GIUSTIZIA IN AFFANNO PER LE CARENZE DI PERSONALE AMMINISTRATIVO E IL TRIBUNALE DI ROMA ANTICIPA L’ ORARIO DI CHIUSURA AL PUBBLICO DEGLI UFFICI

Non si è ancora spenta l’eco delle proteste e degli appelli di presidenti di tribunali e corti d’appello per le carenze di organico negli uffici giudiziari italiani.

Nonostante il dibattito politico sia incentrato sul nodo della prescrizione, di cui si è discusso nel corso della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, la mancanza di personale resta sempre un tema prioritario.

La Presidente della Corte d’Appello di Venezia, Ines Maria Luisa Marini ed il Procuratore Generale, Antonio Mura, hanno denunciato la cronica carenza di personale, lievemente attenuata dalla rideterminazione delle dotazioni organiche.

In Veneto, saranno destinati 23 dei 402 magistrati che, a breve, prenderanno servizio in tutto il Paese. L’emergenza, però, resta soprattutto per quanto concerne il personale amministrativo: mancano 279 cancellieri, circa il 25% dell’organico totale.

A Firenze, la Presidente della Corte d’Appello, Margherita Cassano, ha sottolineato che lo sforzo compiuto dai magistrati del distretto per portare avanti i tanti e rilevanti processi, rischia di essere vanificato dalla drammatica scopertura dei posti del personale amministrativo, di quello stesso personale che deve compiere gli adempimenti di cancelleria di sua competenza dopo la decisione del giudice.

La Cassano ha ricordato che dal 1994 fino a tre anni fa, non è stata finanziata alcuna assunzione e soltanto da allora sono state avviate alcune procedure concorsuali, a cominciare dal concorso per il profilo di assistente giudiziario indetto nel novembre 2016, destinate, però, a bilanciare i vuoti creati dalle recenti disposizioni in materia di pensionamenti.

A Firenze, in rappresentanza del Ministero della Giustizia, era presente, la responsabile del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi del Ministero, Barbara Fabbrini, che ha illustrato l’ambizioso piano assunzionale sottoscritto nel giugno 2019 dal Guardasigilli Bonafede e che consentirà l’assunzione di quasi 9.000 unità ma anche lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari, l’unica di cui dispone finora Via Arenula, opportunamente finanziata e, allo stato attuale, composta da 838 persone ancora in attesa.

Un numero davvero esiguo a fronte delle numerose carenze di personale e, degli ancor più numerosi pensionamenti, circa 20.000, che si determineranno, nel prossimo triennio, soprattutto con “quota 100”. Un piano assunzionale che, in sostanza, è stato ritenuto insufficiente a tamponare i gravi vuoti di organico, soprattutto in vista dei prossimi pensionamenti.

A Perugia, durante il loro intervento nel corso della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, il Presidente della Corte d’Appello, Mario Vincenzo D’Aprile e il Procuratore Generale, Fausto Cardella, senza troppi giri di parole, hanno denunciato le gravi criticità degli uffici giudiziari regionali, risolvibili con l’invio di nuovi magistrati e soprattutto di personale amministrativo le cui carenze sono, rispettivamente, del 7,6% e del 20,2%.

A tali carenze si aggiungono i pensionamenti non adeguatamente rimpiazzati da nuove assunzioni nonostante esista da anni una graduatoria determinatasi a seguito dell’ultimo concorso per il profilo di assistente giudiziario a cui, però, il Ministero non attinge. In particolare, in Procura Generale, su 605 unità in organico, tra dirigenti, funzionari, commessi, ausiliari giudiziari ed autisti, risultano solo 485 effettivi.

Nelle Marche, dopo la manifestazione dei penalisti, che durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario hanno abbandonato l’aula per manifestare contro vuoti di organico e prescrizione, la carenza di personale nei tribunali è diventata oggetto di una missiva inviata dal garante dei diritti, Andrea Nobili, tra gli altri, al Ministro della Giustizia.

