IL GOVERNO APPROVA LA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DEF. BONAFEDE: “NESSUNA RIFORMA PUÒ BASTARE SE NON È ACCOMPAGNATA DA UN PIANO DI RAFFORZAMENTO DEL PERSONALE”

Il 30 settembre, il Consiglio dei Ministri ha approvato la nota di aggiornamento al Def, il documento in cui vengono riportate tutte le politiche economiche e finanziarie adottate dal governo, in vista della nuova legge di bilancio.

Per attuare la manovra economica per il 2020, l’Esecutivo ha previsto circa 29 miliardi di euro mentre il deficit sarà aumentato fino al 2,2% del PIL.

Nel NaDef compaiono anche 23 disegni di legge che saranno collegati direttamente alla prossima legge di bilancio. Tra questi, il green new deal, la revisione del superticket, un disegno di legge sull’Autonomia differenziata e la riduzione del cuneo fiscale.

L’adozione della nota di aggiornamento al Def, coincide anche con l’arrivo della nuova Commissione Europea e il documento contiene anche gli impegni assunti dal governo italiano con Bruxelles.

Il Consiglio Ecofin del 9 luglio, ha approvato le Raccomandazioni specifiche rivolte al nostro Paese, nelle quali si chiede di adottare provvedimenti volti a ridurre il rapporto debito/PIL, contrastare il lavoro sommerso, accrescere gli investimenti sulla pubblica amministrazione, ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio e migliorare le politiche anticorruzione, riformando le norme procedurali con l’obiettivo di accorciare la durata dei processi penali.

Il NaDef presenta anche le linee programmatiche che saranno adottate dal governo giallo-rosso per migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione attraverso l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali mentre, dal punto di vista della dotazione di personale, saranno assicurate le necessarie assunzioni in specifici comparti, favorendo l’ingresso di giovani.

Altrettanto importanti, le linee programmatiche adottate per il nostro sistema giudiziario, secondo le quali “occorre rendere più efficiente il sistema della giustizia con una drastica riduzione dei suoi tempi e accompagnare le riforme processuali con modifiche all’ordinamento giudiziario con finalità di razionalizzazione e miglioramento della trasparenza. È necessario potenziare la lotta alla criminalità organizzata e il contrasto all’evasione fiscale. Infine andrà sostenuto l’avanzamento delle politiche di digitalizzazione nonché lo sviluppo infrastrutturale dell’amministrazione giudiziaria”.

A ciò si aggiungono anche la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura attraverso il suo sistema elettorale, le norme che incidono sulla sua costituzione, sul suo funzionamento e l’impegno per migliorare le condizioni del sistema penitenziario, al fine di superare le carenze strutturali delle carceri.

Le misure che riguardano la giustizia sono tante e ambiziose ma, come al solito, ci si dimentica che il miglioramento dell’efficienza del nostro sistema giudiziario è possibile soltanto attraverso il potenziamento di politiche assunzionali mirate, che esistono e sono state messe nero su bianco con l’approvazione del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, sottoscritto dal Ministro Bonafede a giugno.

Oltre che della prossima legge di Bilancio, in questi giorni, la maggioranza sta discutendo anche la riforma della giustizia e, con essa, la necessità di rafforzare gli investimenti sul personale, come riportato dall’atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2020.

Il Ministro Bonafede, intervenuto il 2 ottobre scorso all’Incontro organizzato dal Consiglio Nazionale Forense con gli Ordini degli Avvocati e con le Unioni Regionali Forensi, illustrando i punti essenziali della riforma della giustizia ha definito ineludibile “un serio intervento di riforma delle regole che disciplinano il processo penale e civile. Il governo è impegnato a definire misure per riformare il sistema giudiziario, in particolare, riguardo alla giustizia civile, penale e tributaria nella consapevolezza che un sistema economico solido necessita di un sistema giuridico chiaro e stabile”, evidenziando che la maggiore efficienza della nostra giustizia è fattore centrale per il rilancio della competitività del nostro Paese.

Quindi, ha rivendicato le nuove politiche di investimento sulla giustizia, attraverso l’ampliamento della pianta organica dei magistrati e l’incremento di risorse anche per il personale amministrativo.

Noi abbiamo avviato un ampliamento di pianta organica finanziata della magistratura che non ha precedenti nella storia della Repubblica così come abbiamo avviato un piano assunzionale di circa 9.000 unità di personale amministrativo e il tutto verrà declinato in base alle esigenze dei tribunali”.

Tra le esigenze di tribunali e corti d’appello non c’è solo la necessità di ovviare alle numerose carenze di organico con nuove assunzioni ma anche quella di procedere alla revisione delle piante organiche in larga parte inadeguate.

Un problema, questo, che parte dalla riforma della geografia giudiziaria voluta nel 2012 dal governo Monti con il taglio di 31 tribunali, oltre che di tutte le sezioni distaccate di Tribunale e degli Uffici dei Giudici di Pace, causando ai tribunali rimasti, notevoli disagi organizzativi con l’incremento dei bacini di utenza senza che questi venissero controbilanciati da un ampliamento delle dotazioni organiche del personale.

Di conseguenza, il carico di lavoro e gli arretrati da smaltire sono aumentati mentre le risorse umane sono rimaste quelle e i tempi di definizione dei processi si sono allungati. Non a caso, il nostro Paese, tra quelli dell’Unione Europea, è maglia nera proprio per ciò che riguarda lo smaltimento degli arretrati.

C’è qualcosa che non torna, però.

Da una parte, ci sono tribunali e corti d’appello a corto di personale, che reclamano nuove risorse ma lamentano anche che le piante organiche sono obsolete e superate.

Dall’altra, il Ministero della Giustizia ha fatto capire molto chiaramente che, al momento, proprio l’ampliamento delle piante organiche del personale, non è considerata una priorità, ritenendo che ciò non inciderebbe in maniera significativa sulla situazione attuale.

Eppure, presidenti di tribunali e corti d’appello, parlano sempre più spesso di organici sottodimensionati.

Tra l’altro, se è stato finanziato l’ampliamento di pianta organica dei magistrati, sarebbe logico aspettarsi la stessa cosa per il personale degli uffici giudiziari che, ogni giorno, è chiamato ad assistere il giudice nel suo lavoro.

Del resto, anche i magistrati, senza risorse qualificate, non possono operare così come qualunque riforma della giustizia non può fare a meno di organici validi.

I prossimi mesi saranno, dunque, molto importanti per definire gli impegni annunciati dall’Esecutivo e, in particolare, dal Ministro Bonafede, per proseguire nel percorso di rilancio dell’efficienza della macchina giudiziaria anche grazie a quegli investimenti massicci già stanziati per il personale.

Siamo consapevoli che nessuna legge, nessuna riforma normativa da sola può bastare per superare le attuali inefficienze e carenze del sistema se non accompagnata da un piano organico di rafforzamento delle risorse a disposizione”.

Questa la conclusione del Guardasigilli, al termine del suo intervento dinanzi ai vertici dell’Avvocatura, affermata con la consapevolezza e la convinzione che il nostro sistema giudiziario non può fare a meno di personale competente per andare avanti.

Per avere processi più semplici e lineari e per garantire una giustizia più efficiente, come richiesto da cittadini e imprese, è necessario assumere, ampliare le piante organiche del personale, scorrere le graduatorie e valorizzare le professionalità del comparto.

È indispensabile, però, farlo in tempi rapidi perché la giustizia non può più attendere.

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