ASSUNZIONI, IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE: “FATE SCORRERE LA GRADUATORIA PER VIA ARENULA”

L’appello al futuro governo di Lega e M5S, che hanno inserito nel loro “Contratto” anche la promessa di completare le piante organiche degli assistenti giudiziari, arriva anche dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Avv. Andrea Mascherin che, dalle colonne del quotidiano “Il Dubbio”, sollecita l’assunzione degli idonei rimasti in graduatoria a seguito del concorso indetto dal Ministero della Giustizia nel novembre 2016, a distanza di venti anni dall’ultima selezione.
“…Nel contratto compaiono propositi a portata di mano: tra questi il completamento del piano di assunzioni presso il Ministero della Giustizia, messo in atto dal Guardasigilli uscente Andrea Orlando con una vera e propria svolta: il primo concorso per assistenti giudiziari dopo vent’anni”.
Dal vertice dell’avvocatura è venuto un esplicito invito a non eludere il tema. Il presidente del Cnf, Andrea Mascherin, ha ricordato via Twitter che è “importante per il funzionamento della giustizia investire anche in personale amministrativo: necessario dunque perfezionare lo #scorrimentototalegraduatoria dei rimanenti #idoneiassistentigiudiziari”.
Nel corso del suo mandato, Orlando ha immesso 4.300 nuove unità di personale di cui 2.424 provenienti dal concorso. Altri 420 idonei saranno convocati nella prima settimana di luglio per la scelta della sede e la contestuale firma del contratto. Con un comunicato che risale allo scorso 14 maggio, il Guardasigilli ha annunciato di aver inviato richiesta formale per l’assunzione di ulteriori 200 idonei. Restano circa 1840 persone in attesa che la graduatoria venga esaurita completamente. Per farla scorrere tutta sarà sufficiente una norma della Legge di Bilancio.
Nel contratto di Salvini e Di Maio si definisce “doveroso il ripristino della piena funzionalità del “sistema giustizia”, attraverso il completamento delle piante organiche di magistratura e personale amministrativo”.
Parole scritte nere su bianco nel contratto del nascente governo targato Lega – Movimento 5 stelle. Al punto dodici, dunque, di quello che diverrà a tutti gli effetti il programma del prossimo Esecutivo, le due forze politiche di maggioranza si impegnano a far divenire la macchina giudiziaria più rapida ed efficiente grazie anche ad un piano di assunzioni che vada a ricoprire le forti carenze di personale presenti.
Un obiettivo strategico per le istituzioni condiviso anche dagli oltre duemila iscritti al CIAG, Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, i quali auspicano la chiamata da parte del Ministero della Giustizia degli ultimi 1840 idonei rimasti in attesa nella graduatoria.
Un punto, questo del contratto, sul quale la coerenza con le parole sarà messa subito alla prova.
Ci sono dei dati oggettivi e incontrovertibili che non possono essere assolutamente ignorati.
Da una parte le gravissime carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari italiani e, dall’altra, una graduatoria, attualmente più che dimezzata, che rappresenta l’unica risposta certa e chiara ai vuoti di organico nei Tribunali e nelle Corti d’Appello di questo Paese.
Il sostegno da parte del Consiglio Nazionale Forense non è altro che un’ ulteriore testimonianza di una situazione che deve necessariamente trovare una soluzione.
Nel ringraziare il Presidente del Cnf, Avv. Andrea Mascherin per l’ appoggio dimostrato in favore della nostra causa, ci auguriamo che il prossimo Esecutivo e il nuovo Ministro della Giustizia continuino l’opera già iniziata dal Guardasigilli uscente, procedendo allo scorrimento totale della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario e contribuendo in questo modo ad un migliore funzionamento del sistema giudiziario di questo Paese.
Incassato con soddisfazione l’ennesimo attestato di stima e di sostegno, il lavoro del CIAG continua con maggior vigore e convinzione per l’accoglimento delle proprie istanze.

