ASSISTENTI GIUDIZIARI, FERRARESI: “FIGURA ESSENZIALE, LA GRADUATORIA SARÀ COMPLETATA ENTRO IL PROSSIMO AUTUNNO”

Il tema degli idonei assistenti giudiziari è sempre stata una priorità come tutte le altre assunzioni che abbiamo previsto per il Ministero della Giustizia”. Sono le parole del Sottosegretario Vittorio Ferraresi, ospite di Fuori Tg, rubrica del Tg3.

La ripartenza della giustizia passa innanzitutto da qui, dall’assunzione di nuove risorse e, nello specifico, dall’esaurimento integrale dell’unica graduatoria di cui dispone il Ministero.

Abbiamo fatto continui scorrimenti ogni volta che si presentava l’opportunità. Presto ci sarà uno scorrimento entro il mese di luglio ed uno successivo entro l’autunno” ha aggiunto Ferraresi.

Un impegno che il Ministero intende rispettare e che aveva già assunto in Parlamento in occasione dell’approvazione alla Camera del decreto Milleproroghe.

A margine della discussione in Aula, il Governo aveva dichiarato la sua disponibilità a valutare l’assunzione degli 837 idonei della graduatoria entro dicembre 2020.

A comunicarlo era stato il Sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, rispondendo all’intervento dell’On. Bartolozzi (Forza Italia) che aveva sollecitato l’assunzione degli idonei rimasti. Era il 20 febbraio, a ridosso dell’emergenza Coronavirus.

La pandemia ha paralizzato tutte le attività produttive insieme ai servizi essenziali del nostro Paese e la giustizia non ha fatto eccezione.

Con il decreto 11/2020 è stata rimessa a tutti i capi degli uffici giudiziari la scelta, assolutamente discrezionale, dei criteri da adottare riguardo alla sospensione dei processi e alla riorganizzazione delle attività con l’inizio della fase 2.

La conseguenza diretta del provvedimento è stata la registrazione di circa 200 protocolli e di svariate direttive e circolari all’interno dello stesso tribunale.

Un grande caos e l’amara constatazione di aver perso un’opportunità per ridefinire un comparto che patisce notevoli carenze soprattutto per quanto riguarda gli organici.

Le ulteriori criticità determinate dall’emergenza epidemiologica, hanno ulteriormente appesantito il nostro sistema giudiziario mettendolo dinanzi ai suoi limiti e alle sue numerose inefficienze, con la consapevolezza che quelle politiche assunzionali, più volte annunciate, servono soprattutto in questo momento di stallo e non sono più rinviabili.

Senza la ripresa della giustizia non si va da nessuna parte. Il rischio è che non vengano rispettate le regole di democraticità dello Stato, disattese le aspettative economiche di un Paese e che non si possano tutelare i diritti delle persone.

Per ripartire, però, è necessario rafforzare il personale e gli assistenti servono soprattutto ora che, con l’approvazione definitiva del dl Giustizia, la data di conclusione della fase emergenziale negli uffici giudiziari è stata ripristinata al 30 giugno.

Significativa è stata la riunione che si è svolta il 24 giugno sui fabbisogni e sulla parziale revisione delle piante organiche degli assistenti giudiziari.

Alla videoconferenza, hanno partecipato le organizzazioni sindacali e, per la parte pubblica, il Capo Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, Barbara Fabbrini, con il Direttore generale del personale, Alessandro Leopizzi.

Nel corso della riunione, il Capo Dipartimento ha evidenziato che si procederà alla redazione del nuovo piano triennale del fabbisogno del personale nel quale saranno previste nuove assunzioni anche per le figure Unep.

Per la figura di funzionario giudiziario ex art. 21 quater, è ipotizzabile l’esaurimento graduale della graduatoria entro la scadenza naturale prevista per il 2022, con un sostanzioso scorrimento che avverrà entro luglio.

Per quanto riguarda il profilo di assistente giudiziario, è stato annunciato un ampliamento della dotazione organica, con l’obiettivo di consentire l’assunzione degli ultimi 837 idonei rimasti in graduatoria, nonché l’emanazione di un decreto ministeriale che sarà registrato presso la Corte dei Conti.

Le carenze sono ben oltre le 493 dichiarate al 1° maggio di quest’anno, numerosi sono i pensionamenti e altrettanto importanti le dimissioni.

Come dichiarato dal Sottosegretario Ferraresi, il Ministero ha intenzione di completare la graduatoria entro l’autunno attraverso due blocchi.

Considerata la difficile condizione in cui versano gli uffici giudiziari, uno scorrimento unico sarebbe certamente più logico. L’assunzione degli 837 idonei rimasti, infatti, non sarà sufficiente a risolvere i pesanti vuoti di organico e a garantire la ripartenza dell’intero sistema.

La situazione è sempre più preoccupante e la ripresa dell’attività giudiziaria prevista dal prossimo 1° luglio, si annuncia irrealizzabile.

Le udienze sono fissate fino al 15 luglio e i magistrati stanno già procedendo a rinviare d’ufficio molti dei processi direttamente al 2023.

Anche lo smart working, strumento prezioso durante la fase del lockdown, non basterà a consentire la ripartenza dell’attività giurisdizionale e amministrativa se il personale di cancelleria non tornerà a lavoro negli uffici.

È proprio in un contesto così complesso che si inserisce l’esaurimento integrale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari poiché l’immissione di nuove risorse servirà a dare ossigeno ad un settore che, specialmente negli ultimi tempi, arranca sempre più vistosamente.

Il rafforzamento delle politiche assunzionali, pone anche il tema del ricambio generazionale in seno alla pubblica amministrazione e al sistema giudiziario.

Fra tutti gli Stati dell’Unione Europea, l’Italia è quello con il personale amministrativo più anziano, con una media di età che supera i 55 anni. Un problema che si riflette soprattutto sull’efficienza dei servizi.

Investire su nuove assunzioni equivale a valorizzare la qualità della sistema giudiziario di qualunque Paese e il tema delle risorse non è indifferente a quello della giurisdizione.

Se manca il personale amministrativo, magistrati, avvocati nonché gli operatori del diritto non sono in grado di operare.

Una riforma della giustizia può anche essere perfetta ma se mancano uomini, mezzi e strutture, il sistema si ferma ed è impossibile ripartire.

“Gli assistenti servono, sono una figura essenziale” ha dichiarato Ferraresi. La loro assunzione è altrettanto indispensabile così come lo scorrimento totale della graduatoria che si avvicina sempre di più e che fino tre anni sembrava un’ipotesi remota.

Il traguardo, stavolta, è davvero a portata di mano e gli 837 idonei sono pronti a dare il loro contributo.

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