MILLEPROROGHE, APPROVATO L’ EMENDAMENTO CHE ESTENDE LA VALIDITÀ DELLA GRADUATORIA DEGLI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI AL 30 GIUGNO 2021

La vigenza della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari è stata prorogata al 30 giugno 2021. Nella tarda serata di lunedì 10 febbraio, le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, che hanno esaminato gli emendamenti presentati al decreto Milleproroghe, hanno approvato l’emendamento 1.124, a firma Movimento 5 Stelle che, in deroga a quanto stabilito nella legge di bilancio n.160 del 2019 sulla validità delle graduatorie, prevede che la graduatoria per il profilo di assistente giudiziario possa essere utilizzata fino al 30 giugno del prossimo anno, al fine di completare i piani assunzionali già approvati e finalizzati per il triennio 2019/2021.

Ci sono voluti esattamente due mesi per porre rimedio ad una palese iniquità che penalizzava la suddetta graduatoria, oltre che tutte quelle approvate nel 2017. Tutto è iniziato con un altro emendamento, il 18.2000, approvato ai primi di dicembre del 2019 in Commissione Bilancio del Senato, che modificava l’articolo 18 del testo della manovra, approdato a Palazzo Madama a metà novembre.

L’emendamento in questione disponeva, in particolare, che le graduatorie approvate nel 2017 fossero utilizzabili fino al 30 settembre 2020 cancellando, con un colpo di spugna, le proroghe al 31 marzo 2021, disposte dalla legge di bilancio per il 2019.

Tale misura, confermata, prima, dall’approvazione della legge di bilancio per il 2020 al Senato e, poi, alla Camera, era divenuta definitiva dal 1° gennaio con l’entrata in vigore della legge di stabilità.

La riduzione della vigenza delle graduatorie approvate nel 2017, aveva suscitato fin da subito aspre polemiche poiché creava una disparità di trattamento rispetto alle graduatorie più vecchie equiparandole ad esse ma anche rispetto a quelle più recenti, con vigenza triennale. Un emendamento, insomma, ritenuto illegittimo che sarebbe andato ad incidere retroattivamente su graduatorie già approvate, finanziate ed in attesa di essere interamente esaurite.

Gli idonei assistenti giudiziari hanno fatto sentire la loro voce presso tutte le sedi istituzionali, arrivando anche a presentare le proprie istanze nel corso di un’audizione dinanzi alle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio il 16 gennaio scorso, al fine di ottenere l’estensione della vigenza della graduatoria, approvata il 14 novembre 2017 e già finanziata dagli opportuni strumenti normativi ed amministrativi, ma anche il suo scorrimento definitivo.

Dopo l’entrata in servizio di ulteriori 489 unità, restano ancora 838 idonei da assumere. Per questo, maggioranza e opposizione hanno presentato degli emendamenti in cui veniva chiesta l’estensione della graduatoria a fronte di una giustizia che, ogni giorno, è costretta a fare i conti con inefficienze e ritardi di ogni genere. Più che altro una palese contraddizione alla quale il Governo ha inteso porre rimedio.

Nonostante l’estensione della validità della graduatoria al 30 giugno 2021, resta, però, di fondamentale importanza il suo scorrimento in tempi rapidi.

Per questo, le forze politiche “al fine di fronteggiare la grave carenza di personale amministrativo in cui versano gli uffici giudiziari e la relativa urgenza di immettere tempestivamente personale”, avevano presentato un emendamento che riguardava gli “interventi inerenti le gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari” e con cui si chiedeva di effettuare, anche in soprannumero, le assunzioni ordinarie relative al profilo di assistente giudiziario” . L’emendamento, nonostante la proposta subemendativa di Forza Italia, dopo un acceso dibattito in Commissione, è stato respinto.

In particolare, il Sottosegretario all’Economia, Laura Castelli (M5S), ha evidenziato che la proposta subemendativa presentata dagli azzurri, nello specifico dall’On. Bartolozzi, “modifica il piano proposto dal Ministero della Giustizia” e, inoltre, “fa presente che la Ragioneria Generale dello Stato non è favorevole all’incremento del personale al di sopra della dotazione organica”.

Lo stesso emendamento, presentato anche da LeU in una versione modificata che prevedeva al 30 novembre 2020 il termine per la scadenza della graduatoria, disponendone l’esaurimento entro quella stessa data, è stato ritirato dagli stessi presentatori.

In poche parole, l’emendamento del Governo che estende la validità della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari al 30 giugno 2021, garantirebbe già un ampio numero di assunzioni e risponderebbe in maniera efficace ai problemi di carenza di personale. Sarà pure così, ma il fatto che la vigenza di una graduatoria sia stata prorogata fino alla metà dell’anno prossimo e, in assenza di indicazioni sui tempi per le prossime assunzioni, potrebbe far pensare che i restanti 838 idonei debbano aspettare ancora un anno prima di varcare la soglia di un ufficio giudiziario.

Dunque, si riparte dal piano assunzionale sottoscritto dal Ministro Bonafede, quello delle assunzioni mai viste prima o, per meglio dire, finora viste solo sulla carta. Le 838 unità saranno assunte a seguito dei prossimi pensionamenti che, soprattutto con “quota 100” si annunciano numerosi. Considerando che il sistema giustizia è, ormai, al collasso , con quali tempistiche ?

Le stime riportate dal Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2019/2021, evidenziano che, per il 2020, i pensionamenti per tutto il comparto giustizia saranno 1.788, 399 dei quali per il profilo di assistente giudiziario mentre, per il 2021, le cessazioni saranno 1.572 di cui 401 per assistenti giudiziari. Ovviamente si parla di stime, effettuate tra una platea di dipendenti che, potenzialmente, hanno i requisiti per andare in pensione e, pertanto, potrebbero essere state calcolate per difetto o per eccesso. L’unico dato certo è che, nel prossimo triennio, nel comparto giustizia ci saranno oltre 20mila pensionamenti.

Altro dato certo è che la giustizia è in affanno e mentre gli uffici giudiziari italiani attendono rinforzi, sta facendo sempre più scalpore la condizione emergenziale in cui versa il Tribunale Ordinario di Roma al punto che i suoi vuoti d’organico sono divenuti oggetto di un’interrogazione parlamentare rivolta la Guardasigilli proprio dall’ex Sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone.

Nel testo dell’interrogazione si fa presente che il Presidente del Tribunale, Francesco Monastero, fin dalla scorsa estate, aveva segnalato al Ministero l’insorgere di una situazione che è poco definire disastrosa e della quale tutti i soggetti interessati sono da tempo a conoscenza, stanti le numerose segnalazioni dell’Ordine degli Avvocati di Roma, (l’ultima il 23 gennaio scorso) e le molteplici proteste del residuo personale in servizio”.

Al termine dell’interrogazione, l’ex Sottosegretario alla Giustizia, chiede “di sapere quale sia la ragione dei ritardi nell’assunzione di nuovo personale e a chi ascriverne le responsabilità e quali provvedimenti urgenti e straordinari intenda tempestivamente adottare in merito a quanto esposto in premessa, al fine di risolvere la gravità della situazione in cui versa il Tribunale della Capitale”.

Per dirla con le parole del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Antonino Galletti, “è inutile parlare di prescrizione e velocità del processo, se poi le carenze della macchina giudiziaria svuotano di significato ogni riforma. La Giustizia è al collasso, ciò che serve è assumere magistrati e personale qualificato; con le piante organiche coperte sarebbe inutile la riforma della prescrizione e i processi si farebbero in tempi e brevi ed addirittura più in fretta che in tanti altri Paesi”.

Servono volontà politica, risorse e tempistiche rapide. Le risorse già ci sono.

Ora, ci dica il Ministero cosa intende fare.

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