MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, PUBBLICATO IL BANDO PER FUNZIONARI GIUDIZIARI MA NEI TRIBUNALI È SEMPRE EMERGENZA PERSONALE

Il 26 luglio, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato il bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, che prevede l’assunzione di 2.329 unità di personale non dirigenziale, a tempo indeterminato per il profilo di funzionario, area III, fascia economica F1.

Nello specifico il bando predispone il reclutamento di 2.242 funzionari giudiziari per l’amministrazione giudiziaria e destinati agli uffici giudiziari, 67 funzionari per l’amministrazione minorile, 20 funzionari dell’organizzazione e delle relazioni per l’amministrazione penitenziaria.

L’indizione del concorso per funzionari giudiziari, già annunciato nei mesi scorsi, costituisce l’avvio del programma di assunzioni previsto dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che nel triennio prevede l’inserimento di 8.747 unità totali per l’amministrazione giudiziaria, 503 per l’amministrazione penitenziaria e 326 per l’amministrazione minorile.

Avevo promesso già dai primi giorni del mio mandato – ha commentato il Guardasigilli – forti investimenti in risorse umane per gli uffici giudiziari, per le strutture minorili e per l’amministrazione penitenziaria.”

Dunque, dopo sette mesi dall’approvazione della Legge di Bilancio che per la giustizia prevede investimenti significativi, è stato pubblicato il bando per uno dei profili più importanti. Come già accaduto per il concorso per assistenti giudiziari, indetto dal Ministero nel novembre 2016, anche per quello per funzionari saranno utilizzate procedure tecnico-informatiche che velocizzeranno i tempi della selezione.

A beneficiare delle nuove assunzioni saranno tutti quei tribunali e corti d’appello quotidianamente alle prese con gravi carenze di personale negli uffici giudiziari.

Ne sa qualcosa il Tribunale di Sorveglianza di Roma dove, ogni giorno, si assiste ad una “intollerabile situazione che da tempo contraddistingue l’esercizio delle legittime prerogative difensive”.

La denuncia viene direttamente dal Direttivo della Camera Penale di Roma ed è contenuta in un documento di protesta depositato nei giorni scorsi presso gli uffici competenti. Sotto accusa soprattutto le carenze di personale amministrativo e magistrati a causa delle quali i legali spesso sono costretti a comprimere i tempi dell’intervento difensivo in ragione dell’elevato numero di cause.

Una condizione di emergenza vicina al collasso come quella del Tribunale di Cassino, presidio di frontiera e con una dotazione di giudici e personale assolutamente inadeguata rispetto al bacino d’utenza di circa 327.800 abitanti. I processi sono lenti e le tempistiche dilatate. In assenza di interventi urgenti, si rischia la paralisi di tutte le attività.

Più a sud, presso il Tribunale di Napoli Nord, istituito nel 2013 a seguito della revisione della geografia giudiziaria del 2012, le cose non vanno meglio.

Dopo un’operatività di oltre cinque anni, le problematiche più gravi sono legate ad una modifica della pianta organica, del personale giudiziario e del personale amministrativo – spiega Elisabetta Garzo, Presidente del Tribunale Napoli Nord – Attualmente presso il Tribunale di Napoli Nord sono previsti 81 magistrati e 149 unità di personale amministrativo. Questi numeri sono assolutamente insufficienti rispetto ai carichi di lavoro.”

Numeri che, insomma, non possono più consentire una risposta di giustizia in tempi brevi.

A Castrovillari, gli uffici giudiziari rischiano la chiusura perché mancano i magistrati ed il personale amministrativo che assicurino almeno l’ordinario svolgimento delle attività sia del Gip che del tribunale.

Se qualcuno crede che le inefficienze e le lentezze della giustizia riguardino solo i tribunali e le corti d’appello del sud, sappia che anche nel profondo nord-est, la situazione è difficile.

A Trieste, l’arretrato da smaltire è tanto mentre le risorse sono poche, prossime alla pensione e senza essere retribuite in maniera adeguata. Soltanto la mancanza di funzionari supera il 40% e, per il prossimo triennio, la situazione è destinata a peggiorare con le fuoriuscite anticipate di Quota 100. Uno svuotamento che sul territorio è calcolato intorno al 50% e un problema che riguarda corti e procura, con un riflesso diretto sul quotidiano. Le conseguenze sono le lunghe code alle cancellerie e personale che non riesce a fare fronte alle richieste dei cittadini.

