo all’interno della Giustizia”.

Infine, Bonafede ha ricordato che l’Esecutivo, destinando 13 idonei al distretto di Genova, ha dimostrato la vicinanza delle istituzioni nei confronti di una città che chiede sia fatta piena luce sulle responsabilità del crollo del ponte Morandi.

È necessario poter canalizzare un numero di risorse maggiori proprio nel distretto di Genova dove, chiaramente, a seguito di quella tragedia, hanno bisogno di più persone perché una parte importante della giustizia dovrà concentrarsi sulla indagine e su tutto quello che ne conseguirà” ha concluso, ringraziando tutti coloro che, aderendo all’interpello straordinario, consentiranno di raggiungere questo obiettivo.

Parole di apertura dunque, quelle del Guardasigilli.

Il concetto di miglioramento del sistema giustizia, inteso come servizio al cittadino, è stato ribadito dallo stesso Bonafede anche nel corso dell’intervento tenuto in occasione della due giorni di incontri al centro del convegno dedicato ai 110 anni dell’Associazione Nazionale Magistrati e svoltosi a Roma, l’8 ed il 9 febbraio, alla presenza del Capo dello Stato.

Il Guardasigilli ha citato il rapporto Censis 2018, secondo il quale, gli italiani considerano il nostro sistema giudiziario costoso, lento ed incapace di garantire la tutela dei diritti.

Un terzo della popolazione adulta, il 30,7 per cento, vale a dire 15,6 milioni di persone, negli ultimi due anni ha infatti rinunciato a intraprendere un’azione giudiziaria volta a far valere un proprio diritto: un comportamento diffuso trasversalmente in tutta la popolazione ma più forte al Sud, dove raggiunge il 37,5 per cento.

ll comune denominatore è la costante crescita della sfiducia poiché sette italiani su dieci pensano che il sistema giudiziario non sia idoneo a garantire pienamente la tutela dei diritti fondamentali dell’individuo.

Ciò significa che senza un importante intervento riformatore, la giustizia italiana è destinata inevitabilmente al collasso perché negli uffici giudiziari sono presenti giudici, avvocati e cancellieri con grandissime professionalità ma sono assenti i cittadini perché completamente sfiduciati.

Secondo Bonafede, parte della responsabilità va ascritta allo Stato che, negli ultimi decenni, non ha più investito nella giustizia.

L’eccessiva durata dei processi che ancora oggi rappresenta una delle principali criticità della giustizia è chiaramente imputabile a carenze strutturali che vanno necessariamente colmate ed alle quale non può farsi ragionevolmente fronte senza un consistente incremento di risorse”, ha spiegato Bonafede aggiungendo che per la giustizia sono in arrivo, nuove risorse.

Nella legge di Bilancio è stato predisposto un piano assunzionale straordinario che prevede, dal 2019, il reclutamento di 3.000 unità di personale amministrativo giudiziario, l’assunzione dei 360 magistrati vincitori di concorso, nonché ulteriori 600 nuovi magistrati che per la prima volta, dopo quasi venti anni, andranno ad incrementare nel prossimo triennio con le relative risorse, la pianta organica con una previsione in aumento dei fondi nell’area giustizia di oltre 324 milioni di euro rispetto al 2018”.

Dopo questa iniezione di risorse, sarà necessaria un’articolazione della pianta organica che risponda il più possibile alle esigenze dei singoli uffici territoriali. Concetto ribadito anche dal Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, che nella sua relazione per l’inaugurazione della manifestazione per i 110 anni dell’Anm, ha affrontato diversi temi tra i quali l’efficienza e la qualità della giurisdizione, delle riforme e delle risorse ma ha parlato anche di piante organiche e di personale amministrativo.

Attualmente vi è una carenza di circa 9.000 unità rispetto a quanto previsto in organico, una carenza significativa, tale da incidere negativamente e rallentare il lavoro giudiziario. Anche sotto questo profilo chiediamo al Ministro della Giustizia una pianificazione strutturale dei concorsi per assistenti e cancellieri, tale da colmare i vuoti e fronteggiare le conseguenze dei pensionamenti, ancora più imponenti che vi saranno per effetto della riforma cosiddetta Quota 100. A partire dal reclutamento dei 1.860 giovani idonei all’ultimo concorso ed in attesa dello scorrimento della graduatoria, prima che la stessa scada rendendo vano il lavoro già fatto dal Ministero e da questi ragazzi meritevoli” ha concluso Minisci.

Dichiarazioni, quelle del Ministro Bonafede e del Presidente dell’Anm certamente condivise anche dal Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, David Ermini, il quale, in più occasioni, ha ribadito la necessità di procedere a nuove assunzioni per il comparto giustizia a partire proprio dallo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario che, allo stato attuale, è l’unica di cui dispone il Ministero.

Parole che corrispondono perfettamente al lavoro che il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sta portando avanti dall’ottobre 2017 e che si basa sulla perfetta identità tra le istanze degli idonei ancora in attesa ed una giustizia efficiente, realmente al servizio dell’intera cittadinanza.

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