CARENZE NEI TRIBUNALI, INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL SENATORE MAGORNO A SOSTEGNO DEL CIAG

Le carenze del personale amministrativo negli uffici giudiziari continuano a rappresentare un problema nonostante l’iniezione di fiducia data dall’immissione in servizio fra gennaio ed aprile di ben 2424 unità, provenienti dal concorsone per 800 assistenti giudiziari bandito dal Ministero della Giustizia nel novembre 2016 e terminato con l’approvazione della graduatoria nel novembre 2017. In poco più di un anno si è arrivati all’assunzione degli 800 vincitori che hanno preso servizio l’8 gennaio. Il 9 febbraio è stata la volta di ulteriori 600.
Con un decreto dello scorso 1° febbraio, via Arenula ha annunciato l’assunzione di 1420 unità per il profilo di assistente giudiziario. Di questi, 1014 hanno preso servizio il 26 aprile mentre altri 420 attendono di essere convocati per la prima settimana di luglio. Infine, il 10 maggio scorso, il Ministro Orlando ha comunicato di avere inviato richiesta formale per l’assunzione di ulteriori 200 idonei
Un’ immissione significativa di nuove risorse che, tuttavia, non risolve il problema.
Circa un mese fa, l’Associazione Nazionale Magistrati della Regione Toscana fa ha denunciato le gravi carenze di personale amministrativo e di giudici togati ma anche quelle strutturali in cui versano alcuni tribunali come quello di Prato al quale, nonostante le recenti assunzioni di assistenti giudiziari, è stata assegnata solo un’unità a fronte delle 79 complessive destinate a tutti gli uffici della Regione. “Le carenze del personale amministrativo raggiungono una percentuale di scopertura pari a circa il 40% che, per i profili dei direttori amministrativi, arriva fino al 60-70%”. Così il presidente del Tribunale
Di casi simili a questo ce ne sono tanti altri.
Dal mese di aprile, soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri, nonché militari dell’Arma in pensione, stanno svolgendo attività di volontariato presso la Procura ed il Tribunale per i Minorenni di Napoli allo scopo di sopperire alle carenze di personale negli uffici mentre l’unico cancelliere presente presso gli uffici del Giudice di Pace di Venezia è andato in pensione e, almeno per ora, non è previsto l’arrivo di un sostituto. Altro grido di allarme proviene dal Tribunale di Lodi dove mancano giudici togati, personale amministrativo ed ausiliari.
Una situazione di grave emergenza, insomma, che non può essere più tollerata.
Per questo, la nostra graduatoria, rappresenta l’unica risposta possibile per fare fronte alle numerose carenze di personale negli uffici giudiziari italiani.
Ora, nonostante oltre 2 mesi di stallo politico-istituzionale che sembra sbloccarsi ad intermittenza, il CIAG ha continuato a interloquire con esponenti di tutte le forze politiche sollecitandole a prendere posizione in merito all’obiettivo dello scorrimento della graduatoria.
Un risultato tangibile di questa attività è rappresentata da un’ interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia (atto n. 4-00053 del 2 maggio 2018), a firma del senatore del PD, Ernesto Magorno. In questo atto di sindacato ispettivo, Magorno, dopo un breve excursus sull’esito del concorso per assistente giudiziario che ha prodotto 4915 idonei, dei quali 2424 già assunti, formula quattro importanti quesiti.
In particolare, chiede se sia previsto un sblocco del turn-over ed eventualmente in quale misura; se a fronte delle carenze di personale causate dal passaggio dal profilo di assistente giudiziario a quello di cancelliere esperto il Ministero intenda attingere dalla nostra graduatoria; se, in relazione alle carenze di organico pregresse e future di personale inerenti al profilo professionale degli assistenti giudiziari e per profili equivalenti, sia in seno al Dipartimento dell’Organizzazione della Giustizia che negli altri dipartimenti della giustizia, ovvero di altre amministrazioni centrali per profili equivalenti, si intenda provvedere utilizzando la nostra graduatoria e, infine, se sussistano fondi accantonati presso il Ministero della Giustizia che consentano ulteriori assunzioni.
Domande alle quali, a questo punto, dovrà dare delle risposte il nuovo Guardasigilli ed il CIAG vigilerà perché questa interrogazione non rimanga nei cassetti polverosi di qualche commissione parlamentare ma ottenga una risposta rapida ed esaustiva.
Sarà anche dal contenuto di questa risposta, infatti, che si misurerà la cifra politica del nuovo Esecutivo. In altri termini, si capirà se esso continuerà sul solco tracciato da Andrea Orlando il quale, l’11 maggio, in un incontro con il personale del Ministero della Giustizia, ha fatto il bilancio di 4 anni di lavoro a via Arenula.
Orlando, da un lato ha elencato le importanti leggi approvate in materie come la lotta alla corruzione, il caporalato, gli eco-reati, le unioni civili, la riforma del processo penale, dall’altro ha rivendicato con orgoglio il fatto di avere indetto, dopo ben 25 anni, il concorso per assistente giudiziario che si è inserito in un piano di assunzioni pari a 5500 unità, 3000 delle quali per il profilo di assistente giudiziario.
Con un comunicato del 14 maggio via Arenula ha annunciato, inoltre, la firma da parte del Ministro Orlando di un Protocollo d’Intesa con i rappresentanti della Corte d’Appello e della Procura Generale di Milano, della Fondazione Welfare Ambrosiano e del Comune di Milano.
Tale accordo, costituisce un passo importante nei confronti dei dipendenti degli uffici giudiziari milanesi, soprattutto dei neoassunti, che in questa maniera vengono agevolati nel reperimento di abitazioni a canone concordato ricevendo, così, tutta una serie di servizi informativi e di supporto al momento della stipula dei relativi contratti.
Un’iniziativa meritevole che dovrebbe essere adottata anche da sindaci e presidenti di Regione allo scopo di promuovere attività che hanno una diretta ricaduta sul lavoro e sul benessere del personale.
In attesa del nuovo Esecutivo, ci auguriamo che il nuovo Ministro della Giustizia prosegua nella direzione già tracciata dal Guardasigilli uscente.

 

IL MINISTRO ANDREA ORLANDO CHIUDE IL SUO MANDATO CON ULTERIORI 200 ASSUNZIONI

Con un comunicato del 10 maggio il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha annunciato di aver inviato la richiesta formale per l’assunzione di ulteriori 200 idonei dalla graduatoria del Concorso per il profilo di 800 assistenti giudiziari. Ad oggi il totale degli assunti ammonta a più di 3000 unità.
Un’istanza sollecitata nei giorni scorsi dal Guardasigilli ai competenti uffici dell’Organizzazione Giudiziaria, che in tempi brevi, hanno assolto le necessarie verifiche sulla possibilità di ulteriori assunzioni di idonei.
Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari lo aveva già percepito leggendo nelle pieghe del Piano sulla Performance del Ministero della Giustizia per il triennio 2018-2020 in cui è indicato esplicitamente l’impegno ad assumere 1.600 assistenti giudiziari nel 2018. Era emersa, dunque, una discrasia, nell’ordine di 180 unità, rispetto alle 1420 assunzioni già varate.

Un importante obiettivo raggiunto grazie all’impegno del Guardasigilli che ottimizzando tempi e risorse, ha consentito che la graduatoria venisse ulteriormente assorbita con l’immissione negli uffici giudiziari italiani di nuove risorse che contribuiranno a dare nuova linfa al sistema giustizia. Questo fa ragionevolmente pensare che lo scorrimento totale della graduatoria possa essere raggiunto in tempi contenuti.
L’assunzione di ulteriori 200 idonei è giunta, comunque, inaspettata e, pertanto, accolta con soddisfazione dai ragazzi del Comitato che, dal giorno della sua costituzione, si battono per l’assorbimento totale della graduatoria. Che, va detto, dal 14 novembre 2017, giorno della sua pubblicazione, è stata più che dimezzata e grazie a quest’ultimo provvedimento, promette bene per il traguardo finale.
Lo scorso 1 febbraio in via Arenula aveva predisposto un decreto con il quale veniva comunicata l’assunzione di 1420 assistenti giudiziari. Di questi 1014 hanno già preso servizio lo scorso 26 aprile. Lo stesso giorno il ministro Orlando annunciava di aver dato incarico agli uffici di procedere con lo scorrimento della graduatoria di ulteriori 420 idonei che saranno convocati nella prima settimana di luglio.
Infine, la notizia di altre 200 assunzioni. Ora, restano circa 1840 persone. E tutto questo a un anno dalla preselettiva.
Il Ministro Andrea Orlando chiude il suo mandato con un gesto inatteso.
Tenendo fede ai suoi impegni, ha portato avanti il suo lavoro con serietà ed abnegazione. La sua attenzione nei nostri confronti e la collaborazione da parte del suo staff sono stati encomiabili.
Oltre che al Ministro, il nostro ringraziamento va anche alla Dr.ssa Barbara Fabbrini per aver indetto e portato avanti un concorso che, sebbene con tempistiche veloci, ha soddisfatto l’esigenza di dare delle risposte chiare e concrete alle innumerevoli carenze di personale presenti negli uffici giudiziari del nostro Paese.
La Fabbrini resterà ancora un altro anno in via Arenula e continuerà a perorare la nostra causa presso il nuovo Guardasigilli, come lei stessa ci ha assicurato il 4 maggio scorso quando una delegazione del Ciag è stata ricevuta al Ministero della Giustizia per la consegna della targa al Ministro.
Altra giornata storica da incorniciare.
“Allora da questo momento posso definirmi un tecnico del Ciag…” ci ha detto Orlando.
Ministro, grazie anche per queste parole che ci riempiono di orgoglio. Non ce ne voglia colui che prenderà il suo posto ma sarà difficile fare a meno della sua umanità e disponibilità.
La politica si fa anche con il cuore. E in cuor nostro, sappiamo che Lei sarà un alleato al fianco del quale continueremo il nostro cammino più forti e motivati fino allo #scorrimentotaledellagraduatoria.
Grazie ancora Ministro…

