VIA LIBERA DEFINITIVO DAL SENATO AL “DECRETONE” MA DA VIA ARENULA ANCORA NESSUNA NOTIZIA SULLE ASSUNZIONI DA LEGGE DI BILANCIO

Il “Decretone” è legge dello Stato. Il 27 marzo, Palazzo Madama, dopo la terza lettura, ha dato il via libera definitivo con 150 voti favorevoli, 107 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento contiene le due misure più importanti dell’Esecutivo giallo verde, Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Ad oggi, le domande presentate per il RdC sono 720.000 mentre l’Inps fa sapere che, alle 17 del 26 marzo, le richieste per la Quota 100 ammontano a 102.965; di queste 36.310 sono state presentate da dipendenti pubblici.

La nuova riforma pensionistica, che consente di andare in pensione a chi ha 62 anni di età e 38 di contributi previdenziali, ha registrato, proprio tra i dipendenti del pubblico impiego, un numero di adesioni significativamente maggiore di quanto fosse stato preventivato dal Governo che, dunque, per scongiurare il rischio di lasciare la pubblica amministrazione carente di personale, è dovuto correre ai ripari durante l’iter parlamentare di conversione in legge del Decretone.

Tra i comparti della pubblica amministrazione che più risentiranno dell’impatto prodotto da Quota 100 c’è quello della Giustizia, già penalizzata dal blocco del turnover fino al 15 novembre 2019, secondo quando previsto dall’art.1, comma 399 della Legge di Bilancio attualmente in vigore. Di qui, la decisione del Governo di inserire nel testo del Decretone l’emendamento 14.800 che prevede, a partire dal 15 luglio di quest’anno, l’assunzione di 1.300 unità di personale amministrativo non dirigenziale, di cui 1.000 di Area II e 300 di Area III.

Per avere un quadro esaustivo dell’impatto che Quota 100 avrà sul comparto Giustizia in termini di carenza di personale amministrativo è opportuno fare riferimento alla relazione del Governo al suddetto emendamento in cui si rileva “che gli effetti delle assunzioni programmate dalla legge di bilancio 2019 (legge 145 del 2018), (…) non potranno far fronte nell’immediato alle vacanze di organico che già a gennaio dell’anno in corso – senza quindi gli effetti di Quota 100 – sono stimate in 9.753 unità (pari al 21,9% della dotazione organica prevista)”. A questi pensionamenti vanno, ovviamente, aggiunti quelli da Quota 100 che l’Esecutivo stima in 7.158 unità, nel solo 2019.

Il Governo ritiene che “nel 2019, primo anno di applicazione di Quota 100, in assenza di nuovi ingressi in servizio, si arriverebbe ad una scopertura di organico di 16.731 posti (9.753+7.158), per una percentuale di scopertura pari al 38,3%”.

Di Quota 100 e di giustizia, ha parlato anche il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ospite di Coffee Break su La7.

La Bongiorno, ha rivendicato l’importanza del nuovo sistema pensionistico fortemente voluto dall’Esecutivo.

C’è una scelta politica, chiara di questo Governo. Per 10 anni, si è detto, il pubblico non va bene e quindi tagliamo. La scelta politica che ho fatto io e che ho condiviso con il Governo è che se una cosa non va bene, non la puoi eliminare. La pubblica amministrazione deve funzionare perché pubblica amministrazione è pure la giustizia”.

Il Ministro ha voluto dare rilievo all’entità degli investimenti che consentiranno numerose assunzioni anche nel comparto giustizia.

Abbiamo 130 milioni di assunzioni straordinarie nel 2019, 220 nel 2020 e 420 nel 2021. Nessun Governo ha previsto assunzioni straordinarie così massicce. Se le unisce allo sblocco del turn over, questo vuol dire che non abbiamo solo l’avvicendamento ma abbiamo delle assunzioni in più, straordinarie, che partono già dal 1° gennaio. Abbiamo tantissime risorse da destinare. Ecco perché, è una scelta politica. Non taglio più però, poi, devo farli lavorare”.

Recentemente, anche il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha parlato di una riforma della giustizia definita “bella, tosta ma necessaria” e che andrà fatta con chi già lavora nel settore ed il Guardasigilli sta lavorando da tempo ad una serie di modifiche soprattutto sul codice di procedura penale, giudicate essenziali perché le lungaggini processuali impediscono la certezza del diritto e se non c’è questa, non arrivano gli investimenti. Dunque quello della giustizia lenta è anche un problema economico. Anche su questo tema la Bongiorno è stata molto chiara e diretta.

