RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO, CASELLATI: “NECESSARIO INVESTIRE NELLA GIUSTIZIA”. ERMINI CHIEDE ASSUNZIONI PER GLI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI. BONGIORNO: “LA VERA SVOLTA NELLA P.A. E’ IL TURNOVER AL 100%”

Con la convocazione dei 213 idonei che, come annunciato dal Ministro della Giustizia, entreranno in servizio il prossimo 4 marzo, le unità assunte dalla graduatoria per il profilo di assistenti giudiziari saranno 3.058.

In attesa di nuove comunicazioni, continuano gli appelli da parte dei vertici delle istituzioni giudiziarie per lo scorrimento della graduatoria.

In occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario dei Penalisti Italiani, che si è svolto a Padova, il 15 ed il 16 febbraio, si è parlato di ragionevole durata del processo.

Nel suo intervento, la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha sottolineato le anomalie a causa delle quali il nostro sistema giudiziario si colloca tra gli ultimi in Europa per efficienza ed efficacia. Un sistema che, in questi anni, ha prodotto, costi enormi a carico dei bilanci dello Stato.

Per contrastare questo ingiustificato dispendio di risorse e ridare credibilità alla giustizia italiana servono interventi normativi volti a soddisfare esigenze di semplificazione e di celerità dei processi ma non solo.

Allo stesso tempo, però, è necessario investire nella giustizia, rafforzare gli organici dei magistrati e del personale amministrativo specie nei territori più sguarniti ed in sofferenza, approntare ed attuare un progetto di potenziamento delle strutture giudiziarie e, più in generale, lavorare sull’efficienza nella gestione dei processi”, ha concluso la Casellati.

Alle parole della Presidente del Senato, hanno fatto seguito quelle del Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, David Ermini, il quale ha ribadito la necessità di nuove assunzioni.

Parlando della riforma organica del processo, tra le soluzioni proposte, ha voluto sottolineare l’importanza di procedere ad una depenalizzazione delle troppe norme penali in modo da decongestionare il processo riportandolo sui binari di una giustizia più celere e giusta. Dunque, una forte depenalizzazione potrebbe davvero sgravare procure e tribunali di un’infinità di microprocessi dando così modo di concentrarsi sui processi che realmente meritano.

Il punto è che qualsiasi riforma del processo si voglia introdurre potrebbe rivelarsi totalmente inefficace se non verrà supportata da assunzioni e da un forte investimento sulla macchina della giustizia. Limitandomi alle risorse umane c’è, in verità, il dato positivo di un aumento dell’organico della magistratura, 600 unità, 520 più 80 per la legittimità previste con la Legge di Bilancio 2019 ma, di pari passo, vi deve essere un incremento proporzionato alla dotazione del personale amministrativo. A riguardo, spero si possa sbloccare a breve lo scorrimento della graduatoria assumendo tutti gli idonei al concorso per assistenti giudiziari… che forse poi, alla fine, non basteranno neanche”.

Certamente, i 1.857 idonei rimasti in graduatoria non saranno sufficienti a colmare i vuoti di organico negli uffici giudiziari italiani ma, proprio per questo, è necessario procedere allo scorrimento della suddetta graduatoria in tempi rapidi.

Riguardo alle carenze della giustizia e, più in generale, della Pubblica Amministrazione, il 13 febbraio, il Ministro Giulia Bongiorno è stata audita dalle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Lavoro di Camera e Senato per portare a compimento l’esposizione delle linee programmatiche del proprio dicastero che erano state delineate, in prima battuta, nel mese di settembre.

Nell’ambito di un intervento molto ampio, si è soffermata sul tema delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione compreso il comparto Giustizia, alla luce della sua ultraventennale esperienza di avvocato penalista che ha potuto constatare “un peggioramento del servizio Giustizia perché, anno dopo anno, la lentezza dei giudizi si è dilatata”. Ciò, ad avviso della Bongiorno, ha avuto un impatto negativo anche sull’economia del Paese ricordando che, in qualità di avvocato ha, spesso, fornito “pareri a delle multinazionali che volevano investire in Italia, in impianti fotovoltaici e altro, ai quali dovere spiegare lo stato della Giustizia italiana e vedere che gli investitori andavano via”.