8 MAGGIO 2018. TUTTO EBBE INIZIO UN ANNO FA

È passato un anno.
L’8 maggio 2017 i cancelli della Fiera di Roma si spalancano ai sogni dei partecipanti al concorso indetto dal Ministero della Giustizia per il profilo di 800 assistenti giudiziari.
Arrivano nella Capitale 79.322 persone, giovani e meno giovani, provenienti da tutta Italia, armati di pazienza, speranza e tenacia. Trepidanti, si affollano nei padiglioni fieristici per sostenere la prova preselettiva.
Una banca dati di 5000 domande, 50 quesiti a cui rispondere in un tempo di soli 45 minuti e l’ansia della quasi certezza di non dover sbagliare nemmeno una sola risposta per passare alla fase successiva. C’è chi si affida al fato, chi alla fortuna o si raccomanda ad un santo, tutto pur di superare quel momento intriso di trepidazione e inquietudine e fare in modo che quei giorni dedicati allo studio della banca dati, sacrificando le domeniche e i giorni festivi, possa dare i risultati sperati.
Dopo quasi 16 giorni di prove, per circa 6000 candidati il sogno, almeno nella sua prima parte, si avvera.
Chi ha totalizzato, infatti, 50/50 ha la certezza matematica di accedere alla fase successiva del concorso. A questi si aggiungono i diversamente abili che, in base alla normativa vigente sono ammessi direttamente alla prova scritta. Che si svolge dal 26 al 28 giugno. I candidati, in tutto 8.501, hanno a disposizione pochi giorni di “studio matto e disperatissimo” per prepararsi. C’è un’altra banca dati ma l’ansia è la stessa, forse anche di più. Un vero tour de force per arrivare a sostenere la temuta prova delle due procedure, civile e penale, sempre alla Fiera di Roma, con gli stessi turni, gli stessi strumenti, i pc portatili, gli stessi controlli con il metal detector da parte della polizia penitenziaria.
Quegli scritti rappresentano il passaggio intermedio tra la preselettiva e la possibilità di arrivare all’orale. Non si può fallire. Come per la prima prova, c’è sempre quel codice a decidere le sorti di ognuno. Basta inserirlo e tutto è lì a portata di mano.
Alla fine approdano agli orali solo, si fa per dire, 5948 candidati.
L’estate 2017 è stata la seconda più calda di sempre. In questo clima rovente, ci si prepara ad affrontare lo scoglio della prova orale, quello più temuto. Alle procedure si aggiungono, infatti, servizi di cancelleria, elementi di ordinamento giudiziario e nozioni sul pubblico impiego. Come in tutti i concorsi pubblici, è richiesto anche il superamento di due prove di idoneità che certifichino la conoscenza di una lingua straniera e il corretto utilizzo dei principali strumenti informatici.
Di fronte a questa mole di studio, molti candidati esprimono la speranza che il Ministero della Giustizia conceda un tempo congruo prima di fissare la data d’inizio della prova. E, invece, l’ormai improrogabile necessità di rispettare un rigido cronoprogramma che garantisca la conclusione dell’iter concorsuale in un arco di tempo ragionevole, induce via Arenula a fissare l’inizio dell’ultima fase il 30 di agosto, cioè ad appena due mesi dagli scritti.
Ai superstiti di questa stimolante “avventura” si prospetta, dunque, un’estate di studio nella consapevolezza che è indispensabile un ultimo sacrificio, il più duro, il più difficile perché si deve combattere anche contro il caldo, la stanchezza, la noia in una stagione solitamente dedicata al relax e alle vacanze.
Gli orali si svolgono a Roma, presso la sede della Scuola di Formazione e Aggiornamento del Personale Penitenziario intitolata a Giovanni Falcone. Riprende il flusso, non più oceanico ma pur sempre significativo, dei potenziali assistenti giudiziari che si confrontano con i commissari di esame, magistrati, avvocati, funzionari del Ministero della Giustizia, oltre che con esperti linguistici e informatici. Ogni candidato sa di doversi mettere in gioco pescando nel proprio bagaglio di conoscenze e sperando in quel pizzico di fortuna che non guasta mai.
Gli orali si concludono il 18 ottobre. Nel frattempo, però, un gruppo di ragazzi ha già deciso che tutti quegli sforzi, sacrifici e ansie meritano di essere riconosciuti con lo scorrimento totale della graduatoria.
È il 21 ottobre 2017 quando nasce il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari (Ciag).
Il 14 novembre, il Ministero della Giustizia pubblica la graduatoria del concorso, formata da “persone altamente preparate e qualificate”, come dichiarato più volte dal Ministro Orlando.
Un elenco di 4.915 idonei. Un numero che, unito ad un hashtag, #iosono4915, invaderà, di lì a poco tempo, i principali mezzi di informazione di questo Paese, diventando un segno distintivo tra tutti coloro che già sanno di aver condiviso un’esperienza irripetibile.
Finalmente si comincia a fare sul serio. Inizia un lavoro febbrile, ostinato finalizzato all’unico obiettivo possibile, l’assunzione di tutti gli idonei. Fino all’ultimo.
Nonostante sia nato da appena sette mesi, il Ciag si è già messo in evidenza interfacciandosi con rappresentanti del mondo della politica e dei sindacati.
Forti di più di 2000 iscritti e di una campagna social attraverso i canali Facebook, Twitter e Instagram, ha già ricevuto il sostegno da importanti istituzioni, come l’Anm e l’Unione Camere Penali Italiane, che da sempre sottolineano la necessità di un ricambio generazionale negli uffici giudiziari italiani attraverso l’assunzione di personale qualificato.
Un altro importante riconoscimento è arrivato alla fine di gennaio quando alcuni rappresentanti del Ciag sono intervenuti all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la quasi totalità delle Corti d’Appello divulgando, in questo modo, le istanze del Comitato.
Costante il rapporto di collaborazione con il Ministero della Giustizia nella persona del Ministro Andrea Orlando che, insieme alla Dr.ssa Barbara Fabbrini, hanno ottimizzato tempi e risorse finanziarie per l’assunzione, oltre che dei vincitori, di ulteriori idonei facendo in modo che la graduatoria, dopo appena cinque mesi dalla sua pubblicazione, venisse dimezzata.
Il 26 aprile scorso, 1014 ragazzi hanno preso servizio presso gli uffici giudiziari italiani, accolti con entusiasmo dai loro nuovi colleghi. Nei giorni scorsi, via Arenula, ha fatto sapere che nella prima settimana di luglio saranno convocati altri 420 idonei che potrebbero prendere servizio a settembre. Restano 2060 persone.
La fase di stallo in cui è incardinata la situazione politica del nostro Paese, che ha necessità di un nuovo esecutivo, non aiuta. Ma il Ciag continua a tessere la sua tela affinché le sue istanze vengano accolte.
È indispensabile tenere d’occhio pensionamenti, turn-over e scoperture fino alla prossima Legge di Bilancio. Qualora dovesse servire, considerare anche l’ipotesi di cessione della graduatoria presso altri Ministeri e l’assunzione presso i quattro Dipartimenti del Ministero della Giustizia nel caso in cui, chi di dovere, dovesse continuare a fare “melina”, per dirla con il gergo calcistico.
Nessuna strada sarà tralasciata fino a quando l’ultimo degli idonei non sarà stato assunto in un ufficio giudiziario italiano.

