ASSISTENTI GIUDIZIARI, LA FIRMA DEI 503 IDONEI E UN NUOVO INIZIO, SEMPRE NEL SEGNO DEL CIAG

Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”.

Questa frase l’ha scritta un anonimo. Chiunque egli sia ha pienamente ragione. I sogni hanno bisogno di essere inseguiti e di essere vissuti con passione perché soltanto così si possono raccontare e poi ricordare.

Forse hanno pensato proprio questo i 503 idonei che tra il 2 e il 4 luglio hanno scelto la sede e firmato il loro contratto.

Lungo la salita che porta alla sede della Scuola di Formazione e Aggiornamento del Corpo di Polizia e del Personale dell’Amministrazione Penitenziaria “Giovanni Falcone”, questi ragazzi hanno pensato che si chiudeva un cerchio, esattamente dove si era aperto due anni fa. E, forse, hanno pensato la stessa cosa coloro che li hanno preceduti.

Da quella salita è nato il Ciag.

Questo Comitato è nato da un sogno, da un desiderio, una speranza, forse per qualcuno anche da una chimera o da un’illusione. Quando i sogni vengono rincorsi e cercati con passione diventano realtà e sulla vita delle persone hanno un effetto dirompente. È come intraprendere un lungo viaggio e tornare diversi.

Il viaggio del Ciag è iniziato quasi due anni fa e la meta era, ed è, lo scorrimento totale di una graduatoria formata da 4.915 persone che, fin da subito, ha cominciato ad assottigliarsi senza che l’impegno e il lavoro portati avanti venissero mai meno ed è proprio quella determinazione testarda che poi porta certi risultati.

Ciascuno ha sempre pensato a quel giorno, quando avrà davanti quel foglio e sceglierà la propria sede.

Ogni idoneo avrà ripassato a memoria quel momento chissà quante volte ma quando poi arriva ci si rende conto di non essere mai abbastanza pronti per un traguardo del genere. Allora cammini lungo via Brava in preda a tutti gli stati, poi ti siedi, firmi e ti rendi conto che è successo veramente.

I tuoi sogni hanno preso forma, li stai vivendo e provi delle emozioni che non riesci a descrivere. Tutte le ansie e le preoccupazioni si dissolvono in una firma e nella certezza di aver realizzato quel sogno.

Tutto si perde tra il vociare dei ragazzi giunti da ogni parte d’Italia, accenti e cadenze che si mescolano, mani che si stringono e foto, tante foto, a voler immortalare quel momento che ti cambia la vita.

In fondo, questa è l’essenza stessa del Ciag cioè lasciare che ognuno dei suoi idonei si incammini per la sua strada. Il senso di questo Comitato, fatto di persone e di anime, è proprio questo.

Poi ci sono le emozioni, quelle belle, miste ad un sentimento di malinconia per chi si appresta a cominciare un nuovo capitolo della sua vita perché sembra quasi di perderlo ma quando si vive un’esperienza così forte nulla si perde veramente.

L’articolo 6 dello statuto del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari recita che “Il Comitato si estinguerà automaticamente con il raggiungimento dello scopo per il quale è costituito”.

Quando l’obiettivo dell’esaurimento integrale della graduatoria sarà raggiunto, il Ciag si scioglierà ma solo sulla carta. In realtà il Comitato continuerà a vivere attraverso quelle 4.915 persone che hanno fatto parte di una graduatoria, diversa da tutte le altre e come mai si sono viste nella storia di questo Paese, e ci perdonerà il Ministro Bonafede se citiamo uno dei suoi tormentoni.

Non è un caso se usiamo il passato ma la speranza è che, da adesso in poi, i tempi siano più rapidi e tutti noi, al più presto, possiamo sedere a quel tavolo con un contratto da firmare.

A via Brava, a fare il tifo per i nuovi assistenti giudiziari, c’era anche il Ministro.

Lui sa che il Ciag continuerà a mantenere alta l’attenzione perché l’obiettivo è vicino ma non è stato ancora raggiunto e il Comitato proseguirà il suo lavoro con la tenacia che lo ha sempre contraddistinto fino a quando l’ultimo idoneo della graduatoria non varcherà la soglia di un ufficio giudiziario.

Ai ragazzi che hanno firmato in questi tre giorni, invece, vanno i nostri auguri di buona vita. Chi rimane, continuerà a battersi sapendo che fate il tifo per noi.

Vi lasciamo andare fiduciosi, perché siamo certi che saprete farvi valere e che, ovunque andrete, resterete sempre i ragazzi del Ciag.

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