C’è la necessità di dare una svolta alla giustizia. Certo, c’è da dire che per accelerare servono anche le persone ed ecco perché la mia riforma della pubblica amministrazione e le assunzioni aiuteranno anche la giustizia. Perché puoi anche cambiare tutte le regole ma se poi ti mancano i cancellieri non vai da nessuna parte”.

Di fronte ai dati allarmanti delle carenze di personale il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, si è impegnato a prendere provvedimenti adeguati che, però, tardano ad arrivare.

Infatti, oltre alle assunzioni ordinarie da turn-over che, come detto, potranno realizzarsi soltanto a partire dal 15 luglio, ci sono le assunzioni straordinarie, già finanziate dalla Legge di Bilancio. Su quest’ultimo aspetto si è soffermato, il 27 marzo, il Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, che intervenendo alla Camera, in occasione della discussione generale sul disegno di legge che prevede modifiche al codice penale e al codice di procedura penale in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, ha voluto ricordare “l’impegno che nella Legge di Bilancio è previsto per l’aumento della pianta organica dei magistrati, per le nuove assunzioni di 600 unità, per le 3.000 assunzioni di personale amministrativo che presto verranno programmate, in deroga rispetto alle normali assunzioni”.

È opportuno sottolineare che le 3.000 assunzioni di cui parla Ferraresi sono spalmate in un triennio e che, nel 2019, le assunzioni di personale amministrativo non dirigenziale del comparto giustizia sono 919 di Area II e 81 di Area III.

Siamo giunti alla fine di marzo e di queste assunzioni ancora non c’è traccia e non si sa ancora come esse saranno distribuite tra i vari profili professionali, tra cui quello di assistente giudiziario.

Intanto, nel corso del Convegno Nazionale “Il ruolo e la riforma del giudizio in Appello” che ha avuto luogo il 29 marzo a Roma, il Presidente dell’Anm, Francesco Minisci, ha voluto ribadire, ancora una volta, l’importanza ed il valore del personale amministrativo come supporto fondamentale per il lavoro dei magistrati.

Attualmente mancano circa 9.000 unità di personale amministrativo dopo il concorso che è stato fatto nel 2016. Apprezziamo il lavoro che è stato fatto negli ultimi tempi, erano venti anni che non si faceva un concorso ma che non sia un episodio isolato ma strutturale perché i pensionamenti soprattutto per effetto della Quota 100 vanificheranno gli interventi e le cose saranno peggiorate. E’ evidente che se il giudice emette la sentenza e poi gli atti delle migliaia di sentenze non vengono trasmesse in appello perché il personale amministrativo è insufficiente si rallenta il percorso e si regala tempo prezioso alla prescrizione”.

Minisci ha evidenziato l’impegno e lo spirito di abnegazione del personale che opera negli uffici giudiziari ma ha anche chiesto con forza lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che il nostro lavoro non può prescindere dal fondamentale apporto del personale amministrativo, vera spina dorsale del sistema che dobbiamo saper gratificare. Il grande spirito di servizio ed il grande senso del dovere che li contraddistingue dobbiamo riconoscerlo. E allora è prioritario coprire i vuoti di organico del personale, a partire da quei 1.862 ragazzi che hanno superato il concorso e che sono in attesa di essere immessi”.

Minisci ha concluso il suo intervento con un appello, l’ennesimo. “Chiediamo che la graduatoria scorra per tutti questi vincitori di concorso, per tutti questi meritevoli ragazzi che hanno vinto il concorso”.

Nonostante le dichiarazioni impegnative dei mesi scorsi, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari deve registrare che, finora, le uniche assunzioni disposte dall’attuale Governo sono le 213 dell’ultimo scorrimento, alle quali vanno aggiunte, causa rinunce, ulteriori 26 unità, ma di queste, 200 erano state già varate e finanziate dal precedente Esecutivo. A questo punto, la sola cosa che manca, come sempre, sono le comunicazioni dal Ministero, da mettere nero su bianco.

Giunti ad aprile, crediamo sia necessario continuare ad incalzare il Ministro Bonafede perché tenga fede agli impegni presi, in merito a modalità e tempistiche, ancora ignote, dei prossimi scorrimenti.

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