Il CIAG ricevuto dal Ministro Andrea Orlando

  • “Egregio Signor Ministro, noi del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari abbiamo pensato di consegnarLe questa targa in ringraziarmento per l’impegno, la serietà e la disponibilità da Lei dimostrati in favore della nostra causa”. Sono queste le parole che hanno accompagnato il conferimento del riconoscimento al Ministro Orlando da parte di una delegazione del CIAG. Il Guardasigilli, in particolare, ha accolto con piacere nelle stanze del Ministero alcuni dei ragazzi provenienti da tutta Italia e risultati idonei all’ultimo concorso di Assistenti Giudiziari. Questi, visibilmente emozionati, hanno esternato la loro gratitudine al Ministro “non solo per aver ovviato alle enormi carenze di personale negli uffici giudiziari italiani, ma per aver dato la possibilità a tutti noi, 4915 persone, di iniziare un nuovo capitolo della nostra vita, per aver dato la tranquillità anche alle nostre famiglie che, con noi, hanno condivisio speranze, preoccupazioni, ansie e sacrifici”. Rimarcando la differenza tra gli impegni portati avanti con garbo e fermezza da parte del Ministro e la politica del non fare, la delegazione del CIAG ha omaggiato anche “la persona che ci ha sempre accolti con disponibilità nonostante , ce ne rendiamo contro, ad un certo punto sbucassimo fuori da tutte le parti ovunque Lei si trovasse”. Il Ministro della Giustizia, sorridente in volto, prendendo in cosegna la targa, si è soffermato con i ragazzi ripercorrendo le tappe del concorso indetto due anni fa dal suo Ministero. Orlando si è dimostrato fiducioso per il futuro e nella possibilità che si concretizzi lo scorrimento totale graduatoria nell’arco di tre anni, tempo di validità legale della stessa. In tal senso, il rappresentante del Pd, inoltre, ha garantito il suo personale impegno anche quando, da qui a breve, probabilmente non sarà più Ministro. Questo soprattutto per l’enorme stima nutrita da Orlando nei confronti di tutti coloro i quali hanno superato le tre prove di un concorso ritenuto fiore all’occhiello di questo Ministero della Giustizia. Dopo le foto di rito, la delegazione ha tenuto a sottolineare ad Oralndo che “ in ogni caso, resterà sempre il nostro Ministro e un membro speciale del nostro Comitato. Lei sarà sempre uno di noi”.
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    IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CONFERMA: A LUGLIO ALTRE 420 ASSUNZIONI.

