LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SENZA PERSONALE. L’ON. CONTE CHIEDE AL MINISTRO BONAFEDE PIÙ RISORSE PER VALLO DELLA LUCANIA E NOCERA INFERIORE

La riforma della giustizia accenna qualche timido passo in avanti ma continua a dividere e, nonostante il via libera alla riforma del processo civile, restano le perplessità su quella del processo penale e sulla prescrizione. Mentre nella maggioranza prosegue il confronto sulla riforma presentata dal Guardasigilli Bonafede, il sistema giustizia è sempre più in affanno, soprattutto a causa della gravi carenze che riguardano il personale giudiziario ed amministrativo, tema non indifferente alla politica.

Il 20 novembre, l’On. Federico Conte (LeU) ha presentato alla Camera un’interrogazione concernente le iniziative per assicurare la funzionalità e l’efficienza del Tribunale di Vallo della Lucania e della Procura di Nocera Inferiore, interessate da gravi carenze di organico.

Dopo la chiusura del Tribunale di Sala Consilina, quello di Vallo della Lucania costituisce l’unico punto di riferimento dell’amministrazione della giustizia su quasi tutto il territorio a sud di Salerno, con 51 comuni di competenza e 125mila abitanti.

Il tribunale ha in organico 12 magistrati ma, attualmente, 4 dei 5 giudici civili non sono in servizio e l’unico giudice, deputato ai fallimenti e alle esecuzioni, non svolge funzioni. Una situazione molto difficile da gestire e che ha costretto il presidente del tribunale a congelare i relativi ruoli e a ridurre a una volta settimana il numero delle udienze penali.

Situazione critica anche per la Procura della Repubblica del Tribunale di Nocera Inferiore che, dopo la revisione della geografia giudiziaria del 2012 e con l’accorpamento delle due sezioni distaccate di Cava de’ Tirreni e Mercato San Severino, ha visto aumentare il suo bacino di utenza da 251.137 a 397.107 abitanti.

Ciò che è più grave è che né le piante organiche del personale amministrativo, né quelle delle sezioni di polizia giudiziaria sono state adeguate al nuovo assetto dell’ufficio, fatta eccezione per l’incremento del numero degli assistenti giudiziari, passati da 5 a 11.

Al termine dell’interrogazione, l’On. Conte ha chiesto al Ministro quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, per consentire al Tribunale di Vallo della Lucania e alla Procura di Nocera Inferiore di svolgere le loro funzioni garantendo almeno livelli minimi di funzionalità ed efficienza, oggi negati a causa delle gravi carenze di organico”.

Il Guardasigilli ha ribadito che “l’efficientamento del sistema giustizia rappresenta un obiettivo a cui stiamo lavorando da tempo puntando, oltre che sul fronte normativo, anche su quello degli organici” e ha rivendicato i risultati, sin qui ottenuti in tema di politiche assunzionali, ampliando di 600 unità il ruolo organico della magistratura.

Quindi, ha sottolineato che è in corso un vasto programma assunzionale mediante il definitivo scorrimento delle graduatorie volte a tamponare le vacanze esistenti per far fronte ai prossimi pensionamenti. Oltre al concorso per il profilo di 2.329 funzionari giudiziari, di cui nei giorni scorsi si è conclusa la preselezione, ci saranno ulteriori procedure concorsuali che, per il prossimo triennio, porteranno più di 8.000 assunzioni.

In particolare, Bonafede si è voluto soffermare sull’istituzione, giudicata innovativa, di una quota di piante organiche flessibili di magistrati da destinare in supporto alle sedi di ogni singolo distretto e interessate da situazioni di arretrato o eccezionali e che dovrebbe consentire di potenziare tutte le piante organiche degli uffici in sofferenza, tra cui quelli di Vallo della Lucania e di Nocera Inferiore.

La norma suddetta è regolata dall’art. 52 della legge di bilancio 2020, in via di definizione e che, di fatto, modifica l’intero Capo II della legge 48/2001 del 13 febbraio.

