IL CIAG SU RAI 1 SULLA LENTEZZA DEI PROCESSI. IN DIRITTURA DI ARRIVO IL DECRETO ASSUNZIONI PER 903 ASSISTENTI GIUDIZIARI E DDL CONCRETEZZA

Saluto la rappresentanza del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari che rappresentano un essenziale comparto della Giustizia”. Così Carlo Malinconico, Presidente del Salone della Giustizia, inaugurando l’evento che, da 10 anni a questa parte, consente agli operatori del diritto di dibattere, a viso aperto, su un tema, quello della Giustizia, particolarmente sentito dai cittadini.

Qualche giorno prima il Ciag, nella persona di Emanuela Coronica, ha partecipato alla trasmissione Uno Mattina su Rai 1 che ha dedicato uno spazio al Salone della Giustizia. Erano presenti anche Giandomenico Caiazza, Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane e l’avvocato Barbara Pontecorvo, membro del Comitato Scientifico del Salone.

Su precisa domanda del conduttore Franco Di Mare sui motivi della lentezza dei processi, l’avvocato Pontecorvo è andata diritta al punto:

I ritardi sono dovuti soprattutto alla carenza di personale, magistrati ed assistenti giudiziari” e ha aggiunto che “gli effetti del Decretone che ha introdotto la cosiddetta Quota 100 possono andare ad incidere, con 7.000 ulteriori pensionamenti ancora di più su queste scoperture”.

Per far comprendere meglio gli effetti deleteri che una giustizia lenta produce sull’economia del Paese, l’avvocato Pontecorvo ha ricordato che “per avere una sentenza di primo grado ci vogliono oltre 2 anni, per una sentenza d’appello circa tre anni e mezzo e per una sentenza definitiva, oltre 1.400 giorni. Sono ritardi molto pesanti che incidono sul PIL del Paese, determinando un danno economico enorme che la Banca d’Italia ha stimato in circa 22 miliardi”.

L’altra conduttrice del programma, Benedetta Rinaldi, è intervenuta per ricordare che in Italia, nel 2018, quasi 1 milione di processi sono andati oltre la ragionevole durata, stabilita dalla Legge Pinto, sottolineando che, al di là dell’aspetto puramente economico, esiste “un danno, un vulnus per noi cittadini che non vediamo riconosciute le nostre istanze di giustizia”.

Anche l’avvocato Giandomenico Caiazza non si è sottratto al tema.

Ci troviamo di fronte ad un problema di natura innanzitutto strutturale. C’è un’ età media dei dipendenti del comparto Giustizia che è elevatissima, c’è un fermo di nuovi ingressi e, quindi, l’impatto prodotto da pensionamenti anticipati, può essere veramente devastante, pari all’impatto di un meteorite sulla terra” ha detto il Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane il quale ha aggiunto che “i numeri su cui si è impegnato il Ministro non sono minimamente tali da riequilibrare le uscite”.

Quindi, Di Mare ha ripreso le ultime parole di Caiazza facendo riferimento alle dichiarazioni del Ministro Alfonso Bonafede circa il piano assunzionale che prevede lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari per 903 unità, nonché l’immissione in ruolo, mediante concorso, di 1.850 funzionari giudiziari, chiedendo ad Emanuela Coronica del Ciag, lumi su uno studio di settore relativo al comparto Giustizia e realizzato dal Comitato Idonei Assistenti Giudiziari.

In questo momento le scoperture sono veramente molto alte. Con la legge Fornero, nel triennio 2019-2021, andrebbero in pensione poco più di 12.000 persone mentre con la Quota 100 andrebbero in pensione più di 20.000 persone. Quindi le scoperture arriverebbero al 46%” ha detto Coronica che si è, inoltre, soffermata sul fatto che le carenze di personale amministrativo riguardano sia i distretti giudiziari maggiori come Roma, Milano e Napoli, sia quelli più piccoli come quelli della Sardegna.

Nel frattempo, il Ministero della Giustizia ha fatto il primo passo ufficiale in merito al piano assunzionale annunciato dal Guardasigilli su Facebook.

Infatti, l’8 aprile, Barbara Fabbrini, Responsabile del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi, ha inviato alle organizzazioni sindacali, uno schema del decreto che contiene le modalità di assunzione del personale amministrativo non dirigenziale da inquadrare nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria ai sensi dell’art. 1, comma 307 della Legge di Bilancio 2019.

L’ art. 3 del decreto evidenzia che “tenuto conto delle esigenze di razionalizzazione organizzativa del Ministero e dei conseguenti fabbisogni di professionalità ed in considerazione della necessità di provvedere alla copertura delle vacanze di organico del personale dell’Amministrazione giudiziaria, la ripartizione del contingente di cui all’articolo 1, comma 307, della legge 30 dicembre 2018, n.145, è così determinata: a) 903 posti per Assistente giudiziario, Area funzionale II, fascia retributiva F2, mediante scorrimento dalla graduatoria del concorso pubblico per 800 posti di Assistente giudiziario, pubblicato in G. U. del 22 novembre 2016 – 4″ serie speciale n. 92, nei limiti dei candidati che risultano dichiarati idonei dalla predetta graduatoria; b) 1850 posti per Funzionario giudiziario, Area funzionale III, fascia retributiva Fl mediante procedura concorsuale a norma dell’art. 5”.

In sostanza, l’assistente giudiziario è l’unico profilo professionale di Area II al quale sono destinate le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, per il 2019.

Si tratta, dunque, di un risultato molto importante che, peraltro, lascia aperta la possibilità che alle 903 assunzioni si possa aggiungere un altro contingente significativo, dal momento che il Decretone, da poco convertito in legge dello Stato, prevede una deroga al blocco del turnover, disponendo assunzioni di personale amministrativo non dirigenziale del comparto Giustizia, per un totale di 1.000 unità di area II e 300 di area III, a partire dal 15 luglio.

Ma non è tutto. La Camera dei Deputati ha approvato, il 10 aprile, con 272 voti a favore, 182 contrari e 1 astenuto il disegno di legge contenente interventi per la concretezza delle azioni delle Pubbliche Amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo, il cosiddetto Ddl Concretezza, che dovrà tornare in Senato per l’approvazione definitiva.

L’articolo 3, comma 1 del provvedimento prevede che, a decorrere dal 2019, amministrazioni statali, agenzie ed enti pubblici nazionali possonoprocedere ad assunzioni, a tempo indeterminato, nel limite di un contingente di personale corrispondente ad una spesa pari al 100% di quella relativa alpersonale di ruolo cessato nell’anno precedente. Ciò significa che a decorrere dal 15 novembre 2019, è previsto, di fatto, lo sblocco del turnover al 100%.

Ma c’è di più. Il comma 4 dell’articolo 3 consente di procedere, in deroga alla normale procedura di autorizzazione ed alle norme sulla mobilità volontaria, all’assunzione a tempo indeterminato di vincitori o allo scorrimento delle graduatorie vigenti, nel limite massimo dell’ 80% delle facoltà di assunzione. Si prevedono, pertanto, procedure semplificate che velocizzino le assunzioni.

Dopo l’immobilismo delle scorse settimane, qualcosa comincia a muoversi.

La sensazione è quella di una macchina che si è appena messa in moto e che ha tutta l’intenzione di andare a pieno ritmo, con la consapevolezza che c’è bisogno di agire, e pure in fretta, per dare alla giustizia italiana la possibilità di ripartire.

L’assunzione dei 1.831 idonei assistenti giudiziari rimasti in graduatoria è necessaria e, tuttavia, non basterà a coprire le gravissime carenze di personale presenti negli uffici giudiziari italiani.

Con la Quota 100 la situazione si aggraverà definitivamente, per questo è indispensabile intervenire al più presto con politiche assunzionali importanti, massicce che consentano di dimezzare i tempi della giustizia che, ad oggi, fanno del nostro sistema giudiziario uno dei più lenti tra i Paesi membri dell’Unione Europea.

La ripartenza della giustizia italiana passa anche attraverso lo scorrimento totale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

Noi siamo una delle soluzioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *