BONAFEDE: “PIANO ASSUNZIONALE SOLO UN PRIMO PASSO” MA CI SONO LE PERPLESSITÀ DEI SINDACATI

Il 16 aprile, i segretari delle principali organizzazioni sindacali della Funzione Pubblica (FP-Cgil, Cisl-FP, UilPA) hanno pubblicato un documento con osservazioni e critiche rispetto allo schema di decreto con cui il Ministero della Giustizia predispone, tra l’altro, l’assunzione straordinaria di 903 idonei assistenti giudiziari, utilizzando le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio.

In questo documento, i sindacati esprimono forti perplessità su alcuni punti dirimenti del decreto che incrociano anche la tematica dello scorrimento integrale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

In primo luogo, le sigle sindacali lamentano che il decreto, nel prevedere l’assunzione per concorso di 1.850 funzionari giudiziari, non dica nulla sullo “scorrimento integrale delle graduatorie formate all’esito delle procedure selettive di transito dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari, rispettivamente nelle figure del funzionario giudiziario e del funzionario NEP, ex art. 21 quater della legge 132/2015”.

Tale scorrimento, che scaturisce da un accordo siglato dall’ex Ministro Andrea Orlando nel 2017, consentirebbe, tra l’altro, di realizzare le progressioni giuridiche in Area II attraverso il passaggio degli assistenti giudiziari nella figura di cancelliere esperto, liberando ulteriori posti nella dotazione organica del nostro profilo professionale.

In secondo luogo, i sindacati si lamentano del fatto che il decreto non faccia cenno al “fabbisogno di personale”, un istituto che “consente alle pubbliche amministrazioni di determinare gli organici di ciascuna area secondo le proprie specifiche esigenze, avendo come unico limite il rispetto dei vincoli di spesa per il personale previsti dalla legge”.

In una condizione di gravissime carenze di personale, i sindacati sottolineano che l’applicazione di questo strumento “consentirebbe all’amministrazione giudiziaria di rimodulare gli organici in funzione delle sue reali necessità e quindi di operare, nella programmazione assunzionale, secondo quella progettualità organizzativa di ampio respiro che i vecchi vincoli normativi e di bilancio rendevano praticamente impossibili da perseguire e realizzare”.

A questo proposito, è opportuno aggiungere che, in considerazione dell’ampliamento della dotazione organica della magistratura, recentemente predisposta dal Guardasigilli, Alfonso Bonafede, mediante l’assunzione di 600 unità, diventa improrogabile l’implementazione della dotazione organica per il profilo professionale di assistente giudiziario che, ha tra le sue mansioni più importanti e delicate, quella di coadiuvare il giudice nelle udienze.

Infine, i sindacati chiedono che il Ministero espliciti “un richiamo alla programmazione del piano assunzionale entro il 2021, sulla base del trend di uscite per cessazioni in atto, particolarmente significativo nel 2019, al fine di determinare tempistiche certe e celeri per il completamento del processo complessivamente previsto (scorrimento delle graduatorie e indizione di nuovi concorsi) sulla base della normativa vigente e fatte salve le ulteriori integrazioni derivanti dall’andamento delle uscite per la cosiddetta Quota 100”.

In sostanza, i sindacati sollecitano via Arenula a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per fare fronte al massiccio esodo di personale nella Pubblica Amministrazione, scongiurando così il rischio che il comparto Giustizia rimanga paralizzato.

Intanto il Ministro Bonafede, in visita al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, rispondendo alle domande dei cronisti, ha dichiarato: “so che ci sono diverse difficoltà per il personale amministrativo e infatti questo Governo ha avviato un piano assunzionale che non ha precedenti nella storia della Repubblica, sia in termini di magistrati che di personale amministrativo”.

Quanto ai tempi di completamento di questo piano, il Guardasigilli ha ribadito: “non ho la bacchetta magica per realizzare tutto nel giro di poco tempo, però in questi primi nove mesi di Governo, questo piano è già stato stanziato con tutte le coperture, nella Legge di Bilancio”, e ha concluso aggiungendo che “si tratta di una cosa che è già stata fatta ed deve essere soltanto concretizzata”.

Parole, ribadite il 17 aprile, nel corso del suo intervento al Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Mammone e del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio.

Per troppo tempo è stato trascurato l’investimento nella struttura di supporto di tutto ciò che poi vive quotidianamente nelle nostre aule di giustizia” ha esordito Bonafede evidenziando che la sua partecipazione al Plenum ha rappresentato un momento sostanziale e fondamentale di una sinergia considerata pilastro centrale per qualunque progetto di rilancio della giustizia nel nostro Paese.

Proprio nel segno di un fronte istituzionale che guardi alla giustizia come ad un servizio efficiente nell’interesse della tutela dei diritti dei cittadini, il Ministro ha voluto ricordare la risoluzione del giugno 2016 quando il Csm aveva espresso la necessità di maggiori investimenti in strutture e risorse.

Non posso nascondere l’orgoglio e la soddisfazione con cui oggi viene compiuto un primo passo di un progetto sicuramente ambizioso che vuole, al netto delle riforme che devono essere portate avanti, garantire processi più accessibili ai cittadini e più funzionali rispetto alla necessaria tutela dei loro diritti. Tutte queste riforme, però, hanno una base imprescindibile ed irrinunciabile che è quella degli investimentI nelle risorse”.

Un primo passo che corrisponde “ad un piano assunzionale straordinario che prevede, dal 2019, il reclutamento di 4.300 unità ed i primi 2.900 destinati, tra l’altro, con decreto ministeriale che firmerò proprio questa settimana e l’obiettivo è proprio quello di avere un piano di assunzioni di 8.000 unità di personale amministrativo nel biennio” ha annunciato il Guardasigilli.

Un investimento sicuramente apprezzabile ma che sottende la necessità di passare da uno sforzo quantitativo ad uno qualitativo e che risponda poi realmente alle esigenze della giustizia su tutto il territorio nazionale.

Ritengo che sarà fondamentale riuscire ad avere una pianta organica che possa però superare quella staticità che è fisiologica in ogni pianta organica e possa avere almeno una parte flessibile e quindi possibilmente destinata a declinare questa quantità sulle diverse esigenze del territorio” ha rimarcato il Guardasigilli ribadendo che “con questo primo passo, che è il passo di un progetto più ambizioso, diamo un’attenzione particolare alla Corte di Cassazione”.

Un’attenzione, apprezzata dal Presidente della Suprema Corte dove si registra una sentenza al giorno per ogni magistrato. Nel 2018, le sentenze della Corte di Cassazione sono state 33.692 nel settore civile e 58.531 nel settore penale.

Numeri importanti che meritano investimenti e risorse, umane e materiali, altrettanto importanti.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari prende atto che via Arenula ha avviato la procedura che porterà alla assunzione di 903 idonei, un risultato tutt’altro che scontato, visto che l’assistente giudiziario è l’unico profilo professionale di Area II a beneficiare delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, per il 2019.

Tuttavia, è necessario, da un lato, monitorare che queste assunzioni si materializzino nel più breve tempo possibile e, dall’altro, sollecitare gli attori politico-istituzionali ad agire perché le risorse stanziate, per il comparto Giustizia, dal “Decretone”, siano utilizzate nella prospettiva di giungere allo scorrimento integrale della graduatoria, entro l’anno.

Le premesse ci sono tutte. Ora serve solo passare dalle parole ai fatti.

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