INVIATO AI VERTICI DI PROCURE E UFFICI GIUDIZIARI IL PIANO TRIENNALE DEL FABBISOGNO DEL PERSONALE. FABBRINI: “PERCORSO DI ASSOLUTO RILIEVO SULLE POLITICHE ASSUNZIONALI”

Tempi brevi della giustizia ed eliminazione delle isole di impunità: è questo quello che interessa ai cittadini ed è su questi obiettivi che lo Stato deve continuare a lavorare senza un attimo di sosta.”

Queste le parole del Guardasigilli, Alfonso Bonafede, riportate in un post pubblicato sul suo profilo Facebook in occasione della commemorazione delle vittime del crollo del Ponte Morandi.

La crisi di governo, divenuta ufficiale con le dimissioni del Presidente Conte, ha fatto saltare il banco anche sulla riforma della giustizia che il titolare di via Arenula, ormai dimissionario, aveva elaborato.

Del progetto presentato da Bonafede, resta in piedi, almeno per ora, l’entrata in vigore, a gennaio 2020, della riforma della prescrizione ma, alla base di tutto, c’è un ambizioso piano assunzionale giudicato essenziale per la riduzione dei tempi dei processi e condizione indispensabile per la riorganizzazione del nostro sistema giudiziario.

Il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, che ne costituisce il manifesto programmatico, adottato con decreto del Guardasigilli il 13 giugno scorso, è oggetto di una relazione, a firma del Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi, Dott.ssa Barbara Fabbrini.

La nota, inviata prima della pausa ferragostana e che vede tra i suoi destinatari il Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, il Procuratore Generale presso la Corte Suprema di Cassazione, il Procuratore Nazionale Antimafia, nonché Presidenti delle Corti di Appello, Procuratori Generali della Repubblica e Dirigenti di tutti gli uffici giudiziari, ha l’obiettivo di “condividere le azioni realizzate in tema di politiche assunzionali del personale amministrativo, nonché la futura programmazione in merito.”

Negli ultimi anni, l’Amministrazione giudiziaria ha cercato di invertire lo stallo nelle politiche di reclutamento imposto dal pluriennale blocco del turn over, disponendo numerose iniziative al fine di incrementare le risorse umane negli uffici giudiziari e, soprattutto, per arginare gli effetti dei vuoti di organico dovuti anche all’aumento dei pensionamenti.

Per questo si è ricorsi a tutte le tipologie di procedure assunzionali previste dalle normative vigenti come la mobilità volontaria, obbligatoria, protocolli d’intesa e scorrimento delle graduatorie in corso di validità.

Una radicale inversione di tendenza è stata registrata con l’indizione del concorso ad 800 posti di assistente giudiziario, Area II-F2, bandito con decreto del 18 novembre 2016 e che si è chiuso con una graduatoria di 4.915 idonei e dalla quale, allo stato attuale, si è proceduto all’assunzione di 3.386 unità, “graduatoria di cui è previsto, proprio nel programma assunzionale, il finanziamento per il completo esaurimento”.

Grazie al complesso di iniziative realizzate dal 2014 ad oggi, è stata possibile l’assunzione di 5.500 unità e nel 2019, finora, di 684 unità. Di conseguenza, nel 2018, è stato rilevato un decremento della percentuale di scopertura nazionale scesa al 21,73% rispetto al 23,25% del 2017.

La legge di bilancio 2019, il decreto “Quota 100”, la cosiddetta legge Genova e il DPCM del 20 giugno 2019, consentiranno l’assunzione di 8.661 unità di personale. Le cessazioni effettive garantiranno un’ulteriore possibilità di incremento di tali assunzioni che, per il prossimo triennio, potrebbero superare le 10.000 unità.

Per ciò che concerne i pensionamenti che si determineranno nel 2019 per effetto di “Quota 100”, il documento fa notare che essi “appaiono, allo stato, decisamente inferiori rispetto alla platea dei potenziali dipendenti in possesso dei requisiti e ciò consente di auspicare che la programmazione assunzionale del prossimo triennio possa determinare la prosecuzione dell’inversione di tendenza nazionale già registrata nel 2018.”

Tuttavia, le carenze di personale amministrativo sono destinate ad aumentare. Il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, infatti, mette in evidenza che “l’età media del personale dell’Amministrazione giudiziaria è costantemente aumentata nel corso degli ultimi anni fino ad arrivare, nel 2017, a 55,34 anni.

