ASSISTENTI GIUDIZIARI, NUOVI APPELLI PER LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA MA CRESCE L’ ALLARME PER LE CARENZE DI PERSONALE

Il 21 marzo la Camera dei Deputati ha dato il via libera al “Decretone” con 291 voti favorevoli, 141 contrari e 14 astenuti. Il provvedimento, che contiene le due misure cardine dell’Esecutivo giallo verde ossia Reddito di Cittadinanza e Quota 100, tornerà al Senato per la terza ed ultima lettura.

Il “Decretone” contiene una norma che autorizza il Ministero della Giustizia ad assumere a tempo indeterminato, a partire dal 15 luglio 2019, 1.300 unità di personale non dirigenziale, di cui 1.000 di Area II e 300 di Area III, avvalendosi delle facoltà assunzionali ordinarie (leggi turnover) per il 2019.

Intanto, tra gli idonei assistenti giudiziari continua l’attesa per le comunicazioni che il Ministero della Giustizia dovrebbe dare in merito a nuovi scorrimenti e che, nonostante le numerose rassicurazioni del Guardasigilli tardano ad arrivare.

Assunzioni che continuano ad essere caldeggiate dalle forze politiche. Purtroppo sono stati bocciati due importanti emendamenti, presentati dall’On. Carmelo Miceli (Pd) e dall’On. Federico Conte (LeU) che prevedevano di assorbire le 1.000 unità di Area II attingendo esclusivamente dalla graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

La richiesta di scorrimento della graduatoria è arrivata, ancora una volta, anche dai vertici delle istituzioni giudiziarie.

Intervenuto il 14 marzo scorso al Convegno dalla Camera Penale di Pistoia “La Costituzione lacerata. Riforme e Controriforme dell’ordinamento penale”, il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, è tornato a chiedere con forza lo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario.

Tra i compiti che la Magistratura assegna ai magistrati vi sono il dovere e l’obbligo di svolgere indagini ed accertamenti nei confronti di tutti, senza esclusioni. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. E ancora, per avere una visione d’insieme, coprendo, e lo abbiamo detto al Ministro della Giustizia, in ogni circostanza, quei vuoti significativi di organico del personale amministrativo partendo dai 1.860 idonei all’ultimo concorso e pianificando in modo strutturale i reclutamenti del personale amministrativo perché ci saranno delle carenze molto rilevanti in conseguenza delle legge sulla Quota 100 che è appena entrata in vigore”.

Come dire che è il magistrato a svolgere accertamenti ed indagini e ad emettere provvedimenti ma se manca il personale, il lavoro resta tutto sulla carta. Per Minisci, inoltre, è necessario redistribuire le piante organiche tra gli uffici per andare in soccorso a quegli uffici che sono in maggiore difficoltà.

È necessario investire in maniera sistematica con nuove assunzioni e con la revisione delle piante organiche in ampliamento e, ormai, in larga parte inadeguate.

Allo stesso convegno era presente anche l’On. Cosimo Maria Ferri, deputato del Partito Democratico, già Sottosegretario alla Giustizia nelle scorsa legislatura, il quale ha sottolineato che, a seguito della Quota 100, “negli uffici giudiziari ci sarà un caos perché molti dipendenti andranno in pensione e quindi noi chiediamo di scorrere tutta la graduatoria degli assistenti giudiziari”.

La Quota 100, se da una parte consentirà a numerose persone di andare in pensione, dall’altra si preannuncia come un vero e proprio boomerang per la pubblica amministrazione tutta ed, ovviamente, anche per il comparto giustizia.

Nonostante le tante rassicurazioni da parte del Governo e del Ministro Giulia Bongiorno, la preoccupazione è tanta perché il rischio è quello di non riuscire ad ovviare in tempo ai moltissimi pensionamenti che, soltanto per il 2019, saranno copiosi. In questo caso il risultato sarà un vero e proprio black-out soprattutto per l’intero sistema giudiziario, che rappresenta un asset importante anche per l’economia del Paese.