Ogni regione del nostro Paese piange le sue criticità e, proprio per questo, il concorso per funzionari giudiziari, rappresenta un passo in avanti importante.

Senza dimenticare che c’è sempre la graduatoria degli idonei assistenti giudiziari sulla quale, ancora una volta, si è espresso il Guardasigilli, dinanzi alla Commissione Giustizia del Senato.

Il Guardasigilli ha sottolineato l’importanza del piano assunzionale di oltre 8.000 unità varato dall’Esecutivo ma anche quella della semplificazione dei concorsi con l’obiettivo di velocizzare il più possibile le assunzioni.

Bonafede ha voluto mettere in rilievo l’elevato livello di qualità degli idonei, a partire da coloro che hanno già preso servizio, dicendosi certo che i nuovi ingressi consentiranno agli uffici giudiziari di migliorare la propria efficienza.

Per quanto riguarda lo scorrimento della graduatoria noi stimiamo che, per il 2019, ci potrebbe essere un altro scorrimento di 400 unità, dopo di che siamo arrivati alla saturazione di quella categoria – ha dichiarato il Guardasigilli – Se potessi scorrerli tutti lo farei domani ma una volta che si arriva alla saturazione di quella graduatoria devo aspettare che la gente vada in pensione per assumerne altri.”

Il Ministro ha precisato che nei prossimi giorni darà tutte le opportune conferme per iscritto ma, ancora una volta, zero tempistiche e soltanto la certezza che le nuove assunzioni andranno a coprire le scoperture che si determineranno nei prossimi mesi tra pensionamenti e rinunce che si annunciano cospicue.

Intanto, il 22 luglio, il Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, sul suo profilo Facebook, ha annunciato di aver firmato l’accordo per lo stanziamento del Fondo Unico delle Amministrazioni relativo al 2018.

L’intesa, sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali presenti all’incontro presso la Sala Falcone del Ministero, stabilisce l’importo complessivo, al netto delle risorse già investite per le progressioni economiche, di circa 64.200.845,00 euro da ripartire fra i diversi dipartimenti.

Al Dipartimento dell’Amministrazione Giudiziaria andranno 52.449.611 euro, a quello dell’Amministrazione Penitenziaria 7.042.870, all’Amministrazione della Giustizia Minorile e di Comunità 4.708.364 e all’Amministrazione degli Archivi Notarili di 540.816,27 euro.

A margine dell’incontro, il Sottosegretario ha annunciato che l’impegno del Ministero proseguirà con lo stanziamento delle risorse, nei limiti delle possibilità economiche e in vista dell’imminente contrattazione, per il Fondo Unico delle Amministrazioni 2019 e con il reperimento delle risorse per prossime progressioni economiche.

Moderata soddisfazione da parte delle sigle sindacali che, tuttavia, hanno ribadito che continueranno a battersi per ottenere, attraverso il pieno rispetto degli accordi sottoscritti, la tutela di tutti i lavoratori della giustizia.

In particolare, in tema di assunzioni, concorsi, interpelli, mobilità e sviluppi giuridici, l’Unsa ha richiesto all’amministrazione la conferma del crono-programma che la stessa, già nella riunione del 25 giugno, si era impegnata a rispettare.

Tra i punti più importanti ci sono, oltre allo scorrimento idonei del 21 quater, l’assunzione degli idonei del concorso per assistenti giudiziari, il bando per ausiliari, l’assunzione di tecnici, architetti, geometri e contabili, la selezione tramite il collocamento di operatori giudiziari prevista per settembre e per aprile 2020 il concorso esterno per 2700 cancellieri e 400 Direttori Amministrativi.

Qualcosa si sta muovendo ma le richieste da parte di tribunali, corti d’appello e sindacati sono tante e per rimettere in piedi il sistema giustizia c’è ancora molto da fare.

Sarebbe opportuno cominciare proprio da nuove assunzioni, accompagnate da dichiarazioni certe e definite che prendano il posto di quelle generiche e fumose fatte finora. Prima che con i fatti, la giustizia ha bisogno di certezze anche nelle parole.

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