I DEPUTATI FERRI, VARCHI E CONTE CHIEDONO LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DEGLI ASSISTENTI GIUDIZIARI MA DA BONAFEDE RISPOSTE VAGHE

Il 23 ottobre, il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, è tornato dinanzi alla Commissione Giustizia della Camera per il seguito dell’audizione sulle linee programmatiche del Ministero.

Molti i temi affrontati tra i quali, la lotta all’evasione fiscale, la riforma della prescrizione e del processo civile e penale, il sovraffollamento nelle carceri, la revisione della geografia giudiziaria e le carenze di personale negli uffici giudiziari.

Proprio sui vuoti di organico si è concentrata la maggior parte degli interventi dei deputati della Commissione che hanno chiesto lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari, l’unica di cui, ad oggi, dispone il Ministero.

L’ On. Lucia Annibali (Italia Viva), dopo aver sottolineato che il Codice Rosso pone un problema di carattere organizzativo, legato alla necessità di una formazione specializzata ma anche all’implementazione del personale negli uffici, ha passato la parola all’ On. Cosimo Maria Ferri (PD) che, pur riconoscendo l’impegno assunto da Via Arenula sulle politiche assunzionali, ha voluto precisare che c’è ancora molto da fare.

C’è il tema degli assistenti giudiziari, certamente, sono stati fatti dei passi ma chiediamo uno sforzo in più perché mancano ancora 830 idonei e mi auguro che presto questa graduatoria possa terminare perché gli uffici giudiziari ne hanno bisogno”.

Ferri, già Sottosegretario alla Giustizia quando fu indetto il concorso per il profilo di assistente giudiziario, ha concluso il suo intervento evidenziando la necessità di una rimodulazione delle piante organiche soprattutto in funzione degli insediamenti produttivi e dei carichi di lavoro.

Stesso tema affrontato anche dall’ On. Maria Carolina Varchi (Fratelli d’Italia) che ha posto l’accento anche sul tema della geografia giudiziaria la cui revisione del 2012 ha penalizzato molte regioni poiché non si è tenuto conto delle caratteristiche orografiche dei territori.

Dalla revisione della geografia giudiziaria alle carenze di personale negli uffici giudiziari, il passo è breve e senza troppi giri di parole la Varchi ha ricordato che “c’è la questione degli assistenti giudiziari che attendono lo scorrimento della graduatoria e che, certamente, darebbero sollievo agli uffici”.

Intervento dello stesso tenore, quello dell’ On. Ciro Maschio (Fratelli d’Italia) che, dopo aver parlato di riforma del processo civile e penale, prescrizione, riforma del Csm e separazione delle carriere, ha concluso sottolineando la cronica carenza di personale nei tribunali, considerata il vero dramma del nostro sistema giudiziario.

Il problema della giustizia, oggi, non è tanto quello dell’ennesimo tentativo di riforma dei riti ma è quello delle risorse umane, sia magistrati che personale amministrativo che consentano ai tribunali di funzionare più velocemente. Io concentrerei questa rivoluzione in modo più incisivo sull’assunzione di magistrati e personale su cui è stato fatto qualche passo avanti ma ancora insufficiente”.

È stata, poi, la volta dell’ On. Federico Conte (LeU) che rivolgendosi a Bonafede, ha chiesto specifiche indicazioni sullo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari, non solo perché “veniamo sollecitati dagli interessati in maniera sistematica” ma anche perché i numeri sono impietosi e parlano di 9.265 posti vacanti su 43.658 unità. Non solo.

Conte ha riferito che, secondo i sindacati, si prevede che nel prossimo triennio ci sarà una pesante riduzione del personale che si aggira tra le 7.000 e 9.000 unità.

La risposta di Bonafede alle istanze dei deputati della Commissione Giustizia è arrivata, vaga e generica ma non prima di aver ricordato la maestosità di quanto fatto in questi mesi.

