BONAFEDE: “SUBITO AL LAVORO PER PROCESSI RAPIDI.” Il CIAG CHIEDE TEMPI CERTI E CELERI SULLE ASSUNZIONI DEGLI ASSISTENTI GIUDIZIARI

Il Ministro Bonafede, ospite di “Porta a Porta” ha parlato del dimezzamento dei tempi della giustizia
La Senatrice del Pd, Anna Rossomando, intervistata da Sky tg24 sul tema della giustizia, ha ribadito la necessità di incrementare le risorse umane e materiali

Con la fiducia incassata da Camera e Senato, il Governo Conte bis è ufficialmente operativo. Davanti all’assemblea di Montecitorio il Presidente del Consiglio ha illustrato le linee programmatiche del nuovo Esecutivo.

Un discorso di un’ora e venticinque minuti nel corso del quale Conte ha affrontato i temi che saranno alla base dell’agenda politica del governo giallo-rosso. Tra questi la giustizia, alla quale sono state dedicate poche righe scarne.

Conte ha sottolineato che “il nostro Paese necessita di una riforma della giustizia, anche attraverso una drastica riduzione dei tempi e di una riforma del metodo di elezione dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura. Questo piano riformatore dovrà salvaguardare il principio di indipendenza della magistratura dalla politica, potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose, rendere più efficace il contrasto all’evasione fiscale anche inasprendo le pene”.

Appena trenta secondi dedicati alla riforma del nostro sistema giudiziario: davvero molto poco.

In un Paese che pretenda di chiamarsi civile, l’amministrazione della giustizia è una cosa molto seria, molto più seria del corretto esercizio della funzione legislativa perché si arreca più danno con le sentenze inique che con le leggi ingiuste.

Quello della giustizia è un caposaldo fondamentale per ogni Paese e che va curato in tutte le sue declinazioni, a cominciare dai tempi della durata dei procedimenti civili e penali poiché è giusto che i cittadini debbano vedere tutelati i loro diritti ma anche coloro che intendono investire sul nostro territorio hanno bisogno di sapere quanto deve durare un processo.

È un fatto oggettivo che le inefficienze della giustizia si ripercuotono sull’intero sistema economico di un Paese. I procedimenti che vanno oltre “la ragionevole durata del processo” hanno un costo e un sistema di giustizia lento, che non fornisce certezze nelle decisioni, danneggia la credibilità delle istituzioni e scoraggia i cittadini riducendo il potenziale innovativo e creativo.

Pertanto, una giustizia rapida ed efficiente è quanto mai fondamentale. È necessario investire in maniera sistematica con nuove assunzioni e con la revisione delle piante organiche in ampliamento, in larga parte inadeguate.

La riforma della geografia giudiziaria del 2012, infatti, oltre a determinare la chiusura di 31 tribunali, di tutte le sezioni distaccate di Tribunale e il drastico taglio degli Uffici dei Giudici di Pace, allo stesso tempo, ha creato ai tribunali rimasti notevoli disagi organizzativi incrementando i bacini di utenza senza che questi venissero controbilanciati da un opportuno ampliamento delle dotazioni organiche del personale giudiziario.

La conseguenza è stata che il carico di lavoro e gli arretrati da smaltire sono aumentati mentre le risorse umane sono rimaste quelle e i tempi di definizione dei processi si sono allungati.

A questo punto, appare chiaro che il tema delle politiche assunzionali non è indifferente a quello del dimezzamento dei tempi della giustizia.

Ospite del salotto di Porta a Porta, il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha voluto fare il punto sulla prossima riforma del nostro sistema giudiziario.

Stamattina ho incontrato Andrea Orlando. Entro fine settembre, finiremo un confronto sui tempi più importanti della giustizia e faremo partire immediatamente la riforma del processo per il dimezzamento dei tempi dei processi civili e penali e ci sarà anche la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura.”

Un lavoro che il Guardasigilli, già nel precedente Esecutivo, aveva portato avanti in diversi tavoli di lavoro con i vertici delle istituzioni giudiziarie.

Sono aperto a qualsiasi miglioramento ma c’è una sola certezza e cioè che i cittadini non possono più aspettare per una riforma della giustizia che dimezzi i tempi della giustizia. Con la mia riforma interveniamo su questo senza nessuna ideologia perché ai cittadini interessa quanto dura un processo e noi abbiamo lavorato per avere un dimezzamento dei tempi”.

Quella tra Bonafede e Orlando si preannuncia come una collaborazione importante e costruttiva sotto il segno di quella continuità, avviata dall’attuale Guardasigilli che, al momento del suo insediamento in via Arenula più di anno fa, decise di dare seguito alle politiche assunzionali inaugurate dal suo predecessore, con l’indizione del concorso ad 800 posti per il profilo di assistente giudiziario.

Fu lo stesso Orlando che, nel febbraio 2018, sottoscrisse un decreto che provvedeva a una prima revisione delle piante organiche del personale amministrativo.

Funzionari contabili ed informatici ma, soprattutto, assistenti giudiziari, furono i profili interessati dal provvedimento che ha introdotto un concetto di revisione e adeguamento permanente dei contingenti del personale, rendendo più duttile la determinazione degli stessi rispetto ai fabbisogni reali e concreti degli uffici giudiziari.

L’obiettivo prioritario era quello di soddisfare le necessità inderogabili di assunzione dei profili suddetti, ritenuti fondamentali per i processi di innovazione degli uffici.

In particolare, la figura di assistente giudiziario è assolutamente necessaria poiché provvede sia a compiti di assistenza in udienza e di assistenza amministrativa burocratica, sia a mansioni che implicano l’utilizzo delle moderne tecnologie. Per questo, e in considerazione di una graduatoria da esaurire con tempi rapidi e certi, un ulteriore e complessivo adeguamento delle dotazioni organiche sarebbe d’aiuto.

Ecco, se c’è un elemento di discontinuità nel nuovo Esecutivo, esso è dato dalla quella continuità con cui l’attuale Guardasigilli ed il suo predecessore mostrano di voler collaborare per migliorare l’efficienza della giustizia.

Anche la Senatrice del Partito Democratico e Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, ai microfoni di Sky Tg24, ha ammesso l’apertura di un tavolo di confronto sul tema della giustizia tra Pd e M5S.

I nodi da cui partire, che possono essere condivisi, sono l’intervento sulla giustizia civile, che riguarda la stragrande maggioranza dei cittadini, sul diritto fallimentare, sui tempi della giustizia e sulle risorse umane e materiali che devono essere ulteriormente incrementate. Voglio ricordare che molte risorse umane sono state recuperate grazie al lavoro che aveva fatto il Ministro Orlando, capovolgendo una pratica che andava avanti da venti anni, di continua riduzione”.

Punti che uniscono e che sembrerebbero porre un sigillo su una responsabilità condivisa e su un percorso che deve partire proprio dall’incremento di risorse umane e materiali, come opportunamente sottolineato dalla Rossomando e dal momento che il settore della giustizia influenza in maniera decisiva anche altri settori strategici, quale quello sociale ed economico.

Evitare lo spreco della spesa pubblica, oltre a una giustizia civile che funzioni meglio, sono priorità che il nuovo Esecutivo, a mio avviso, dovrebbe prendere in considerazione al più presto”. Parola di Carlo Cottarelli, economista.

Se con il precedente Governo, il Ministro Bonafede amava ripetere spesso che nella giustizia erano state previste assunzioni mai viste prima, continuità vorrebbe che ora si dia attuazione a tutto questo, dando seguito agli impegni presi con l’adozione del Piano assunzionale sottoscritto dallo stesso Guardasigilli tre mesi fa.

Una giustizia equa ed efficiente vuol dire anche questo.

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