BONAFEDE: “CITTADINI E ADDETTI AI LAVORI CHIEDONO UNA GIUSTIZIA EFFICIENTE E CELERE” MA PER GLI ASSISTENTI GIUDIZIARI ASSUNZIONI CON IL CONTAGOCCE

Un giorno di festa. Così il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, intervenuto il 9 ottobre a Marsala ha definito l’inaugurazione del nuovo Tribunale.

Ci sono voluti decenni di progettazione, dodici anni di lavori, un investimento di 14 milioni di euro e quello che era il sogno di Paolo Borsellino che, giunto a Marsala come Procuratore nel 1986, aveva denunciato le gravi carenze in cui i magistrati erano costretti a lavorare, è divenuto realtà.

Anche per questo il 9 ottobre, per la città di Marsala, per tutti i suoi cittadini, per i magistrati, per il personale amministrativo e per gli avvocati, resterà una giornata importante.

Sono convinto che questo è un giorno di festa per i cittadini perché ogni cittadino che entrerà in questo tribunale sentirà lo Stato più vicino, più attento alle sue esigenze attraverso le strutture e le persone che ci lavorano ogni giorno dentro” ha dichiarato Bonafede alla presenza, tra gli altri, del Vicepresidente del Csm, David Ermini e del Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin il quale, prima dell’intervento del Guardasigilli, prendendo la parola, aveva sottolineato l’importanza che il sistema “si doti di strutture, mezzi e organici di magistrati e personale amministrativo”.

Le necessità di continuare a investire per consentire agli operatori del diritto di lavorare in serenità, garantendo alla comunità una giustizia efficiente è sempre lì e lo stesso Bonafede non ha mancato di fare le sue valutazioni.

Da Ministro della Giustizia, per il primo anno, non ho parlato di riforme perché, da avvocato, sapevo quanto fosse sbagliato continuare ad investire in risorse a costo zero che toglievano soltanto diritti ai cittadini per velocizzare i processi”.

Sulla giustizia, dopo anni di tagli indiscriminati, si è tornati ad investire e già nella legge di Bilancio 2019 sono stati stanziati soldi per ampliare la dotazione organica della magistratura e per assumere personale amministrativo.

È un fiume in piena Bonafede e non manca di ribadire di aver “già firmato e avviato un piano assunzionale di circa 9.000 unità del personale amministrativo” ma si affretta anche a precisare che “ci vogliono i tempi necessari perché queste cose si concretizzino negli uffici perché ci sono i concorsi, poi c’è la fase della distribuzione di queste risorse. Sono perfettamente consapevole che i magistrati, gli avvocati, il personale amministrativo, ogni giorno, si trovano a lavorare in mezzo a tantissime difficoltà e stiamo cercando di accelerare il più possibile perché tutti questi stanziamenti possano concretizzarsi nella realtà quotidiana”.

Il Guardasigilli ha annunciato anche la conclusione, proprio in questi giorni, di un tavolo al Ministero sulle spese di giustizia sulle quali si sta avviando un’importante opera di razionalizzazione aggiungendo di essere riusciti “a diminuire di 40 milioni di euro all’anno le spese per il funzionamento della giustizia pur migliorando i servizi”.

Quindi, ha comunicato lo stanziamento di 730 milioni di euro per la creazione di cittadelle giudiziarie a Roma, Milano, Bologna, Perugia, Velletri, Latina, Bari, Lecce, Foggia, Taranto e Santa Maria Capua Vetere e che, supponiamo, avranno bisogno di personale.

In sostanza, cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia.

Si può parlare di giustizia in tutte le sue declinazioni ma non si può non prescindere dalla necessità di assumere nuove risorse.

In attesa che vengano espletati nuovi concorsi, il Ministero della Giustizia, al momento, dispone di un’unica graduatoria che è quella degli idonei assistenti giudiziari e anche qui, finora, nulla di nuovo.

Una graduatoria, questa, programmata, finanziata e interamente autorizzata ma ferma al palo con 1.300 idonei, anche meno, in attesa.

