ASSISTENTI GIUDIZIARI, GLI IDONEI IN AUDIZIONE DINANZI ALLE COMMISSIONI AFFARI COSTITUZIONALI E BILANCIO DELLA CAMERA

Il 16 gennaio scorso gli idonei assistenti giudiziari, rappresentati da Emanuela Coronica e Cinzia Rubino, hanno riferito in audizione, dinanzi alle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, sulla grave situazione in cui versa il nostro sistema giudiziario. Al centro dell’audizione, gli emendamenti presentati da tutte le forze politiche che riguardano l’estensione della vigenza della graduatoria, determinatasi a seguito del concorso ad 800 posti a tempo indeterminato per il profilo di assistente giudiziario e indetto dal Ministero della Giustizia nel novembre 2016.

La suddetta graduatoria, approvata il 14 novembre 2017, come tutte quelle approvate nello stesso anno, con l’entrata in vigore della legge di bilancio per il 2020, si è vista ridurre la sua validità di ben sei mesi. Un provvedimento iniquo e illegittimo che incide retroattivamente sull’efficacia della stessa graduatoria e di tutte quelle del 2017.

Qualora la sua vigenza venga estesa, resta di vitale importanza garantire il suo scorrimento in tempi rapidi. La graduatoria è composta da 4.915 persone, 3.386 delle quali già entrate in servizio tra gennaio 2018 e luglio 2019. Il prossimo 3 febbraio sarà la volta di 489 idonei, il cui scorrimento è stato annunciato l’11 dicembre scorso dal Guardasigilli Bonafede nel corso di un question time alla Camera. Restano 838 persone che, tra rinunce, dimissioni e mancate prese di servizio, saranno anche meno.

A questo proposito le forze politiche hanno presentato un emendamento riguardante gli “interventi inerenti le gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari” econ cui si chiede di effettuare, “anche in soprannumero, le assunzioni ordinarie relative al profilo di assistente giudiziario” ed illustrato in audizione.

Pertanto, il ripristino della vigenza delle graduatorie approvate nel 2017, in particolare di quella degli idonei assistenti giudiziari, è fondamentale per porre rimedio a una misura iniqua, ma lo è ancora di più per garantire quel ricambio generazionale di cui l’intero sistema giustizia e tutta la pubblica amministrazione avvertono sempre più l’urgenza da troppo tempo.

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