IL CIAG AL XXIII CONVEGNO DELL’ ASSOCIAZIONE DIRIGENTI GIUSTIZIA. BARBARA FABBRINI “I SOLDI PER LE RISORSE UMANE CI SONO” MA IL DECRETO PER I 903 ASSISTENTI GIUDIZIARI ANCORA NO

Reclutamento e valorizzazione delle risorse umane con particolare attenzione alla governance e all’amministrazione della giustizia. Questi i temi al centro del XXIII Convegno dell’Associazione Dirigenti Giustizia che si è svolto a Bologna dal 30 maggio al 1° giugno e a cui ha partecipato, con una propria delegazione, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari che, con Emanuela Coronica, è intervenuto ponendo l’attenzione sulle cifre relative alle carenze di organico del personale amministrativo del comparto, che, ai primi di gennaio del 2019, sono 9.573, pari al 21,9% della dotazione organica.

Inoltre, essendo previsti, per l’anno in corso, 7.158 pensionamenti, in assenza di nuove assunzioni, le carenze potrebbero aumentare fino al 38,2%. Una situazione, questa, che rende la Giustizia un edificio pericolante perché non sostenuto da fondamenta solide che, fuor di metafora, sono nuove risorse umane motivate e qualificate. La Coronica, ha voluto ricordare le dichiarazioni del Ministro Alfonso Bonafede che ha definito il sistema giudiziario come uno dei pilastri più importanti dell’ordinamento giuridico che influenza altri settori strategici come quello sociale ed economico.

Tuttavia, per la condizione in cui versa la giustizia nel nostro Paese, “questo pilastro somiglia ad un gigante con i piedi di argilla ed il fiato corto”, ha sottolineato e ha così concluso “riteniamo indispensabile dare concretezza ad un progetto di ristrutturazione del sistema Giustizia che passi attraverso un’adeguata allocazione di nuove risorse ed un’ottimizzazione di quelle esistenti, con l’obiettivo di restituire credibilità al Paese e ai cittadini, fiducia nelle istituzioni”.

Apprezzamento per l’iniziativa e l’annuncio del rafforzamento dell’impegno da parte del Ministero per la formazione e la valorizzazione della dirigenza sono stati sottolineati dal Guardasigilli, in una nota, letta in apertura dei lavori, dal Presidente dell’Associazione Dirigenti Giustizia, Nicola Stellato.

In un messaggio inviato dal Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, David Ermini, assente per motivi istituzionali, si evidenzia che “riportare l’attenzione sulle performance del sistema giustizia è importante in vista di un servizio efficiente di qualità in favore dei cittadini”. Secondo Ermini il potenziamento del sistema giustizia non può non prescindere dall’assunzione di nuove risorse con competenze specifiche e l’ottimizzazione di quelle già esistenti.

Quello della giustizia è un apparato complesso dove l’aspetto organizzativo risulta essenziale per una migliore organizzazione, per gli investimenti e soprattutto per le risorse umane. In quest’ottica appare, dunque, imprescindibile adeguare i ruoli amministrativi proseguendo e rafforzando le politiche di reclutamento inaugurate dal precedente governo”, ha precisato Ermini.

Il Vicepresidente del Csm ha sollecitato lo sblocco della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari sottolineando che “con il nuovo piano di assunzioni già programmato dal Ministero della Giustizia potranno, in parte, colmare le attuali insostenibili carenze”.

Il reclutamento di nuovo personale amministrativo è stato al centro dell’intervento del Direttore generale del personale e della formazione del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, Dott. Alessandro Leopizzi, che ha fatto riferimento soprattutto alla Legge di Stabilità e al Decretone, con l’assunzione delle ormai note 1.300 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato in area II e III, quali canali principali per i futuri ingressi nell’amministrazione giudiziaria.

Leopizzi ha parlato del concorso per il profilo di assistente giudiziario che, a suo avviso, ha rappresentato “la testa di ponte che ha permesso di smuovere una quasi ventennale situazione di stasi”, specificando che “con ognuno dei tre strumenti normativo-finanziari, sarà possibile arrivare tendenzialmente all’esaurimento di questa graduatoria, cioè a portare nell’arco di un biennio abbondante altri 1.800 assistenti, man mano che si ricreano le vacanze di una qualifica che, in questo momento, non sconta particolari scoperture”. Obiettivo dichiarato del Ministero è, dunque, procedere allo scorrimento totale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari nel 2020.

Da Capo Dipartimento l’ottica che vorrei proporre è proprio quella risorse – ha esordito nel suo intervento la Dott.ssa Barbara Fabbrini, Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, specificando che “l’articolo 110 della Costituzione stabilisce che spettano al Ministro della Giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”.

È questo il presupposto da cui partire poiché esso traccia un obiettivo di sussistenza degli uffici giudiziari da parte del Ministero e un obiettivo di valutazione del magistrato da parte del Csm. Magistrati e dirigenti convivono negli uffici giudiziari ed è qui che si pone il problema dell’amministrazione della giustizia.

