ASSISTENTI GIUDIZIARI, PRESENTATE DUE INTERROGAZIONI PER LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA. FERRARESI E MORRONE: “OBIETTIVO PRIORITARIO DEL MINISTERO”

Sono questi i giorni che precedono la presentazione del Ddl di Bilancio con cui il Governo scoprirà le sue carte e, quindi, si capirà se saranno stanziate le risorse necessarie allo scorrimento totale della nostra graduatoria.

Le premesse perché si realizzino le speranze di 1860 persone che attendono notizie certe sul proprio futuro lavorativo sembrano esserci, almeno stando alle dichiarazioni rese dai due Sottosegretari alla Giustizia, Vittorio Ferraresi e Jacopo Morrone.

L’11 ottobre scorso, Ferraresi ha risposto, in occasione del question time presso la Commissione Giustizia della Camera, a due interrogazioni presentate, la prima, da Ciro Maschio e Maria Carolina Varchi di Fratelli d’Italia e, la seconda, da Federico Conte di Liberi e Uguali.

L’On. Ciro Maschio, facendo riferimento al fatto che nella Nota di Aggiornamento al Def il Governo si è impegnato ad investire sul personale della Giustizia, ha ricordato che il profilo dell’assistente giudiziario è una figura fondamentale per il corretto funzionamento degli uffici giudiziari e per l‘assistenza ai magistrati sia nei tribunali che negli uffici della Procura della Repubblica”. Ha chiesto, quindi, se via Arenula “intenda adottare iniziative per consentire lo scorrimento dell’intera graduatoria, permettendo non solo al dipartimento di organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi ma a tutti i dipartimenti del Ministero della Giustizia di farvi ricorso per colmare gli attuali vuoti di organico che si registrano anche nel dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e nel dipartimento per la giustizia minorile e di comunità”.

Nella sua risposta, Ferraresi ha evidenziato che: “La volontà del Ministero di consentire lo scorrimento ulteriore della graduatoria procedendo all’assunzione quantomeno di parte dei successivi concorrenti giudicati idonei all’esito delle prove concorsuali, rimane confermata e ribadisco, rimane confermata e ribadisco ancora, rimane confermata”. Sulla necessità di ribadire, per 3 volte, lo stesso concetto crediamo abbia influito la legittima attività di pressione che il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sta conducendo nei confronti del Governo, con l’obiettivo di avere risposte chiare.

Successivamente, ha esaminato i vari aspetti della politica assunzionale che il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, intende portare avanti, partendo dal presupposto che l’obiettivo prioritario del Ministero volto alla riorganizzazione del sistema giustizia non può che partire, infatti, dall’organizzazione interna attraverso l’auspicata copertura pressoché integrale delle dotazioni organiche del settore, ponendo l’accento sulla valorizzazione delle politiche del personale e del ruolo delle risorse umane”.

In merito al perseguimento di questo traguardo, il Sottosegretario ha fatto riferimento alla richiesta da parte del Ministero della Giustizia di ulteriori risorse per l’assunzione, già predisposta dal precedente Esecutivo, delle 200 unità per le quali, ormai da mesi, si attende il via libera del Ministero della Pubblica Amministrazione. Quindi, ha annunciato che via Arenula sta seguendo e monitorando l’iter legislativo di un “pacchetto normativo”, volto ad accedere a circa 7.000 assunzioni nella pubblica amministrazione. Ferraresi ha evidenziato la possibilità di inserire nel cosiddetto “Decreto Genova”, emanato dal Governo per far fronte alla situazione di emergenza determinatasi in seguito al crollo del ponte Morandi, emendamenti che prevedano assunzioni straordinarie per il biennio 2018-2019 di un contingente massimo di 180 unità di personale amministrativo non dirigenziale attingendo alle graduatorie vigenti ovvero espletando nuove procedure concorsuali.

Nella sua risposta all’interrogazione posta dall’On. Maschio, Ferraresi ha annunciato che “è stato proposto l’inserimento, nel testo della legge di bilancio in procinto di essere presentato in Parlamento, di un programma di assunzioni di 2.000 unità di personale amministrativo giudiziario nel triennio 2019-2021 e ha confermato che, per ovviare alle carenze di organico dei vari Dipartimenti del Ministero, sarà possibile attingere anche alla nostra graduatoria. Ha concluso, poi, il suo intervento ribadendo che “Il Ministero è, quindi, presente ed accorto alla valorizzazione del personale, alla sua riqualificazione ed alla creazione di nuovi percorsi assunzionali”

È stata, poi la volta della seconda interrogazione presentata dall’On. Federico Conte di Leu, che ha chiesto a Ferraresi come intenda attivarsi rispetto al tema dello scorrimento della graduatoria del concorso per assistente giudiziario e rispetto a quello più complessivo dei lavoratori precari della giustizia che, da diversi anni, tengono in piedi l’organizzazione e nutrono preoccupazione per il loro futuro”.

Il Sottosegretario ha ribadito ancora una volta che la graduale assunzione di un cospicuo numero di concorrenti ritenuti idonei al concorso per assistenti giudiziari è considerata una priorità del Ministero nella direzione della copertura dei posti vacanti del settore, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili e con quelle da reperire in ordine all’ampliamento delle assunzioni come di recente programmato”. Si è, poi, ulteriormente sbottonato affermando che “se abbiamo bisogno di 2000 più 5000, è chiaro che i 1800 rientrano abbondantemente dentro”, laddove per 1800 intendeva evidentemente gli idonei restanti.

Non soddisfatto della risposta ricevuta da Ferraresi, Conte ha incalzato il Sottosegretario chiedendo a muso duro: “Avete a disposizione una graduatoria già formata a seguito di una selezione pubblica. Lo scorrimento integrale di questa graduatoria, con la legge di Stabilità, lo proporrete? Sì o no?”. Ferraresi ha pronunciato un sonoro: “Si”.

Le sue dichiarazioni fanno il paio con quelle rese appena due giorni prima, il 9 ottobre, dall’altro Sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone che, rispondendo nell’aula di Montecitorio ad una interrogazione a firma di Pierantonio Zanettin di Forza Italia, concernente le carenze di personale amministrativo nel distretto della Corte d’Appello di Venezia, ha affermato “che uno degli obiettivi cardine di questo Ministero sarà quello di rendere l’amministrazione della giustizia un servizio efficiente e capace di produrre decisioni in tempi congrui e ragionevoli, così da non trasformare lo svolgimento del processo in una pena senza fine o in una richiesta di giustizia costantemente denegata. In tale direzione, un’attenzione particolare sarà riservata alle politiche del personale che dovranno tendere al completamento delle piante organiche del personale dell’amministrazione giudiziaria e di magistratura, tramite lo scorrimento delle graduatorie e nuovi concorsi di carattere straordinario, anche in aggiunta alle facoltà assunzionali previste”.

