RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO, CASELLATI: “NECESSARIO INVESTIRE NELLA GIUSTIZIA”. ERMINI CHIEDE ASSUNZIONI PER GLI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI. BONGIORNO: “LA VERA SVOLTA NELLA P.A. E’ IL TURNOVER AL 100%”

Con la convocazione dei 213 idonei che, come annunciato dal Ministro della Giustizia, entreranno in servizio il prossimo 4 marzo, le unità assunte dalla graduatoria per il profilo di assistenti giudiziari saranno 3.058.

In attesa di nuove comunicazioni, continuano gli appelli da parte dei vertici delle istituzioni giudiziarie per lo scorrimento della graduatoria.

In occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario dei Penalisti Italiani, che si è svolto a Padova, il 15 ed il 16 febbraio, si è parlato di ragionevole durata del processo.

Nel suo intervento, la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha sottolineato le anomalie a causa delle quali il nostro sistema giudiziario si colloca tra gli ultimi in Europa per efficienza ed efficacia. Un sistema che, in questi anni, ha prodotto, costi enormi a carico dei bilanci dello Stato.

Per contrastare questo ingiustificato dispendio di risorse e ridare credibilità alla giustizia italiana servono interventi normativi volti a soddisfare esigenze di semplificazione e di celerità dei processi ma non solo.

Allo stesso tempo, però, è necessario investire nella giustizia, rafforzare gli organici dei magistrati e del personale amministrativo specie nei territori più sguarniti ed in sofferenza, approntare ed attuare un progetto di potenziamento delle strutture giudiziarie e, più in generale, lavorare sull’efficienza nella gestione dei processi”, ha concluso la Casellati.

Alle parole della Presidente del Senato, hanno fatto seguito quelle del Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, David Ermini, il quale ha ribadito la necessità di nuove assunzioni.

Parlando della riforma organica del processo, tra le soluzioni proposte, ha voluto sottolineare l’importanza di procedere ad una depenalizzazione delle troppe norme penali in modo da decongestionare il processo riportandolo sui binari di una giustizia più celere e giusta. Dunque, una forte depenalizzazione potrebbe davvero sgravare procure e tribunali di un’infinità di microprocessi dando così modo di concentrarsi sui processi che realmente meritano.

Il punto è che qualsiasi riforma del processo si voglia introdurre potrebbe rivelarsi totalmente inefficace se non verrà supportata da assunzioni e da un forte investimento sulla macchina della giustizia. Limitandomi alle risorse umane c’è, in verità, il dato positivo di un aumento dell’organico della magistratura, 600 unità, 520 più 80 per la legittimità previste con la Legge di Bilancio 2019 ma, di pari passo, vi deve essere un incremento proporzionato alla dotazione del personale amministrativo. A riguardo, spero si possa sbloccare a breve lo scorrimento della graduatoria assumendo tutti gli idonei al concorso per assistenti giudiziari… che forse poi, alla fine, non basteranno neanche”.

Certamente, i 1.857 idonei rimasti in graduatoria non saranno sufficienti a colmare i vuoti di organico negli uffici giudiziari italiani ma, proprio per questo, è necessario procedere allo scorrimento della suddetta graduatoria in tempi rapidi.

Riguardo alle carenze della giustizia e, più in generale, della Pubblica Amministrazione, il 13 febbraio, il Ministro Giulia Bongiorno è stata audita dalle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Lavoro di Camera e Senato per portare a compimento l’esposizione delle linee programmatiche del proprio dicastero che erano state delineate, in prima battuta, nel mese di settembre.

Nell’ambito di un intervento molto ampio, si è soffermata sul tema delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione compreso il comparto Giustizia, alla luce della sua ultraventennale esperienza di avvocato penalista che ha potuto constatare “un peggioramento del servizio Giustizia perché, anno dopo anno, la lentezza dei giudizi si è dilatata”. Ciò, ad avviso della Bongiorno, ha avuto un impatto negativo anche sull’economia del Paese ricordando che, in qualità di avvocato ha, spesso, fornito “pareri a delle multinazionali che volevano investire in Italia, in impianti fotovoltaici e altro, ai quali dovere spiegare lo stato della Giustizia italiana e vedere che gli investitori andavano via”.

La Bongiorno ha precisato che “mettere del denaro nella Pubblica Amministrazione per delle assunzioni, non significa mettere risorse per avere delle persone che vadano ad occupare delle scrivanie dentro gli uffici e basta ma significa, se facciamo delle assunzioni mirate ed intelligenti, rimettere in moto la Pubblica Amministrazione, rimettere in moto anche la Giustizia, in particolare quegli uffici che a volte sono sguarniti”.

Quindi, ha ribadito che “per la prima volta, dopo 10 anni, il turn-over si attesta al 100% per tutte le Amministrazioni” chiarendo che il blocco previsto fino al 15 novembre “non incide in nessun modo sui tempi delle assunzioni”, poiché è necessario rispettare un iter complesso dal momento che l’amministrazione che intende assumere deve presentare un piano di fabbisogno del personale alla Funzione Pubblica che, se lo ritiene, dà l’autorizzazione, passando la palla per i pareri, prima, alla Ragioneria Generale dello Stato e, poi, alla Corte dei Conti.

Il Ministro ha, dunque, rimarcato che “c’è stata una vera svolta perché il turn-over al 100% è effettivo e che il rinvio al 15 novembre consente di conteggiare le risorse non utilizzate, in questa data, come risparmi utili per i saldi della finanza pubblica, senza cambiare gli obiettivi reali”.

La grande svolta”, ha concluso la Bongiorno, “è che, mentre nello scorso triennio, se uscivano 100 persone dalla Pubblica Amministrazione ne entravano 25, adesso se ne escono 100, ne devono entrare 100”.

Il tema delle carenze di risorse nella giustizia, con particolare riferimento alla situazione dell’ufficio giudiziario di Biella, sono state al centro di un’interrogazione parlamentare che, l’11 febbraio, i deputati di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro delle Vedove e Ciro Maschio hanno presentato al Ministro della Giustizia.

Nel tribunale del capoluogo piemontese, “si registra una grave carenza di personale che incide negativamente sull’organizzazione del lavoro amministrativo. A fronte di una dotazione prevista di 38 unità, ne risultano effettivamente presenti in servizio solo 25. A queste si devono aggiungere 5 unità applicate o distaccate da altri uffici, la carenza di personale amministrativo interessa anche le figure apicali, dove risultano vacanti 2 posizioni di direttore amministrativo, e l’area del funzionariato, dove sono presenti solo 4 unità a fronte delle 10 previste”, aggiungendo che “di queste, due unità andranno in pensione nel corso del 2019, acuendo la situazione di emergenza e prefigurando anche il rischio di un’eventuale interruzione di pubblico servizio qualora il personale si assentasse per un lungo periodo anche per l’esercizio di un diritto costituzionale come le ferie”.

Secondo Delmastro e Maschio, tutto ciò dimostra che, nonostante l’immissione di nuove unità di vincitori ed idonei del concorso per assistente giudiziario, “restano ancora innumerevoli sacche di carenza nelle molteplici funzioni di numerosi tribunali disseminati sul territorio nazionale. Nel tribunale di Biella, per esempio, i cancellieri presenti sono solamente 3 su 6 previsti” e ciò comporta che “i dipendenti in servizio sono costretti ad affrontare carichi di lavoro superiori rispetto a quelli effettivamente sostenibili e il rallentamento della macchina amministrativa, il che lede gravemente le sacrosante aspettative di giustizia dei cittadini; senza dimenticare che “l’entrata in vigore della cosiddetta Quota 100 porterà ad un vero e proprio esodo di proporzioni «bibliche» dai ranghi del pubblico impiego e senza un immediato ingresso di forze nuove, il sapere e le conoscenze accumulate negli anni dal personale più anziano andranno irrimediabilmente disperse a tutto detrimento del diritto alla giustizia dei cittadini italiani”.

Fatte queste importanti premesse, Delmastro e Maschio hanno concluso chiedendo al Guardasigilli “se intenda o meno destinare nuove unità di personale amministrativo al tribunale di Biella e, in caso di risposta positiva, se intenda quantificarne il contingente”.

A fronte dei numerosi appelli da parte di forze politiche e vertici di istituzioni giudiziarie, l’impegno del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è sempre lo stesso e, soprattutto in questa fase, gli sforzi saranno ulteriormente intensificati.