Già nell’ottobre scorso, nella sua audizione in Commissione Giustizia alla Camera, il Guardasigilli aveva illustrato l’importanza di tale norma, inserita in un contesto di rafforzamento del sistema giustizia attraverso la piena copertura degli organici per il personale della magistratura.

In quell’occasione era stata annunciata l’assunzione di 250 magistrati ordinari vincitori di concorso per 320 posti, bandito con decreto ministeriale del 31 maggio 2017, nuove procedure concorsuali e la richiesta al Csm per l’indizione di un nuovo concorso per 310 posti.

Dunque, una considerevole misura di rafforzamento del personale di magistratura che prevede anche la determinazione delle piante organiche per l’ampliamento di 70 magistrati di legittimità e della magistratura di merito.

Un piano di reclutamento così importante per la magistratura deve essere affiancato da un altrettanto significativo piano assunzionale per il personale amministrativo che, in effetti, già c’è ma procede con lentezza.

In una recente intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, Bonafede ha voluto specificare che il disegno di legge sulla riforma della giustizia è stato preceduto da un massiccio piano di investimenti che ha portato sin qui all’assunzione di 1.125 persone nel settore amministrativo, anche in vista della riforma sulla prescrizione che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020.

Ovviamente, il dato relativo alle oltre mille assunzioni di personale amministrativo, fa riferimento a tutti i profili impiegati nell’amministrazione giudiziaria. Per quello che riguarda, nello specifico, la figura di assistente giudiziario le assunzioni, finora, sono state davvero poche. Tralasciando gli scorrimenti da 420 e da 200, poi divenuti 213, che vanno ascritti all’ex Guardasigilli, Andrea Orlando, c’è poco da andare fieri.

Le uniche assunzioni per il profilo di assistente giudiziario, interamente gestite dall’attuale amministrazione, sono quelle dei 903 idonei, la cui convocazione fu annunciata dal Guardasigilli il 5 aprile scorso. Di questi, un primo blocco, composto da 503 idonei, in realtà 414, ha fatto il suo ingresso negli uffici giudiziari il 25 luglio.

Per il secondo blocco di 400 idonei, invece, a parte le solite dichiarazioni fotocopia che riportano di un loro ingresso entro la fine dell’anno, ancora nulla. Davvero molto poco per chi ha sempre vantato investimenti importanti e assunzioni rapide, per di più con tempistiche altrettanto celeri.

Finora non ci sono state né le prime, né tanto meno le seconde e a farne le spese non è soltanto una graduatoria, di fatto ferma da mesi, ma la giustizia tutta. A questo punto, bisognerà mettersi d’accordo una volta per tutte e trovare una sintesi tra quanto viene costantemente ribadito a favore di stampa e quanto, invece, è stato fatto sinora perché i fatti non stanno seguendo la direzione delle parole.

La grave condizione in cui versa il nostro sistema giudiziario è un dato drammaticamente oggettivo tanto che molti tribunali, procure e corti d’appello rischiano il blocco di ogni attività amministrativa.

Altrettanto oggettivo è il piano assunzionale, sottoscritto da Bonafede a giugno e con il quale le assunzioni previste per il nostro sistema giudiziario, scorrimento integrale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari compreso, sono state programmate, finanziate e autorizzate. Bisognerà trovare il modo di mettere d’accordo questi due aspetti.

Sarà pur vero che, come sostiene Bonafede, la riforma della giustizia non è più rinviabile ma è altrettanto vero che senza personale amministrativo ogni riforma diventa impossibile. Pretendere di riformare il nostro sistema giudiziario senza le opportune risorse umane, sarebbe come pretendere di costruire una casa senza le fondamenta.

Quella di riorganizzare il nostro sistema giudiziario è un’esigenza oggettiva, avvertita non solo dagli addetti ai lavori che, quotidianamente, sono costretti a confrontarsi con gravi carenze di organico, con piante organiche inadeguate e mezzi assolutamente obsoleti ma anche dai cittadini che, alle prese con processi civili e penali, devono confrontarsi con le lungaggini e le inefficienze di un sistema giudiziario sempre più fragile e precario.

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