Il fatto che ci siano strumenti normativi e amministrativi che garantiscano il totale esaurimento della suddetta graduatoria è importante ma poi bisognerà che tutto questo, come dice Bonafede, “possa concretizzarsi nella realtà quotidiana”. Si, ma come ?

I pensionamenti che si determineranno nel 2019 per effetto di Quota 100, come rilevato da una relazione a firma del Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi, Dott.ssa Barbara Fabbrini, a margine del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale “appaiono, allo stato, decisamente inferiori rispetto alla platea dei potenziali dipendenti in possesso dei requisiti”.

Inoltre, va sottolineato che per lo scorrimento della graduatoria, dopo l’assunzione dei 400 idonei ancora in attesa, si arriverà alla saturazione del profilo.

Il percorso di riqualificazione interna del personale attraverso l’interpello nazionale straordinario per 198 posti vacanti per il profilo di assistente giudiziario, avviato a luglio e rivolto al personale dell’organizzazione giudiziaria, ovviamente, non sarà sufficiente mentre la pianificazione dello scorrimento della graduatoria del personale con qualifica di cancelliere esperto per la progressione verso il profilo di funzionario giudiziario, ai sensi dell’articolo 21 quater, D.L. 83/2015, annunciato ad agosto dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi della Direzione Generale del Personale e della Formazione, non libererà ulteriori posti per gli assistenti giudiziari.

Servirebbe, come denunciato da presidenti di tribunali e corti d’appello, un ampliamento della pianta organica del personale amministrativo, tenendo conto anche del fabbisogno delle risorse che possono variare da territorio a territorio ma il Ministero della Giustizia non ritiene ciò una priorità poiché non inciderebbe in maniera significativa sulla situazione attuale.

La conferma è stata data proprio dal Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, alla delegazione napoletana del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari a margine della Festa Nazionale dei 5 Stelle per il decennale del Movimento.

L’ultimo decreto che prevedeva una revisione delle piante organiche del personale amministrativo era stato firmato nel febbraio 2018 dall’ex Guardasigilli, Andrea Orlando

Eppure, chi opera in tribunali e corti d’appello è di ben altro avviso.

L’unico dato oggettivo è che ci sono ancora 400 persone in attesa di entrare in servizio entro dicembre mentre gli scorrimenti successivi sanno effettuati in base ai vuoti di organico che verranno a determinarsi con i prossimi pensionamenti.

Davvero molto poco per chi continua a vantare a suon di grancassa assunzioni mai viste nella storia di questo Paese.

ll rischio è che quella frase, pronunciata da Bonafede il giorno della firma dei 503 idonei, circa l’impegno profuso dal Ministero per lo scorrimento della graduatoria nel più breve tempo possibile e che si concludeva con un continueremo alla prima occasione utile…”, diventi realtà.

Non solo il Comitato Idonei assistenti Giudiziari non può permettersi una prima occasione utile ma tutta la giustizia perché, poi, diventa inaccettabile leggere frasi come quelle del Presidente del Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta che accusa lo Stato di essersi dimenticato del tribunale nisseno.

È rimasta solo lei, Laura Vaccaro, su cinque magistrati in organico ma mancano anche i dipendenti che istituiscono le pratiche e che sono di supporto ai magistrati. Anche per questo, per tutto il nostro sistema giudiziario, servono tempi più ragionevoli.

I cittadini e gli addetti ai lavori, chiedono che la giustizia sia efficiente, celere e capace di rispondere alle esigenze di tutela dei cittadini”.

Così, Bonafede ha concluso il suo intervento all’inaugurazione del nuovo tribunale di Marsala, iniziato con parole alle quali, il Guardasigilli, sarà chiamato a dare concretezza al più presto.

È molto piacevole per me poter mantenere una promessa perché questa è la parte più bella dell’essere Ministro e cioè quando si può dire: ho mantenuto la promessa…”

Promesse che nel caso di un Ministro diventano veri e propri impegni, finora, però, onorati con il contagocce.

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