Del resto, anche il Ministro Bonafede ha manifestato l’intenzione di procedere all’esaurimento integrale della graduatoria aggiungendo di essere consapevole che, in merito, ci sono numerose aspettative.

A questo punto, crediamo. non solo da parte degli idonei.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, C’È LA CONVOCAZIONE DEI 200 E BONAFEDE PARLA AGLI IDONEI CON UN VIDEO SU FACEBOOK

Dopo nove mesi di attesa, per i 200 idonei è arrivato il decreto di convocazione. Ad annunciarlo, con un comunicato del 7 febbraio, il Ministero della Giustizia.

Con provvedimento del Direttore generale e della formazione del 6 febbraio 2019 è stata disposta l’assunzione di ulteriori 213 idonei del concorso ad 800 posti di assistente giudiziario, secondo quanto previsto dal D.P.C.M. 15 novembre 2018 e dal decreto-legge 28.9.2018, n.109, coordinato con le modifiche introdotte dalla legge di conversione del 16.11.2018 n.130. La scelta delle sedi relative ad ulteriori 213 idonei del concorso per titoli ed esami a 800 posti di assistente giudiziario sarà effettuata nei giorni 19, 20 e 21 febbraio 2019 presso il Ministero della Giustizia, Via Arenula 70, secondo il calendario che verrà a breve pubblicato. Le sedi del distretto di Genova saranno offerte con priorità di scelta per tutti gli idonei, chiamati secondo l’ordine di graduatoria”.

L’assunzione dei 200 idonei, già predisposta e finanziata dal precedente Governo, è ora ufficiale e, a questi, si aggiungono 13 unità che, secondo quanto previsto dal Decreto Genova, andranno a rimpinguare l’organico degli uffici del distretto giudiziario del capoluogo ligure. Per tutti, la tanto agognata presa in servizio scatterà il 4 marzo.

Con una scelta che non ha precedenti, il Ministro Alfonso Bonafede, in un video postato sulla sua pagina Facebook, si è voluto rivolgere, senza filtri, alla platea degli idonei assistenti giudiziari che anche attraverso l’instancabile ed indefessa attività del Ciag, sin dal giorno del suo insediamento a via Arenula, hanno sollecitato il Guardasigilli ad operare, per quanto riguarda l’implementazione di politiche assunzionali sul solco già tracciato dal precedente Esecutivo.

Tante volte abbiamo parlato degli idonei assistenti giudiziari, cioè di coloro che hanno sostenuto già un concorso e che si trovano in una graduatoria e sono in attesa dello scorrimento”. Così ha esordito il Ministro, mostrando il peso della responsabilità che grava sulle spalle di chi ha assunto impegni solenni, in merito allo scorrimento totale della graduatoria, già nel 2019.

Bonafede si è, innanzitutto, soffermato su un aspetto dirimente che attiene alla qualità professionale di coloro i quali dovranno innervare gli uffici giudiziari precisando che gli idonei assistenti giudiziari “sono persone che hanno già dimostrato la loro competenza e la loro idoneità per ricoprire ruoli importanti all’interno degli uffici della Giustizia italiana puntualizzando che “fin dall’inizio mi sono impegnato a fare tutto il possibile per ottenere lo scorrimento totale della graduatoria”.

Il Ministro ha, quindi, annunciato la chiamata in servizio di 213 idonei dei quali, è bene precisare, soltanto 13 sono da ascrivere al Governo giallo-verde, e ha ribadito l’impegno che “entro il mese di febbraio, voglio provare a dare tutti i dettagli dello scorrimento successivo in modo tale da tenere aggiornate non solo le persone direttamente interessate per le loro aspirazioni, per la loro vita lavorativa ma anche per tutti gli altri cittadini, perché si sappia che stiamo facendo un investimento importante in termini di risorse umane sulla Giustizia italiana e che si tratta di donne e uomini che hanno le qualità per poter ricoprire quel ruolo all’interno della Giustizia”.

Infine, Bonafede ha ricordato che l’Esecutivo, destinando 13 idonei al distretto di Genova, ha dimostrato la vicinanza delle istituzioni nei confronti di una città che chiede sia fatta piena luce sulle responsabilità del crollo del ponte Morandi.

È necessario poter canalizzare un numero di risorse maggiori proprio nel distretto di Genova dove, chiaramente, a seguito di quella tragedia, hanno bisogno di più persone perché una parte importante della giustizia dovrà concentrarsi sulla indagine e su tutto quello che ne conseguirà” ha concluso, ringraziando tutti coloro che, aderendo all’interpello straordinario, consentiranno di raggiungere questo obiettivo.

Parole di apertura dunque, quelle del Guardasigilli.

Il concetto di miglioramento del sistema giustizia, inteso come servizio al cittadino, è stato ribadito dallo stesso Bonafede anche nel corso dell’intervento tenuto in occasione della due giorni di incontri al centro del convegno dedicato ai 110 anni dell’Associazione Nazionale Magistrati e svoltosi a Roma, l’8 ed il 9 febbraio, alla presenza del Capo dello Stato.

Il Guardasigilli ha citato il rapporto Censis 2018, secondo il quale, gli italiani considerano il nostro sistema giudiziario costoso, lento ed incapace di garantire la tutela dei diritti.

Un terzo della popolazione adulta, il 30,7 per cento, vale a dire 15,6 milioni di persone, negli ultimi due anni ha infatti rinunciato a intraprendere un’azione giudiziaria volta a far valere un proprio diritto: un comportamento diffuso trasversalmente in tutta la popolazione ma più forte al Sud, dove raggiunge il 37,5 per cento.

ll comune denominatore è la costante crescita della sfiducia poiché sette italiani su dieci pensano che il sistema giudiziario non sia idoneo a garantire pienamente la tutela dei diritti fondamentali dell’individuo.

Ciò significa che senza un importante intervento riformatore, la giustizia italiana è destinata inevitabilmente al collasso perché negli uffici giudiziari sono presenti giudici, avvocati e cancellieri con grandissime professionalità ma sono assenti i cittadini perché completamente sfiduciati.

Secondo Bonafede, parte della responsabilità va ascritta allo Stato che, negli ultimi decenni, non ha più investito nella giustizia.

L’eccessiva durata dei processi che ancora oggi rappresenta una delle principali criticità della giustizia è chiaramente imputabile a carenze strutturali che vanno necessariamente colmate ed alle quale non può farsi ragionevolmente fronte senza un consistente incremento di risorse”, ha spiegato Bonafede aggiungendo che per la giustizia sono in arrivo, nuove risorse.

Nella legge di Bilancio è stato predisposto un piano assunzionale straordinario che prevede, dal 2019, il reclutamento di 3.000 unità di personale amministrativo giudiziario, l’assunzione dei 360 magistrati vincitori di concorso, nonché ulteriori 600 nuovi magistrati che per la prima volta, dopo quasi venti anni, andranno ad incrementare nel prossimo triennio con le relative risorse, la pianta organica con una previsione in aumento dei fondi nell’area giustizia di oltre 324 milioni di euro rispetto al 2018”.

Dopo questa iniezione di risorse, sarà necessaria un’articolazione della pianta organica che risponda il più possibile alle esigenze dei singoli uffici territoriali. Concetto ribadito anche dal Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, che nella sua relazione per l’inaugurazione della manifestazione per i 110 anni dell’Anm, ha affrontato diversi temi tra i quali l’efficienza e la qualità della giurisdizione, delle riforme e delle risorse ma ha parlato anche di piante organiche e di personale amministrativo.

Attualmente vi è una carenza di circa 9.000 unità rispetto a quanto previsto in organico, una carenza significativa, tale da incidere negativamente e rallentare il lavoro giudiziario. Anche sotto questo profilo chiediamo al Ministro della Giustizia una pianificazione strutturale dei concorsi per assistenti e cancellieri, tale da colmare i vuoti e fronteggiare le conseguenze dei pensionamenti, ancora più imponenti che vi saranno per effetto della riforma cosiddetta Quota 100. A partire dal reclutamento dei 1.860 giovani idonei all’ultimo concorso ed in attesa dello scorrimento della graduatoria, prima che la stessa scada rendendo vano il lavoro già fatto dal Ministero e da questi ragazzi meritevoli” ha concluso Minisci.

Dichiarazioni, quelle del Ministro Bonafede e del Presidente dell’Anm certamente condivise anche dal Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, David Ermini, il quale, in più occasioni, ha ribadito la necessità di procedere a nuove assunzioni per il comparto giustizia a partire proprio dallo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario che, allo stato attuale, è l’unica di cui dispone il Ministero.

Parole che corrispondono perfettamente al lavoro che il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sta portando avanti dall’ottobre 2017 e che si basa sulla perfetta identità tra le istanze degli idonei ancora in attesa ed una giustizia efficiente, realmente al servizio dell’intera cittadinanza.

IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, AUMENTANO GLI APPELLI PER LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA MA DAL MINISTERO NESSUNA NOTIZIA

È passata poco più di una settimana dall’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario ma ancora non si è spenta l’eco degli interventi da parte di vertici delle istituzioni giudiziarie e forze sindacali sulla difficile condizione in cui versa la giustizia italiana.

Le dichiarazioni sulla scarsa efficienza del nostro sistema giudiziario si moltiplicano giorno dopo giorno e la sensazione è che l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario abbia contribuito ad evidenziare ulteriormente, qualora ve ne fosse stato bisogno, le numerose carenze della giustizia.

In tutte le Corti di Appello, da nord a sud, è stata ribadita la necessità di procedere con un consistente piano di investimenti e, dunque, di assunzioni sia per i magistrati che per il personale amministrativo.

Il Presidente della Corte di Appello di Firenze, Margherita Cassano, a tal proposito, è molto chiara.

Le gravissime scoperture dell’organico incidono in maniera determinante sulla durata dei processi. In particolar modo sui tempi successivi alla pronuncia della sentenza di primo e di secondo grado da parte del giudice, perché gli adempimenti sono tanti, lunghi e complessi ed il personale è sempre di meno.

A preoccupare è anche la recente entrata in vigore della Quota 100.

Siamo molto preoccupati che le nuove regole del pensionamento, la cosiddetta Quota 100, porteranno un’ulteriore emorragia nell’organico del personale amministrativo e rallenterà obiettivamente i tempi anche perché, prevedibilmente, i tempi di immissione delle nuove energie non potranno avvenire prima di due anni visti i tempi tecnici necessari per l’espletamento di una procedura concorsuale”, conclude la Cassano.

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni del Dirigente Amministrativo presso la Procura della Repubblica di Ancona, Dott. Luigi Pisello, che proprio in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario ha evidenziato che il 2018 sarà ricordato come l’anno delle assunzioni e del ricambio generazionale della giustizia.

L’ingresso di migliaia di giovani assistenti giudiziari con il loro bagaglio di competenze e di freschezza, è stato il vero cambio di passo nell’organizzazione giudiziaria ma non dimentichiamo che il nuovo sistema pensionistico, la cosiddetta Quota 100, potrebbe comportare un esodo dal pubblico impiego, stimato in circa 130mila uscite. Un esodo che si estenderà anche alla giustizia e che si aggiungerà a quello già programmato di migliaia di funzionari, assistenti, operatori ed ausiliari entrati nei primi anni ’80.

Abbiamo apprezzato la scelta del Ministro di reclutare altri 200 assistenti giudiziari attraverso lo scorrimento della graduatoria in corso ed ulteriori 300 operatori mediante ricorso alle liste di collocamento ma se presto non saranno assunti tutti gli idonei e non saranno banditi nuovi concorsi, il personale in entrata non riuscirà a coprire neanche la metà del personale in uscita. A questo punto viene naturale chiedersi come potrà migliorare l’efficienza della giustizia se all’aumento della pianta organica dei magistrati previsto nella recente finanziaria, di 600 unità, seguirà la diminuzione del personale di supporto”.

Intanto, sul fronte politico, continuano le interrogazioni a favore dello scorrimento della suddetta graduatoria .

Il 23 gennaio scorso, i deputati del Pd, Carmelo Miceli e Cosimo Maria Ferri, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. In questo atto di sindacato ispettivo, i due parlamentari hanno rimarcato che, a seguito dell’espletamento del concorso per il profilo professionale di assistente giudiziario, si è costituito il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari il quale, da più di anno, si sta battendo per lo scorrimento integrale della graduatoria.

Miceli e Ferri hanno ricordato che, grazie ai provvedimenti del precedente Governo, circa 2800 idonei hanno già preso servizio e che “ad oggi, si trovano ancora in attesa di autorizzazione circa 200 giovani, qualificate risorse da porre a servizio di un comparto strategico come quello della giustizia”.

Quindi, hanno annunciato che “altre amministrazioni, tra le quali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Agenzia delle Dogane ed il Ministero dell’Interno, hanno richiesto di poter attingere personale da tale graduatoria, anche alla luce dei piani di ricognizione per il fabbisogno del personale dei singoli Ministeri”.

Entrambi hanno sottolineato che il Comitato ha ricevuto l’appoggio dei vertici dell’Anm, del Consiglio Nazionale Forense e del Csm, invitado “il Governo a procedere allo scorrimento integrale della graduatoria al fine di un migliore funzionamento della macchina amministrativa della giustizia”.

Nonostante ciò, il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno ed il Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, hanno rilasciato quelle che gli interroganti hanno definito dichiarazioni-spot “esprimendo la volontà di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione allo scopo di risolvere il problema della carenza di personale nel comparto della giustizia, senza, però, passare (…) dai pubblici proclami ai fatti”.

Queste le conclusioni di Miceli e Ferri secondo i quali, nella Legge di Bilancio 2019 “nonostante siano state previste nuove assunzioni nel comparto giustizia, non c’è mai stata traccia dello scorrimento della graduatoria”. Inoltre, “sono stati sistematicamente respinti gli emendamenti che prevedevano proprio lo scorrimento della graduatoria, che, tra l’altro, a pari di altre graduatorie ministeriali, ha una validità triennale a partire dalla data di pubblicazione della stessa”.

In conclusione, i due parlamentari hanno posto al Ministro della Giustizia quattro quesiti dirimenti, chiedendo “se il Governo intenda effettivamente procedere, e in che tempi, alla copertura di tutti i profili professionali dell’area funzionale II, F2, mediante lo scorrimento della graduatoria del concorso indetto con decreto 18 novembre 2016 – concorso pubblico a n. 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di assistente giudiziario, area funzionale II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia, se le assunzioni delle 903 unità di area II menzionate nell’articolo 1, comma 307, della Legge di Bilancio 2019, verranno poste in essere tutte per il profilo di assistente giudiziario attingendo alla relativa graduatoria. In caso contrario, se intenda specificare quante di queste unità saranno attinte dalla citata graduatoria. Infine, se, in quale misura e in quali tempi, parte di tale graduatoria verrà ceduta alle amministrazioni che hanno richiesto di potervi accedere”.

Dunque, a chiedere una politica più attenta e meno approssimativa sono in tanti, vertici delle istituzioni giudiziarie e forze politiche ma soprattutto chi, un giorno, da semplice idoneo, diventerà parte integrante del comparto giustizia.

Nel frattempo, è giunto il mese di febbraio e da via Arenula ancora nessuna notizia.

Entro febbraio loro sapranno esattamente tutti i tempi ma forse anche prima”.

Queste le parole con le quali Alfonso Bonafede aveva risposto a Luca Sommi, conduttore di Accordi e Disaccordi che, nella puntata andata in onda lo scorso 18 gennaio, gli chiedeva quali fossero le sue intenzioni riguardo ai 1.860 idonei assistenti giudiziari.

Gennaio è appena passato e questa frase, abbiamo ragione di credere, diventerà il tormentone che accompagnerà tutto il mese di febbraio che, tra l’altro, è anche il più breve dell’anno.

Ci sono ancora 200 persone che, da circa nove mesi, stanno aspettando una comunicazione che ancora non è arrivata ed altre 1.860 che cominciano a chiedersi se sia normale che un Governo dia la priorità all’assunzione di 10mila navigator per il reddito di cittadinanza piuttosto che assumere idonei di una graduatoria già pronta per consentire al comparto giustizia di ripartire con maggiore efficienza.

Nel contratto sottoscritto dal Governo giallo-verde, la giustizia è stata definita come una priorità. La sensazione, invece, è che si preferisca sacrificare le nuove assunzioni per il comparto giustizia sull’altare del reddito di cittadinanza.

A questo punto. febbraio diventa il mese della svolta, per noi e per lo stesso Bonafede.

Per noi, che pretendiamo risposte chiare e per il Ministro che dovrà darle.