Come sempre, dopo parole franche e rassicuranti, si attendono fatti concreti. E la prossima settimana potrebbe essere quella giusta.

AL XXXIV CONGRESSO NAZIONALE FORENSE, ANM E CNF CHIEDONO INVESTIMENTI SULLE RISORSE DELLA GIUSTIZIA E BONAFEDE CONFERMA

Dal 4 al 6 ottobre la città di Catania ha ospitato il XXXIV Congresso Nazionale Forense che, quest’anno, ha affrontato il tema relativo al ruolo dell’avvocato per la democrazia e nella Costituzione. Una tre giorni di incontri e dibattiti a cui hanno preso parte i massimi rappresentanti dell’Avvocatura e delle istituzioni giudiziarie. La presenza più attesa era quella del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che intervenendo nella prima giornata del Congresso ha parlato a lungo del programma di riforma della giustizia che intende attuare, con un particolare riferimento al mondo dell’Avvocatura.

Nel suo intervento, il Guardasigilli ha voluto sottolineare i diversi punti di confronto con le istituzioni forensi ma è tornato anche sul Ddl “Anticorruzione”, sul tema delle intercettazioni e sulla riforma del processo civile. L’obiettivo è quello di restituire al processo la sua sede naturale di difesa delle garanzie dei cittadini con particolare attenzione alla qualità di tutta l’attività giudiziaria e processuale. Secondo Bonafede, occorre dare nuovo ossigeno alla giustizia mediante un approccio sistemico, soprattutto perché sono gli stessi cittadini a non comprenderne più le dinamiche. Serve un vero e proprio “restyling”, a partire dalle fondamenta e cioè dalle risorse.

Voglio chiarire che ci sarà un investimento importantissimo sulle risorse della giustizia. Abbiamo bisogno di tribunali che nella quantità dei magistrati e del personale amministrativo possa far fronte ai cittadini che si rivolgono al sistema giustizia. Questa priorità è assolutamente nelle intenzioni del Governo. Non voglio darvi i numeri precisi perché non sono abituato a dare i numeri fino a quando quei numeri non saranno approvati, non scritti nero su bianco perché sono già scritti nero su bianco e sono numeri importanti”.

Dichiarazioni significative che avranno fatto sobbalzare dalla poltrona il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Francesco Minisci che, intervenuto poco prima, aveva chiesto di nuovo e con forza l’assunzione degli idonei del concorso per il profilo di assistente giudiziario. Quello dell’immissione di nuove risorse nel comparto giustizia è da sempre un tema particolarmente caro all’Anm secondo cui, ormai da troppo tempo, il sistema giudiziario italiano è costretto ad affrontare gravi e numerose criticità, alcune facilmente risolvibili attraverso interventi snelli e di rapida realizzazione mentre altre necessitano di interventi di sistema e di risorse. In sintesi, serve una visione lungimirante da parte del Governo

Deve essere chiaro il messaggio che i micro-interventi non portano lontano, così come interventi complessivi ed efficaci non possono prescindere dalla destinazione al settore Giustizia di importanti ed imponenti risorse economiche” ha spiegato Minisci, a proposito delle difficoltà più gravi del nostro sistema giudiziario.

Certamente una delle piaghe del nostro sistema è la lentezza dei processi. Una risposta giudiziaria che arriva dopo molti anni non è una risposta efficace e, talora, non è affatto una risposta. Quindi siamo tutti d’accordo che la riduzione dei tempi di celebrazione dei processi è uno dei primi interventi necessari per ridare efficienza al sistema. Snellimento ed accelerazione dei processi e redistribuzione delle piante organiche dei magistrati sul territorio nazionale sono due tra le prime misure che potrebbero essere adottate e a costo zero. Poi, è prioritario coprire i vuoti di organico del personale amministrativo pianificando bandi di concorso in maniera sistemica e partendo dal reclutamento degli oltre 2.500 giovani idonei dell’ultimo concorso che sono in attesa dello scorrimento delle graduatorie prima che queste scadano”.

Un intervento, quello di Minisci, concreto e stringente, volto ad accomunare Magistratura e Avvocatura nella battaglia per il perseguimento di un ambizioso ma ormai ineludibile obiettivo: quello “della efficienza del servizio e della tutela dei cittadini, dei loro diritti e delle loro garanzie”.

Alle parole de massimo esponente dell’Anm, si aggiungono quelle del Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin che l’8 ottobre ha incontrato il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno. Nel corso del colloquio è stato affrontato anche il tema degli investimenti nel sistema giustizia. Mascherin ha manifestato la condivisione sulla necessità di assumere personale per coprire i vuoti di organico nelle cancellerie degli uffici giudiziari. Un tema che il Presidente del Cnf aveva già affrontato nel suo discorso inaugurale al Congresso, dove ha ricordato che le vere riforme dipendono prima di tutto dagli investimenti sugli organici dei magistrati, sul personale e sull’edilizia giudiziaria.

Importanti anche le dichiarazioni di Barbara Fabbrini, Direttore Generale del Personale e della Formazione presso il Ministero della Giustizia, rilasciate al portale “Giustizia Caffè” a cui ha ribadito l’intenzione da parte della nuova amministrazione di voler dare continuità a quanto già stato fatto nella precedente, specie in tema di politiche assunzionali.

E’ evidente che magistrati, avvocati, operatori della giustizia non possano lavorare se mancano le risorse e quindi possiamo anche fare il più bel processo civile o penale sulla carta ma se mancano uomini e mezzi, la giustizia non va avanti. Eravamo arrivati già ad un buon punto nella scorsa legislatura, continueremo su quella strada investendo ulteriormente, con un’attenzione particolare all’esaurimento della graduatoria degli idonei del concorso con l’investimento nella digitalizzazione non solo nel processo civile ma anche nel processo penale telematico”.

La Fabbrini ha voluto ringraziare anche l’Avvocatura per la costante collaborazione.

L’Avvocatura è, e sarà sempre, un interlocutore determinante per il Dipartimento ed un istituzione di dialogo sul tema delle risorse proprio a partire dal processo civile telematico. È stata un importante termine di confronto nel momento in cui abbiamo parlato di personale amministrativo e credo che il discorso del Presidente Mascherin e del Presidente dell’Anm lo abbiano sottolineato”.

Fin qui le parole, certamente incoraggianti del Ministro della Giustizia e vertici degli organismi rappresentativi di toghe e avvocati. Ora la palla passa all’Esecutivo.

Nelle stanze dei bottoni il Governo sta mettendo mano alla prossima Legge di Bilancio. Bonafede ha dichiarato che i numeri sono già lì, nero su bianco e sono pure importanti. Prima, di essere ufficializzati, devono essere approvati.

Il Ciag, il prossimo 21 ottobre, compirà un anno. Se quei numeri diventassero veri, dando vita alle speranze di 1860 persone ed altrettante famiglie, sarebbe davvero un bel regalo.