    Era nell’aria da tempo ma ora c’è l’ufficialità. Altri 420 assistenti giudiziari, che residuano dal decreto del 1° febbraio scorso, saranno convocati nella prima settimana di luglio per la scelta delle sedi e la firma del relativo contratto. Questo secondo blocco di assunzioni fa seguito alle 1.014 unità del primo che hanno preso servizio lo scorso 26 aprile.
    Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, infatti, con un comunicato ufficiale del 23 aprile scorso, ha annunciato di avere dato mandato agli uffici del Ministero di procedere allo scorrimento della graduatoria, ai sensi del decreto interministeriale del 31 gennaio 2018, nonché alla convocazione dei restanti 420 idonei nella prima settimana di luglio per la scelta della sede e la firma del contratto.
    Questa procedura si svolgerà contestualmente a quella relativa all’individuazione e all’accantonamento delle sedi da destinare a interpello per il personale già in servizio. Passi importanti che, come sottolineato dal Guardasigilli, contribuiscono a rimettere in moto la macchina della giustizia italiana attraverso la valorizzazione delle risorse umane.
    Il CIAG considera questo comunicato in una duplice ottica: se da un lato, questa notizia evidenzia come un altro impegno sia stato mantenuto, dall’altro, però, pone alcuni interrogativi a cui il Ministero dovrebbe dare risposta in tempi brevi, in attesa di successive comunicazioni con le quali via Arenula fornirà indicazioni più dettagliate.
    La prima questione riguarda l’interpello disposto lo scorso 19 marzo nel momento in cui, anche a seguito della revisione delle piante organiche relative al profilo di assistente giudiziario, sono state accantonate 700 sedi, per il 50% collocate nel Mezzogiorno. Questo, com’è facile intuire, per andare incontro alle esigenze di quei dipendenti, in gran parte meridionali, che da diversi anni lavorano in sedi del nord e, comunque, sono molto distanti dalle città di origine.
    Dal momento che l’applicazione del meccanismo dell’interpello comporterà una variazione della collocazione geografica del personale, si può ipotizzare che i 420 idonei saranno chiamati a scegliere tra le sedi rimaste disponibili in seguito alle preferenze espresse dagli interessati all’interpello.
    Non dovrebbero, tuttavia, esserci problemi neppure per le sedi del sud Italia che, secondo alcune fonti sindacali, non sarebbero un numero rilevante.
    Ciò nonostante, non è chiaro come possa essere applicato il principio di contestualità tra le due procedure, indicato nel comunicato.
    Il secondo interrogativo riguarda il fatto che, a seguito del precedente scorrimento di 1.024 idonei, ci sono state 10 rinunce espresse ed un numero imprecisato di assegnazioni di ufficio.
    Ora, in considerazione del fatto che la Legge di Bilancio 2018 ha stanziato risorse per l’assunzione di 1.420 assistenti giudiziari e che tali rinunce, ovviamente, sono irrilevanti dal punto di vista finanziario, è molto probabile che lo scorrimento di luglio sarà di 430 non avendo a disposizione, al momento, ulteriori dati sulle mancate prese di servizio.
    Il terzo interrogativo riguarda le effettive scoperture relative al profilo di assistente giudiziario che dovrebbero essere, a seguito del combinato disposto sulla revisione delle piante organiche, di 700 nuove sedi e, in base all’ultimo scorrimento relativo ai 420 idonei, di almeno 280 unità al netto di futuri pensionamenti che risulterebbero corposi ma, ad oggi, di difficile quantificazione.
    Infine, la questione relativa alla possibilità che il Ministero della Giustizia applichi nel 2018 il meccanismo del turn-over al 25%, come sembrerebbe emergere dal Piano della Performance 2018-2020 e che, dunque, a legislazione vigente, si proceda ad ulteriori 180 assunzioni.
    L’incertezza politica sulle sorti del governo a due mesi dalle elezioni lascia perplessi, ma il Ciag continuerà il suo lavoro in funzione dello scorrimento totale della graduatoria.
    “Lasciamo al prossimo Governo un patrimonio da non disperdere, la graduatoria residua di idonei non vincitori che, continuando a prevedere stanziamenti straordinari, potranno essere chiamati in un tempo ragionevole a contribuire con le loro forze e la loro intelligenza al funzionamento della giustizia italiana”.
    Queste le parole del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il quale ha anche sottolineato come il considerevole numero di giovani risorse assegnate costituirà una nuova linfa per il sistema giustizia.
    Dunque, le premesse per il buon esito della nostra causa ci sono davvero tutte.

    ASSISTENTI GIUDIZIARI, SFONDATA QUOTA 3.000 ASSUNZIONI? PRESENTATO DA VIA ARENULA IL PIANO DELLA PERFORMANCE 2018/2020.

    Il CIAG è nato perché lo scorrimento totale della graduatoria avvenga in tempi certi e, per quanto possibile, rapidi e si scioglierà soltanto quando questo traguardo sarà stato raggiunto.
    In questa ottica appare assai significativo il Piano della Performance del Ministero della Giustizia per il triennio 2018-2020. Si tratta di un documento programmatico triennale che sulla base degli obiettivi strategici e operativi individuati dall’organo di indirizzo politico, nonché delle risorse disponibili, consente di valutare la performance organizzativa dell’amministrazione, ossia l’insieme dei risultati attesi in termini di funzionamento, politiche di settore, progetti strategici o di miglioramento organizzativo.
    Il Piano contiene sia obiettivi generali, individuati con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per un arco di tempo triennale, sia obiettivi specifici indicati, ogni anno, dal Ministro della Giustizia il quale, in sinergia con i vertici dell’amministrazione, i dirigenti e i responsabili delle unità operative, emana l’atto di indirizzo politico-amministrativo. A partire dal 2015 questo documento è stato emanato prima della pubblicazione della legge di bilancio, cioè del documento di programmazione finanziaria; in tal modo le richieste di finanziamento dei centri di amministrazione attiva che confluiscono nelle note integrative alla legge di bilancio sono il frutto di obiettivi individuati a priori e non più a posteriori.
    Il 29 settembre 2017 il Ministro Andrea Orlando ha emanato l’atto di indirizzo politico-amministrativo relativo al 2018 con cui ha definito le linee di fondo di carattere politico alle quali gli organi di amministrazione attiva dovranno uniformare le proprie scelte strategiche nel momento in cui espletano le proprie richieste di finanziamento. In particolare, tra gli obiettivi strategici indicati nell’atto c’è il completamento di una politica coerente sul personale da realizzarsi attraverso il monitoraggio della funzionalità delle nuove piante organiche degli uffici giudiziari del personale di magistratura, l’ampliamento della platea del personale da riqualificare, l’implementazione del livello di formazione del personale amministrativo, l’attuazione delle progressioni economiche del personale amministrativo previste dall’accordo collettivo sottoscritto con i sindacati, l’introduzione di meccanismi chiari e rapidi di mobilità interna del personale della Polizia Penitenziaria, il compimento dei processi assunzionali del personale dell’amministrazione giudiziaria, l’approvazione delle nuove piante organiche del personale della magistratura ordinaria e dell’amministrazione giudiziaria e, infine, la rideterminazione delle piante organiche del personale amministrativo.
    Quest’ultimo punto, in particolare, testimonia l’impegno a risolvere l’endemico problema della carenza di figure come gli assistenti giudiziari che possano contribuire al corretto funzionamento di una macchina, quella della Giustizia, da troppo tempo ingolfata.
    Ma è a pagina 81 del Piano della Performance che emerge il dato più importante in relazione allo scorrimento della nostra graduatoria. Nello specifico, tra gli obiettivi che la Direzione Generale del personale e della formazione si impegna a perseguire nel 2018 c’è quello relativo all’assunzione di ulteriori 1.600 assistenti giudiziari tramite scorrimento della graduatoria del concorso procedendo, nel corso dell’anno, all’individuazione delle sedi, alla predisposizione degli elenchi degli idonei aventi diritto allo scorrimento, alla convocazione per la scelta della sede e la firma del contratto individuale di lavoro. Il ministero della Giustizia, dunque, applicando il meccanismo del turn-over, avrebbe predisposto un ulteriore scorrimento di 180 unità che andrebbero ad aggiungersi ai 1024 idonei che prenderanno servizio il prossimo 26 aprile e ai 420, numero che potrebbe aumentare in seguito alle rinunce, convocati a luglio e che dovrebbero prendere servizio, presumibilmente, a settembre. Ciò significherebbe che, entro il 2018, si potrebbe arrivare a quota 3.000 assunzioni: un risultato che, se confermato, sarebbe davvero eccezionale soprattutto perché realizzato in tempi brevi. Ma, come sempre, il condizionale è d’obbligo e non vi sono certezze. Non c’è nero su bianco, insomma.
    Per questo il Ciag è deciso a battersi con ancora maggiore determinazione affinché nella prossima legge di bilancio vengano stanziate, per il 2019, le risorse necessarie a far sì che anche il sogno dell’ultimo degli idonei si possa finalmente realizzare.

