DISASTRO QUOTA 100 E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FERMA. I SINDACATI CHIEDONO ASSUNZIONI E ANCHE LA GIUSTIZIA RISCHIA IL BLOCCO

Mentre si susseguono le trattative e le consultazioni per la formazione del nuovo Esecutivo, ci si chiede cosa ne sarà del Reddito di Cittadinanza e di Quota 100, misure cardine delle politiche economiche del Governo giallo-verde.

Mentre Luigi Di Maio avverte che il RdC rischia di saltare, a preoccupare è soprattutto Quota 100, fortemente voluta dalla Lega. La nuova misura pensionistica avrebbe dovuto garantire un ricambio generazionale importante. Invece, pare che le cose non stiano proprio così.

L’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro ha stimato che il tasso di sostituzione tra chi uscirà dal mondo del lavoro con Quota 100 e tutti coloro che saranno assunti, non supererà il 30% ma il condizionale è d’obbligo perché un pieno ricambio generazionale si avrà soltanto in ambiti altamente specializzati.

Nel 2019, per la riforma della pensioni sono stati stanziati 3,9 miliardi di euro, che saliranno a 8,3 nel 2020. L’Inps ha reso noto che a fine luglio le domande presentate per Quota 100 sono state circa 165.000 e, nello specifico, 60.479 nel privato mentre nel settore pubblico 52.607 statali hanno chiesto il pensionamento anticipato. Di questi, 10.336 dovrebbero andare in quiescenza dal mese di agosto ma, al momento, l’Inps ha autorizzato meno di 8.000 domande. Il vero banco di prova, però, sarà nel mese di settembre, quando, con l’inizio dell’anno scolastico, arriveranno migliaia di richieste di pensionamenti.

Il rischio è quello dello svuotamento di numerosi uffici con conseguente paralisi di ogni attività amministrativa anche perché i concorsi sono bloccati fino al 30 novembre e, da parte del Ministero della Pubblica Amministrazione non c’è mai stata l’intenzione di voler assumere dalle graduatorie delle vecchie selezioni

Un vero disastro se si considera che la Pubblica Amministrazione è già sotto organico di ben 253.000 persone mentre si stima che nel prossimo triennio 400.000 dipendenti andranno in pensione.

In sintesi, il flop del turn over è soprattutto nel settore del pubblico impiego e la fine del governo pentaleghista rischia di mettere un punto definitivo anche a quel ricambio generazionale tanto sbandierato in più occasioni.

Nel privato, invece, la stagnazione ed il crollo degli ordinativi da parte dei Paesi esteri non incentivano le assunzioni. Serve soprattutto personale qualificato come ha fatto notare anche Confindustria. I sindacati sono sul piede di guerra e chiedono un piano assunzionale straordinario insieme alla stabilizzazione dei precari che la crisi di governo di questi giorni ha bloccato.

Per quanto riguarda il comparto giustizia, com’è noto, le carenze negli uffici giudiziari sono considerevoli.

Tuttavia, i pensionamenti che si determineranno nel 2019, per effetto di Quota 100, appaiono decisamente inferiori rispetto alla platea dei potenziali dipendenti in possesso dei requisiti. Nonostante ciò i vuoti di organico sono destinati ad aumentare.

Il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale indica che nel 2018 le cessazioni sono state 2.206 e si stima che in tutto il triennio i pensionamenti saranno 5.206.

Nello specifico, soltanto nel 2019, fra tutti i profili che operano negli uffici giudiziari italiani, si registrano 195 unità già andate in pensione, a cui vanno ad aggiungersi 1.651 unità di personale fra coloro che sono nati tra il 1952 ed il 1957, precari compresi, per un totale di 1.846 cessazioni.

Per il profilo di assistente giudiziario, nel 2018, i pensionamenti sono stati 529 ed entro la fine di quest’anno si stima che le cessazioni saranno 399 di cui 46 già cessati. Per il 2020, si ritiene che i pensionamenti saranno 1.788 di cui 399 per la figura di assistente giudiziario e, nel 2021, le cessazioni saranno 1.572 di cui 401 per assistenti giudiziari.

Per questo profilo professionale, i pensionamenti nel triennio saranno complessivamente 1.199, quasi 1.200, e c’è una graduatoria che tuttora è composta da circa 1.300 unità.

Questo numero, in realtà, è di gran lunga inferiore, al netto di rinunce e dimissioni, in considerazione del fatto che molti degli idonei della graduatoria hanno superato altri concorsi e, nel frattempo, sono stati assunti. A questo punto, i 1.300 diventano ancora di meno e non c’è bisogno di arrivare al 2021 per esaurire l’intera graduatoria, anzi.

A riprova di questo, se proprio i numeri non convincono, ci sono i fatti rappresentati dalle numerose carenze di personale che interessano gli uffici giudiziari di tribunali e corti di appello.

Da nord a sud è un coro di proteste a cui la stampa dà voce quotidianamente nella consapevolezza che le inefficienze della giustizia italiana e l’immobilismo che la tengono in ostaggio, ormai da anni, possono trovare una soluzione soltanto con l’attuazione di un piano assunzionale importante che già esiste ed è stato varato dal Ministero della Giustizia con apposito decreto firmato dal Ministro Bonafede il 13 giugno.

La pianificazione delle assunzioni sta facendo il suo iter tecnico amministrativo e, nei giorni scorsi, il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi della Direzione Generale del Personale e della Formazione, con un comunicato alle organizzazioni sindacali, riguardante le misure per la riqualificazione del personale con qualifica di cancelliere esperto ai sensi dell’art. 21 quater, D.L 83/2015, ha reso noto che l’Area Economico-Finanziaria del Gabinetto del Ministro ha attestato la sussistenza delle risorse sufficienti e che questa Direzione Generale sta, pertanto, pianificando la prosecuzione dello scorrimento della graduatoria ancora in vigore relativa al profilo di cancelliere esperto per la progressione verso il profilo di funzionario giudiziario”.

Tradotto in parole povere significa che si libereranno posti per l’Area II e ciò renderebbe più celere anche lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

Le risorse qualificate, con competenze adeguate ci sono e questo è il momento giusto per assumerle. Se non ora quando ? L’esigenza di far ripartire la giustizia è condizione indispensabile per dare una maggiore credibilità alle nostre istituzioni ma anche all’economia del nostro Paese. Su questo sono d’accordo tutti.

In questi giorni di trattative convulse per la formazione di un nuovo Governo, il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha presentato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dieci punti considerati prioritari e che secondo i pentastellati devono essere portati a compimento. Tra questi impegni emerge il dimezzamento dei tempi della giustizia che presuppone l’immissione di forze fresche e con competenze specifiche.

Nulla di nuovo dal momento che la giustizia era al punto 12 del contratto di governo sottoscritto poco più di un anno fa da Lega e Movimento 5 Stelle ma appare evidente che il miglioramento dell’efficienza del nostro sistema giudiziario, al di là delle schermaglie a cui ci ha abituati la politica, è ormai un imperativo categorico al quale non ci si può più sottrarre.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, in quasi due anni di attività ha incontrato, tramite le sue delegazioni, i maggiori esponenti di tutte le forze politiche di questo Paese alle quali sono state rappresentate la necessità e l’urgenza di procedere allo scorrimento integrale della nostra graduatoria, l’unica di cui dispone attualmente il Ministero, non solo per dare ossigeno agli uffici giudiziari italiani ma anche per consentire al nostro sistema giudiziario di rafforzare le sue fondamenta con l’assunzione di giovani preparati e i riscontri, ricevuti sono sempre state positivi e concordi.

Il nuovo Esecutivo, si troverà davanti una sfida importante e cioè quella di riformare la giustizia passando attraverso l’assunzione di nuove risorse, non a singhiozzo, ma questa volta con tempistiche rapide e certe.

Certamente non basterà perché le inefficienze sono troppe ma sarà l’occasione giusta per passare definitivamente dalle parole ai fatti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *