MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, C’È IL PIANO TRIENNALE DI FABBISOGNO DEL PERSONALE 2019-2021. IL SENATO HA APPROVATO IN VIA DEFINITIVA IL DDL CONCRETEZZA

Il 12 giugno, Alessandro Leopizzi, Direttore Generale del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, ha trasmesso alle organizzazioni sindacali l’aggiornamento del Piano Triennale di Fabbisogno del Personale per il triennio 2019-2021 che via Arenula aveva inviato, nella prima versione, lo scorso settembre, al Ministero per la Pubblica Amministrazione.

Questo aggiornamento si è reso necessario alla luce di tre provvedimenti legislativi approvati successivamente ovvero la Legge del 30 dicembre 2018 n. 145, (Legge di Bilancio 2019), il decreto legge del 28 gennaio 2019 n. 4 (il cosiddetto Decretone) convertito, con modificazioni, nella Legge del 28 marzo 2019 n. 26 e, infine, il decreto legge del 28 settembre 2018 n. 109 (il cosiddetto decreto “Genova”) convertito, con modificazioni, nella Legge del 16 novembre 2018, n. 630.

L’articolo 1, comma 307 della Legge di Bilancio, come già noto, autorizza il Ministero della Giustizia ad assumere per il triennio 2019-2021 “in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente” 3.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale, di cui 903 di area II nel 2019, 1.000 di Area III nel 2020 e 1.000 di Area II nel 2021.

Inoltre, l’art. 14, comma 10 sexties del “Decretone” “al fine di fare fronte alle gravi scoperture di organico degli uffici giudiziari derivanti dall’attuazione delle nuove disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione e di assicurare la funzionalità dei medesimi uffici“, autorizza via Arenula a procedere, nel 2019, ad assunzioni ordinarie di personale amministrativo non dirigenziale, nell’ordine di un contingente massimo di 1.000 unità di Area II e di 300 unità di Area III, in deroga al blocco del turnover.

Infine, l’art. 15 bis del decreto “Genova”, autorizza il Ministero della Giustizia ad assumere, in via straordinaria nel biennio 2018-2019, un contingente massimo di 50 unità di personale amministrativo non dirigenziale, al fine di assicurare agli uffici giudiziari del capoluogo ligure le risorse umane necessarie per fare fronte alle numerose incombenze determinate dalla complessità dell’inchiesta sulla tragedia del crollo del ponte Morandi.

L’urgenza di questi provvedimenti è strettamente correlata all’entità delle carenze di organico di personale amministrativo del comparto Giustizia, riportate nell’aggiornamento al Piano Triennale di Fabbisogno del Personale da cui si evince che, a fronte di una dotazione organica di 43.289 unità (11.923 di Area III, 26.635 di Area II, 4.415 di Area I e 316 dirigenti di II fascia), le carenze di organico sono 9.265, il 21,40% del totale. Nello specifico, le carenze ammontano al 25,36% per l’Area III, al 18,88% per l’Area II, al 25,59% per l’Area I e al 26,27% per i dirigenti di II fascia.

Per quanto riguarda il profilo professionale di assistente giudiziario, a fronte di una dotazione organica di 11.014 unità, i posti attualmente occupati sono 10.219 (di cui 304 indisponibili), le carenze di organico sono pari a 795 unità, il 7,22% del totale.

Le carenze di personale amministrativo sono inevitabilmente destinate ad aumentare, in assenza di energiche politiche assunzionali, visto che nel documento si mette in evidenza che “l’età media del personale dell’Amministrazione giudiziaria è costantemente aumentata nel corso degli ultimi anni fino ad arrivare, nel 2017, a 55,34 anni in media” aggiungendo che “solo nel 2018 si registra una inversione di tendenza dovuta all’assunzione dei vincitori ed idonei del concorso ad 800 posti di assistente giudiziario che ha immesso nuova e più giovane forza lavoro nei ruoli“.

Un’immissione che, tuttavia, dovrà essere implementata in tempi ragionevolmente brevi, in considerazione del fatto che il personale attualmente in servizio, con un’età superiore ai 59 anni ammonta a 12.951 (37,82%). Di questi, gli assistenti giudiziari sono 3.023, pari al 27,45% della dotazione organica per questo profilo professionale.

A proposito dell’incidenza che i futuri pensionamenti avranno sull’organico del personale amministrativo, nel documento si sottolinea che, attraverso una stima fondata sulla “analisi delle cessazioni avvenute nell’anno 2018 per limiti di età, dimissioni ed altri motivi, considerando l’anno di nascita del personale cessato, il trend delle cessazioni sarà elevato per i tre anni successivi” al 2018. In particolare, nel triennio 2019-2021 si prevedono 5.206 pensionamenti a cui aggiungere coloro che hanno chiesto di usufruire di “Quota 100” e che sono, ad oggi, circa 370 unità.