Sono situazioni che richiedono interventi immediati. Le carenze nel tribunale dei minorenni e in quello di sorveglianza sono soprattutto relative al personale amministrativo. I magistrati svolgono con impegno il loro lavoro e con spirito di abnegazione, ma si trovano a fronteggiare situazioni complicate” ha spiegato Nobili che aveva già inviato una lettera al Csm per sollecitare la nomina del Presidente del Tribunale di Sorveglianza.

A Campobasso, la Presidente della Corte d’Appello, Rossana Iesulauro, ha evidenziato una consistente carenza di personale negli uffici aggiungendo che la situazione è ben nota anche al Ministero. A Catanzaro è emergenza assoluta, così come in tutta la Sicilia e, in Sardegna, le gravi carenze di personale amministrativo stanno mettendo in crisi tutta la regione.

E, poi, c’è sempre Roma che lotta, ogni giorno, per la sua stessa sopravvivenza con le sue 450 unità di personale amministrativo che mancano.

Per Roma occorrerebbe un piano straordinario di personale. Mi stupisco che la macchina ancora funzioni», ha detto il Presidente del Tribunale, Francesco Monastero. Anche Mario Suriano, consigliere del Csm, ha sottolineato le difficoltà dovute alla mancanza di risorse e alle piante organiche sottodimensionate della giustizia regionale e nazionale.

È di queste ore la notizia che il Presidente, Francesco Monastero, considerata la grave scopertura della dotazione organica del personale amministrativo che, ad oggi, si attesta su un valore di 413 unità, pari a circa il 35% della pianta organica, ha disposto l’adozione di misure organizzative di carattere temporaneo, volte a tamponare le criticità del momento.

Pertanto, dal 17 febbraio al 12 giugno 2020, le cancellerie e gli uffici del Tribunale Ordinario di Roma saranno aperti dalle ore 9 alle ore 12 mentre, per i settori civili e penali, l’apertura sarà fino alle ore 13. Laddove le carenze permangono e, in mancanza di assunzioni, le cancellerie e gli uffici del tribunale della Capitale, saranno costretti ad anticipare l’orario di chiusura.

È evidente che il vero problema della giustizia italiana non è tanto la prescrizione oppure la riforma del processo civile e penale ma, piuttosto, il potenziamento degli organici che, purtroppo, procede molto a rilento, nonostante un piano assunzionale molto ambizioso ma solo sulla carta.

Le procedure concorsuali, attualmente in corso, si concluderanno, alla fine dell’anno oppure, al massimo, all’inizio dell’anno prossimo e, quindi, i vincitori e gli idonei entreranno in servizio al massimo tra un anno: attendere ulteriormente non è più possibile.

L’unica graduatoria a disposizione del Ministero, quella degli idonei assistenti giudiziari, è sempre lì con le su 838 unità ancora da assumere mentre, invece, si continuano a sottoscrivere protocolli d’intesa per ovviare ai vuoti di organico e vengono anticipati gli orari di chiusura degli uffici.

Il Guardasigilli ha più volte parlato di un profilo in saturazione, soprattutto dopo l’entrata in servizio dell’ultimo blocco di 489 unità, lo scorso 3 febbraio ma, in realtà, la situazione è leggermente diversa poiché tra richieste di trasferimenti e di distacco, in alcuni tribunali e corti d’appello gli assistenti giudiziari non sono sufficienti.

A questo, va ad aggiungersi il problema dell’inadeguatezza delle piante organiche del personale amministrativo, anche questo un tema affrontato nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, giudicate superate e inadeguate ma che il Ministero ritiene di non dover rimodulare, convinto che basterà assumere quasi 9.000 persone, nel corso di un triennio, per tamponare le inefficienze del sistema giustizia.

Con una graduatoria già finanziata e a disposizione, invece, si potrebbe assumere fin da subito per migliorare l’efficienza degli uffici giudiziari.

Certamente non sarà un piccolo gruppo di idonei a risolvere le criticità del sistema giudiziario ma assumerli tutti, e con tempistiche rapide, sarebbe già un importante passo verso quella giustizia equa ed efficiente che il Guardasigilli intende attuare ma che, finora, è ferma sulla carta.

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