ASSUNZIONI ASSISTENTI GIUDIZIARI, BARBARA FABBRINI: “IMPEGNO PER L’ ESAURIMENTO DELLA GRADUATORIA DEGLI IDONEI DEL CONCORSO”

In occasione del Congresso Nazionale Forense che si sta svolgendo a Catania, la dott.ssa Barbara Fabbrini, Direttore Generale del personale e della formazione presso il Ministero della Giustizia ha rilasciato una intervista a “Giustizia Caffè”.

La Fabbrini è la dirigente che ha seguito l’iter che ha condotto al bando del concorso per assistenti giudiziari ed i successivi sviluppi relativi agli ulteriori scorrimenti della graduatoria. Il fatto che sia stata confermata al suo posto dal nuovo Ministro, Alfonso Bonafede, rappresenta per i restanti 1800 idonei una garanzia di continuità con riferimento alle politiche assunzionali avviate dall’ex Guardasigilli Andrea Orlando.

Rispondendo alle domande di “Giustizia Caffè” ha voluto richiamare il discorso tenuto, poco prima, da Bonafede il quale aveva ribadito di volere investire sulle risorse del personale con un impegno consistente, la cui effettiva entità sarà, molto verosimilmente svelata, in occasione dell’ormai imminente disegno di legge di bilancio.

Il Ministro Bonafede, ha intenzione di investire, a partire dalle risorse del personale, con un impegno consistente di cui ancora non possiamo declinare numeri e cifre, proprio perché in questi giorni si sta definendo, con un impegno assolutamente costante del Governo non solo da parte del Ministro, per le assunzioni del personale amministrativo. Il Ministro ha dichiarato che andrà in continuità anche con le precedenti azioni già instaurate in tema di personale ed informatizzazione. Niente di meglio che avere una continuità nel Dipartimento dell’Organizzazione del Ministero della Giustizia. Riusciremo, credo, ad impostare e portare a termine delle importanti necessità che sono state sottolineate anche dal presidente Mascherin nel suo discorso di apertura”.

La Dott.ssa Fabbrini ha voluto porre l’accento anche sulla necessità di garantire una migliore qualità della Giustizia.

Direi che parlando di qualità della giustizia siamo arrivati a mettere in campo iniziative determinanti. Occorrerà parlare di vuoti di organico, non soltanto di risorse che mancano, ma anche di qualità della giustizia. Io penso che le risorse non siano indifferenti alla giurisdizione. E’ evidente che magistrati, avvocati, operatori della giustizia non possano lavorare se mancano le risorse e quindi possiamo anche fare il più bel processo civile o penale sulla carta ma se mancano uomini e mezzi, la giustizia non va avanti. Eravamo arrivati già ad un buon punto nella scorsa legislatura, continueremo su quella strada investendo ulteriormente, con un’attenzione particolare all’esaurimento della graduatoria degli idonei del concorso con l’investimento nella digitalizzazione non solo nel processo civile ma anche nel processo penale telematico”.

Dichiarazioni importanti che confermano le intenzioni del Ministro Bonafede che in più occasioni ha ribadito la necessità di investire sul potenziamento delle politiche assunzionali dichiarando che farà richieste molto ambiziose.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari ringrazia la Dott.ssa Barbara Fabbrini, per la disponibilità dimostrata in favore della nostra causa.

IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ANNUNCIA L’ ATTO DI INDIRIZZO PER L’ ANNO 2019 E PUNTA SUL RILANCIO DELLE POLITICHE ASSUNZIONALI

Lo scorso 27 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato la nota di aggiornamento al Def, un passo preliminare alla presentazione da parte del Governo della prossima legge di bilancio. Una vera e propria road-map con la quale l’Esecutivo scopre le sue carte mettendo nero su bianco i suoi obiettivi per la crescita del Paese.

Il 28 settembre, il Ministero della Giustizia ha reso noto l’Atto di Indirizzo per il 2019. Si tratta di un documento in cui il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, definisce le priorità politico-istituzionali da realizzare a livello strategico allineandosi al processo di formazione del bilancio di previsione relativo al prossimo anno. Il Ministro della Giustizia ritiene che il piano di riforme in materia di Giustizia contenute nel contratto di Governo, potrà realizzarsi soltanto con la copertura delle piante organiche, mediante lo scorrimento delle graduatorie già in essere e l’indizione di nuovi concorsi.

A questo proposito, Bonafede intende implementare la politica assunzionale già adottata nella precedente amministrazione, dapprima attraverso la razionalizzazione delle piante organiche e il loro adeguamento alle reali esigenze delle singole strutture territoriali, per poi procedere alla copertura dei vuoti di organico di personale amministrativo e di magistrati. Un concorso, quello per il profilo professionale di assistente giudiziario, indetto nel 2016, dopo venti anni dall’ultimo. Una graduatoria composta da 4915 persone, 2845 delle quali già in servizio mentre altre 200 sono in attesa del decreto di assunzione. Restano circa 1860 idonei e per il 2019 sono previsti numerosi pensionamenti, anche in considerazione della probabile riforma delle Legge Fornero che prevede l’introduzione della cosiddetta quota 100.

Non a caso, la parte finale dell’Atto di indirizzo riporta “le direttrici portanti per la costruzione della programmazione strategica per l’anno 2019 che verranno indicati nel Piano della Performance triennale, contenente la Direttiva annuale 2019, in coerenza con i contenuti della programmazione economico-finanziaria generale”. Al primo punto c’è “il rilancio di una politica sul personale, verso la piena copertura ed eventuale ampliamento delle piante organiche e la creazione di un ambiente di lavoro orientato al benessere organizzativo che, sottolinea il Guardasigilli, “dovrà attuarsi attraverso politiche del personale che dovranno tendere al completamento delle piante organiche del personale dell’amministrazione giudiziaria, della magistratura (anche prevedendo ampliamenti della pianta organica), nonché della polizia penitenziaria, tramite lo scorrimento delle graduatorie e di nuovi concorsi di carattere straordinario anche in aggiunta alle facoltà assunzionali previste

Significativo appare anche il secondo punto che riguarda L’avanzamento delle politiche di digitalizzazione, con l’implementazione del Processo Penale Telematico e l’estensione del Processo Civile Telematico in Cassazione”, in cui è indicato l’obiettivo di proseguire nel processo di digitalizzazione tanto nell’ambito della giurisdizione quanto in quello dell’attività amministrativa, al fine di innalzare ulteriormente il livello dei servizi garantiti ai cittadini e alle imprese attraverso le piattaforme telematiche. Emerge, dunque, la necessità di avere a disposizione i cosiddetti nativi digitali o, più in generale, persone che hanno già acquisito sufficiente dimestichezza con i principali strumenti telematici. Requisiti, questi, di cui gli idonei assistenti giudiziari sono certamente provvisti.