Il personale attualmente in servizio, con un’età superiore ai 59 anni, ammonta a 12.951 unità, pari al 37,82%. Gli assistenti giudiziari sono 3.023, pari al 27,45% della dotazione organica per questo profilo professionale.

In particolare, il Piano del Fabbisogno indica che nel triennio 2019-2021 si prevedono 5.206 pensionamenti di cui 3.173 per la sola Area II. Per il profilo di assistente giudiziario, nel 2018, le cessazioni sono state di 529 unità e si stima che, al netto di “Quota 100”, i pensionamenti, nel 2019, saranno 399.

Dunque, nel prossimo triennio, per l’Area III, è prevista l’assunzione di 400 direttori, 2.242 funzionari giudiziari tramite concorso unico e altri 116 mediante scorrimento di graduatorie in corso di validità e 308 funzionari tecnici, per un totale di 3.066 unità.

Per l’Area II, il piano assunzionale stabilisce l’assunzione di 2.700 cancellieri esperti tramite concorso unico, 1.800 assistenti giudiziari e, quindi, l’esaurimento integrale della graduatoria, 237 assistenti tecnici attraverso lo scorrimento di graduatorie in corso di validità, concorso unico e concorso bandito dall’Amministrazione, 616 operatori giudiziari mediante chiamata diretta dei centri per l’impiego e 105 conducenti per un totale di 5.458 unità.

Per l’Area I, è prevista l’assunzione di 97 ausiliari tramite chiamata diretta dei centri per l’impiego, per disabili e categorie protette ai fini della copertura della quota stabilita dalle legge 68/99.

Infine, è in programma l’assunzione di 40 dirigenti di fascia mediante concorso, scorrimento di graduatorie in corso di validità e mobilità. In totale, 8.661 assunzioni.

C’è poi il capitolo riqualificazioni che interessa 300 unità tra ausiliari di Area I-F1, nel profilo di operatori giudiziari e 2.250 unità tra cancellieri esperti, Area II-F3, nel profilo di funzionari giudiziari, Area III-F3 (scorrimento graduatoria selezione ex art. 21-quater D.L. 83/2015) per un totale di 2.550 unità.

I primi importanti passi dell’attuazione del programma assunzionale sono stati avviati di recente e, finora, hanno riguardato l’assunzione delle prime 17 unità del profilo di funzionario tecnico che fanno parte di un contingente di 237 unità con competenze nuove per l’amministrazione giudiziaria e fondamentali per la gestione delle spese di funzionamento, l’assunzione di 414 assistenti giudiziari che hanno preso servizio il 25 luglio scorso e l’indizione del bando per il reclutamento di 2.329 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di funzionario.

Sempre nel 2019, sono previste altre importanti attuazioni del programma assunzionale a cominciare dall’ulteriore scorrimento della graduatoria degli assistenti giudiziari, la pubblicazione del primo bando di concorso per il profilo tecnico di seconda area e procedure selettive per operatori giudiziari e conducenti di automezzi.

Un altro obiettivo prioritario è quello della valorizzazione delle professionalità del personale in servizio che proseguirà unitamente al piano di assunzioni mentre sono già terminate le procedure per le progressioni economiche per 9.091 unità di personale e, quest’anno, si chiuderanno le procedure selettive attualmente pendenti per progressioni economiche per ulteriori 6.928 unità.

Inoltre, il 22 luglio è stata sottoscritta tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali, l’ipotesi di accordo sull’utilizzazione del Fondo Risorse Decentrate per l’anno 2018 e destinato al personale amministrativo in servizio che consentirà altre progressioni economiche.

La giustizia riparte da qui, da risorse qualificate e da un piano assunzionale che va avanti, nonostante il complesso quadro politico. Si tratta di numeri importanti e altrettanto importante dovrebbe essere il suo iter perché, crisi o non crisi di governo, la giustizia italiana sembra ormai giunta ad un punto di non ritorno.

Un piano di politiche assunzionali, come quello varato dal Ministero della Giustizia, per quanto non ancora sufficiente a soddisfare le numerose necessità degli uffici giudiziari, rappresenta un punto di ripartenza significativo da attuare il prima possibile nell’interesse del Paese, degli operatori del diritto e di chi ha le competenze adeguate per migliorare la qualità della giustizia, da troppo tempo ostaggio di inefficienze e immobilismo.

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