Lo scorrimento lo faccio, mi sono impegnato a farlo il più possibile, però, nei limiti di quella funzione perché poi si arriva alla saturazione di quei posti, quindi, devo attendere per poter scorrere. Mi sono impegnato pubblicamente, lo faccio anche ora, di approfittare di qualsiasi momento per scorrere ulteriormente la graduatoria”.

Più di un’ora e mezza di argomentazioni sulla necessità di implementare le politiche assunzionali, sepolta dallo stesso, scarno repertorio che, peraltro, si trascina in maniera piuttosto stucchevole da oltre un anno.

Più loquace, il Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, Dott.ssa Barbara Fabbrini, che a margine di un convegno a Firenze, il 25 ottobre, ha incontrato una delegazione di idonei assistenti giudiziari.

La Fabbrini ha confermato la convocazione delle 400 unità entro la fine del 2019 e riguardo alla scorrimento della graduatoria, ha precisato che in previsione di numerosi pensionamenti, l’intenzione è quella di esaurirla nel 2020, forse, entro il primo semestre.

Ora, considerando che non ci sarà alcun ampliamento della pianta organica del personale amministrativo e che la riqualificazione interna del personale non riguarda la graduatoria suddetta, l’unico canale attraverso cui procedere al suo scorrimento non può essere che quello dei futuri pensionamenti.

Ma quante saranno le cessazioni dal lavoro previste per il prossimo anno ? E come si concilia la previsione dell’esaurimento definitivo della graduatoria entro la prima parte del prossimo anno, quando da cinque mesi ci sono 400 idonei ancora in attesa ?

Il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, sottoscritto nel giugno di quest’anno dal Guardasigilli, prevede che, per il 2020, i pensionamenti nel comparto giustizia saranno 1.788, 399 dei quali per il profilo di assistente giudiziario che, a fronte di circa 900 unità ancora da assumere, sono pochi.

Certamente, i dati forniti dal Ministero e riportati nel piano assunzionale, sono delle stime effettuate rispetto alla platea dei dipendenti del comparto giustizia che, potenzialmente, sono in possesso dei requisiti per la pensione e acquisite nella prima parte del 2019.

Vero è che le cessazioni dal lavoro determinatesi quest’anno per effetto di Quota 100, risultano inferiori rispetto alle aspettative e che, come sottolineato più volte dallo stesso Bonafede, con l’assunzione dei 400 idonei, il profilo di assistente giudiziario sarà prossimo alla saturazione.

A questo punto, si potrebbe pensare, il condizionale è d’obbligo più che mai, che quei 399 pensionamenti previsti per il 2020 siano stati riportati per difetto poiché si stima che le cessazioni potrebbero essere molte di più ma, come sempre, siamo nel campo delle ipotesi. Diversamente, sarà molto difficile esaurire la graduatoria entro la prima parte del prossimo anno.

Porsi delle domande è normale soprattutto quando, ci sono dichiarazioni importanti, certamente impegnative che, però, non trovano un pieno riscontro nei fatti che sono l’iter di una graduatoria, il cui scorrimento procede a rilento e gli uffici giudiziari di tribunali, procure e corti d’appello che, ogni giorno, vivono un’emergenza che non conosce fine.

Del resto, anche con tutte le migliori intenzioni, non si può pretendere che una graduatoria venga esaurita entro il 2020, scorrendola “ogni qualvolta sarà possibile”.

Le risposte vaghe fornite dal Guardasigilli in Commissione Giustizia della Camera non aiutano a fare chiarezza sulla situazione anche perché, dopo tante rassicurazioni, servono numeri e tempi certi. E quelli ancora non ci sono, restano solo tante congetture.

Il Ministro Bonafede ha iniziato la nuova esperienza di governo seguendo la stessa impostazione della precedente, con un elenco di buone intenzioni e pochi dettagli su come realizzarle ma, se nella giustizia italiana ci sarà una rivoluzione, bisognerà anche spiegare come si intende farla e, soprattutto, cosa cambierà rispetto agli stessi annunci che sono stati fatti già all’inizio dello scorso governo.

Di certo, con gli annunci e le dichiarazioni spot non si governa e, tanto meno, si riforma la giustizia.

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