Fondamentale, poi, il quinto punto concernente “una giustizia diffusa sul territorio e vicina ai bisogni dei cittadini” con l’obiettivo di “proseguire nella realizzazione di una diffusa rete di sportelli di prossimità per agevolare l’accesso ai servizi della giustizia anche agli utenti, cittadini ed imprese, che risiedono in quelle aree del territorio penalizzate dalla minor vicinanza alle sedi giudiziarie; prevedendo altresì, in casi peculiari, una possibile riorganizzazione degli uffici giudiziari a partire da quelli del Giudice di Pace”. Appare evidente l’urgenza di rispondere alle istanze della cittadinanza in materia di Giustizia, attraverso nuovo personale amministrativo qualificato. La lettura di questo documento non può, dunque, che dare ulteriore vigore alle istanze per le quali il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari si sta battendo da quasi un anno.

Quella per il profilo professionale di assistenti giudiziari è l’unica graduatoria attualmente valida da cui attingere personale amministrativo: per questo il suo scorrimento è indispensabile. Lo stesso Bonafede, che dal giorno dell’insediamento del Governo, sta lavorando in totale sinergia con il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ha più volte ribadito la necessità di nuove politiche assunzionali che consentano un miglior funzionamento del comparto giustizia, consapevole che nessuna riforma, anche la migliore, è davvero attuabile se manca il personale.

Aggiungiamo che lo scorrimento integrale della graduatoria, formata da persone altamente qualificate, rappresenta uno strumento indispensabile per attuare quel ricambio generazionale del quale si avverte sempre di più l’urgenza non soltanto per il bene del nostro Paese ma anche per consentire ad un’intera generazione di pensare una progettualità di vita che ad oggi non c’è.

IL GOVERNO APPROVA LA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DEF CON INVESTIMENTI PER LE CARENZE DI ORGANICO NELLA GIUSTIZIA

Il 27 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza all’interno del quale vengono messe per iscritto tutte le politiche economiche e finanziarie decise dal Governo. Una sorta di cornice di quella che sarà la legge di bilancio prevista per il 2019 e la cui stesura è attesa per i prossimi giorni. Dal testo emergono le linee programmatiche adottate soprattutto per il settore giustizia e per la pubblica amministrazione che ci riguardano direttamente.

Si parte da un assunto di fondamentale importanza. Ad oggi, infatti, le misure che sono state adottate negli ultimi anni, hanno inciso in maniera favorevole sull’efficienza della giustizia ed il consistente arretrato dei procedimenti civili pendenti, specie quelli civili, è diminuito notevolmente. Ma non basta perché i tempi necessari alla risoluzione delle cause civili restano tra i più elevati di tutta l’Unione Europea. Le criticità dovute alla durata dei processi non fanno onore al nostro Paese. Di qui, l’obbligo di programmare interventi idonei a garantire un’ulteriore riduzione delle pendenze.

Il Governo metterà in campo molteplici interventi, sia in campo penale sia civile, accompagnati da investimenti strutturali per far fronte alle carenze di organico per magistrati e personale amministrativo”. Tre righe chiare e sintetiche. Queste parole, messe nero su bianco, collimano perfettamente con le dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, che dal giorno dell’insediamento dell’Esecutivo giallo-verde, stanno lavorando in assoluta sinergia per garantire una pubblica amministrazione ed una giustizia più efficienti.

Si possono pianificare le migliori riforme ma se manca il personale che le attua, non c’è partita. Si resta fermi al palo. Il fatto che si debba intervenire per migliorare le condizioni ed il funzionamento della giustizia è un dato oggettivo. Lo stesso Guardasigilli, più volte, a proposito del programma che intende attuare, ha ribadito l’importanza di un approccio sistemico sottolineando la necessità di indagare sulle cause che rallentano il funzionamento dell’intero comparto giustizia.

Lo stesso discorso vale anche per la pubblica amministrazione che, negli ultimi anni, è stata più volte oggetto di svariate riforme e tentativi di riforma. Il Def dispone che “Il Governo intende muoversi in maniera mirata nel solco di una riforma digitale della Pubblica Amministrazione che modernizzi e migliori i rapporti tra cittadino o impresa e la PA. Si attueranno semplificazioni e riduzioni dei costi per cittadini ed imprese attraverso procedure telematiche uniformi sul territorio e tipicizzate, onde ridurre le incertezze amministrative e facilitare la fruizione dei servizi e l’attività di impresa”.

Semplificazione delle procedure e digitalizzazione, dunque. Una riforma ambiziosa e già largamente annunciata che presuppone un terzo elemento e cioè l’ingresso di risorse specializzate e qualificate. Concetti che il Ministro Bongiorno ha ribadito all’indomani dell’approvazione della nota di aggiornamento al Def, ospite di Tagadà, su La7.

In questi anni c’è stata una serie di tagli, come se tagliare volesse dire comunque risparmiare. Le faccio l’esempio del settore giustizia. A furia di tagli, la giustizia si è bloccata perché non c’è più personale. Poi si dice che in Italia non vengono a fare investimenti perché la giustizia è paralizzata. Questo perché è stato bloccato un asset. Se io investo con personale, con qualcosa che fa ripartire la giustizia, non sto spendendo ma investendo. Secondo noi, taglio non significa risparmio ma rinunzia. Noi, invece, vogliamo mettere dei soldi nei settori strategici anche nella pubblica amministrazione”.

Parole incoraggianti che intendono sottolineare l’urgenza di un ricambio generazionale che, però, non significa necessariamente rottamare il vecchio. Tuttavia, secondo la Bongiorno, l’assunzione di forze giovani è fondamentale per consentire al nostro Paese di cominciare quel processo di digitalizzazione più volte annunciato ma mai partito realmente ed al quale ha fatto riferimento anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che rispondendo alle domande dei giornalisti sull’approvazione della nota di aggiornamento al Def, ha parlato di una manovra seria, meditata e coraggiosa. Il Capo del Governo ha ribadito che l’Esecutivo intende puntare molto sugli investimenti soprattutto per quelle riforme definite strutturali, come quella che consentirà l’accelerazione dei processi civili e la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione.

Questi gli intenti e le dichiarazioni del giorno dopo. Siamo tutti consapevoli che questo è un momento cruciale per la vita politica di questo Paese. Il Governo, infatti, ha programmato di fissare il rapporto deficit/Pil al 2,4% ed i mercati finanziari non hanno gradito. Queste, però, sono disquisizioni che lasciamo agli economisti ed agli editorialisti dei grandi giornali.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è consapevole che questo è un momento davvero delicato della sua storia che, il prossimo 21 ottobre, compirà un anno. Nato a soli tre giorni dalla conclusione delle prove orali, il Ciag sta lavorando senza sosta per raggiungere un traguardo che al momento della sua costituzione sembrava quasi impossibile. Invece, quell’obiettivo così remoto ed insperato piano, piano, comincia a prendere forma.

L’unica risposta che si può dare alle carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari è l’obbligo di assumere nuove risorse preparate, motivate e specializzate come gli idonei che già hanno preso servizio nei tribunali italiani e come coloro che restano ancora in graduatoria ed attendono fatti concreti dopo dichiarazioni e parole ormai stereotipate.

Se questo davvero è un governo del cambiamento cominci subito con il dare delle risposte investendo su un’intera generazione che chiede solo di dimostrare quello che vale e di dare il proprio contributo alla vita di questo Paese.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, IL MINISTRO BONAFEDE ANNUNCIA: “FARÒ RICHIESTE MOLTO AMBIZIOSE”

Alla vigilia della settimana decisiva per l’approvazione del Documento di Economia e Finanza, il confronto sulla manovra resta aperto. Di certo, per il Governo saranno giorni di scadenze importanti ed il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, assicura che l’obiettivo è quello di ottenere la manovra migliore per il Paese. Finora, solo congetture, ipotesi e supposizioni con un Ministro dell’Economia assediato dalle richieste dei due principali azionisti della maggioranza. In attesa del Def, fa discutere il Ddl “Concretezza” approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 13 settembre. Un disegno di legge dal nome evocativo che il Ministro della Pubblica Amministrazione ha voluto denominare così’ per sottolineare quello che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe essere un concreto cambio di passo della Pubblica Amministrazione.

Lotta all’assenteismo, digitalizzazione e nuove assunzioni, i tre capisaldi del disegno di legge. La Bongiorno, infatti, è sempre più convinta che il rinnovamento della Pubblica Amministrazione debba passare necessariamente attraverso l’assunzione di forze fresche ed in grado, tra l’altro, di implementare quel processo di digitalizzazione che finalmente consentirà al nostro Paese di stare al passo coi tempi. Il provvedimento prevede che, attraverso lo sblocco del turn-over, le amministrazioni dello Stato possono effettuare, a decorrere dal 2019, assunzioni di personale a tempo indeterminato in misura pari a quello cessato dal servizio e che, previa presentazione di un piano di fabbisogno del personale al Ministero della Pubblica Amministrazione, esse possono procedere ad assunzioni a tempo indeterminato di vincitori di concorso o allo scorrimento delle graduatorie vigenti, nel limite massimo dell’80% delle facoltà assunzionali per ciascun anno.

In un’intervista rilasciata il 17 settembre scorso ai microfoni di “Zapping” su Radio 1, il Ministro ha delineato un piano di circa 450mila assunzioni che, tuttavia, non avverranno in maniera generalizzata ma si tratterà di ingressi mirati rispetto alle reali esigenze dei diversi comparti di una pubblica amministrazione, sempre meno eterogenea ed in grave ritardo rispetto a quella di altri Paesi europei.

È impossibile, anche tecnicamente assumere 450mila persone entro il 2019. Questo è il numero che verrà a mancare perché in questi anni non c’è stata la sostituzione dei dipendenti che via via uscivano, con i nuovi che entravano. I dipendenti della pubblica amministrazione hanno un’età estremamente avanzata ed il loro numero è nettamente inferiore a quello degli altri Stati Europei”. Ha poi aggiunto: “Siccome sono il Ministro della Pubblica Amministrazione, io voglio il meglio e, soprattutto, non voglio che il settore giustizia, che tutti sappiamo essere un asset fondamentale per il Paese, sia bloccato perché mancano assistenti giudiziari e cancellieri”.

Dal giorno dell’insediamento dell’Esecutivo, il Ministro Bongiorno sta lavorando in totale sinergia con il Guardasigilli Alfonso Bonafede perché quello della giustizia è uno di quei comparti che più di tutti ha necessità di assunzioni. E allora la palla passa al titolare di Via Arenula che il 20 settembre scorso è intervenuto a Trani, al Congresso Nazionale Straordinario Aiga. Intervistato da Francesco Giorgino del Tg1, ha parlato dello stato di salute della giustizia, della presentazione del Def, del decreto “spazza corrotti” e di intercettazioni. Secondo Bonafede ci sono tutti i presupposti per migliorare il funzionamento della macchina Giustizia ma per fare questo è necessario un approccio sistemico. Un Francesco Giorgino sornione fa notare che il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha chiesto a tutti i dicasteri una vera e propria spending-review. La risposta di Bonafede non si fa attendere.

Nella giustizia più di quanto si è tagliato in questi anni non si può più tagliare. Sto facendo una dovuta e doverosa ricerca di eventuali avanzi economici e francamente ho qualche difficoltà a trovarli. Semmai, il Ministro Tria è ben consapevole che la giustizia rappresenta un nodo centrale anche dal punto di vista economico”.

Sulla giustizia bisogna investire non solo perché in uno Stato di diritto è giusto che i cittadini debbano vedere tutelati i loro diritti ma anche perché le imprese che lavorano all’interno dei nostri confini o anche coloro che intendono investire dall’estero hanno bisogno di sapere quanto deve durare un processo. Pertanto, una giustizia rapida efficiente è necessaria e fondamentale.

Chiederò un numero di assunzioni elevato perché è necessario avere un tessuto, in termini di organico, che risponda alle richieste di giustizia. Farò richieste molto ambiziose in questi termini. So di avere un Governo che vuole puntare, insieme con me, sulla giustizia e devo dire di avere trovato un interlocutore prezioso nel Ministro Bongiorno. Stiamo collaborando per cercare di portare nuovo ossigeno in termini di energie e risorse al settore della giustizia che è centrale per lo sviluppo e il futuro di questo Paese”.

A questo punto, l’atmosfera ufficiale e solenne dell’evento ha lasciato il posto ad un gustoso siparietto con Francesco Giorgino che, da giornalista di lungo corso, volendo interpretare il ragionamento del Guardasigilli, si è rivolto alla platea dicendo: Aspettatevi nuove assunzioni di magistrati e forse anche di personale di cancelleria”. Bonafede, da perfetta spalla, lo ha corretto affermando “Sicuramente, non forse”.

Intanto arrivano dichiarazioni importanti anche da parte del Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi che, intervistato da Sky Tg24, ha ammesso la necessità di nuove assunzioni nel comparto giustizia.

Abbiamo bisogno di interventi e di maggiori risorse a livello di uomini. Immagino che già con il decreto “concretezza” del Ministro Bongiorno e con l’intervento in Legge di Stabilità si possa far fronte a questa carenza con assunzioni nei vari comparti, In riferimento al nostro Ministero sicuramente bisogna puntare, vista la carenza di organico attuale, allo scorrimento delle graduatorie sia della polizia penitenziaria sia degli assistenti giudiziari. Questa sarà la nostra direzione e, poi, punteremo a concorsi straordinari perché i pensionamenti mettono a serio rischio la tenuta di questi corpi. Quindi sicuramente, entro questo 2018, si dovrà procedere a procedure assunzionali nei vari settori delle forze dell’ordine e della giustizia perché ne abbiamo assolutamente bisogno.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari prende atto con soddisfazione di queste parole ma si sta già muovendo perché esse trovino riscontro nei fatti. L’auspicio è che l’attesa e la speranza dei 1860 idonei che restano in graduatoria, si tramutino in un atto “concreto” come da disegno di legge. Sarebbe già un bel cambiamento.

