ASSISTENTI GIUDIZIARI, UFFICIALE L’ ESAURIMENTO DELLA GRADUATORIA. BONAFEDE: “DARANNO IL LORO CONTRIBUTO ALLA GIUSTIZIA”

Assunzioni senza precedenti. Sono quelle che il Guardasigilli ha annunciato durante il question time alla Camera.

Un piano assunzionale mai visto prima, nella consapevolezza che investire sul sistema giustizia sia una condizione necessaria per sostenere tutte le riforme alle quali l’Esecutivo sta lavorando.

La settimana scorsa ho disposto l’assunzione, a tempo indeterminato, mediante ultimo scorrimento e con definitivo esaurimento della graduatoria, degli 837 candidati risultati idonei nel concorso ad 800 posti di assistente giudiziario” ha dichiarato con soddisfazione il ministro.

Lo scorrimento è stato articolato in una prima fase che si svolgerà dal 27 luglio al 7 agosto e che avrà ad oggetto 500 idonei, compresi i titolari di preferenza o prescelta ex lege e, in una seconda fase, che riguarderà i restanti 337.

Uno sforzo che è stato reso possibile anche dal decreto ministeriale, che lo stesso Bonafede ha sottoscritto alcuni giorni fa, con il quale l’amministrazione ha incrementato di 194 unità il ruolo di assistente giudiziario, riequilibrando le varie qualifiche professionali rispetto ai flussi di lavoro di molti uffici.

Numeri importanti ma, tuttavia, non sufficienti. Il Guardasigilli, infatti, ha voluto ricordare altre procedure in corso, fra le quali quella per 616 operatori giudiziari le cui prime assunzioni sono già state formalizzate il 20 luglio scorso.

A breve, saranno ricalendarizzate le prove scritte per il concorso che prevede l’assunzione di 2.242 funzionari giudiziari e sono previste selezioni per 109 conducenti di autoveicolo e 97 ausiliari.

Inoltre, le recenti disposizioni del decreto Rilancio, permetteranno l’emanazione di tre bandi con procedure speciali per titoli e prove orali, con l’obiettivo di garantire la celerità del reclutamento e l’accuratezza della selezione per 400 direttori, 2.700 cancellieri, 150 funzionari giudiziari.

Tali disposizioni consentiranno l’assunzione, a tempo determinato, di un contingente di 1.000 unità di operatori giudiziari, anche in sovrannumero, da utilizzare come task force per lo smaltimento dell’arretrato e la digitalizzazione del processo penale.

Il Guardasigilli ha annunciato anche la sottoscrizione, avvenuta il 15 luglio scorso, di un nuovo accordo per la mobilità che servirà a garantire movimenti di personale sul territorio.

Un’iniezione massiccia di risorse che sarà attuata con la convinzione che uno degli aspetti fondamentali, se non il più importante, affinché la giustizia possa finalmente funzionare in maniera equa ed efficiente e con tempi ragionevoli, risiede proprio nel potenziamento degli organici.

Il ministro Bonafede ha terminato il suo intervento annunciando l’intenzione di voler continuare nella direzione già intrapresa in modo che le riforme del processo civile e penale, attualmente all’esame del Parlamento, una volta approvate, possano contare su risorse qualificate in grado di attuarle.

La giustizia prova a ripartire con nuovo personale, soprattutto attraverso l’esaurimento integrale della graduatoria determinatasi a seguito del concorso per il profilo di assistente giudiziario.

A questo punto, però, sono necessari alcuni rilievi sulle modalità di convocazione di questi giorni.

Il 16 luglio, con provvedimento del Direttore Generale del Personale e della Formazione, era stata disposta l’assunzione, a tempo indeterminato, dei residui 837 candidati, con la pubblicazione dei nomi dei primi 500 idonei.

Con provvedimento della Direzione Generale del Personale e della Formazione del 17 luglio, a parziale modifica e integrazione del provvedimento del 16, è stato ritenuto opportuno pubblicare l’elenco integrale degli 837 candidati al posto di quello parziale del giorno prima.

Uno scorrimento unico a tutti gli effetti, articolato in due fasi e che ha dato la precedenza a tutti i titoli di preferenza anche post 500, come previsto dal provvedimento.

Tale modus operandi, però, ha modificato completamente la composizione dell’elenco dei convocati.

In questa maniera, infatti, gli ultimi 24 che figuravano nella prima graduatoria, sono rimasti fuori e dovranno attendere la convocazione dei restanti 337.

Di conseguenza, chi ha sempre occupato una determinata posizione, in virtù di una graduatoria di merito ufficiale approvata al termine del concorso, è sceso di diversi posti.

Inoltre, le rinunce espresse sono state convocate ugualmente, nonostante i candidati abbiano inviato regolare pec al Ministero per comunicare ufficialmente la rinuncia.

A fronte di 619 carenze al 1° luglio e con 27 rinunce espresse, si sarebbe potuto convocare 527 idonei per dare a tutti la possibilità di scelta della sede.

Tale modus operandi, invece, ha precluso la convocazione a 24 persone.

Un boccone amaro da mandare giù per coloro che già figuravano nel primo blocco e che pensavano di varcare la soglia di un ufficio giudiziario il prossimo 28 settembre, ma anche per tutti gli altri idonei che sono scesi di diverse posizioni in graduatoria, alcuni ritrovandosi fra gli ultimi con una scelta che sarà limitata.

Il provvedimento di convocazione è unico, questo è vero, ma sarebbe stato più giusto garantire equità e correttezza alla procedura.

Si tratta di persone, chiamate ad effettuare una scelta destinata a cambiare radicalmente la loro vita. Queste convocazioni potevano essere gestite diversamente e meglio.

Tuttavia, lo scorrimento totale della graduatoria è ormai ufficiale. In questi giorni i 500 convocati stanno effettuando la scelta della sede di destinazione.

Per quanto riguarda gli ultimi 337, l’appuntamento dovrebbe essere rinviato a dopo la sospensione feriale e l’auspicio è che possano fare il loro ingresso in un ufficio giudiziario prima della fine dell’anno.

Solo quando il 4.915esimo idoneo sarà assunto, si potrà finalmente dire che l’obiettivo di tutti sarà stato raggiunto.

Un punto di arrivo da ascrivere soprattutto a tutti gli idonei che hanno sempre creduto in un’impresa che, all’inizio, si annunciava complicata. Nonostante le numerose difficoltà, la perseveranza e la determinazione hanno avuto la meglio, portando a compimento un cammino spesso pieno di insidie.

Il risultato è che questi ragazzi, con le loro competenze e le loro oggettive professionalità, sono pronti a dare un contributo determinante per la ricostruzione del sistema giudiziario italiano.

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