VIA LIBERA DI PALAZZO MADAMA AL “DECRETONE”, ENTRO LUGLIO 1.300 ASSUNZIONI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Il Senato della Repubblica ha approvato, il 27 febbraio, la conversione in legge del DL 4/2019 del 28 gennaio, il cosiddetto “Decretone”, che contiene Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Il provvedimento è stato trasmesso alla Camera dei Deputati che dovrebbe dare il via libera definitivo, salvo che ulteriori modifiche rendano necessario un ulteriore passaggio sprint a Palazzo Madama. In ogni caso, il decreto legge dovrà essere convertito entro la data di scadenza, fissata al 29 marzo.

Nel corso dell’iter parlamentare, il Governo ha constatato che il numero delle adesioni a Quota 100 nel settore pubblico è risultato significativamente maggiore rispetto alle aspettative e, dunque, per evitare che un comparto strategico come la Giustizia, già afflitto da endemiche carenze di personale amministrativo, rimanesse completamente paralizzato, ha presentato l’emendamento 14.800 al “Decretone”.

Con questo emendamento, previa una deroga al blocco del turnover per le Pubbliche Amministrazioni centrali disposto dalla Legge di Bilancio fino al 15 novembre 2019, si autorizza il Ministero della Giustizia ad assumere a tempo indeterminato, a partire dal 15 luglio 2019, 1.300 unità di personale non dirigenziale, di cui 1000 di Area II e 300 di Area III, avvalendosi delle facoltà assunzionali ordinarie (leggi turnover) per il 2019.

Via Arenula ha corredato l’emendamento in questione con una relazione tecnica firmato dal Sottosegretario Vittorio Ferraresi e bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato in cui sono specificate le ragioni di questo intervento in corso d’opera.

Dalla relazione, infatti, si evince che, nel settore dell’amministrazione giudiziaria, le vacanze di organico, ad oggi, ammontano a 9.573 posti, pari al 21,93% della dotazione prevista.

Partendo da questi dati, il Ministero della Giustizia ha voluto verificare in quale misura le assunzioni straordinarie stanziate dalla Legge di Bilancio 2019 nel comparto giustizia, 3.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale nel triennio 2019-2021, copriranno gli ulteriori vuoti di organico determinati dalla introduzione della Quota 100..

Di qui, l’elaborazione di una stima basata sul numero di coloro che raggiungeranno, nel triennio 2019-2021, i requisiti per andare in pensione ovvero 62 anni di età e 38 anni di contributi previdenziali.

I dati che emergono da questa stima sono oggettivamente impressionanti.

Infatti, mentre sulla base di quanto previsto dalla Legge Fornero, i pensionamenti sarebbero 2.652 di cui 453 nel 2019, 953 nel 2020 e 1.246 nel 2021, con la Quota 100, si salirebbe a 10.685, che rappresentano il 31,27% delle attuali presenze ed il 24,47% della complessiva dotazione organica, di cui 7.158 nel 2019, 1.727 nel 2020 e 1.800 nel 2021.

Aggiungendo alle suddette 10.685 cessazioni dal servizio, gli attuali vuoti di organico, 9.573 posti, si raggiungerebbe la cifra di 20.258 posti scoperti nel triennio 2019-2021, pari al 46,40% del totale.

A conferma dell’assoluta urgenza di intervenire per impedire il collasso dell’intero comparto Giustizia, Ferraresi sottolinea che è proprio il 2019 l’anno che presenta le maggiori criticità sul piano dei vuoti di organico.

In tale anno, si stima la cessazione di ben 7.158 unità di personale che, sommate alle attuale vacanze, 9.573, determinano, in assenza di assunzioni, una scopertura di 16.731 posti, per una percentuale di scopertura, nell’anno in corso, del 38,32%”.

E a riprova di quanto questa emergenza sia generalizzata su tutto il territorio nazionale, nella relazione è inserita una tabella in cui si riportano i dati sulle scoperture di organico di personale amministrativo che, a seguito della introduzione della Quota 100, sono previste in ciascun distretto giudiziario.

Dalla tabella si evince che le scoperture sono al di sopra del 39% in tutti i distretti, con punte del 45% a Bari, Cagliari, Genova, Roma e Sassari, del 46% a Campobasso, Catania, Reggio Calabria e Taranto, del 47% a Catanzaro, Messina e Potenza, del 48% a Salerno, del 49% a L’Aquila e, addirittura, del 52% a Napoli.

È assai significativo che nella relazione si faccia riferimento alla nostra graduatoria. Ferraresi, infatti, spiega che tra i requisiti di necessità e urgenza che devono connotare qualsivoglia decreto legge, sono da annoverare le pecurialità del comparto Giustizia e cioè “la consistente carenza dell’organico attuale ed i particolari effetti delle cessazioni del personale interessato dalla Quota 100”, aggiungendo che essa “è l’unica amministrazione ad avere una graduatoria aperta per 1.800 posti di assistente giudiziario, immediatamente attingibili per colmare almeno le vacanze che si produrranno in tale profilo.

Questo emendamento ha tutta l’aria di somigliare ad un’ulteriore piccola manovra aggiuntiva. Va tenuto presente, infatti, che le risorse del turnover 2019 risultano già iscritte nel Bilancio dello Stato. Dunque, “la disposizione di cui al comma 10 sexies determina un maggiore onere in termini di indebitamento netto e di fabbisogno, per 8,32 milioni di euro, per l’anno 2019”.

Che la Quota 100, avrebbe determinato ulteriori, significative scoperture nel comparto giustizia, era piuttosto chiaro.

In occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, da tutte le Corti di Appello, dove il Ciag era presente con le sue delegazioni, il problema della gravi scoperture di personale era già stato sollevato da parte dei vertici delle principali istituzioni giudiziarie, da dirigenti del comparto giustizia e da tutti gli operatori del diritto. Senza contare gli innumerevoli appelli dei tribunali che, quotidianamente, lamentano gravi carenze di risorse umane e materiali.

Le 1.300 assunzioni sono state confermate anche dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno che a Radio Anch’io, rispondendo ad una domanda sulle uscite di personale con Quota 100 ha dichiarato che “senza aspettare il 15 novembre abbiamo già previsto con il Ministro Bonafede che il Ministero della Giustizia può assumere 1.300 persone a giugno – luglio”.

L’approvazione di questo emendamento rappresenta, dunque, una tappa fondamentale del lavoro che il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sta portando avanti da un anno e mezzo per ottenere, in tempi brevi, lo scorrimento totale della graduatoria.

Il Ciag chiede al Ministro Bonafede di chiarire, sulla base di un impegno assunto in più circostanze, quante delle 903 assunzioni straordinarie, finanziate dalla Legge di Bilancio, e quante delle 1.000 assunzioni ordinarie da turnover, finanziate dal “Decretone”, riguarderanno il profilo di assistente giudiziario, nel 2019.

Ormai non è solo questione di tempo ma anche di tempistiche. Il tempo è quello necessario affinché la graduatoria venga esaurita completamente e le tempistiche sono quelle annunciate dal Ministro per nuove comunicazioni sui prossimi scorrimenti e che, stando alle parole dello stesso Guardasigilli, dovrebbero arrivare al massimo entro la metà di marzo.

In entrambi i casi la clessidra è già rovesciata.

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