E’ qualità o quantità dire che occorre avere una sentenza in tempi giusti?” si è chiesta la Fabbrini. Domanda insidiosa. L’obiettivo di durata è un obiettivo di qualità e non di quantità. Per arrivare a questo c’è un passaggio obbligato che è rappresentato dalle risorse umane.

Le risorse non mancano, sono mancate per anni, ci sono stati periodi di spending review, totale contrazione di investimenti, a volte anche di tagli – ha spiegato la Fabbrini – Dal 2014 ad oggi c’è stato un incremento degli investimenti fino al 13%. Questo significa che i soldi ci sono per le risorse umane, le risorse materiali e la digitalizzazione. Nella digitalizzazione abbiamo investimenti fino al 2033 sia per il processo civile telematico, sia per il processo penale telematico. Rispetto a prima abbiamo una maggiore possibilità di programmazione”.

Quello delle risorse umane è il tema che salta subito all’occhio, il più vasto e, indubbiamente, anche quello più sentito. Nei 640 uffici giudiziari italiani risultano attualmente impiegate fra le 34 e le 36.000 unità di personale a fronte di una dotazione di circa 43.000 unità.

Il piano di programmazione assunzionale varato dall’attuale Esecutivo, per il prossimo triennio, prevede l’ingresso di circa 8.135 unità per tutti i profili professionali operanti nell’amministrazione giudiziaria. I soldi per procedere a nuove assunzioni ci sono tutti e pure gli strumenti legislativi. Mancano le unità da assumere.

A margine del convegno, la Fabbrini si è intrattenuta con la delegazione del Ciag che l’ha sollecitata in ordine ad una serie di questioni ancora aperte.

In merito alle tempistiche delle assunzioni straordinarie delle 903 unità da Legge di Bilancio, il Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Ministero della Giustizia, ha ribadito che un primo blocco di 480 unità prenderà servizio entro il mese di luglio, dal momento che la registrazione del decreto da parte della Corte dei Conti dovrebbe avvenire a giugno, mentre per le unità rimanenti di questo scorrimento, la procedura si concluderà entro l’anno.

Per quanto riguarda, invece, gli idonei che rimarranno in graduatoria, la Fabbrini ha fatto riferimento a due strumenti normativi che potranno essere utilizzati per procedere alla loro assunzione. Il primo è la legge n. 26/2019 di conversione del decreto legge n. 4/2019, il cosiddetto “Decretone”, che prevede per il comparto Giustizia, assunzioni in deroga al blocco del turn-over, nell’ordine di 1.000 unità di area II e 300 di area III.

Il secondo strumento è il turn over ordinario che si sbloccherà a partire dal 15 novembre, e che, anche alla luce dell’imminente approvazione definitiva del disegno di legge “Concretezza”, sarà, verosimilmente nell’ordine dell’80% rispetto alle cessazioni dal servizio.

Ora, in considerazione del numero di pensionamenti che si annuncia corposo nel 2019, è ragionevole, prevedere, lo scorrimento totale della graduatoria, nei primi mesi del 2020.

Inoltre, la Fabbrini ha risposto su un tema da tempo al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori e non solo, quello dell’implementazione della dotazione organica dei vari profili professionali del comparto. Questo tema, secondo il Capo Dipartimento, non è però all’ordine del giorno e, comunque, laddove venisse realizzato, non sarebbe numericamente significativo.

Ha, infine, escluso qualsiasi ipotesi di cessione della nostra graduatoria, alla luce, come detto, dello scorrimento totale, in tempi relativamente brevi.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari prende atto di queste importanti dichiarazioni, restando vigile circa la loro effettiva realizzazione in termini di provvedimenti concreti.

Infatti, se è vero che la decisione di assumere a scaglioni le 903 unità del prossimo scorrimento, è dettata dal fatto che, ad oggi, le carenze di organico per il nostro profilo professionale ammonterebbero a circa 500 unità, l’intenzione di non implementare la dotazione organica sarebbe preoccupante nel caso in cui i pensionamenti del 2019 non fossero in un numero simile a quello degli idonei rimasti in graduatoria, dopo lo scorrimento del primo scaglione di 480 idonei.

Rimangono, dunque, alcune ombre in una narrazione che, sembrerebbe preannunciare il lieto fine, ossia il tanto agognato scorrimento della graduatoria le cui tempistiche restano, però, sempre lunghe. Lo dicono i fatti che, quotidianamente, raccontano di una giustizia costretta a fare i conti con gravi ritardi nella definizione dei processi, con lo smaltimento degli arretrati e le gravi carenze di personale.

In un Paese che si dica civile e democratico, quello della giustizia resta un asset fondamentale, intorno al quale ruota tutto poiché uno Stato che si rispetti è chiamato a tutelare i diritti e gli interessi di ogni cittadino e a garantire la certezza del diritto.

In Italia, invece, nonostante le continue, giustificate proteste di chi opera nei tribunali, la giustizia è diventata come la polvere da nascondere sotto il tappeto. Ci si riempie la bocca di questa bellissima parola per annunci e dichiarazioni ad effetto ma poi più niente. Si resta in attesa. E questa attesa non è più tollerabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *