IL MINISTRO BONAFEDE : “NECESSARIO PROSEGUIRE NELLE POLITICHE DI RAFFORZAMENTO DEGLI UFFICI GIUDIZIARI” MA NEI TRIBUNALI È SEMPRE PIÙ EMERGENZA ORGANICI

Il 16 ottobre, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, è intervenuto dinanzi alla Commissione Giustizia della Camera per illustrare le linee programmatiche del suo dicastero.

Nel suo discorso ai deputati, il Guardasigilli si è soffermato su misure attualmente allo studio come quelle che riguardano l’equo compenso, gli inasprimenti alla lotta a corruzione ed evasione fiscale e il sovraffollamento nelle carceri.

Al centro del suo intervento soprattutto la revisione dei processi civili e penali, considerata il nucleo fondamentale della riforma della giustizia definita da Bonafede una vera e propria rivoluzione che si pone l’obiettivo di restituire ai cittadini la fiducia nel sistema giudiziario.

Il Ministro ha confermato le politiche di rafforzamento per magistrati e personale amministrativo attraverso importanti investimenti sulla giustizia che, per il prossimo triennio, prevedono un imponente piano di reclutamento pari a circa 8.135 unità, ripartite fra seconda e terza area.

Per tamponare le vacanze esistenti e far fronte ai prossimi pensionamenti verrà portato a compimento il vasto piano assunzionale attualmente in corso mediante il definitivo scorrimento delle graduatorie.

Saranno implementate le procedure concorsuali ma la necessità è anche quella di reperire ulteriori qualifiche di personale tecnico-contabile a supporto delle attività di gestione degli uffici giudiziari e di profili specialistici quali ingegneri, architetti e geometri per far fronte alla gestione del patrimonio edilizio e nelle spese di funzionamento degli uffici giudiziari.

L’obiettivo di migliorare la funzionalità degli uffici giudiziari sarà perseguita anche con l’utilizzo di tutte le ulteriori soluzioni disponibili per sopperire alle carenze di personale mediante la mobilità volontaria e obbligatoria, lo scorrimento di graduatorie di altre amministrazioni e assunzioni tramite concorso ma, allo stesso tempo, l’attenzione sarà rivolta anche alla riqualificazione del personale in servizio, alla sua formazione e alle progressioni economiche.

Provvedimenti importanti, praticamente gli stessi che Bonafede aveva annunciato più di un anno fa dinanzi alle Commissioni di Senato e Camera all’indomani del suo insediamento a Via Arenula ma da ministro di una maggioranza diversa.

Anche allora, gli impegni assunti dall’Esecutivo giallo-verde e certificati da un contratto di governo, erano quelli della lotta alla corruzione, della riforma del processo civile, penale e fallimentare e del miglioramento dell’efficienza del servizio giustizia attraverso la necessità di investimenti strutturali, indispensabili per ovviare alle carenze di organico di magistrati e personale amministrativo.

È trascorso poco più di un anno e il governo giallo-verde non c’è più ma prima di lasciare il posto ad un Esecutivo giallo-rosso ha fatto in tempo a licenziare un imponente piano assunzionale che sarà portato a compimento nell’arco di un triennio ma la cui attuazione, al momento, procede a rilento.

La differenza fra le parole e i fatti è data dalla situazione di grave emergenza in cui versano gli uffici giudiziari.

Le dichiarazioni della politica sono le stesse da più di un anno e suonano come un vecchio disco rotto.

La risposta, invece, è quella dei presidenti e del personale di tribunali, procure e corti d’appello che chiedono con forza che le intenzioni del governo e del Ministero della Giustizia, possano concretizzarsi nella realtà quotidiana attraverso nuove assunzioni e la revisione delle piante organiche del personale.

Se lungo lo stivale, da nord a sud, ci si mobilita per chiedere una giustizia più efficiente vuol dire che qualcosa non va per il verso giusto.

A Bergamo, il Tribunale è al collasso. I numeri parlano di una scopertura pari al 42% per il personale amministrativo mentre per i funzionari giudiziari le carenze arrivano fino al 66%, le udienze sono aumentate così come i carichi di lavoro e le cancellerie non riescono a garantire gli adempimenti necessari.

La richiesta del personale giudiziario e amministrativo è quella di ampliare la pianta organica in maniera proporzionale rispetto ai carichi di lavoro ma i dipendenti del tribunale orobico non sono gli unici a protestare.

A Cremona, le udienze dell’ufficio Gip sono state ridotte e, dal gennaio del prossimo anno, stessa sorte anche per quelle del dibattimento penale. La Presidente del Tribunale, Anna di Martino, non ha potuto fare diversamente di fronte alla drammatica carenza di personale.

A Sulmona, a causa dei vuoti di organico, c’è aria di mobilitazione e la situazione è quella di una lenta e costante emorragia di personale che, finora, non è stato sostituito, tanto da provocare gravi disagi per il funzionamento degli uffici.

Il nuovo Presidente del Tribunale di Nocera Inferiore, Antonio Sergio Robustella, ha preso direttamente carta e penna e ha inviato, tra gli altri, una lettera al Ministero della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura, denunciando le pessime condizioni logistiche ed operative del tribunale che non consentono di poter soddisfare le esigenze richieste e non mettono in condizione i magistrati di avere carichi di lavoro sostenibili.

Diventa indispensabile procedere ad un incremento di organico attraverso la modificazione della pianta organica del personale.

Ecco quattro situazioni emblematiche che raccontano meglio di qualunque audizione al Senato o alla Camera le condizioni del nostro sistema giudiziario e nelle quali si chiede la revisione delle piante organiche del personale amministrativo, appelli destinati a cadere regolarmente nel vuoto.

Lo stato in cui versa la giustizia italiana è drammatico e questa è l’unica risposta che si può contrapporre alle dichiarazioni della nostra politica.

La prima cosa che ho fatto, da Ministro, è stata quella di dare inizio ad un piano di assunzioni di magistrati e di personale amministrativo che non conosce precedenti nella storia della nostra Repubblica. Avremo 600 magistrati in più e io ho avviato un piano assunzionale di quasi 9.000 persone che adesso in tre anni assumeremo. So che tante procure, tanti tribunali ancora soffrono ma finalmente c’è uno Stato che guarda alla giustizia come un settore importante su cui investire”.

Queste le dichiarazioni di Bonafede, intervistato il 12 ottobre, a Napoli, in occasione della Festa Nazionale dei 5 Stelle per il decennale del Movimento. Parole stereotipate che tutti abbiamo ascoltato e letto più volte, sempre le stesse ma, forse, è arrivato il momento di aggiornare il repertorio.

Tanto per cominciare, si potrebbero dare delle risposte certe e chiare a tutti quei presidenti di tribunali, corti d’appello, procure, al personale giudiziario e amministrativo e a tutti coloro che operano nella giustizia e che continuano a chiedere, concretamente, un sistema giudiziario efficiente ma anche a tutti coloro che hanno sostenuto un concorso, come gli idonei della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario, in attesa di una convocazione che dovrebbe essere imminente ma tarda ad arrivare, le stesse persone che sono parte di quella giustizia efficiente perché rappresentano una parte importante della soluzione.

Ancora prima di qualunque riforma, è indispensabile che si discuta di assunzioni di risorse qualificate attraverso interventi che siano risolutivi mentre, fino ad oggi, il nostro sistema giudiziario si è accontentato di tirare avanti con soluzioni tampone che non hanno portato alcun beneficio, anzi, hanno peggiorato il funzionamento degli uffici giudiziari, generando ulteriori lungaggini.

Così, come sospesa in un limbo, la giustizia italiana attende di ripartire in bilico tra le sue criticità e gli impegni di chi vorrebbe renderla più efficiente attraverso un piano assunzionale che non ha ancora trovato attuazione nella quotidianità dei tribunali di questo Paese che, diversamente, sarebbe in grado di assicurare e garantire la certezza del diritto ai propri cittadini.

È tempo, ormai, che i fatti seguano la stessa direzione delle parole.

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