BONAFEDE SALUTA I NUOVI ASSISTENTI GIUDIZIARI E IL SENATO APPROVA UN EMENDAMENTO AL “DECRETONE” CON 1.300 ASSUNZIONI PER LA GIUSTIZIA

Una giornata particolare, di quelle che non si dimenticano perché segnano un nuovo inizio che ha il sapore di un vero e proprio riscatto.

Tra il 19 e il 21 febbraio, 213 idonei assistenti giudiziari sono stati convocati dal Ministero della Giustizia a Roma, per apporre la propria firma sul tanto agognato contratto di lavoro.

È stato Alfonso Bonafede in persona, affiancato dal Sottosegretario Vittorio Ferraresi, ad accogliere calorosamente i nuovi assunti con un breve discorso di benvenuto postato, in tempo reale, sulla sua pagina Facebook.

Il Guardasigilli ha esordito sottolineando il valore degli idonei, già dimostrato nel superamento di un difficile concorso e, dunque, mostrandosi consapevole del fatto che, attraverso lo scorrimento della graduatoria, si premia il merito, un principio che nel nostro Paese è troppo spesso vilipeso e svilito.

La giustizia italiana”, ha proseguito Bonafede, “ha bisogno di nuove energie e di tantissimo impegno” aggiungendo con un sorriso sornione,“anche più di quello che state immaginando in questo momento” suscitando l’ilarità dei presenti.

Tornato serio, ha affermato: “vi troverete a lavorare in un luogo meraviglioso che riconosce i diritti dei cittadini e nel quale ogni cittadino può rivendicare questi diritti”. Di qui, l’esortazione a tenere sempre a mente che l’assistente giudiziario non può limitarsi a compiere l’ordinaria amministrazione ma, insieme agli altri operatori della Giustizia, deve rispondere alle istanze dei cittadini i quali “credono nella necessità di una svolta, di un cambiamento che non arrivano solo dalla politica la quale si può limitare a dare, semplicemente, degli input, bensì da persone brave e valorose che non vedono l’ora di dare il loro contributo”.

Il Guardasigilli, ha poi voluto rivolgere un pensiero agli idonei rimanenti e lo ha fatto sfoderando nuovamente l’arma del sorriso. “Mi sono accorto che sono in tanti” ha detto, facendo capire a quale livello di pressione sia sottoposto e ha aggiunto: “non dimentico l’importanza di dare una risposta a tante altre persone valide, che sono in attesa. In queste settimane, siamo impegnati perché tutti possano organizzare la propria vita, in modo da sapere che il Ministro ha dato una tempistica entro la quale arriverà una risposta certa”.

Bonafede ha concluso il suo intervento rivolgendo ai nuovi assistenti giudiziari gli auguri di rito con un accorato pensiero: “fatevi contaminare dalla voglia di Giustizia che hanno i cittadini, che vuol dire, semplicemente, entrare in un tribunale, leggere che la legge è uguale per tutti e crederci veramente perché quel tribunale sta dando un servizio come si deve”.

Non c’è alcun dubbio che i 213 idonei, che entreranno in servizio dal prossimo 4 marzo, sapranno fare del loro meglio, esattamente come coloro che li hanno preceduti. Ed anche l’entusiasmo non mancherà. Il compito che li attende è impegnativo ma, allo stesso tempo, gratificante. Ora, in graduatoria restano 1.857 idonei che attendono comunicazioni a breve riguardo a nuovi scorrimenti.

A questo proposito, intervistata il 20 febbraio scorso da Tommaso Labate, il Ministro Giulia Bongiorno, ha voluto, ancora una volta, sottolineare il lavoro che sta portando avanti, anche con la collaborazione del Ministro Bonafede, per rinnovare la Pubblica Amministrazione.

Ai numerosi messaggi giunti alla redazione di Corriere tv da parte degli idonei assistenti giudiziari la Bongiorno ha risposto con chiarezza.

Questo è stato l’unico governo, credo negli ultimi dieci anni, a fare due cose importantissime: lo sblocco del turn over al 100% ed assunzioni straordinarie. Stiamo facendo scorrere le graduatorie, i primi 200 sono già assunti, nelle prossime settimane o mesi ci sarà lo scorrimento di queste graduatorie. Si parla del tema della giustizia, io ho parlato con Bonafede dello scorrimento di questa graduatoria che so che è un tema particolarmente rilevante”.

La Bongiorno ha voluto sottolineare la celerità con la quale si procederà per le prossime assunzioni.“Ho fatto un provvedimento che si chiama Scia che consentirà di assumere prima ancora di avere le autorizzazioni. Quindi, prima assumo e dopo faccio il controllo. Questa per gli idonei è una notizia positiva. Poi, ripeto, la competenza è del Ministro della Giustizia. Io quello che dovevo fare già l’ho fatto e rassicuro tutti”.

A velocizzare le assunzioni per il comparto giustizia, però, più che il metodo Scia della Bongiorno, potrebbe essere un emendamento al “Decretone” presentato proprio dal Guardasigilli ed approvato in Senato il 26 febbraio.

Le carenze di personale che riguardano il nostro sistema giudiziario sono ormai note. Altrettanto noto è il fatto che, per quest’anno, sono previsti numerosi pensionamenti che svuoteranno ulteriormente gli uffici giudiziari. A questo va ad aggiungersi la recente entrata in vigore della cosiddetta Quota 100. Il risultato sarà il blocco di Tribunali e Corti d’Appello con conseguenze devastanti per la giustizia italiana.

Dunque, dopo aver monopolizzato per mesi il dibattito politico con la Quota 100 ed il Reddito di Cittadinanza, approvati entrambi con lo stesso decreto, e dopo aver annunciato anche il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione fino al 15 novembre, ora, di fronte agli effetti catastrofici della nuova riforma in materia pensionistica, la maggioranza corre ai ripari mettendoci la proverbiale pezza.

La pezza sarebbe proprio l’emendamento in questione che, per scongiurare il black out del sistema giustizia, prevede l’autorizzazione della spesa necessaria per l’assunzione di personale non dirigenziale a tempo indeterminato. Si parla di un massimo di 1.300 unità e, più precisamente 1.000 di area II e 300 di area III, a partire dal prossimo luglio.

Del resto, i numeri dei vuoti di organico nella giustizia italiana sono allarmanti e non è una novità di questi giorni. A gennaio di quest’anno i posti vacanti ammontano a 9.573, ai quali se ne dovrebbero aggiungere altri 10.685 fino al 2021, di cui 7.158 quest’anno, per effetto della Quota 100.

Non a caso i vertici delle istituzioni giudiziarie, ormai da tempo, sollecitano, con la frequenza di un disco rotto, l’assunzione di nuovo personale e, soprattutto, lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari. Non a caso, le carenze di personale amministrativo e di magistrati sono state al centro dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, in tutte le Corti d’Appello italiane.

Questo piccolo turn over, previsto dall’emendamento al “Decretone”, costerà poco più di otto milioni di euro, una somma originariamente non calcolata tra i costi della Quota 100 ma che ora dovrà essere annotata tra le uscite del bilancio dello Stato.

Sarebbe bastato assumere in un colpo solo gli idonei assistenti giudiziari rimasti in graduatoria.

Bilancio dello Stato, Giustizia e 1.860 persone ne avrebbero sicuramente beneficiato.

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