ASSISTENTI GIUDIZIARI, ULTIMO SCORRIMENTO E DEFINITIVO ESAURIMENTO DELLA GRADUATORIA

Quella del 16 luglio 2020 è una data che tutti gli idonei assistenti giudiziari non dimenticheranno.

Con provvedimento del Direttore generale del Personale e della Formazione, infatti, è stata disposta, mediante ultimo scorrimento con definitivo esaurimento della graduatoria, l’assunzione a tempo indeterminato dei residui 837 candidati del concorso ad 800 posti per il profilo di assistente giudiziario, 500 dei quali saranno convocati entro il 7 agosto mentre i restanti idonei saranno chiamati dopo la sospensione feriale.

In considerazione delle norme sanitarie attualmente in vigore a causa dell’emergenza Coronavirus, la scelta della sede sarà effettuata con modalità da remoto, tramite la piattaforma Microsoft Teams, nelle giornate comprese fra il 27 luglio e il 7 agosto.

La sottoscrizione del contratto avverrà direttamente il 28 settembre 2020, data stabilita per la presa di servizio, presso l’ufficio di destinazione scelto dal candidato oppure assegnato d’ufficio.

Le prossime assunzioni degli idonei assistenti giudiziari, rappresentano una vera e propria iniezione di risorse, viste le numerose carenze negli organici con le quali il sistema giustizia è costretto a fare i conti da tempo, senza dimenticare i numerosi pensionamenti previsti per il prossimo triennio.

Numeri impietosi che raccontano di un comparto che ha bisogno di personale e di un ricambio generazionale di cui la suddetta graduatoria è il simbolo.

A tal proposito, il 17 luglio si è svolta una riunione sul fabbisogno e sulla parziale revisione della pianta organica per il profilo di assistente giudiziario.

All’incontro hanno partecipato le organizzazioni sindacali e, per la parte pubblica, il Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, Barbara Fabbrini, con il Direttore Generale del Personale e della Formazione, Alessandro Leopizzi.

Nel corso della riunione sono stati illustrati i dati relativi alle cessazioni, rilevati tra il 2019 e il 9 luglio di quest’anno, quelli riguardanti le scoperture al 1° luglio e la stima delle cessazioni per il triennio 2020/2022.

Per quanto riguarda la figura di assistente giudiziario, le cessazioni per il 2019 sono state 535, 277 delle quali dovute a dimissioni mentre, dal 1° gennaio al 9 luglio 2020, sono state 327, di cui 207 per dimissioni. Un dato importante che supera di gran lunga quello delle cessazioni per limiti di età.

Complessivamente le cessazioni per il 2019 sono state 1.759 mentre, dal 1° gennaio al 9 luglio di quest’anno, 1.150.

Un numero considerevole a cui si aggiungono le stime delle cessazioni previste per il triennio 2020/2022 che si attestano sulle 4.889 unità, pari all’11,38% rispetto alla pianta organica.

Il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, in fase di aggiornamento e con programmazione prolungata al 2022, prevede la copertura complessiva di 9.164 carenze di personale non dirigenziale, di cui 1.000 a tempo determinato.

A queste andranno ad aggiungersi ulteriori 800 unità, sempre a tempo determinato, previste dal decreto Sicurezza Bis, per un totale di 9.964 unità alle quali vanno sommate 1.457 unità derivanti da processi di riqualificazione del personale, nonché 40 unità di dirigenti di II fascia.

Un impegno ingente che andrà a gravare sui fondi straordinari previsti dalle legge di bilancio 145/2018 e sulle capacità assunzionali stimate fino al 2022.

Il piano assunzionale 2019/2021, sottoscritto dal Guardasigilli Bonafede nel giugno 2019, viene così ampliato da 8.135 unità a quasi 10.000.

La maggior parte di queste assunzioni, però, arriverà soltanto tra il 2021 e il 2022 a seguito di concorsi ancora da bandire oppure già in corso ma, allo stato attuale, bloccati a causa dell’emergenza epidemiologica. Bisognerà aspettare, insomma.

Nell’attesa, si riparte dall’unica graduatoria di cui il Ministero dispone da quasi tre anni e che consentirà di dare una risposta alla domanda di giustizia di addetti ai lavori e cittadini.

Sono tanti i tribunali e le corti d’appello del nostro Paese letteralmente piegati dalle carenze di personale, con i processi rinviati, in taluni casi, anche al 2024 e tanti, troppi pensionamenti, tamponati con procedure di mobilità e protocolli sottoscritti con altri enti, spesso utilizzando personale non qualificato.

Da ultimo, il Coronavirus ha aggravato una condizione già preoccupante, restituendo l’immagine di una giustizia in caduta libera dove la ripartenza resta un’utopia.

L’esaurimento integrale della graduatoria, determinatasi a seguito dell’esito del concorso ad 800 posti per il profilo di assistente giudiziario, è la risposta che idonei e operatori della giustizia attendono da tempo ma, purtroppo, non sarà sufficiente.

Infatti, fra gli 837 idonei, quelli che risponderanno all’appello del Ministero saranno decisamente meno. Tante le rinunce perché, in attesa della tanto agognata assunzione, la maggior parte ha sostenuto e superato altri concorsi.

Altrettante le dimissioni, le cessazioni per limiti di età e le vacanze disponibili che, al 1° luglio 2020, sono 619 mentre due mesi fa erano 493.

Con oltre 600 scoperture, viene da chiedersi perché il Ministero abbia atteso la metà di luglio per convocare soltanto 500 unità, quando avrebbe potuto convocarne di più, accelerando lo scorrimento definitivo della graduatoria.

La domanda è lecita soprattutto in considerazione del provvedimento pubblicato il 17 luglio, con il quale la Direzione generale del personale e della formazione del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, a parziale modifica e integrazione del provvedimento del 16 luglio, ha ritenuto opportuno pubblicare l’elenco integrale degli 837 candidati al posto di quello parziale del giorno prima.

L’ipotesi più plausibile potrebbe essere che il Ministero, deciso a coprire tutte le 500 sedi e in previsione di molte rinunce, successivamente, potrebbe decidere di chiamare i candidati del secondo blocco fino alla totale copertura dei posti.

Resta il fatto che l’esaurimento integrale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari arriva in un momento assai caotico per la giustizia, paralizzata da tribunali divenuti inaccessibili ormai da mesi, con la maggior parte dei processi rinviati e linee guida feudali adottate da ogni singolo tribunale.

L’assunzione dei restanti idonei arriva soprattutto in una fase in cui, dopo l’emergenza da Covid-19, i problemi legati alle gravi carenze strutturali e di organico nei palazzi di giustizia italiani, sono tornati prepotentemente di attualità.

Allo stesso tempo, però, proprio il Coronavirus, ha fornito l’opportunità per ripensare una riorganizzazione del sistema giudiziario, nel segno di una maggiore efficienza.

L’unico dato certo è che la giustizia deve ripartire dalle risorse umane, autentiche fondamenta di un pilastro della società civile e patrimonio di tutti.

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