ASSUNZIONI ASSISTENTI GIUDIZIARI, FERRARESI A SKYTG24: PUNTARE A SCORRIMENTO GRADUATORIE

Intervista di Skytg24 a Vittorio Ferraresi, sottosegretario alla giustizia sulle nuove assunzioni del comparto giustizia.

“Puntare allo scorrimento delle Graduatorie più bandire un concorso straordinario entro l’anno 2018. Assunzioni per 7000 unità di personale per il comparto giustizia”

Auspichiamo che nelle 7000 assunzioni annunciate possa esserci spazio per tutti gli idonei assistenti giudiziari, ancora in attesa in graduatoria in circa 1.800.

IL MINISTRO BONAFEDE A SKY TG24: “LE RIFORME SONO IMPORTANTI MA BISOGNA INVESTIRE SOLDI NELLA GIUSTIZIA”

Sabato 8 settembre, ore 11.30. Su Sky tg24 va in onda la prima puntata della nuova stagione de “L’intervista” condotta da Maria Latella. L’ospite è di tutto rispetto ed è il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. L’occasione è quella per discutere del disegno di legge contenente le misure per il contrasto alla corruzione, il cosiddetto “Spazza corrotti”, approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 6 settembre.

La legge introduce alcuni capisaldi considerati fondamentali come il Daspo ai corrotti, l’agente sotto copertura, forme di collaborazione dei pentiti anche per il fenomeno della corruzione, certezza della pena per chi sarà condannato in via definitiva. Certamente, una riforma impegnativa che, per essere attuata, ha bisogno di condizioni essenziali come un personale amministrativo all’altezza. E infatti, la domanda fatidica arriva poco dopo.

“…(…)…Però, invece, mi dirà cosa pensa dello studio che è stato presentato proprio a Cernobbio. In Italia ci vogliono ancora 514 giorni per una sentenza di primo grado, la media europea è di 255 giorni. Siamo andati un pochino meglio ma non di molto. La cosa che impressiona è che ci vogliono 8 anni, Ministro 8 anni per una sentenza in Cassazione !”.

La risposta del Ministro arriva chiara e coincisa.

Per venti anni la politica non si è occupata della giustizia che interessava ai cittadini. Io le posso dire che intanto abbiamo presentato la legge “spazza corrotti”. Nei prossimi due mesi, presenteremo ulteriori leggi di riforma della procedura civile e della procedura penale che permetteranno di accelerare i processi e le posso dire che è al vaglio di questo governo un forte livello di investimenti nella giustizia perché, chiaramente, si fanno le riforme a costo zero, e quelle sono importanti, ma poi bisogna investire soldi nella giustizia. Tra l’altro, sto lavorando fianco a fianco con il Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno ed abbiamo un’unità d’intesa totale su questo punto”.

Si tratta di affermazioni che confermano l’intenzione di Bonafede nell’affrontare l’annoso problema dei tempi biblici della Giustizia che determina, ogni anno, la cancellazione di centinaia di migliaia di processi a rischio prescrizione. Non a caso, via Arenula ha subordinato la riforma della prescrizione alla immissione di significative risorse nel settore.

Restano però, dichiarazioni ancora troppo generiche che non possono soddisfare il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari. Appare, infatti, fondamentale avere contezza delle cifre inserite nel piano di fabbisogno del personale che Bonafede, come gli altri colleghi di governo, ha presentato al Ministro della Pubblica Amministrazione poiché è da queste cifre che si capirà in che misura le parole del Guardasigilli avranno oggettivo riscontro nei fatti. D’altra parte la lentezza della giustizia italiana è essa stessa un fatto oggettivo.

La condizione del nostro sistema giudiziario è stata oggetto di uno studio presentato nel corso della 44° edizione del Forum Ambrosetti che si è svolto a Cernobbio dal 7 al 9 settembre. L’Italia, da alcuni anni, è tra i Paesi migliori in Europa per l’efficienza dei tribunali, ovvero per la capacità di questi ultimi di smaltire l’arretrato ma tra i peggiori per tempo di risoluzione delle cause.

Il nostro Paese è quello con i tempi più lunghi per la definizione di un procedimento civile. Tale lentezza si evidenzia per ogni grado di giudizio: 249 giorni per il primo grado, 604 per il secondo e 890 per il terzo. L’arretrato accumulato nel tempo è una delle peggiori cause: nel 2017, le pendenze nel civile e nel commerciale con contenzioso ogni 100.000 abitanti erano circa 4000. La conseguenza è che gran parte del nostro sistema giudiziario non rispetta quegli stessi limiti imposti dalla legge. Per migliorare il sistema giudiziario italiano lo studio redatto dal Forum Ambrosetti propone un incremento degli strumenti di valutazione della performance dei Tribunali e dei Magistrati, criteri manageriali nella gestione ed organizzazione dei Tribunali, misure e buone pratiche organizzative e corsi di management ed organizzazione con adeguati criteri e strumenti di valutazione.

Per fare tutto questo è necessario garantire adeguate risorse finanziarie, umane e tecnologiche. Lo stesso Ministro Giulia Bongiorno, intervenuta proprio a Cernobbio, ha sottolineato con forza la necessità di avviare in maniera concreta il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione che cambierà volto alla stessa ma anche alla giustizia. Intanto, il Ddl “Concretezza” è stato approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 13 settembre. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del testo, proprio il Ministro ha annunciato novità contro gli statali “assenteisti” ma, soprattutto, un importante piano di assunzioni.

Non un’infornata, ma un bel ricambio generazionale di qualità con giovani che abbiano le professionalità mancanti. Da quelle a sostegno della digitalizzazione, al personale della giustizia (cancellieri e assistenti giudiziari). Dagli specialisti nell’utilizzo dei fondi europei agli ingegneri esperti in controllo di gestione, al personale tecnico» ha sottolineato la Bongiorno, aggiungendo che «L’anno scorso c’è stato il blocco del 25% del turn-over. Noi lo togliamo e prevediamo procedure semplificate. Una sorta di liberalizzazione delle assunzioni».

Il via libera all’80% delle assunzioni previste verrà dato subito, considerando anche i pensionamenti che per il 2019 saranno tanti.

Nel frattempo, però, va registrata l’ennesima emergenza che proviene da un ufficio giudiziario italiano. È il turno di Ischia, un’isola meravigliosa, già provata dal recente terremoto. In occasione della recente visita del premier Giuseppe Conte, Francesco Cellammare, presidente dell’Assoforense di Ischia ed Ettore Ferrara, Presidente del Tribunale di Napoli, hanno sottoposto a Conte “ (…) il gravissimo problema della carenza di personale che si è acuito a causa dei trasferimenti dovuti alla precedente soppressione e poi in seguito alle proroghe” rimarcando che “(…) nella sezione distaccata isolana su 11 dipendenti previsti in organico ne sono attualmente presenti solo 4” e concludendo che “(…) all’ufficio del giudice di Pace, caso forse più unico che raro, manca proprio il cancelliere ormai quasi da un anno”.

