MILLEPROROGHE, MATTARELLA HA FIRMATO IL DECRETO. ANCORA NESSUNA MODIFICA ALL’EMENDAMENTO CHE RIDUCE LA VIGENZA DELLA GRADUATORIA DEGLI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI

Il 30 dicembre scorso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il Decreto Milleproroghe. Il testo, entrato in vigore il 31 dicembre, contiene disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni e di innovazione tecnologica.

Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, l’art.18 dispone misure urgenti per il ricambio generazionale e la funzionalità nel pubblico impiego e nei piccoli comuni, stabilendo che “al fine di accelerare le procedure assunzionali per il triennio 2020-2022, il Dipartimento della funzione pubblica elabora, entro il 30 marzo 2020, bandi-tipo volti a avviare le procedure concorsuali con tempestivita’ e omogeneita’ di contenuti e gestisce le procedure concorsuali e le prove selettive delle amministrazioni pubbliche che ne facciano richiesta”.

In poche parole, saranno accelerate le procedure dei concorsi, inserite professionalità aggiornate e chiamate a rafforzare gli organici delle amministrazioni che lo richiederanno, con l’obiettivo di attuare un importante ricambio generazionale nel pubblico impiego.

Peccato che con l’approvazione della legge di bilancio, entrata in vigore il 1° gennaio, sia stata disposta anche la riduzione della vigenza di graduatorie a cui si potrebbe, e si dovrebbe, attingere fin da subito.

Le più penalizzate sono le graduatorie approvate nel 2017, utilizzabili fino al 30 settembre di quest’anno e svantaggiate rispetto a quelle più vecchie ma anche rispetto a quelle del 2018 e 2019, utilizzabili per tre anni dalla loro approvazione.

Tra le graduatorie penalizzate c’è anche quella degli idonei assistenti giudiziari, determinatasi a seguito del concorso indetto nel novembre 2016 dal Ministero della Giustizia e approvata il 14 novembre 2017. Dopo un ulteriore scorrimento di 489 unità, restano da assumere ancora 838 persone, a questo punto, entro settembre.

Nel Milleproroghe, appena firmato dal Capo dello Stato, non c’è traccia di alcun provvedimento che ponga rimedio a una misura così palesemente illegittima.

Tutte le forze politiche hanno presentato ordini del giorno, accolti dal Governo e con i quali si impegna alla loro attuazione.

Del resto, c’è già un piano assunzionale, corredato dagli opportuni strumenti normativi ed amministrativi che, oltre a disporre l’assunzione di 8.661 persone, stabilisce l’esaurimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari ma soprattutto in questo caso, è necessario di mantenere alta l’attenzione sugli impegni già assunti dal precedente Esecutivo.

È stato presentato anche un emendamento che vede come primo firmatario l’On. Jacopo Morrone che, nel precedente governo, era Sottosegretario alla Giustizia e lo era anche nel giugno scorso quando Via Arenula approvò il piano assunzionale con cui è stato disposto lo scorrimento totale della graduatoria suddetta.

Nell’emendamento, che ha per oggetto proprio gli interventi inerenti le gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari si chiede che il Ministero della Giustizia per l’anno 2020 provveda “entro e non oltre 60 giorni dall’entrata in vigore della presente norma ad effettuare, anche in soprannumero, le assunzioni ordinarie relative al profilo di assistente giudiziario”.

Tali assunzioni risultano già autorizzate dalla legge 26/2019 del 28 marzo, ex decreto quota 100, con la quale si prevede l’utilizzo anticipato di parte delle capacità assunzionali da turnover, consentendo il reclutamento di 1.300 unità di personale di cui 1.000 per l’Area II e, successivamente, individuate in 600 unità per il profilo di assistente giudiziario dal Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2019/2021. Ci sono, poi, ulteriori 297 unità autorizzate dal DPCM del 20 giugno 2019.

Gli ordini del giorno, che fanno da corollario all’emendamento 1.529, sono stati presentati da tutte le forze politiche e questo la dice lunga sull’urgenza di migliorare l’efficientamento del sistema giustizia con risorse qualificate.

L’ordine del giorno n. 44, presentato da Fratelli d’Italia, chiama direttamente in causa le misure in materia di giustizia e, nello specifico, le disposizioni in materia di personale inserite nella legge di bilancio 2020 e, per questo, viene chiesto che il governo si impegni “a valutare l’opportunità di prevedere interventi volti ad autorizzare lo scorrimento fino all’esaurimento totale della graduatoria ministeriale in corso di validità relativa al profilo di assistente giudiziario…(…)…,al fine di fornire alla giustizia gli strumenti necessari per poter sostenere livelli performativi dignitosi”.

Gli ordini del giorno 129 e 130, in particolare, evidenziano i commi 415/425 dell’art. 1 della legge di bilancio 2020 che prevedono l’autorizzazione per il Ministero della Giustizia, nel triennio 2020/2022, “a derogare ai vigenti vincoli assunzionali e ad assumere a tempo determinato, tramite procedure concorsuali, unità di personale” ma viene richiamato anche il confronto con le istituzioni giudiziarie che lamentano una drammatica carenza di personale amministrativo presso tribunali e corti d’appello, soprattutto, in considerazione dell’età media dei dipendenti del comparto giustizia, molti dei quali prossimi alla pensione, che non hanno familiarità con le procedure telematiche.

Il tema della digitalizzazione, ampiamente affrontato anche nel Decreto Milleproproghe, è presente soprattutto nell’ordine del giorno 133 che pone l’accento sulla necessità, a cinque anni dall’avvio del processo civile telematico e a due anni dalla diffusione delle notifiche penali telematiche, di rafforzare quegli organici impegnati in funzioni di assistenza in udienza e nelle segreterie.

Ciò pone un’ulteriore questione, legata alla revisione degli organici, mediante la rimodulazione delle piante organiche con l’obiettivo di dare una risposta tangibile ai fabbisogni dei territori e dei singoli uffici giudiziari, molti dei quali penalizzati pesantemente dalla revisione della geografia giudiziaria del 2012.

Nell’odg si chiede espressamente che il governo si impegni “ad adottare tutti gli opportuni provvedimenti per verificare le problematiche emerse, al fine di provvedere in sede di rideterminazione delle piante organiche degli uffici giudiziari a seguito delle nuove assunzioni”. Finora, il Ministero non ha ritenuto di dover effettuare la rimodulazione delle piante organiche ma la questione appare non più rinviabile poiché, ogni giorno, lavoratori e lavoratrici del comparto giustizia affrontano le gravi inefficienze del nostro sistema giudiziario anche a causa dell’inadeguatezza delle piante organiche.

Gli ordini del giorno 361 e 400, invece, riguardano proprio la riduzione della vigenza della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari la cui scadenza, con la nuova legge di bilancio, è stata anticipata al 30 settembre di quest’anno. Il primo, porta la firma dell’ex Guardasigilli, Andrea Orlando che, quasi quattro anni fa, decise di bandire il concorso. Nell’ordine del giorno si chiede lo scorrimento totale della graduatoria entro l’anno 2020 e, qualora ciò non fosse possibile, “prorogare la vigenza della graduatoria a tutto il 2021, al fine di poterla impiegare fino all’ultimo degli idonei” .

L’ordine del giorno n. 400 sottolinea, invece, l’illegittimità costituzionale dell’emendamento inserito nella legge di bilancio che riduce la validità delle graduatorie approvate nel 2017. È necessario adottare tutte le misure necessarie ”per tutelare la posizione e il legittimo affidamento dei soggetti iscritti nelle graduatorie già formate, assicurando la pronta immissione in ruolo o l’estensione dell’ambito dell’efficacia temporale delle graduatorie medesime” .

Carenze di personale, digitalizzazione, rimodulazione delle piante organiche e, non ultima, l’urgenza di ripristinare la vigenza della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari. Sono questi i punti salienti degli ordini del giorno accolti dal Governo ma anche gran parte delle inefficienze del sistema giustizia.

Pertanto, “ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza di adottare misure organizzative e finanziarie per garantire l’efficienza e l’efficacia dell’azione di pubbliche amministrazioni e magistrature, nonché’ in materia di innovazione tecnologica”, come da Milleproroghe, diventa indispensabile predisporre tutti gli strumenti e gli atti necessari per velocizzare le tempistiche dello scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari entro i primi mesi di quest’anno.

Forze politiche a parte, a chiederlo sono soprattutto tribunali e corti d’appello, sempre più consapevoli che la vera riforma della giustizia parte dalle risorse umane e dalle loro comprovate professionalità.

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