BONAFEDE: “GIUSTIZIA, PRIORITÀ DELL’ORDINAMENTO NAZIONALE”. DAL 3 FEBBRAIO AL VOTO GLI EMENDAMENTI AL MILLEPROPROGHE PER LA GRADUATORIA DEGLI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI

Ricostruire il sistema, iniziando dalle fondamenta per garantire quella solidità necessaria per riportare ad una ritrovata fiducia dei cittadini verso le istituzioni e le giustizia. È questo il senso della relazione sull’amministrazione della giustizia resa lo scorso 28 gennaio dal Guardasigilli, Alfonso Bonafede, dinanzi alle Aule di Camera e Senato.

Il Ministro è consapevole che il sistema giudiziario può ritrovare prestigio, rispetto ed autorevolezza soprattutto attraverso gli investimenti perché, senza questi ultimi, qualunque riforma per fare fronte alle difficoltà e alle criticità del comparto è destinata a fallire.

Il sistema giustizia ha bisogno di investimenti, è vero, ma soprattutto di risorse umane qualificate che vadano a supportare quei magistrati, avvocati e personale amministrativo che, da troppi anni, consentono alla macchina della giustizia di andare avanti.

Digitalizzazione, riforma del processo civile e penale, nuovo regime della prescrizione, equo compenso, Codice rosso, edilizia giudiziaria e penitenziaria: questi i temi al centro delle comunicazioni del Guardasigilli dinanzi alle due Camere. Questa è la giustizia che riparte ma servono quelle “fondamenta” destinate a consolidare alla base un sistema di cruciale importanza come quello giudiziario.

Le reazioni alle parole di Bonafede non si sono fatte attendere, sia dalle forze di maggioranza che da quelle di opposizione. Le prime hanno sottolineato la necessità di continuare ad investire, manifestando il loro apprezzamento per quanto fatto finora mentre le seconde hanno definito la relazione del Guardasigilli vaga ed insufficiente. Su un punto, però, sono tutti d’accordo e cioè che servono risorse umane, in grado di attuare quelle riforme normative chiamate a migliorare l’efficienza della giustizia.

In tema di investimenti e politiche assunzionali, tutte le forze politiche hanno fatto riferimento allo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari, l’unica di cui dispone il Ministero, chiedendo, in tempi rapidi, l’assunzione delle 838 unità rimaste, a riprova del fatto che investire sulle assunzioni equivale e valorizzare la qualità della giustizia e che il tema delle risorse non è indifferente a quello della giurisdizione.

Un percorso, già avviato dall’ex Ministro Orlando, e volto soprattutto all’ampliamento e al rafforzamento della pianta organica che, però, negli ultimi tempi, come sottolineato dall’On. Giuseppe Luigi Cucca (Iv), ha subìto un rallentamento nell’assegnazione sia di nuovi magistrati per le sedi vacanti, sia di personale amministrativo.

Il parlamentare di Italia Viva ha chiesto al Ministro maggiore coraggio per migliorare il funzionamento del sistema giustizia, per la riduzione dei tempi del processo e per dare risposte ai piccoli tribunali periferici in grande sofferenza soprattutto per le carenze di personale.

Auspichiamo che si possa scorrere anche la graduatoria degli idonei dei concorsi che sono stati banditi e completati, come la graduatoria del concorso per assistenti giudiziari, che ha portato a un significativo risultato, ma ancora non si è arrivati alla conclusione dello scorrimento”, ha concluso Cucca.

L’impegno assunto dal Ministero sulle politiche assunzionali, ha trovato piena condivisione e apprezzamento anche da parte di LeU che, attraverso l’On. Federico Conte, ha evidenziato, ancora una volta, la necessità di assumere gli 838 idonei assistenti giudiziari entro il 30 settembre, termine fissato dalla legge di bilancio per il 2020 per la scadenza della graduatoria e per tutte quelle approvate nel 2017 poiché, diversamente, “compiremmo un atto di grave ingiustizia per coloro che non sono entrati”.

La riduzione della vigenza delle graduatorie del 2017, ha rappresentato e rappresenta tuttora una grave iniquità alla quale il decreto Milleproroghe, in fase di conversione, dovrebbe porre rimedio.

Tra gli emendamenti giudicati ammissibili e che saranno votati dal prossimo 3 febbraio, ci sono anche quelli, presentati da forze di maggioranza e opposizione, che chiedono il ripristino della vigenza della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari al 31 marzo 2021, come disposto dalla legge di bilancio per 2019, al comma 362 dell’art. 1, ora abrogato dal comma 148, art. 1 dell’attuale manovra. In particolare c’è un emendamento presentato dal M5S che fissa la scadenza della suddetta graduatoria al 30 giugno 2021.

È indispensabile che la validità della suddetta graduatoria venga estesa, allo scopo di consentire il suo definitivo scorrimento anche in considerazione dello sblocco del turnover del 15 novembre scorso, che permetterà alle pubbliche amministrazioni di procedere a nuove assunzioni. Tale scadenza non consentirebbe all’amministrazione di operare il turnover necessario ma, qualora la vigenza della graduatoria venga ripristinata, resta sempre di fondamentale importanza il suo scorrimento in tempi certi e rapidi.

Per questo, per gli 838 idonei restanti, tutte le forze politiche, hanno presentato un emendamento che riguarda gli “interventi inerenti le gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari” econ cui si chiede di effettuare, anche in soprannumero, le assunzioni ordinarie relative al profilo di assistente giudiziario”. L’emendamento è stato presentato anche da LeU in una versione modificata che prevede al 30 novembre il termine per la scadenza della graduatoria, disponendone l’esaurimento entro quella stessa data.

Ora, la palla passa alla politica, a quella stessa politica che il 28 gennaio ha sollecitato a più riprese il Guardasigilli ad essere più coraggioso, ad osare di più perché gli investimenti vanno bene ma sono obbligatorie più assunzioni, più risorse che consentano al nostro sistema giudiziario di migliorare la propria efficienza, evitando che le già pesanti ripercussioni sul lavoro di chi opera negli uffici giudiziari continuino a generare inefficienze di ogni genere, con il rischio di non riuscire più a garantire i livelli essenziali di assistenza e la certezza del diritto.

Per questo, da lunedì, con i voti agli emendamenti al Milleproproghe per la graduatoria degli idonei assistenti giudiziari, le forze di maggioranza e opposizione che chiedono a gran voce un sistema giustizia equo ed efficiente, hanno l’occasione di dare un segnale tangibile della priorità che tale comparto ricopre nel nostro ordinamento nazionale ma anche l’opportunità di dimostrare che sull’amministrazione della giustizia non deve e non può esserci alcun approccio ideologico.

In questi anni, spesso, si è rimproverato alla politica di non aver saputo creare le condizioni per garantire ai giovani un’esistenza dignitosa che consentisse di progettare il loro futuro. Da lunedì, quella stessa politica è chiamata a dare voce alle legittime aspirazioni di 838 idonei e a fare in modo che diventino certezze.

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