Appare evidente che tra il dire ed il fare c’è ancora un lungo percorso fatto di riforme, legge di bilancio e turn over da gestire.

Il Ciag sta facendo la sua parte e attende che anche chi di dovere faccia la propria.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, UNO STUDIO DEL CIAG PER INVESTIRE IN NUOVE ASSUNZIONI NEL COMPARTO GIUSTIZIA

Che l’esaurimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari formatasi a seguito dell’espletamento del concorso bandito il 22 Novembre 2016 dipendesse dai conti pubblici statali è cosa ben nota ed il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari (CIAG) lo sa bene. Che la riforma della giustizia annunciata dal Ministro Alfonso Bonafede sia subordinata a nuove assunzioni di personale amministrativo è cosa altrettanto nota. È risaputo anche che il Guardasigilli ed il Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, dal giorno dell’insediamento dell’attuale Esecutivo, stanno lavorando in totale sinergia per garantire un ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e quindi nel comparto giustizia. Ad oggi, il Comitato ha raccolto sostegni importanti alle proprie istanze ma per tagliare il traguardo finale servono investimenti. Il CIAG, sulla base dei dati elaborati da Cinzia Rubino, ha fatto una stima di quanto è necessario, in termini economici, per le assunzioni che consentirebbero lo scorrimento integrale della graduatoria.
Dalla suddetta graduatoria residuano 1860 idonei da immettere negli uffici giudiziari entro il 2019. In particolare si stima che tra il gennaio 2019 e il dicembre 2021 andranno in pensione poco meno di 2000 unità di personale amministrativo appartenente alla fascia economica B2. Sulla base di questi dati è evidente che la totalità degli idonei non costituirebbe nel breve termine, biennio 2019/2021, un costo elevato per la pubblica amministrazione. Nello specifico, è necessario valutare due aspetti fondamentali quali le carenze effettive di personale e le risorse finanziarie disponibili.
Per quanto concerne il primo aspetto, considerata la mancanza di fonti ufficiali circa le carenze che riguardano il personale del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, si potrebbe affermare che la carenza attuale in area 2 ammonta a minimo 2.150 unità. Tale area è stata interessata nel 2017 dalla riqualificazione ex 21 quater di 1.770 unità tra cancellieri e ufficiali giudiziari transitati in area 3. A questi è da aggiungere una stima di circa 380 pensionamenti di assistenti giudiziari relativi al 2018 e di pensionamenti di altre figure di cui non c’è un numero preciso e che vanno ad aggiungersi ai 2.150.
Inoltre, in base all’accordo del 26 aprile 2017, sottoscritto dal Ministero della Giustizia con le OO.SS, l’amministrazione si è impegnata, entro il 30 giugno 2019, a definire l’intero processo di attuazione della progressione tra le aree dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari risultati vincitori ed idonei all’esito delle procedure selettive. Quindi entro giugno 2019 le 5.675 unità attualmente idonee tra cancellieri ed ufficiali giudiziari transiteranno in area 3 determinando una vera e proprio svuotamento in area 2. Pertanto nuove assunzioni di assistenti giudiziari sarebbero necessarie ma non sufficienti. Allo stato attuale, le soluzioni che consentirebbero l’immissione di nuovo personale amministrativo negli uffici giudiziari italiani sono due: la legge Madia ed il futuro DDL “Concretezza”.
Con l’approvazione nel 2017 della legge Madía, é stato superato il concetto di dotazione organica come concezione rigida a favore di una rimodulazione annuale della stessa in base ai fabbisogni dell’amministrazione. Ciò permette alle amministrazioni, in relazione al concetto di turnover, di non assumere necessariamente nei profili che risultano carenti ma in quelli ritenuti strategici, individuati anno per anno utilizzando le risorse finanziare derivanti dalle cessazioni dei rapporti di lavoro degli anni precedenti. Le assunzioni di assistenti giudiziari permetterebbero di colmare le attuali carenze nella seconda area dando il tempo all’amministrazione, in previsione del massiccio transito in area 3 ex 21 quater di 5.675 unità, di indire procedure concorsuali e/o di progressioni di carriera. Qualora l’indirizzo contenuto nella legge Madìa non fosse da solo sufficiente a garantire la copertura delle attuali carenze nell’area 2 con l’esaurimento della graduatoria degli idonei per il profilo di assistenti giudiziari, va fatto presente che, comunque, l’esaurimento della suddetta nell’anno 2019 sarebbe giustificato in base al prossimo DL “Concretezza” che permetterebbe di anticipare al 2019 le assunzioni per turn-over che si andrebbero a determinare nel corso del triennio 2019-2021. Per il profilo in esame, esse riguarderebbero circa 1920 unità, laddove circa 380 saranno i pensionamenti relativi al 2018 a cui sommarne ulteriori 1.540 stimati nel triennio 2019/2021 per un totale di 1.920 contro i 1860 idonei disponibili.
Il costo annuale per ogni assistente giudiziario è stimato in circa € 33.000 per assistente; pertanto il costo totale per l’assunzione dei 1860 idonei è stimabile in circa € 61.380.000. La somma ivi presentata è indicativa, poiché la stima esatta deve tenere altresì conto di altri dati, alcuni non calcolabili adesso ma solo stimabili e cioè le eventuali rinunce e dimissioni future degli idonei e quelle delle precedenti assunzioni che sappiamo essere di circa 142 tra rinunce e dimissioni.
Allo stato attuale è nelle disponibilità del Ministero la somma di 29.952.226 euro, facente parte del fondo finora utilizzato per le assunzioni degli idonei assistenti giudiziari, istituito con legge di bilancio 2015. Alla suddetta somma si aggiungono le risorse residue disponibili da turn-over per gli anni 2014/2016 ovvero 554.672,28 euro, che si sommano a circa 10.000.000 di euro (budget al 25% per turn-over 2018 da cessazioni del 2017), dai cui andrebbero sottratte risorse per l’assunzione di 200 assistenti giudiziari in fase di autorizzazione alla Funzione Pubblica per circa 8.000.000 euro. Va aggiunto, poi, un budget stimato in 40.000.000 di euro per il turn-over 2019 da cessazioni 2018. Il tutto per un importo di 42.554.692,28 euro, che aggiunti ai 29.952,226 del fondo di cui sopra determinano un totale attualmente disponibile pari a 72.506.918,28 euro.
Questa la cifra disponibile considerando come budget da turn-over solo quelli fino al 2019. Se volessimo prendere in considerazione anche la possibilità offerta dal DL “Concretezza”, la cifra disponibile arriverebbe a 152.506.918,28 euro, di cui 128.506,28 utilizzabili già nel 2019 e 24.000.000 in seguito, poiché anche per il 2020 ed il 2021 si stimano in circa 40.000.000 di euro l’anno le risorse disponibili da turn-over. Risulta pertanto evidente come la questione finanziaria non si ponga.
Da questi numeri appare chiaro che investire nel settore giustizia con l’assunzione dei restanti idonei della graduatoria per il profilo di assistenti giudiziari è condizione essenziale per il funzionamento del comparto giustizia e della pubblica amministrazione tutta.

Per visualizzare il documento completo cliccare sul seguente link:

http://www.idoneigiustizia.it/wp-content/uploads/2018/09/BILANCIO-PREVENTIVO-DI-ASSUNZIONE-RESTANTI-IDONEI-ASSISTENTI-GIUDIZIARI-cinzia_finale.pdf

LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SECONDO ALFONSO BONAFEDE E GIULIA BONGIORNO

A tre mesi dalla nascita del Governo Conte la politica scalda i motori, soprattutto in vista della ripresa dei lavori parlamentari. Quella che sta per ricominciare sarà una stagione calda su tutti i fronti, a partire dalla legge di bilancio con annesse le tanto attese riforme già pubblicizzate abbondantemente sui “giornaloni”.

La riforma della pubblica amministrazione, che in questi giorni ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica con le sue 450mila assunzioni annunciate dal Ministro Giulia Bongiorno tiene conto anche di un’altra importante riforma che è quella della giustizia, da sempre un delicato banco di prova per il Guardasigilli di turno.

Abolizione della prescrizione, blocco della riforma delle intercettazioni, pene più severe, un nuovo piano di edilizia penitenziaria, lotta alla corruzione, riapertura dei vecchi tribunali, stop alle “porte scorrevoli” per i magistrati in politica. Questi, in sintesi, i punti salienti del Bonafede-pensiero, contenuti nel contratto di governo redatto da Lega e Movimento 5 Stelle. L’obiettivo è quello di garantire alla collettività una giustizia rapida ed efficiente anche attraverso “il completamento delle piante organiche di magistratura e del personale amministrativo degli uffici giudiziari, con attenta valutazione della relativa produttività”. Che tradotto in parole povere significa rafforzamento delle politiche assunzionali con l’immissione di nuovo personale negli uffici giudiziari. Una condizione essenziale per poter attuare la riforma della giustizia.

La questione relativa all’abolizione della prescrizione, in particolare, appare di fondamentale importanza poiché sarebbe legata all’assunzione di nuovo personale. Al momento, infatti, il dossier sulla prescrizione è subordinato alla riforma del processo civile e alle nuove assunzioni nel comparto giustizia.

In pratica, si tratta di verificare se il contenzioso arretrato dei tribunali italiani subirà un’accelerazione grazie alle nuove norme e agli investimenti per assumere nuovi magistrati e cancellieri.

Da ciò si può facilmente intuire quanto il tema assunzioni sia davvero di capitale importanza per il funzionamento del sistema giudiziario del nostro Paese.

Una cosa è certa. Dal giorno dell’insediamento del nuovo Esecutivo, il Guardasigilli Alfonso Bonafede ed il Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno stanno lavorando in totale sinergia proprio per garantire nuove assunzioni che permetteranno alla giustizia, e dunque anche alla pubblica amministrazione, di ripartire.

La Bongiorno ha chiesto ai suoi colleghi di governo di presentare, entro il 31 agosto, il proprio fabbisogno di personale in modo che si proceda ad assunzioni mirate.

Lo stesso Ministro, da qualche giorno al centro del dibattito pubblico per avere manifestato l’intenzione di procedere alla assunzione nel 2019 di 450.000 unità nella pubblica amministrazione, ha ribadito ai microfoni di “Zapping” su Radio1, che la giustizia è paralizzata anche per la mancanza di personale amministrativo.

Ha fatto tanto rumore la mia dichiarazione sull’importanza delle assunzioni perché io reputo che la pubblica amministrazione vada valorizzata e non tagliata. Escludo di fare infornate generalizzate. Le assunzioni saranno mirate, cioè non si assume tanto per, si assume se serve. Il numero che è circolato in questi giorni di 450mila assunzioni è la stima di un turn over al 100% nel triennio, un obiettivo che deve avere un governo che vuole costruire sulla pubblica amministrazione”.

Riguardo ai 1860 idonei assistenti giudiziari che restano in graduatoria ha aggiunto che “…(…) ..È verissimo che la giustizia è paralizzata anche per la mancanza di personale amministrativo, verissimo che io intendo insieme a Bonafede potenziare il settore giustizia. Pertanto, sicuramente nei prossimi mesi, spero entro fine anno, di poter dare una risposta a questi soggetti”.

Le assunzioni annunciate dal Ministro Bongiorno si rendono ancor più indispensabili a fronte del processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e del settore giustizia. “In questi anni si è parlato molto di digitalizzazione come di una cosa già avvenuta. In realtà è stato fatto molto poco. Quando io parlo di assunzioni, mi riferisco proprio alla necessità di assumere persone che siano in grado di fare questo tipo di trasformazione digitale. Se in Italia abbiamo i processi telematici ma mancano gli informatici, è tutto inutile. Per questo parlo di assunzioni mirate. Io, in questo, intendo investire molto e una parte delle assunzioni sarà destinata a questo settore”.

A conferma del fatto che entrambe le forze politiche che formano il governo sembrano consapevoli della gravità del problema della carenza di personale negli uffici giudiziari italiani e dell’urgenza con cui farvi fronte, giungono le dichiarazioni di Andrea Ostellari, Presidente della Commissione Giustizia del Senato ed esponente della Lega.

Il problema è far durare i processi in tempi ragionevoli. I magistrati si lamentano che non riescono a celebrarli perché mancano i cancellieri? Bene, con il Ministro Giulia Buongiorno si sta discutendo di un importante piano di assunzioni di personale amministrativo. Noi vogliamo far funzionare lo strumento. L’obiettivo da raggiungere è un processo veloce, da celebrarsi con tutte le garanzie”.

Dunque, le premesse per lo scorrimento totale della graduatoria ci sarebbero tutte, ma è necessario che dalle parole si passi ai fatti.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari monitorerà la situazione tanto più in una fase cruciale come questa che sarà scandita da alcuni passaggi fondamentali. Si partirà dal piano di fabbisogno di personale presentato dai Ministri, di cui si saprà qualcosa presumibilmente entro la metà di settembre. Entro il 27 settembre va presentata la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza e lì andrà tratteggiata la fisionomia della legge di bilancio che va trasmessa alle Camere entro il 20 ottobre.

Sul fronte politico si preannuncia un autunno molto caldo e, come si dice a Roma, le chiacchiere stanno a zero. Ora è tempo di fatti concreti.