IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA BONAFEDE VUOLE DIMEZZARE I TEMPI DEI PROCESSI MA CRESCONO LE CRITICITÀ NEI TRIBUNALI

Al lavoro per accelerare i tempi della giustizia. Questo, l’obiettivo del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno e del Guardasigilli, Alfonso Bonafede, che dal giorno del loro insediamento stanno collaborando per garantire al sistema giustizia tempistiche più veloci con investimenti importanti soprattutto sul capitale umano.

L’occasione per ribadire, ancora una volta, l’impegno assunto dall’attuale Esecutivo in tema di politiche assunzionali, già messo nero su bianco in Legge di Bilancio, è stata la firma da parte del Ministro Bongiorno del decreto che dispone l’assunzione di 903 assistenti giudiziari, mediante scorrimento della graduatoria formatasi all’esito del concorso indetto dal Ministero della Giustizia nel 2016, ed una procedura concorsuale per 1.850 funzionari giudiziari. Una firma, giunta a ridosso del 1° maggio, giornata dedicata alla festa dei lavoratori.

Cosa significa questo ? Che la giustizia, che è paralizzata anche per mancanza di personale, avrà da questo Governo ossigeno. Non è un’ipotesi, sono cose che ho firmato due giorni fa” ha spiegato la Bongiorno ai microfoni di Sky Tg24.

I precedenti governi hanno sempre scelto di tagliare. Secondo me la pubblica amministrazione non può continuare ad essere una scelta per coloro che non si possono permettere il privato, bisogna investire”.

Gli investimenti, disposti dal Governo giallo-verde sono ingenti, tanto che lo stesso Ministro ha voluto sottolineare con forza che “nella Legge di Bilancio, noi abbiamo previsto non solo lo sblocco del turn over al 100%, ma assunzioni straordinarie, 120 milioni per il 2019, 320 milioni per il 2020, 420 milioni per il 2021. Cosa significa questo? Che immettiamo nuovo personale. È chiaro che poi questo personale deve lavorare e ci sono anche dei provvedimenti per garantire la produttività”.

La palla passa al Ministro Bonafede che raccoglie il testimone della Bongiorno e prosegue ad elencare le buone intenzioni dell’Esecutivo in tema di assunzioni, diminuzione dei tempi della giustizia e non solo.

Abbiamo investito nel personale amministrativo prevedendo un personale di 3.000 unità, oltre a quello che sarà il turn over. Quando si parla della Quota 100 e del rischio che la Quota 100, in una prima parte, crei dei problemi, noi dobbiamo dire anche che il blocco del turn over fino a novembre vale per tutta la pubblica amministrazione tranne che per la giustizia” ha dichiarato il Guardasigilli intervenuto al Teatro Gentili di Fabriano, ospite del convegno “Giustizia e Libertà”, organizzato da Micromega e dall’Associazione Giuridica “Carlo Galli”.

La giustizia è l’unico settore che per il Governo non poteva avere un blocco fino a novembre ed abbiamo già avviato un piano assunzionale di circa 5.000 unità e vi parlo di un percorso assunzionale che è già partito – ha proseguito Bonafede – Ho fatto degli investimenti e lo slittamento al 2020 per l’entrata in vigore della legge sulla prescrizione è fatto proprio per questo, perché avremo la possibilità di portare a regime questi investimenti in modo tale che la prescrizione, che entra in vigore nel 2020, potrà entrare in vigore in un sistema processuale capace di sostenerla”.

A questo proposito vanno fatte, però, alcune considerazioni.

Le 903 assunzioni di assistenti giudiziari, sono esattamente quelle messe nero su bianco in Legge di Bilancio, dove l’articolo 1 comma 307 prevede per il 2019, l’assunzione di 903 unità di Area II di personale amministrativo. Si tratta di assunzioni straordinarie dal momento che “il Ministero della Giustizia è autorizzato, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, ad assumere, nell’ambito dell’attuale dotazione organica”.

La graduatoria degli idonei assistenti giudiziari è l’unica di cui dispone attualmente via Arenula ed è presumibile che il Ministero abbia voluto destinare le 903 unità tutte a quel profilo.

Quello che lascia perplessi è la dichiarazione del Ministro Bonafede secondo cui “la giustizia è l’unico settore che per il Governo non poteva avere un blocco fino a novembre” perché, in un primo momento, sembrava proprio che fosse così.