Per quanto riguarda gli assistenti giudiziari, nel 2018 sono cessate dal servizio 529 unità e si prevedono, al netto di “Quota 100”, 399 pensionamenti nel 2019 e 401 nel 2020.

Alla luce di questi dati che, ancora una volta, mettono in evidenza come “i dipendenti attualmente presenti, di II e III area, non consentono di assicurare i compiti istituzionali, imponendo soluzioni tampone che si concretizzano nel massiccio ricorso agli istituti dell’applicazione del distacco, delle reggenze e dei comandi di personale proveniente da altre amministrazioni pubbliche”, il Ministero della Giustizia ha predisposto “un piano di reclutamento, da attuarsi nel prossimo triennio, di 8.135 unità di personale, ripartito tra Area III (2.998) e Area II (5.137), alla luce delle disponibilità finanziarie derivate dalla Legge di Bilancio e dalle capacità assunzionali da turnover”.

Per il profilo di assistente giudiziario, il piano prevede, nel 2019, l’assunzione di 1.503 unità, di cui 903, mediante i fondi straordinari previsti dalla Legge di Bilancio, e 600, utilizzando le anticipazioni di spesa autorizzate dal “Decretone”, nonché di ulteriori 297 unità, nel 2021.

Con l’aggiornamento al Piano Triennale di Fabbisogno del Personale, il Ministero della Giustizia ha messo nero su bianco il pressoché totale scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario, già nel 2019. Se è vero che, sulla carta, mancherebbero ancora 297 idonei al raggiungimento dell’obiettivo, è altrettanto vero che si annunciano corpose rinunce da parte di chi, in questi mesi, avendo superato un altro concorso, è stato già assunto o si appresta ad entrare in servizio.

Intanto, sulla Gazzetta Ufficiale n.136 del 12 giugno, è stato pubblicato il decreto del 18 aprile, registrato alla Corte dei Conti il 7 giugno e che porta la firma congiunta del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno. È quello tanto atteso, che dispone l’assunzione dei 903 assistenti giudiziari insieme al concorso per 1.850 funzionari giudiziari.

Dunque, si può affermare che l’obiettivo non è stato ancora raggiunto ma è molto vicino. Occorre, però, vigilare perché l’iter assunzionale sia velocizzato il più possibile. Le novità, però, non finiscono qui.

Sempre il Il 12 giugno l’Aula del Senato, con 135 voti favorevoli, 104 contrari e 3 astenuti, ha dato il via libera definitivo al Ddl Concretezza nella Pubblica Amministrazione.

Oltre all’istituzione del Nucleo della Concretezza per il miglioramento dell’efficienza amministrativa e alle azioni di contrasto all’assenteismo, all’articolo 3, il testo prevede misure per accelerare le assunzioni mirate ed il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione.

Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1, comma 399, della legge 30 dicembre 2018, n.145, le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici, ivi compresi quelli di cui all’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono procedere, a decorrere dall’anno 2019, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente”.

Il comma 1 dell’articolo 3 del Ddl Concretezza è quello intorno al quale ruota gran parte del provvedimento poiché stabilisce un turn over del 100%. In sostanza, per un dipendente che andrà in pensione ce ne sarà un altro che verrà assunto.

Non solo. Le figure professionali che saranno reclutate dovranno possedere competenze elevate in materia di digitalizzazione, razionalizzazione e semplificazione dei processi e dei provvedimenti amministrativi, qualità dei servizi pubblici, gestione dei fondi strutturali e delle capacità di investimento, contrattualistica pubblica, contabilità pubblica e gestione finanziaria.

Prevista l’istituzione di un portale del reclutamento presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, in cui sarà possibile creare un fascicolo elettronico del candidato e, ancora, novità sulla composizione delle commissioni d’esame nei concorsi pubblici che saranno immediati e più snelli.

Una vera e propria svolta epocale, destinata a cambiare il volto della pubblica amministrazione e voluta fortemente dal Ministro, Giulia Bongiorno.

Per dieci anni si è detto che la pubblica amministrazione va tagliata perché la pubblica amministrazione di fatto ha una pessima reputazione – ha dichiarato la Bongiorno, ospite di Omnibus, su La7, il 14 giugno scorso – Questo Governo, già con la Legge di Bilancio, ha fatto una cosa che non si faceva da dieci anni e cioè lo sblocco del turn over. Sono state previste delle somme mai previste in passato per assunzioni straordinarie che si possono fare già adesso”.

Il 12 giugno resterà una data importante nella storia del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, una di quelle date che segna una svolta perché ha messo nero su bianco le intenzioni del Ministero sotto forma di numeri ed investimenti ma ha dato anche un significato importante all’impegno del Ciag che, con tenacia e determinazione, si avvicina sempre di più al suo traguardo.

C’è ancora un tratto di strada da percorrere ma la meta ora appare davvero a portata di mano. Per questo si lavorerà con maggiore perseveranza e convinzione.

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