RELAZIONE ANNUALE DEL MINISTRO BONAFEDE: “NECESSARIE RISORSE UMANE E MATERIALI ”. LE RISOLUZIONI PRESENTATE DALLE OPPOSIZIONI

Una giustizia da riformare e la necessità di riportare il cittadino al centro del sistema giudiziario. È questo il senso della relazione annuale sull’amministrazione della giustizia che il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha presentato dapprima al Senato e poi alla Camera. Nel corso del suo intervento, il Ministro ha voluto sottolineare come il comparto giustizia rappresenti uno dei pilastri più importanti per un ordinamento giuridico che ambisca a definirsi realmente democratico e che influenza altri settori strategici, quale quello sociale ed economico.

Il nostro sistema giudiziario, sulla base dei dati forniti dal rapporto del Censis 2018, è costoso, lento ed incapace di garantire la tutela dei diritti. Bonafede ha evidenziato che la costruzione effettiva di una giustizia a misura di cittadino richiede la costante partecipazione al processo di rinnovamento da parte di tutti i soggetti che, a vario titolo, gravitano intorno all’universo giudiziario. Quindi, ha sottolineato che il presupposto fondamentale sul quale è stata improntata l’azione amministrativa è rappresentato dalla convinzione che qualsiasi tentativo di innovazione legislativa risulterebbe inefficace se non è accompagnato e sostenuto da adeguati strumenti organizzativi e dalle necessarie risorse umane e materiali.

La giustizia, alla luce della Legge di Bilancio approvata a fine dicembre e come da contratto di governo, per l’Esecutivo rappresenta, dunque, una priorità. In manovra, particolare attenzione è stata rivolta alla problematica della carenza di personale amministrativo e di magistrati attraverso investimenti strutturali e adeguati stanziamenti in bilancio.

Tradotto in cifre, questo vuol dire l’aumento del ruolo organico della magistratura ordinaria di complessivi 600 magistrati.

Un’attenzione prioritaria è stata riservata al personale amministrativo che, quotidianamente, fornisce un contributo essenziale al corretto funzionamento della macchina giudiziaria. Con la legge di bilancio sono state inoltre previste maggiori risorse per 224,77 milioni di euro nel triennio 2019-2021 in vista dell’assunzione a tempo indeterminato di 3.000 unità di personale amministrativo giudiziario della terza e della seconda area funzionale.

Ad, oggi l’unica graduatoria di cui il Ministero della Giustizia può disporre, per attuare immediatamente nuove assunzioni, è quella relativa al concorso per il profilo di assistente giudiziario indetto da via Arenula nel novembre 2016.

Alla relazione del Guardasigilli, le opposizioni hanno risposto con la presentazione di risoluzioni nelle quali si chiede l’esaurimento della graduatoria con tempi certi e rapidi, tenuto conto delle gravi carenze con cui gli uffici giudiziari fanno i conti da tempo e che sono rimasti circa 1.860 idonei da assumere, non prima che si sia proceduto all’assunzione delle 200 unità che da nove mesi attendono la convocazione.

Al Senato, il gruppo di Fratelli d’Italia ha presentato una risoluzione, a prima firma Luca Ciriani e che vede tra i cofirmatari anche Raffaele Stancanelli. Il Governo ha accolto parzialmente tale risoluzione nella parte in cui viene chiesto “di adottare iniziative, nel rispetto e nei limiti delle disposizioni della legge di bilancio, per consentire lo scorrimento dell’intera graduatoria degli idonei al concorso di assistenti giudiziari, permettendo non solo al Dipartimento organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi ma tutti gli altri dipartimenti del Ministero della Giustizia di farvi ricorso per colmare gli attuali ruoli di organico che si registrano anche nel dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e nel dipartimento per la giustizia minorile e dicomunità”.

L’Esecutivo ha dato, altresì, parere favorevole alla risoluzione presentata da Leu, a prima firma Pietro Grasso, nella parte in cui viene chiesto all’Esecutivo di impegnarsi “a realizzare in tempi brevi, l’incremento del numero dei magistrati ordinari e degli assistenti giudiziari”.

Alla Camera, nella risoluzione presentata da Fratelli d’Italia, a prima firma Francesco Lollobrigida, si sottolinea che “l’assistente giudiziario è una figura essenziale per il corretto funzionamentodegliuffici giudiziari e per l’assistenza ai magistrati sia nei tribunali che negli uffici della procura della Repubblica”. Inoltre, si evidenzia che “tra gli idonei al concorso indetto, con decreto del 18 novembre 2016 per la selezione di ottocento assistenti giudiziari, area funzionale II, fascia economica F2 nei ruoli del personale del Ministero della giustizia, residuano circa 1835 soggetti idonei in graduatoria, molti dei quali in possesso di laurea in discipline di area giuridico-economica e già abilitati all’esercizio della professione forense” e che “il concorso in questione, dopo anni di blocco del turn-over, consentirà finalmente quel ricambio generazionale e comporterà evidenti benefici in termini di buon andamento ed efficienza della pubblica amministrazione”.

Infine, viene rimarcato come “la graduatoria stilata all’esito del concorso avrà validità di tre anni dalla pubblicazione, un triennio nel corso del quale si avrà un ingente numero di pensionamenti con ulteriori carenze di organico negli uffici giudiziari che potrebbe comportare, la necessità di una ulteriore proroga della graduatoria”.

I deputati di FdI, pertanto, hanno chiesto al Governo di “adottare iniziative per consentire lo scorrimento dell’intera graduatoria degli idonei al concorso di assistenti giudiziari, permettendo non solo al dipartimento organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi ma a tutti i dipartimenti del Ministero della giustizia di farvi ricorso per colmare gli attuali vuoti in organico che si registrano anche nel dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e nel dipartimento per la giustizia minorile e di comunità”.

Forza Italia, a prima firma Enrico Costa, ha chiesto che il Governo si impegni alla “realizzazione di interventi definitivi finalizzati al superamento delle carenze drammatiche di personale amministrativo e all’effettiva riqualificazione del personale”.

Anche il Pd, ha presentato una risoluzione, a prima firma Alfredo Bazoli, nella quale si chiede di procedere con tempistiche certe alla copertura di tutti i profili professionali dell’area funzionale II, F2 mediante lo scorrimento della graduatoria del concorso per il profilo professionale di assistente giudiziario. In particolare, “se l’assunzione delle 903 unità dell’area II, menzionate nel 307 della Legge di Bilancio, verranno poste tutte per il profilo di assistente giudiziario con l’attingimento dalla relativa graduatoria, specificando, in caso contrario, quante di queste unità saranno attinte dalla citata graduatoria e, infine, se, in quale misura e in quali tempi parte di tale graduatoria verrà ceduta alle amministrazioni che hanno richiesto di poterviaccedere”.

Tra i firmatari della risoluzione anche Cosimo Maria Ferri, già Sottosegretario alla Giustizia nella scorsa legislatura, che nel suo intervento ha rivendicato il merito della precedente amministrazione visto che a distanza di appena cinque mesi dall’approvazione della graduatoria, gli assunti sono stati 2.845.

Ci sono, tuttora, 200 persone che, dal mese di maggio 2018, attendono di sapere quando potranno entrare in servizio. In mezzo un cambio di Governo con tutte le conseguenze del caso ma otto mesi sono troppi per un numero così esiguo.

La Camera ha bocciato le risoluzioni presentate da Pd e Forza Italia, mentre ha approvato quella di FdI ma riformulata secondo gli intendimenti del Governo, nella persona del Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi.

Il Comitato Idonei assistenti Giudiziari evidenzia, tuttavia, che nella risoluzione di Fratelli d’Italia oggetto di riformulazione, mancano riferimenti espliciti allo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari restando solo un generico impegno da parte del Governo “a promuovere riforme normative organiche e stanziare risorse adeguate e idonee per garantire un effettivo miglioramento della qualità dell’amministrazione giudiziaria”.

Il Ministro della Giustizia, dal canto suo, ha manifestato, ancora una volta, la sua intenzione di procedere all’esaurimento integrale della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario aggiungendo di essere consapevole che, in merito, ci sono numerose aspettative.

La richiesta di assunzioni e di tempistiche certe e chiare è stata ribadita anche nel corso dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario a cui i rappresentanti delle varie delegazioni del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari hanno presenziato il 26 gennaio scorso. Anche, questa, è stata un’occasione per ribadire che la giustizia italiana non può più permettersi il ruolo di Cenerentola d’Europa ma necessita di una revisione complessiva le cui fondamenta sono rappresentate da personale amministrativo, magistrati e da tutti gli operatori del diritto il cui lavoro sia finalizzato a garantire il benessere della comunità e dei cittadini.

INAUGURAZIONE DELL’ ANNO GIUDIZIARIO, LE DELEGAZIONI DEL COMITATO IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI FANNO SENTIRE LA LORO VOCE

Il 26 gennaio il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, attraverso i rappresentanti di tutte le sue delegazioni, ha presenziato all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Per la seconda volta, dal giorno della sua costituzione, il Ciag ha potuto dare voce alle proprie istanze dinanzi a personalità delle istituzioni giudiziarie e politiche.

L’obiettivo è sempre quello dello scorrimento integrale della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario ma quest’anno, soprattutto dopo l’approvazione della Legge di Bilancio, si è fatta sempre più pressante anche l’esigenza di chiedere al Ministro Bonafede tempistiche certe e chiare. Che finora sono mancate.

Un evento come l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario diventa fondamentale per sollecitare quella chiarezza che finora ha latitato o quella concretezza che ci si aspetterebbe dopo tante dichiarazioni assai impegnative. Non poteva esserci contesto migliore per dare voce a richieste che sono state pienamente condivise da tutte le personalità delle istituzioni giudiziarie.

Tutti i relatori che hanno preso la parola nelle Corti di Appello italiane, hanno sottolineato la necessità di intervenire con investimenti più cospicui e con l’assunzione di nuovo personale per garantire il funzionamento degli uffici giudiziari, attualmente allo stremo.

Il 25 gennaio, dinanzi ai rappresentanti del Governo tra cui il Presidente del Consiglio ed avvocato, Giuseppe Conte, ed il Ministro della Giustizia ed avvocato, Alfonso Bonafede, il Presidente della Suprema Corte di Cassazione, Giovanni Mammone, aveva evidenziato che la gestione della struttura giudiziaria risente di una persistente carenza di risorse, soprattutto per quanto concerne il personale amministrativo. La percentuale di scopertura nazionale è del 21,38% ma in alcuni distretti supera il 25%.

Stesso leit motiv anche il 26 gennaio, dove in tutte le Corti d’Appello che hanno visto la presenza delle delegazioni del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, si è fatto il punto sullo stato di salute della giustizia italiana ponendo l’accento sulle troppe carenze di personale amministrativo e magistrati che rischiano di diventare ancora di più a fronte dei tanti pensionamenti previsti per quest’anno.

Pertanto, procedere a nuove assunzioni diventa fondamentale anche alla luce della progressiva digitalizzazione della giustizia. Inoltre, la mancata immissione di personale provocherebbe la perdita di un’intera generazione di persone in grado di interagire con i sistemi digitali.

Quelle quattro parole che da un anno e mezzo ci accompagnano nel nostro percorso comune, scorrimento totale della graduatoria, sono passate di bocca in bocca, pronunciate da procuratori generali, da presidenti di Corti d’Appello passando per forze sindacali e rappresentanti di associazioni che operano nel diritto. Ci hanno dato forza, ragione e conforto.

Ancona, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Trento e Venezia, città distanti tra loro ma, in fondo, vicine ed accomunate dalle presenza delle delegazioni Ciag, pronte a far sentire la loro voce, che poi è una sola.

È quella di chi ha superato con merito un concorso, in un Paese in cui la meritocrazia non esiste più. È quella di chi ha conseguito una laurea e, forte delle sue competenze e delle sue capacità, non chiede redditi di cittadinanza ma lavoro.

È quella di 200 persone che ancora attendono che qualcuno, dai piani alti del Ministero, batta un colpo ed è quella di 1.860 persone che resteranno in graduatoria dopo che i 200 saranno assunti.

È la voce anche di chi è stato già assunto e continua a sostenerci dalla città che ha scelto per aprire un nuovo capitolo della propria vita.

Il Ciag è soprattutto questo, lo spirito di condivisione e di solidarietà di chi, da idoneo, è diventato assistente giudiziario a tutti gli effetti ma non dimentica i suoi compagni di viaggio, non li lascia indietro perché sa che l’unione fa la forza.

È questa voce, chiara e forte, che è partita, ancora una volta, da tutte le Corti di Appello ed è arrivata anche a chi di dovere, seduto a sentire e che, forse, stavolta, ha anche ascoltato.

La Dott.ssa Barbara Fabbrini, Responsabile del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, è intervenuta a Genova, il cui distretto giudiziario beneficerà di risorse per l’assunzione di un contingente di 50 unità di personale amministrativo non dirigenziale, grazie al decreto “Genova”, già approvato dal Parlamento.

La Fabbrini, si è soffermata su un punto assai importante, finora poco considerato, e cioè che il blocco del turn-over nelle Amministrazioni Centrali disposto dalla Legge di Bilancio fino al 15 novembre 2019, non riguarda i pensionamenti del 2018. Di conseguenza, secondo la Fabbrini, le assunzioni straordinarie previste dalla manovra, “vanno ad aggiungersi a quelle che a breve verranno autorizzate, provenienti dal turnover del 2018, possibile da attuarsi fin da subito e a quelle che si libereranno sul turnover 2019 ma autorizzate a partire dal novembre di quest’anno” concludendo che “è nell’ambito di queste risorse che vi assicuro verrà esaurita la graduatoria del concorso per assistenti giudiziari”.

Dunque, nel 2019, potrebbero esserci circa 500-600 assunzioni da Legge di Bilancio, come riferito dal Sottosegretario Vittorio Ferraresi alla delegazione del Ciag presente a Bologna. Ad esse andrebbero ad aggiungersi quelle da turn over del 2018 a fronte di numerosi pensionamenti.

I restanti idonei assistenti giudiziari, sarebbero assorbiti tra le fine del 2019 e l’inizio del 2020, a seguito dello sblocco del turn over, a novembre di quest’anno.

Dal canto suo, il Ministro Alfonso Bonafede, da Firenze, ha assicurato alla delegazione presente in Corte d’Appello, che lo scorrimento della nostra graduatoria è una priorità della giustizia. Di nuovo.

Non sarà sfuggito al Guardasigilli che, ovunque, si è fatto riferimento alla necessità di scorrere la graduatoria per il profilo di assistente giudiziario sottolineando, altresì, la valorizzazione di tale figura.

Il Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, ha descritto la Giustizia come un sistema con “l’acqua alla gola” a causa dei troppi vuoti di organico negli uffici giudiziari. Tutto ciò non fa altro che rallentare l’iter dei procedimenti, lenti ed a rischio prescrizione. Forse, al Guardasigilli, non sarà sfuggito neanche questo.

A noi, invece, non sono sfuggite le dichiarazioni roboanti che il Ministro, con grande soddisfazione, ha rilasciato in tutti questi mesi sulle intenzioni dell’Esecutivo di fare assunzioni mai viste prima aggiungendo, con tracotanza, che la domanda di giustizia rappresenta una priorità del Governo, cosiddetto, del cambiamento.

Sabato scorso, queste parole sono state opportunamente ricordate. Tutto questo non fa che accrescere ulteriormente il significato della partecipazione del Ciag all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

L’anno scorso, a soli tre mesi dalla costituzione del Comitato, l’esigenza era quella di portare all’attenzione un gruppo che chiedeva lo scorrimento di una graduatoria. Un obiettivo ambizioso e per nulla scontato.

Quest’anno, c’è la consapevolezza che quel traguardo c’è ed è unanimemente condiviso da tutti. Bisognerà lavorare ancora tanto ma il Ciag è un piccolo maratoneta, abituato a coprire le lunghe distanze e senza segni di cedimento.

In una giornata intensa ed emozionante, ancora una volta, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è riuscito a dare prova di coesione ed altrettanta determinazione, consapevole che continuerà a mantenere viva l’attenzione sui suoi obiettivi fino a quando l’ultimo idoneo della graduatoria non varcherà la soglia di un ufficio giudiziario.

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO, IL CIAG PRESENTE CON TUTTE LE DELEGAZIONI

Da tempo la giustizia italiana è costretta a fare i conti con gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari. Ciò comporta pesanti ripercussioni sull’operato di magistrati, avvocati e di tutti gli altri operatori del diritto.

Della lentezza del nostro sistema giudiziario e delle carenze di risorse materiali ed umane si è parlato, lo scorso 26 gennaio, all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario al quale ha presenziato il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, attraverso i rappresentanti di tutte le sue delegazioni.

Per il secondo anno consecutivo, dinanzi ai vertici delle istituzioni giudiziarie, il Ciag ha dato voce alle proprie istanze come già aveva fatto nel 2018, a soli tre mesi dalla sua costituzione, avvenuta il 21 ottobre 2017, a pochi giorni dalla conclusione del concorso per il profilo di assistente giudiziario indetto dal Ministero della Giustizia nel novembre 2016.

Nel frattempo il Comitato si è imposto all’attenzione di esponenti delle forze politiche e sindacali, raccogliendo il sostegno dei vertici di istituzioni giudiziarie, presidenti di tribunali, Corti d’Appello e Consigli degli Ordini di Avvocati.

Nel corso di un anno è stato portato avanti un lavoro capillare fatto di incontri e confronti con numerosi interlocutori ma caratterizzato anche da una costante presenza sui canali social. Ad oggi il Comitato può contare su circa 2.000 iscritti e le adesioni continuano a crescere.

L’obiettivo è sempre lo stesso e cioè lo scorrimento totale della graduatoria sul quale, soprattutto dopo l’approvazione della Legge di Bilancio e considerate le numerose carenze di personale negli uffici giudiziari italiani, il Comitato chiede al Ministro Bonafede maggiore chiarezza e tempistiche ragionevoli.

È un dato ormai oggettivo che la lentezza e l’efficacia della giustizia costituiscono parametri imprescindibili ai fini del giudizio sull’efficienza e sulla competitività di un Paese che sempre di più volge lo sguardo ai parametri di giustizia europei.

Nel 2016 il rapporto sulla giustizia nell’Unione pubblicato dalla Commissione Europea, bacchettava l’Italia per la lentezza del proprio sistema giudiziario specie per la lunghezza dei processi civili. Peggio di noi soltanto Malta e Cipro. Tra le cause anche i vuoti di organico nei Tribunali e nelle Corti d’Appello.

A quanto appena detto va aggiunto che la preoccupante insufficienza di personale ha determinato e determina tuttora evidenti disservizi all’interno delle Corti d’Appello, dei Tribunali e di tutti gli altri luoghi in cui vi è domanda di giustizia, mettendo a rischio lo stesso decoro istituzionale che tali luoghi richiederebbero.

Procedere a nuove assunzioni diventa fondamentale anche alla luce della progressiva digitalizzazione della Giustizia. La mancata immissione di personale qualificato, giovane e motivato, provocherebbe la perdita di un’intera generazione di persone in grado di interagire con i sistemi digitali.

Tutto ciò non fa che accrescere ulteriormente il significato della partecipazione del Ciag all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario. Non si è trattato soltanto di essere presenti nella quasi totalità delle Corti d’Appello del nostro Paese. Quest’anno, il Ciag ha rivendicato, con maggiore forza e determinazione, le proprie istanze e lo ha fatto dinanzi a platee composte dalle più alte cariche giuridiche, politiche ed istituzionali che conoscono l’attività e l’impegno del Comitato.

Dai vari interventi è emersa la necessità di assumere personale amministrativo per colmare le gravissime carenze presenti negli uffici giudiziari. L’assenza di nuove risorse e la mancata individuazione di nuove professionalità rendono la giustizia lenta e costosa.

Da tutte le Corti di Appello in cui erano presenti i delegati Ciag si è fatta menzione allo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario, evidenziando come tale figura professionale meriti di essere ulteriormente valorizzata.

Finora, da una graduatoria di 4.915 persone sono state assunte 2.845 unità ma ci sono ancora 200 idonei che da mesi attendono il decreto di convocazione. Con la loro entrata in servizio le unità assunte saranno 3.045. Restano 1.860 persone.

La giustizia italiana non può più permettersi lungaggini processuali e carenze di personale, sia tra gli amministrativi che tra i magistrati.

Il nostro sistema giudiziario necessita, invece, di una riforma strutturale di tutto il comparto giustizia che tenga conto dell’importanza di politiche assunzionali mirate che prevedano l’inserimento di risorse esperte. In questo, ed anche in tutto il lavoro che ancora c’è da fare, sta il senso della partecipazione del Ciag all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

In una giornata intensa ed emozionante, ancora una volta, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è riuscito a dare prova di coesione e determinazione, consapevole che continuerà a mantenere viva l’attenzione sulle proprie istanze e sullo stato della giustizia fino all’assunzione dell’ultimo idoneo.

Il Min. Alfonso Bonafede parla dello scorrimento della nostra graduatoria

Il Min. Alfonso Bonafede parla dello scorrimento della nostra graduatoria oggi al Senato, durante la relazione sull’amministrazione della giustizia, con due diversi interventi!
Si è già sbilanciato parlando dello scorrimento TOTALE della graduatoria ENTRO il 2019. Ci auguriamo non vi siano retromarce e si continui celermente per la strada precedentemente indicata!
Ormai è chiaro che gli #investimenti nella #giustizia passano da qui!

#idoneiassistentigiudiziari #ScorrimentoTotaleGraduatoria #solo1800 #scorrila#primapossibile

ASSUNZIONI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, BONAFEDE RASSICURA SULLE TEMPISTICHE MA PER I 200 ANCORA NESSUN DECRETO

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, è soddisfatto e compiaciuto.

Il Guardasigilli si dice entusiasta degli investimenti stanziati in Legge di Bilancio, che consentiranno alla giustizia di ripartire.

Con la manovra sono state destinate risorse per realizzare un programma assunzionale straordinario e triennale che la giustizia italiana non ha mai visto. E con grande orgoglio oggi lo posso elencare: assunzioni di 3.000 unità di personale amministrativo giudiziario, assunzioni di 360 magistrati già vincitori di concorso, aumento pianta organica ed assunzione di 600 nuovi magistrati, assunzione di 35 dirigenti per gli istituti penitenziari, creazione di 7 dirigenze speciali per gli istituti penali per minorenni, assunzione di 260 unità di personale civile per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed assunzioni di 1.300 unità nella polizia penitenziaria entro il 2019 “. Questo scriveva il Ministro sul suo profilo Facebook a poche ore dall’approvazione della manovra a Montecitorio, il 30 dicembre, aggiungendo che “ho l’onore di far parte di un governo che, per la prima volta, decide di dare al settore della giustizia l’importanza che merita”.

Un concetto che il Guardasigilli, oramai da tempo, continua a ribadire con la stessa cadenza di un disco rotto e che non ha tardato a confermare a Presa Diretta e ad Accordi e Disaccordi, intervistato da Andrea Scanzi e Luca Sommi.

A proposito della riforma del processo breve e del processo penale, ci stanno scrivendo in tantissimi per le difficoltà in cui versano le cancellerie italiane. Ci sono tantissimi assistenti giudiziari idonei. Lei ha previsto, nella Legge di Bilancio, 903 assunzioni ma sono 1.800 famiglie. Chiedono tempi certi e parole certe. Cosa risponde loro ?” ha chiesto Sommi.

Ero seduto al tavolo in cui è stato scritto il contratto di governo. La prescrizione era agganciata agli investimenti sulla giustizia perché, è evidente, che se io ho una giustizia con più personale e con più magistrati posso impattare meglio la situazione.

Incalzato dal conduttore, che chiede “cosa risponde a queste 1.800 famiglie?”, Bonafede sfodera tutto il suo ottimismo e con soddisfazione annuncia: “Loro sanno che sono stati spesi tanti soldi in assunzioni che verranno fatte. Sto parlando dell’ampliamento della pianta organica dei magistrati che non si è mai vista nella storia della Repubblica italiana. Sanno benissimo che è previsto un piano di investimenti di 3.000 unità di personale amministrativo. Ho ben presente la loro situazione, una volta che abbiamo ragionato sulla quantità di persone, dobbiamo capire come saranno dislocate sul territorio e quali tempi saranno necessari. Ci stiamo lavorando. Entro febbraio loro sapranno esattamente tutti i tempi ma forse anche prima”.

Verrebbe da dire che cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia. Le dichiarazioni sono sempre le stesse e tutte stereotipate. Ogni tanto traspare qualche piccola apertura come la deroga per le assunzioni già autorizzate in Legge di Bilancio annunciata a Presa Diretta mentre ad Accordi e Disaccordi ha confermato che entro febbraio gli idonei assistenti giudiziari sapranno.

Resta da capire di quale anno dal momento che finora, di certo, la nuova amministrazione non si è distinta per tempi veloci e ci sono ancora 200 idonei che attendono di essere convocati e che, mentre questo articolo viene scritto, non sanno proprio niente. E, tutto questo, da maggio, cioè da quando l’ex Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, prima di lasciare il suo incarico, inviò richiesta formale al Ministero della Funzione Pubblica per la loro assunzione. Da allora sono passato otto mesi ed è ancora buio pesto.

Nonostante tutto, l’entusiasmo del Guardasigilli resta sempre lo stesso come le sue dichiarazioni rilasciate dal giorno del suo insediamento, in quel di Via Arenula. Tante e tutte uguali.

Già il 22 giugno 2018, fresco di nomina, il nuovo Guardasigilli aveva esordito al convegno “Verso il Codice dell’Organizzazione degli uffici giudiziari”, organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, affermando che “Ero seduto al tavolo in cui è stato scritto il contratto di governo e la richiesta che ho fatto è stata che la giustizia deve essere una priorità dal punto di vista delle risorse perché soltanto questo ci consentirà di far funzionare meglio gli uffici giudiziari. …(…) A breve vi saranno nuove assunzioni anche mediante lo scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso di assistenti giudiziari”.

Colpisce quel “a breve” che, per il Ministro, deve avere un valore molto soggettivo, visto che i 420 idonei, la cui assunzione era già stata disposta a febbraio dall’ex Guardasigilli, Andrea Orlando, sarebbero entrati in servizio a settembre ed i 200 erano all’inizio del loro calvario. Ed ancora “Mi piace sottolineare che il miglioramento della giustizia passa attraverso tutti gli operatori del diritto, dal Ministero, al cancelliere, ai magistrati, agli avvocati e a tutti coloro che ogni giorno si recano in tribunale e lavorano per il miglioramento del sistema giustizia”.

Parole importanti e già molto impegnative ma il Ministro è ai suoi primi convegni e ci tiene a fare bella figura.

L’8 settembre Bonafede è ospite di Maria Latella su Sky Tg24 ed anche qui sfodera i suoi ottimi propositi insieme al suo rassicurante sorriso.

Per venti anni la politica non si è occupata della giustizia che interessava ai cittadini. Io le posso dire che intanto abbiamo presentato la legge “spazza corrotti”. Nei prossimi due mesi, presenteremo ulteriori leggi di riforma della procedura civile e della procedura penale che permetteranno di accelerare i processi e le posso dire che è al vaglio di questo governo un forte livello di investimenti nella giustizia perché, chiaramente, si fanno le riforme a costo zero, e quelle sono importanti, ma poi bisogna investire soldi nella giustizia”.

Ma è il 20 settembre 2018 che il Guardasigilli alza il tiro, ospite del Congresso Straordinario dell’Aiga, in quel di Trani.

Chiederò un numero di assunzioni elevato perché è necessario avere un tessuto, in termini di organico, che risponda alle richieste di giustizia. Farò richieste molto ambiziose in questi termini”.

In ottobre il Guardasigilli è a Catania dove interviene al XXXIV Congresso Nazionale Forense. “Voglio chiarire che ci sarà un investimento importantissimo sulle risorse della giustizia. Abbiamo bisogno di tribunali che nella quantità dei magistrati e del personale amministrativo possa far fronte ai cittadini che si rivolgono al sistema giustizia. Questa priorità è assolutamente nelle intenzioni del Governo”. Bonafede ancora non si sbilancia ma ai microfoni di Zapping, su Radio 1, superando se stesso, fa la madre di tutte le dichiarazioni.

A Giancarlo Loquenzi, conduttore del programma, che gli chiedeva conto dei numerosi tweets da parte degli idonei assistenti giudiziari, il Ministro, soddisfatto di cotanto seguito, risponde: “Si lo so che chiedono lo scorrimento totale della graduatoria… Ho già detto che le assunzioni del personale ci saranno, ne prevediamo con la manovra 3.000 oltre che, chiaramente, a quelli che staranno nel turn over in sostituzione di quelli che andranno via e, come ho già detto, intendo fare lo scorrimento totale della graduatoria. Allo stato attuale, manovra ancora da approvare, scritta già nero su bianco, questa è l’intenzione del mio Ministero”.

Fin qui le dichiarazioni monocordi del Guardasigilli, fedelmente reiterate in più occasioni dai suoi Sottosegretari che, invece, ultimamente, a domanda specifica, per ottimizzare i tempi, cambiano direttamente discorso.

Le parole, finora, sono state tante ed anche rassicuranti ma ormai non bastano più.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, ancora una volta, accoglie le dichiarazioni del Ministro ma si aspetta fatti concreti e tempistiche più veloci.

Anche quest’anno, le istanze del Ciag, saranno rappresentate all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario che avrà luogo il prossimo 26 gennaio.

Per la seconda volta dal giorno della sua costituzione, la voce del Comitato parlerà alle più alte cariche delle istituzioni giudiziarie e politiche.

Quest’anno lo faremo con maggiore convinzione perché, nel frattempo, siamo cresciuti e perché, forti dei sostegni raccolti durante un anno e mezzo di lavoro e di impegno, siamo sicuri delle nostre ragioni e di stare dalla parte giusta.

Continueremo a batterci per il nostro obiettivo e a pretendere maggiore chiarezza e trasparenza fino all’assunzione dell’ultimo idoneo.

ASSUNZIONI IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, A “PRESA DIRETTA” IL MINISTRO BONAFEDE ANNUNCIA LA DEROGA AL TURN OVER MA È ALLARME PER LE CARENZE NEI TRIBUNALI

Il passaggio parlamentare della Legge di Bilancio, ha trasformato la manovra in unico articolo composto da centinaia di commi che richiederanno altrettanti decreti attuativi per rendere operative tutte le misure introdotte.

Tuttavia qualche chiarimento comincia ad emergere, soprattutto, in tema di assunzioni per il comparto giustizia.

Intervistato da Riccardo Iacona, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha rilasciato dichiarazioni interessanti. Al conduttore di Presa Diretta che gli faceva notare la carenza di circa 1.000 magistrati e 9.000 amministrativi il Guardasigilli ha ribadito che “ci sono 360 magistrati che provengono da concorsi e che andranno a lavorare nei tribunali oltre a 320 che deriveranno da concorsi pendenti. Questo porterà, innanzitutto, alla saturazione cioè tutti i posti delle piante organiche saranno riempiti al 100%, nello spazio di pochissimo tempo, parliamo di tutto il 2019, In più abbiamo deciso di aumentare la dotazione organica, oltre alla saturazione, aumentiamo di 600 posti il numero dei magistrati. Questa, ci tengo a dirlo, è una cosa che non era mai stata fatta”.

I soldi, dunque, ci sono e sono già stati stanziati.

In tutto abbiamo stanziato per la giustizia poco più di 500 milioni di euro, una somma enorme e le dico che l’ultimo ampliamento di pianta organica risaliva all’inizio degli anni ’90 ed era di 400 magistrati, noi aumentiamo di 600. Ci sono 3.000 unità di personale amministrativo in più. Per quanto concerne il blocco del turn over sulla giustizia è stata prevista una deroga, possiamo procedere con 1.000 assunzioni anche prima dello sblocco di novembre”.

A proposito di blocco del turn over, puntuale arriva la domanda in cui si fa presente che lo il precedente Esecutivo, dopo venti anni, “ha aperto un concorso per gli amministrativisti, ne sono stati abilitati 5.000, 2.800 sono stati assunti, gli altri sono tutti lì, già pronti…”

Ho ho già detto che scorreremo questa graduatoria, non ho ancora dato i numeri, perché in questa fase il Ministero sta studiando come dislocare queste risorse su tutto il territorio nazionale”.

Parole che, già in mattinata, il Guardasigilli aveva ribadito ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital, dove su precisa domanda in merito allo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario, aveva dichiarato: “Io non posso parlare di dettagli perché chiaramente la legge è nel percorso parlamentare però posso dire che la somma stanziata è di 500 milioni di euro che prevede assunzioni immediate, alcune proprio agli inizi del 2019. Per quanto riguarda il personale amministrativo si parla di alcune migliaia. Alcune sono già in graduatoria, lo dico a tutti coloro che mi scrivono in continuazione su Facebook se ho intenzione di scorrere la graduatoria. Si, faccio uno scorrimento totale della graduatoria ed oltre al personale amministrativo ci sarà anche un ampliamento di organico per 600 magistrati”.

Dichiarazioni inequivocabili che, però, non hanno trovato conferma nella Legge di Bilancio che come è noto, prevede, per il 2019, 903 assunzioni straordinarie di personale amministrativo Area II-F2 del comparto giustizia, senza specificare come tali unità saranno ripartite tra i vari profili professionali.

È stato, dunque, facile per Jean Paul Bellotto, uno dei conduttori, chiedere al Guardasigilli ulteriori chiarimenti.

La graduatoria scorrerà. Loro (gli idonei assistenti giudiziari, n.d.r.) mi chiedono i tempi. I tempi non li sto dando perché è in atto una fase in cui, visto che noi abbiamo messo un sacco di soldi nella Giustizia e ci saranno tantissime assunzioni, ora dobbiamo vedere come dislocare queste assunzioni sul territorio e nelle varie realtà giudiziarie, e con quali tempi. Quindi entro poco tempo avranno delle risposte.

Tuttavia, è con il reportage trasmesso da Presa Diretta, dal titolo “Palazzi di Ingiustizia” che, ancora una volta, le criticità del sistema giustizia emergono in tutta la loro drammaticità.

Una troupe della trasmissione ha percorso l’Italia in lungo e in largo soffermandosi nei tribunali di Latina, Tempio Pausania, Palermo, Catania, Avellino e Napoli-Nord, nonché nelle corti d’Appello di Napoli e Venezia. Ne è emerso uno spaccato caratterizzato da gravi problemi infrastrutturali, da un’atavica carenza di magistrati e di personale amministrativo, su cui aleggia lo spettro della prescrizione che, come una mannaia, si abbatte, ogni anno, su centinaia di migliaia di processi.

A Latina, Gianni Lauretti, Presidente dell’Ordine degli Avvocati, denuncia che: “Ai primi di settembre, in tutte le cancellerie penali che sono una ventina di stanze, c’era un solo cancelliere” sottolineando l’importanza del ruolo poiché il cancelliere, oltre ad andare in udienza ed assistere il magistrato, poi deve dare i fascicoli, raccogliere le istanze, trasmettere le notifiche e i provvedimenti, quindi fa un lavoro immane che richiede tanto personale che qui non c’è. E questo blocca tantissimo, blocca tutto”. Non sorprende, dunque, che a Latina il 20% dei procedimenti finisca in prescrizione.

A Tempio Pausania, la situazione è, se possibile, ancora più grave. Il Presidente del Tribunale, Giuseppe Magliulo, denuncia che il 50% delle sentenze di primo grado cade in prescrizione ed il resto si perde tra Appello e Cassazione. Ma c’è di più: anche le pochissime sentenze definitive di condanna non vengono eseguite per mancanza di magistrati e personale amministrativo e si tratta, spesso, di reati gravi, come la violenza sessuale.

La situazione non cambia presso la Corte d’Appello di Napoli il cui Presidente, Giuseppe De Carolis, ricorda chese a noi ogni anno arrivano 15000 processi nuovi, è evidente che dobbiamo darci delle priorità. Alcune priorità sono fissate per legge che ci impone di fare prima i processi con i detenuti. Quindi per potere fare, in tempi brevi, anche i processi con imputati a piede libero, ci vogliono più giudici e più cancellieri che sono sempre meno, perché vanno in pensione e non vengono adeguatamente sostituiti”.

Risalendo la Penisola, infine, si arriva a Venezia, unica sede di Corte di Appello di tutto il Veneto. Qui il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Paolo Maria Chersevani, non usa mezzi termini: “La situazione a Venezia e in tutto il Veneto, è tragica. Noi abbiamo una carenza di magistrati e di personale amministrativo che è devastante. Siamo tra gli ultimi in Italia come numero di addetti in riferimento ai carichi processuali”.

È quasi inevitabile, quindi, che il 50% dei processi che arriva alla Corte di Appello di Venezia dai tribunali veneti, cada in prescrizione, tanto da indurre la Presidente della stessa Corte, Ines Marini, a disporre che procuratori e giudici diano priorità ai procedimenti per il quali il rischio prescrizione è minore. Del resto, come sottolinea la Marini, “l’idea di perseguire tutto porta poi alla fine a non perseguire niente, perché quando il 50% dei processi si prescrive, vuol dire che il 50% del lavoro fatto da tutta la filiera, è stato inutile”. Ciò è dovuto alla cronica carenza di personale, perché, conclude la Marini Se il personale manca, anche il più bravo manager del mondo non riuscirà a consegnare il suo prodotto.

Fin qui il ritratto di una giustizia malata e lenta.

Per il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, l’approvazione della manovra ha rappresentato un passaggio importante, lo spartiacque che fa la differenza tra le parole di circostanza e le rassicurazioni e la concretezza che dovrebbe esserne logica conseguenza.

Ora che tutto è nero su bianco crediamo si possano dare anche maggiori dettagli perché se sono state disposte 903 assunzioni per il 2019, sicuramente un’idea del profilo o dei profili a cui rispondono ci deve essere. La nuova fase del lavoro del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari parte proprio dai numeri e dai commi della manovra ma, soprattutto, dalla consapevolezza di avere alle spalle un lavoro importante, concentrato in meno di un anno e mezzo.

Per questo ci aspettiamo e pretenderemo sempre più chiarezza.

La nostra è semplicemente una richiesta di maggiore linearità che facciamo ad un Governo che si dice del cambiamento. Per cambiare le cose, però, non bastano le parole: ci vogliono azioni concrete.

Non siamo solo dei numeri che appaiono in grassetto su un comma di un articolo di una Legge di Bilancio. Siamo, soprattutto, persone che vogliono dare il proprio contributo al potenziamento di una giustizia diffusa, più vicina ai cittadini ed alla tutela dei loro diritti in un Paese dove, da tempo, non c’è più una narrazione del futuro né un’idea di futuro condiviso.

Quindi, Signor Ministro, in nome di quella giustizia che Lei vuole riformare e migliorare, passi al più presto dalle parole ai fatti !

IL MINISTRO DEL LAVORO LUIGI DI MAIO CONFERMA CHE IL BLOCCO DEL TURN OVER NON RIGUARDERÀ LA GIUSTIZIA

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, il 12 gennaio, ha fatto tappa a Porto Torres per promuovere il modello di reddito energetico avviato dal comune sardo. La nostra idonea, Patrizia Claysset, ha colto l’occasione per avvicinarlo e chiedergli delucidazioni circa i prossimi scorrimenti della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario. Le parole del Ministro sono state rassicuranti. E la domanda è stata diretta.
“Le assunzioni in bilancio per gli idonei assistenti giudiziari quando partiranno ?”
“Dobbiamo parlare con il Ministro Bonafede, non conosco nello specifico i tempi. Il comparto della giustizia è fuori dal termine di novembre. Il Ministro Bonafede si è battuto per questo”
ha concluso Di Maio.
Stando a queste dichiarazioni, l’annunciato blocco del turn over per le assunzioni nella pubblica amministrazione fino al prossimo 15 novembre, non dovrebbe riguardare il settore giustizia. Ad oggi gli altri comparti che non sono interessati dal blocco sono quello della scuola, della sanità e delle Forze Armate.
La giustizia, è da sempre considerata una priorità da parte dell’attuale Esecutivo oltre che un asset di fondamentale importanza per l’economia del nostro Paese.
La Legge di Bilancio, approvata a fine anno, dispone l’assunzione di 3.000 unità, in aggiunta al fabbisogno ordinario. Per il 2019 sono stati disposti 903 ingressi per l’Area II. Non è ancora chiaro se tale numero si riferisca al solo profilo di assistente giudiziario.
Tuttavia, le parole del vicepremier Luigi Di Maio sembrerebbero fare maggiore chiarezza sul blocco del turn over annunciato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso dell’informativa resa al Senato sul maxiemendamento, poco prima di Natale
Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, aveva dato ampie rassicurazioni evidenziando che per le assunzioni già autorizzate non ci sarebbe stato alcun blocco annunciando, altresì, lo stanziamento di un fondo straordinario per le stesse.