Fu lo stesso Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell’informativa sulla manovra economica resa a Palazzo Madama il 19 dicembre 2018 a dichiarare che “per le amministrazioni centrali si prevede un rinvio della presa di servizio degli assunti al 15 novembre 2019, ma limitato alle assunzioni derivanti del turn over ordinario dell’anno precedente”. Con il passare delle ore, fu ritenuto opportuno rettificare che per alcuni comparti, come Forze dell’Ordine, Scuola ed Università e Sanità ci sarebbe stata una deroga ma della Giustizia non si parlava.

L’emendamento presentato dal Governo ed inserito nel testo del Decretone, che dispone l’assunzione di 1.300 unità di personale amministrativo non dirigenziale a tempo indeterminato, di cui 1.000 in Area II e 300 in Area III, ha visto la luce successivamente con la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato, in data 18 febbraio 2019. L’emendamento, si era reso necessario proprio per ovviare alle gravi carenze di personale che la Quota 100, con la sua entrata in vigore avrebbe determinato.

È probabile che nelle intenzioni del Governo e dello stesso Bonafede, ci fosse già la volontà di intervenire ma il comparto giustizia, tra quelli risparmiati dalla mannaia del turn-over, proprio non figurava e l’emendamento presentato dal Governo ne è la prova.

Riteniamo opportune le rettifiche alle dichiarazioni di Bonafede, certamente non per celia, né tanto meno per polemica ma semplicemente per una questione di precisione.

Intanto giungono incessanti, gli appelli da uffici giudiziari di ogni parte del Paese, accomunati dalla richiesta di nuovi magistrati e nuovo personale amministrativo.

Nel distretto di Brescia, che comprende un’importante fetta della Lombardia con Cremona, Mantova e Bergamo, Guido Taramelli, dell’Associazione Nazionale Magistrati, a proposito delle carenze di organico di personale amministrativo, non ha usato giri di parole. le scoperture d’organico sono un disastro”, ha denunciato, spiegando che “le conseguenze sono drammatiche, soprattutto nel penale: gente che dovrebbe andare in galera, non ci va perché le sentenze non vengono notificate. Io posso scrivere la sentenza, ma se non ho il cancelliere che la notifica, è come se non l’avessi scritta.

Un altro ufficio giudiziario da tempo in emergenza è quello di Ischia. A più riprese il Presidente dell’Assoforense locale, Francesco Cellamare ed il sindaco di Lacco Armeno, Giacomo Pascale, hanno denunciato gravi problematiche legate alla mancanza di personale amministrativo sia nel civile che presso l’ufficio del giudice di pace.

Il Ministro Alfonso Bonafede, per mezzo della senatrice del Movimento 5 Stelle, Alessandra Riccardi, in visita sul posto, si è impegnato, da un lato, a stabilizzare l’ufficio giudiziario di Ischia che tuttora rappresenta una sezione distaccata del tribunale di Napoli e, dall’altro, a varare una task-force di cancellieri da inviare negli uffici giudiziari in particolare difficoltà come quello dell’isola verde.

In ultimo, registriamo la denuncia del Procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone, un magistrato da anni in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata, dapprima sul fronte della mafia e della ‘ndrangheta e, di recente, titolare dell’indagine su “Mafia Capitale”.

Ebbene, Pignatone, in un’intervista rilasciata a “Il Fatto Quotidiano”, ha dichiarato che la scelta garantista di avere tre gradi di giudizio ha un costo inevitabile in termini di possibile contrasto tra le successive decisioni e di durata dei procedimenti, aggiungendo che tale scelta “è aggravata poi dall’incredibile carenza di risorse” con riferimento all’ufficio giudiziario che dirige, probabilmente, il più importante del Paese.

I vuoti di organico nei tribunali e nelle corti di appello restano sempre il problema alla base dell’eccessiva durata dei processi. Ora, l’attesa è tutta per la firma da parte del Guardasigilli del decreto, già sottoscritto nei giorni scorsi dalla Bongiorno, e che darà il via libera all’assunzione di 903 assistenti giudiziari.

Nuove assunzioni rappresentano una risposta di giustizia in grado di restituire ai cittadini fiducia nelle istituzioni e la certezza del diritto.

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