La Bongiorno ha precisato che “mettere del denaro nella Pubblica Amministrazione per delle assunzioni, non significa mettere risorse per avere delle persone che vadano ad occupare delle scrivanie dentro gli uffici e basta ma significa, se facciamo delle assunzioni mirate ed intelligenti, rimettere in moto la Pubblica Amministrazione, rimettere in moto anche la Giustizia, in particolare quegli uffici che a volte sono sguarniti”.

Quindi, ha ribadito che “per la prima volta, dopo 10 anni, il turn-over si attesta al 100% per tutte le Amministrazioni” chiarendo che il blocco previsto fino al 15 novembre “non incide in nessun modo sui tempi delle assunzioni”, poiché è necessario rispettare un iter complesso dal momento che l’amministrazione che intende assumere deve presentare un piano di fabbisogno del personale alla Funzione Pubblica che, se lo ritiene, dà l’autorizzazione, passando la palla per i pareri, prima, alla Ragioneria Generale dello Stato e, poi, alla Corte dei Conti.

Il Ministro ha, dunque, rimarcato che “c’è stata una vera svolta perché il turn-over al 100% è effettivo e che il rinvio al 15 novembre consente di conteggiare le risorse non utilizzate, in questa data, come risparmi utili per i saldi della finanza pubblica, senza cambiare gli obiettivi reali”.

La grande svolta”, ha concluso la Bongiorno, “è che, mentre nello scorso triennio, se uscivano 100 persone dalla Pubblica Amministrazione ne entravano 25, adesso se ne escono 100, ne devono entrare 100”.

Il tema delle carenze di risorse nella giustizia, con particolare riferimento alla situazione dell’ufficio giudiziario di Biella, sono state al centro di un’interrogazione parlamentare che, l’11 febbraio, i deputati di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro delle Vedove e Ciro Maschio hanno presentato al Ministro della Giustizia.

Nel tribunale del capoluogo piemontese, “si registra una grave carenza di personale che incide negativamente sull’organizzazione del lavoro amministrativo. A fronte di una dotazione prevista di 38 unità, ne risultano effettivamente presenti in servizio solo 25. A queste si devono aggiungere 5 unità applicate o distaccate da altri uffici, la carenza di personale amministrativo interessa anche le figure apicali, dove risultano vacanti 2 posizioni di direttore amministrativo, e l’area del funzionariato, dove sono presenti solo 4 unità a fronte delle 10 previste”, aggiungendo che “di queste, due unità andranno in pensione nel corso del 2019, acuendo la situazione di emergenza e prefigurando anche il rischio di un’eventuale interruzione di pubblico servizio qualora il personale si assentasse per un lungo periodo anche per l’esercizio di un diritto costituzionale come le ferie”.

Secondo Delmastro e Maschio, tutto ciò dimostra che, nonostante l’immissione di nuove unità di vincitori ed idonei del concorso per assistente giudiziario, “restano ancora innumerevoli sacche di carenza nelle molteplici funzioni di numerosi tribunali disseminati sul territorio nazionale. Nel tribunale di Biella, per esempio, i cancellieri presenti sono solamente 3 su 6 previsti” e ciò comporta che “i dipendenti in servizio sono costretti ad affrontare carichi di lavoro superiori rispetto a quelli effettivamente sostenibili e il rallentamento della macchina amministrativa, il che lede gravemente le sacrosante aspettative di giustizia dei cittadini; senza dimenticare che “l’entrata in vigore della cosiddetta Quota 100 porterà ad un vero e proprio esodo di proporzioni «bibliche» dai ranghi del pubblico impiego e senza un immediato ingresso di forze nuove, il sapere e le conoscenze accumulate negli anni dal personale più anziano andranno irrimediabilmente disperse a tutto detrimento del diritto alla giustizia dei cittadini italiani”.

Fatte queste importanti premesse, Delmastro e Maschio hanno concluso chiedendo al Guardasigilli “se intenda o meno destinare nuove unità di personale amministrativo al tribunale di Biella e, in caso di risposta positiva, se intenda quantificarne il contingente”.

A fronte dei numerosi appelli da parte di forze politiche e vertici di istituzioni giudiziarie, l’impegno del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è sempre lo stesso e, soprattutto in questa fase, gli sforzi saranno ulteriormente intensificati.

Del resto, anche il Ministro Bonafede ha manifestato l’intenzione di procedere all’esaurimento integrale della graduatoria aggiungendo di essere consapevole che, in merito, ci sono numerose aspettative.

A questo punto, crediamo. non solo da parte degli idonei.

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