    L’ASSUNZIONE DEI 420 IDONEI E LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA: CHIEDIAMO TEMPI CERTI ! – IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E I SINDACATI SIGLANO L’ACCORDO SULLE PROGRESSIONI ECONOMICHE.

    Come in una catena di montaggio di una fabbrica, ove il contributo di ogni singolo laborioso operaio contribuisce alla realizzazione del prodotto finito, così appare il Ministero della Giustizia nel tentativo di ridare lustro all’intero comparto perché l’intera macchina della giustizia torni a lavorare in maniera efficiente e dignitosa con l’immissione di nuove risorse umane.
    Il prossimo 26 aprile, 1024 idonei (dei 1420 finanziati dalla Legge di Bilancio 2018 e comprensivi di 24 posti a copertura delle rinunce registrate tra gli 800 vincitori ed i primi 600 idonei del concorso) prenderanno servizio come assistenti giudiziari presso le sedi di destinazione scelte la scorsa metà di marzo in via Brava.
    C’è, però, ancora l’incognita relativa alle tempistiche per i restanti 420 idonei (numero che potrebbe aumentare a seguito delle rinunce che si registreranno nel precedente blocco).
    Allo stato attuale, stando a quanto riportano le principali sigle sindacali del comparto giustizia, sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, che le convocazioni dovrebbero avvenire nel mese di giugno con presa di servizio a settembre.
    Il che potrebbe anche starci. E poi, saranno solo 420 o di più? E il turn-over ? Domande tutte lecite dal momento che i sindacati, a più riprese, hanno lasciato intendere l’eventualità di un numero più corposo di assunzioni. Poi ci sarebbe l’interpello. Contemporaneo o successivo ? Interrogativi amletici perché i numeri sono tanti, diversi e occorrono verifiche. Ma occorrono chiarezza e risposte certe.
    È importante evidenziare che, nel giro di soli cinque mesi, la nostra graduatoria si è dimezzata “scorrendo” velocemente ma è altrettanto vero che anche la clessidra del tempo scorre in maniera inesorabile. Le carenze sono tante, troppe e imbarazzanti per l’intero sistema giudiziario italiano.
    È di pochi giorni fa la notizia che la giustizia italiana rischia l’impasse sui debiti dei condannati.
    L’ultima finanziaria ha imposto una marcia forzata nelle procedure per la trasformazione in libertà controllata delle pene pecuniarie non pagate che, finora, venivano lasciate agonizzare negli armadi fino alla morte per prescrizione.
    I dati a disposizione di via Arenula ci dicono che tra il 2010 e il 2016 su oltre 6 miliardi di euro tra ammende, multe e sanzioni amministrative, circa 4, ossia più del 50%, non sono stati pagati. Risultato: una mole gigantesca di lavoro per i palazzi di giustizia già in sofferenza a causa dei numerosi procedimenti in arretrato.
    A soffrirne di più saranno i tribunali di sorveglianza che già quotidianamente fanno i conti con carenze di personale di ogni tipo. La soluzione è semplice. Più magistrati, più personale amministrativo e, soprattutto, più soldi. Intanto l’Adico, l’associazione a difesa dei consumatori di Mestre, fa sapere che l’unico cancelliere che sbrigava le pratiche due volte a settimana presso gli uffici del giudice di pace di Venezia, non c’è più e, almeno per il momento, non è previsto l’arrivo di un sostituto. Paralisi totale dunque e a farne le spese, come sempre, i cittadini.
    Anche la politica è dello stesso avviso. Recentemente, il Sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, intervenendo sulla soppressione, fortunatamente scongiurata, della sezione Fallimentare del Tribunale di Grosseto ha dichiarato che “questo governo ha avuto come priorità quella di riformare con organicità interi settori della giurisdizione per migliorare non solo l’efficienza ma anche la qualità della giustizia. L’arrivo di tre assistenti giudiziari è un ulteriore passo importante che testimoniala volontà di rafforzare gli uffici giudiziari del territorio, per garantire una risposta di giustizia più specifica e adeguata alle esigenze delle imprese”.
    Gli stessi sindacati, del resto, hanno già più volte sottolineato il pessimo stato di salute della nostra amministrazione giudiziaria, ormai al collasso. Indispensabile, dunque, continuare con la politica delle assunzioni per tutti i comparti della giustizia, dagli archivi notarili passando per l’amministrazione penitenziaria fino ad arrivare ai dipartimenti dello stesso ministero.
    È necessario che, in questa fase, oltretutto molto delicata a causa della situazione politica di stallo del dopo elezioni politiche del 4 marzo, il tempo continui ad essere dalla nostra parte.
    Il Ciag continua costantemente a interfacciarsi con forze politiche e sindacali, ma è giunto il momento di dare risposte chiare e tempi certi.
    Il Ministero della Giustizia nelle persone del ministro Andrea Orlando e della Dr.ssa Barbara Fabbrini hanno fatto e stanno facendo, ancora, tutto il possibile per garantire un migliore operatività degli uffici giudiziari.
    Nella giornata del 16 aprile, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha sottoscritto, con le rappresentanze sindacali di Confsal-Unsa, Cgil. Cisl, Uil e Federazione Intesa, l’accordo sulle progressioni economiche per il 2018.
    L’intesa individua i criteri delle progressioni economiche del personale amministrativo di tutto il ministero e prevede uno stanziamento complessivo di oltre 15milioni di euro che sommato a quello già approvato per le progressioni relative al 2017, fanno circa 35milioni di euro di impegno di spesa per il personale di via Arenula.
    Le progressioni programmate per gli sviluppi economici di tutto il ministero sono 8.135, di cui 6.928 per l’Amministrazione Giudiziaria le quali, sommate alle 10.454 in fase di realizzazione, un totale di 18.589 posizioni. Più precisamente, 16.019 per l’amministrazione giudiziaria, 1.388 per l’amministrazione penitenziaria, 979 per la giustizia minorile e di comunità, 203 per gli archivi notarili.
    L’accordo rappresenta, dunque, un’ulteriore conferma dell’impegno assunto dal ministero che ha conseguito un importante obiettivo per la valorizzazione del personale innovando le modalità delle procedure selettive effettuate con criteri omogenei per tutti i dipartimenti.
    Questo accordo fa il paio con una nota dello stesso ministero con la quale via Arenula, il 13 aprile scorso, con provvedimento del Direttore generale del personale e della formazione, ha dato avvio allo scorrimento di 47 posizioni della graduatoria, dalla 1.135 alla 1.181, relativa alla procedura di selezione interna, indetta con avviso n.1 del 19 settembre 2016, in attuazione dell’art.21-quater del D.L. 27 giugno 2015, convertito con modificazioni dalla legge del 6 agosto 2015, n.132. lo scorrimento fa seguito alla mancata immissione in servizio di 2 dei vincitori, nonché alle nuove assunzioni di funzionari giudiziari mediante le procedure di mobilità e di scorrimento delle graduatorie di altre pubbliche amministrazioni in corso di validità. Con successivi provvedimenti si procederà a ulteriori scorrimenti della graduatoria relativa alla procedura di selezione interna per funzionario giudiziario, coerentemente con le nuove assunzioni previste dal decreto del ministro della giustizia di concerto con quello per la semplificazione e la pubblica amministrazione del 20 ottobre 2016.
    Si rileva, inoltre, la recente rimodulazione della pianta organica che ha determinato un aumento della dotazione organica per il profilo di assistente giudiziario di 750 unità.
    Possiamo dire che il Ministero sta creando tutte le condizioni per agevolare lo scorrimento della nostra graduatoria.
    Sarebbe il caso che il nuovo esecutivo capisse la condizione di urgenza che vive il nostro sistema giudiziario e che si decida a tradurre quella volontà politica, che in più occasioni ci è stata manifestata, in azioni concrete.

    SBLOCCO TURN-OVER, PENSIONAMENTI E NUOVE ASSUNZIONI. LO STUDIO DEL 1° RAPPORTO ANNUALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA CGIL SULLE AMMINISTRAZIONI

    Lavoro e incremento dell’occupazione. Da sempre, sono questi i temi al centro della politica di un Paese e di un’agenda di governo. In attesa che si formi il nuovo esecutivo, i sindacati fanno il punto su assunzioni, turn-over e processi di stabilizzazione del lavoro precario.

    È di questi giorni il “1° Report Annuale sull’occupazione nelle pubbliche amministrazioni” redatto e diffuso dalla Funzione Pubblica Cgil, riguardante i comparti Funzioni Centrali, Funzioni locali e Sanità. Dallo studio, realizzato in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Di Vittorio, emergono dati interessanti la cui lettura deve far riflettere. Innanzitutto la diminuzione dell’occupazione nella pubblica amministrazione, sia quella stabile che flessibile. In seconda battuta, come era prevedibile, l’aumento dell’anzianità in continua crescita.

    Nello specifico si parla di 75.000 occupati stabili in meno di 15 anni, tra il 2001 e il 2015. Un dato positivo riguarda le quote rosa poiché a fronte di un calo dell’occupazione maschile, 156.450 unità nel periodo analizzato, le donne dipendenti nel pubblico, a tempo indeterminato o precarie, ammontano a più di 28.232 unità. Un altro dato positivo è quello sulla flessibilità in calo di oltre 40.444 unità. Tra il 2001 e il 2015, infatti, i lavoratori con un contratto a tempo determinato sono diminuiti da 138.849 a 98.405.

    Quello che ci riguarda da vicino, però, è l’anzianità di servizio.

    Dai dati del rapporto emerge che le cessazioni legate ai pensionamenti per limiti di età e alle dimissioni con diritto alla pensione risultano in progressione. È prevedibile che almeno il 40% delle lavoratrici e dei lavoratori dei comparti funzione centrale, locale e sanità, nei prossimi 6 anni, potrebbe raggiungere i requisiti per la pensione. Per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere, nello stesso arco di tempo, 500.000 lavoratori.

    È fondamentale pianificare nuove assunzioni finalizzate ad un ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e alla riduzione della flessibilità nonché perseguire, oltre agli obiettivi di efficienza ed economicità, anche quello di assicurare ai cittadini un adeguato livello di qualità del servizio pubblico.

    Il discorso, ovviamente, vale anche per il settore giustizia.

    Con l’accordo del 26 aprile 2017, sottoscritto dal Ministero della Giustizia e dalle principali sigle sindacali e concernente la programmazione della rimodulazione dei profili professionali e le azioni di riqualificazione e promozione professionale del personale dell’Amministrazione giudiziaria, è emersa l’esigenza, sempre più pressante, di nuove assunzioni a cui, peraltro, via Arenula sta ottemperando attingendo soprattutto dalla nostra graduatoria per il profilo di assistente giudiziario.

    Cancellerie e segreterie giudiziarie hanno un enorme bisogno di personale a causa del pluridecennale blocco delle assunzioni che ha determinato la progressiva riduzione del personale in servizio ed il costante innalzamento dell’età media dello stesso.

    In particolare, per quanto concerne il tema del turn-over, relativo al personale non dirigenziale delle amministrazioni centrali si prevede, per ciascuno degli anni del triennio 2016/2018, che l’assunzione di nuovi dipendenti in sostituzione del personale cessato possa essere disposto nel limite del 25% della spesa sostenuta per lo stesso personale nell’anno precedente e del 100% a decorrere dal 2019. C’è da essere ottimisti, insomma.

    Inoltre, l’entrata in servizio di nuove risorse che consentano un miglior funzionamento della macchina giustizia procederanno contestualmente agli interpelli disposti dal ministero. I sindacati, con i quali il Ciag è costantemente in contatto, ritengono che non dovrebbero determinare grandi spostamenti.

    Ci saranno interpelli anche per le altre qualifiche ma anche in questo caso saranno pochi i cancellieri esperti e i funzionari interessati. Comunque, non incideranno in maniera significativa sullo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario.

    Il lavoro del Ciag, soprattutto in questa fase, si concentrerà soprattutto sullo sblocco del turn-over, il monitoraggio dei pensionamenti e la cessione della graduatoria ad altri dipartimenti o amministrazioni. Restano fitti i contatti con rappresentanti della politica e dei sindacati, in attesa della formazione del nuovo governo.

    Ora più che mai è indispensabile lottare febbrilmente per il raggiungimento della meta.

    In una recente intervista, il presidente del Tribunale di Perugia, dott.ssa Mariella Roberti, ha dichiarato che la giustizia efficiente è ossigeno per l’economia. Parole eloquenti che sottolineano ulteriormente l’urgenza di nuove assunzioni che permetteranno di dare nuova linfa al sistema giudiziario italiano.

    Da qui la necessità dello scorrimento totale della nostra graduatoria.

    Il Ciag farà la sua parte ma è giunto il momento che anche le istituzioni diano risposte concrete e chiare.

    IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA FA IL PUNTO SULLE SCOPERTURE DEGLI ORGANICI PER IL PROFILO DI ASSISTENTE GIUDIZIARIO

    Il concorso per il profilo di assistente giudiziario rappresenta un caso unico. Questo non soltanto per le modalità telematiche con cui si è svolto ma anche perché dall’ultima selezione sono trascorsi circa venti anni. Il tutto con evidenti ripercussioni sulle scoperture degli organici che, nel frattempo, sono diventate il vero tallone d’Achille del sistema giudiziario italiano, soprattutto in considerazione del progressivo invecchiamento del personale, dell’incremento dei pensionamenti e del blocco del turn over.

    Ad aggravare la situazione anche l’arretratezza in cui per anni è stato imbrigliato il personale giudiziario e al quale soltanto di recente il Ministero della Giustizia ha deciso di porre rimedio con un decreto firmato lo scorso 15 febbraio dal ministro Andrea Orlando e con il quale è stata disposta la riqualificazione delle piante organiche.

    Nei giorni scorsi, il Ministero, con una nota a firma del direttore generale, dott.ssa Barbara Fabbrini, e inviata agli organi apicali degli uffici giudiziari e delle organizzazioni sindacali, ha fatto il punto della situazione, riassumendo gli sforzi fatti dal dicastero di via Arenula che hanno portato ad un incremento di personale amministrativo nell’ordine di 4270 unità.

    La nota appare interessante riguardo almeno tre aspetti.

    Innanzitutto, si parla di 2390 nuovi assistenti giudiziari; quindi, si presume che le rinunce siano state, durante l’ultima infornata, in numero di 34 unità, ovvero la differenza tra 2424 (800+600+1024) e 2390. Di queste, 24 unità sono state già rimpiazzate.

    “…il recente concorso permetterà di coprire, in brevissimo tempo, le gravi carenze di organico degli uffici giudiziari relativamente al profilo [di assistente giudiziario]…”

    In secondo luogo, oltre a fare riferimento al già finanziato ulteriore scorrimento di 420 unità, si afferma testualmente che “il recente concorso permetterà di coprire, in brevissimo tempo, le gravi carenze di organico degli uffici giudiziari relativamente al predetto profilo”. E la nostra graduatoria, numeri alla mano (2071 idonei in attesa al netto delle 420 unità già finanziate) non basta a colmare i vuoti di organico registrati.

    Infatti, alla nota è stata allegata una tabella da cui si evincono dei miglioramenti nelle percentuali di scopertura per ciascuno dei 27 distretti, relativamente al profilo di assistente giudiziario.

    Questi numeri, seppur significativi, appaiono, però, ancora insufficienti dal momento che la percentuale complessiva è scesa “soltanto” dal 19% al 14,4%.

    Nel dettaglio, le scoperture sono presenti sia nel Nord che nel Mezzogiorno, con punte che si avvicinano al 20% a Trieste (19,75%), Roma (19,37%), Napoli (18,78%), Brescia (18,15%), Venezia (18,05%) e, nel caso di Milano, superano questa soglia (21,94%). Al di sopra del 15% di scoperture si collocano Salerno (17,02%), Ancona (16,72%), Torino (16,64%), Bologna (16,52%), Firenze (16,44%), Potenza (16,26%), Genova (15,32%), Taranto (15,70%), Reggio Calabria (15,31%) e Campobasso (15,04%). Al di sopra del 10% ci sono i distretti di Caltanissetta (14,16%), Perugia (13,52%), Messina (12,69%), Bari (12,04%), l’Aquila (11,94%), Catania (10,91%), Sassari (10,71%) e Catanzaro (10,55%). Soltanto 3 distretti sono sotto il 10% di scoperture: Cagliari (7,87%), Palermo (5,80%) e Lecce (2,37%).

    Recentemente, la stessa dott.ssa Fabbrini, nel corso di un’intervista rilasciata a Giustizia Caffè, ha dichiarato che “quello dell’assistente giudiziario è un profilo più che utilizzato negli uffici, dai tribunali, alle procure, agli unep. In considerazione della sua duttilità è una delle figure professionali necessarie al funzionamento del sistema giudiziario”.

    Parole chiave: finanziamenti; sblocco del turn-over; scorrimento totale della graduatoria; cessione delle graduatoria ad altri dipartimenti o amministrazioni centrali.

    Dunque, appare evidente come la battaglia del CIAG per lo scorrimento totale della graduatoria trovi un riscontro oggettivo nei numeri e nelle dichiarazioni del Ministero della Giustizia.

    Per il raggiungimento dell’obiettivo, tuttavia, è necessario che un Governo nella pienezza dei propri poteri finanzi le risorse necessarie. Attualmente, il governo Gentiloni è in carica soltanto per lo svolgimento degli affari correnti e, infatti, ha predisposto un Documento di Economia e Finanza che contiene, come ha dichiarato il viceministro all’Economia Enrico Morando, una tabella di finanza pubblica a legislazione vigente e non programmatica.

    È probabile, però, che la Commissione Europea conceda all’Italia una proroga rispetto al termine di presentazione del DEF che scade il 10 aprile, cosi da consentire ad un Governo nella pienezza dei propri poteri di allestire un documento che contenga le grandi linee programmatiche della legge di Bilancio del prossimo ottobre.

    In un tale contesto, caratterizzato da una forte incertezza del quadro politico, il CIAG ha, comunque, avviato canali di comunicazione con parlamentari di tutti gli schieramenti politici.

    Il nostro comitato, che lavora per ottenere lo scorrimento totale della graduatoria, è comunque aperto ad ogni soluzione anche in funzione di eventuali interpellanze e interrogazioni parlamentari.

    Per molti uffici l’immissione di nuovo personale all’esito del nostro concorso rappresenta l’ultima chiamata per la sopravvivenza della macchina giustizia.