Risorse adeguate e personale qualificato sono necessari per il buon funzionamento del sistema giudiziario di un Paese.

La mancata risoluzione delle inefficienze legate al funzionamento del nostro sistema giudiziario rappresenta un deterrente anche per gli investimenti esteri e per quelli italiani, non solo in riferimento a infrastrutture ed investimenti industriali ma anche per quelli in capitale umano.

Nonostante le continue raccomandazioni anche da parte dell’Unione Europea per accrescere l’efficienza del sistema giudiziario, migliorare la gestione dei processi e la disciplina processuale, la durata dei procedimenti civili e penali ed i vuoti di organico negli uffici giudiziari italiani restano un grave problema e le condizioni di salute della giustizia italiana sono sempre più precarie.

A fare le spese di questa situazione impietosa, sono soprattutto i tribunali dei piccoli centri che costituiscono un punto di riferimento importante per le rispettive comunità.

È il caso del tribunale di Vasto a lungo a rischio chiusura e che continua il suo lavoro malgrado le numerose difficoltà. Un organico che si sta riducendo da diversi anni e che, a breve, raggiungerà il 50% di scopertura. Un tribunale, quello della cittadina abruzzese, che ormai è diventato uno dei simboli di una giustizia che arranca vistosamente.

Non si tengono in considerazione alcuni elementi e cioè che abbiamo un contratto con l’amministrazione di 36 ore settimanali e, data l’età, nessuno è disposto a fare straordinari, per cui in 36 ore dobbiamo rispondere alle esigenze di magistrati, avvocati, corti d’appello, Ministero della Giustizia, ministeri vari e procure”, spiega Willy Calvarese, Direttore Amministrativo del Tribunale di Vasto

Una situazione insostenibile. E questo porta ad una sostanziale paralisi dell’attività perché è vero che il magistrato fa i provvedimenti giurisdizionali ma tutta l’attività che c’è prima e dopo, inevitabilmente, si blocca.

Ogni distretto può vantare la sua scopertura di organico e, certamente, senza alcun orgoglio. Continuano, infatti, a giungere, incessanti, da uffici giudiziari disseminati in ogni parte del Paese, denunce di carenza di personale amministrativo.

Il Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, Antonio Centore, è molto diretto.

E’ inutile avere 20 sostituti procuratori se il lavoro si ferma sulle loro scrivanie perché non ci sono assistenti giudiziari, cancellieri che possano veicolarlo verso gli uffici ai quali sono destinati quei fascicoli” provocando un ingorgo, un intasamento. “Coi pensionamenti di personale amministrativo” ha aggiunto Centore, “noi andiamo avanti con l’aiuto dei Comuni che ci prestano personale. In questa situazione è difficile lavorare” ha concluso il Procuratore.

Anche in Emilia Romagna, la situazione, in termini di carenza di personale amministrativo in importanti uffici giudiziari, è tutt’altro che rosea. “Non vogliamo riforme ma personale e risorse per informatizzare il sistema giudiziario” ha scandito Pio Massa, Procuratore della Repubblica di Parma in occasione di un convegno a cui ha partecipato anche il suo omologo di Piacenza, Stefano Brusati il quale, appena insediatosi, ha verificato l’esistenza delle stesse problematiche denunciate da Massa sostenendo la necessità di puntare sulla ragionevole durata del processo.

Molto significativo è stato, infine, l’intervento della Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza, Graziella Mingardi. “La più grossa pecca del sistema giustizia – ha spiegato la Mingardi – è la mancanza di personale amministrativo perché dal lato dei magistrati la situazione sta migliorando”.

Pertanto, diventa indispensabile procedere a riforme che riportino al centro del sistema giudiziario nuove politiche assunzionali, obiettivo che può essere raggiunto con maggiori investimenti ma anche dando le risposte che servono rispettando gli impegni presi.

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