BONAFEDE: “PIANO ASSUNZIONALE SOLO UN PRIMO PASSO” MA CI SONO LE PERPLESSITÀ DEI SINDACATI

Il 16 aprile, i segretari delle principali organizzazioni sindacali della Funzione Pubblica (FP-Cgil, Cisl-FP, UilPA) hanno pubblicato un documento con osservazioni e critiche rispetto allo schema di decreto con cui il Ministero della Giustizia predispone, tra l’altro, l’assunzione straordinaria di 903 idonei assistenti giudiziari, utilizzando le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio.

In questo documento, i sindacati esprimono forti perplessità su alcuni punti dirimenti del decreto che incrociano anche la tematica dello scorrimento integrale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

In primo luogo, le sigle sindacali lamentano che il decreto, nel prevedere l’assunzione per concorso di 1.850 funzionari giudiziari, non dica nulla sullo “scorrimento integrale delle graduatorie formate all’esito delle procedure selettive di transito dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari, rispettivamente nelle figure del funzionario giudiziario e del funzionario NEP, ex art. 21 quater della legge 132/2015”.

Tale scorrimento, che scaturisce da un accordo siglato dall’ex Ministro Andrea Orlando nel 2017, consentirebbe, tra l’altro, di realizzare le progressioni giuridiche in Area II attraverso il passaggio degli assistenti giudiziari nella figura di cancelliere esperto, liberando ulteriori posti nella dotazione organica del nostro profilo professionale.

In secondo luogo, i sindacati si lamentano del fatto che il decreto non faccia cenno al “fabbisogno di personale”, un istituto che “consente alle pubbliche amministrazioni di determinare gli organici di ciascuna area secondo le proprie specifiche esigenze, avendo come unico limite il rispetto dei vincoli di spesa per il personale previsti dalla legge”.

In una condizione di gravissime carenze di personale, i sindacati sottolineano che l’applicazione di questo strumento “consentirebbe all’amministrazione giudiziaria di rimodulare gli organici in funzione delle sue reali necessità e quindi di operare, nella programmazione assunzionale, secondo quella progettualità organizzativa di ampio respiro che i vecchi vincoli normativi e di bilancio rendevano praticamente impossibili da perseguire e realizzare”.

A questo proposito, è opportuno aggiungere che, in considerazione dell’ampliamento della dotazione organica della magistratura, recentemente predisposta dal Guardasigilli, Alfonso Bonafede, mediante l’assunzione di 600 unità, diventa improrogabile l’implementazione della dotazione organica per il profilo professionale di assistente giudiziario che, ha tra le sue mansioni più importanti e delicate, quella di coadiuvare il giudice nelle udienze.

Infine, i sindacati chiedono che il Ministero espliciti “un richiamo alla programmazione del piano assunzionale entro il 2021, sulla base del trend di uscite per cessazioni in atto, particolarmente significativo nel 2019, al fine di determinare tempistiche certe e celeri per il completamento del processo complessivamente previsto (scorrimento delle graduatorie e indizione di nuovi concorsi) sulla base della normativa vigente e fatte salve le ulteriori integrazioni derivanti dall’andamento delle uscite per la cosiddetta Quota 100”.

In sostanza, i sindacati sollecitano via Arenula a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per fare fronte al massiccio esodo di personale nella Pubblica Amministrazione, scongiurando così il rischio che il comparto Giustizia rimanga paralizzato.

Intanto il Ministro Bonafede, in visita al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, rispondendo alle domande dei cronisti, ha dichiarato: “so che ci sono diverse difficoltà per il personale amministrativo e infatti questo Governo ha avviato un piano assunzionale che non ha precedenti nella storia della Repubblica, sia in termini di magistrati che di personale amministrativo”.

Quanto ai tempi di completamento di questo piano, il Guardasigilli ha ribadito: “non ho la bacchetta magica per realizzare tutto nel giro di poco tempo, però in questi primi nove mesi di Governo, questo piano è già stato stanziato con tutte le coperture, nella Legge di Bilancio”, e ha concluso aggiungendo che “si tratta di una cosa che è già stata fatta ed deve essere soltanto concretizzata”.

Parole, ribadite il 17 aprile, nel corso del suo intervento al Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Mammone e del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio.

Per troppo tempo è stato trascurato l’investimento nella struttura di supporto di tutto ciò che poi vive quotidianamente nelle nostre aule di giustizia” ha esordito Bonafede evidenziando che la sua partecipazione al Plenum ha rappresentato un momento sostanziale e fondamentale di una sinergia considerata pilastro centrale per qualunque progetto di rilancio della giustizia nel nostro Paese.

Proprio nel segno di un fronte istituzionale che guardi alla giustizia come ad un servizio efficiente nell’interesse della tutela dei diritti dei cittadini, il Ministro ha voluto ricordare la risoluzione del giugno 2016 quando il Csm aveva espresso la necessità di maggiori investimenti in strutture e risorse.

Non posso nascondere l’orgoglio e la soddisfazione con cui oggi viene compiuto un primo passo di un progetto sicuramente ambizioso che vuole, al netto delle riforme che devono essere portate avanti, garantire processi più accessibili ai cittadini e più funzionali rispetto alla necessaria tutela dei loro diritti. Tutte queste riforme, però, hanno una base imprescindibile ed irrinunciabile che è quella degli investimentI nelle risorse”.

Un primo passo che corrisponde “ad un piano assunzionale straordinario che prevede, dal 2019, il reclutamento di 4.300 unità ed i primi 2.900 destinati, tra l’altro, con decreto ministeriale che firmerò proprio questa settimana e l’obiettivo è proprio quello di avere un piano di assunzioni di 8.000 unità di personale amministrativo nel biennio” ha annunciato il Guardasigilli.

Un investimento sicuramente apprezzabile ma che sottende la necessità di passare da uno sforzo quantitativo ad uno qualitativo e che risponda poi realmente alle esigenze della giustizia su tutto il territorio nazionale.

Ritengo che sarà fondamentale riuscire ad avere una pianta organica che possa però superare quella staticità che è fisiologica in ogni pianta organica e possa avere almeno una parte flessibile e quindi possibilmente destinata a declinare questa quantità sulle diverse esigenze del territorio” ha rimarcato il Guardasigilli ribadendo che “con questo primo passo, che è il passo di un progetto più ambizioso, diamo un’attenzione particolare alla Corte di Cassazione”.

Un’attenzione, apprezzata dal Presidente della Suprema Corte dove si registra una sentenza al giorno per ogni magistrato. Nel 2018, le sentenze della Corte di Cassazione sono state 33.692 nel settore civile e 58.531 nel settore penale.

Numeri importanti che meritano investimenti e risorse, umane e materiali, altrettanto importanti.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari prende atto che via Arenula ha avviato la procedura che porterà alla assunzione di 903 idonei, un risultato tutt’altro che scontato, visto che l’assistente giudiziario è l’unico profilo professionale di Area II a beneficiare delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, per il 2019.

Tuttavia, è necessario, da un lato, monitorare che queste assunzioni si materializzino nel più breve tempo possibile e, dall’altro, sollecitare gli attori politico-istituzionali ad agire perché le risorse stanziate, per il comparto Giustizia, dal “Decretone”, siano utilizzate nella prospettiva di giungere allo scorrimento integrale della graduatoria, entro l’anno.

Le premesse ci sono tutte. Ora serve solo passare dalle parole ai fatti.

IL COMITATO IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI PRESENTE ALLA X EDIZIONE DEL SALONE DELLA GIUSTIZIA

Dal 9 all’11 aprile si è svolta a Roma la X edizione del Salone della Giustizia, una tre giorni di incontri e dibattiti pubblici tra magistratura, avvocatura, politica e professioni che ha affrontato il tema Giustizia in tutti i suoi aspetti.

Numerose le personalità che hanno preso parte alla manifestazione che ha avuto luogo presso l’Hotel Parco dei Principi.

Il Presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi, ha inaugurato il Salone con un intervento sulla nostra Costituzione che non ha bisogno di sconvolgimenti, revisioni o cambiamenti di sorta proprio perché è sana, robusta e tra le più belle del mondo.

Non sono mancati i momenti di riflessione dedicati alla recrudescenza dell’antisemitismo poiché, specie negli ultimi tempi, le cronache registrano in tutta Europa aggressioni fisiche e verbali contro persone di religione ebraica e contro i loro simboli.

Spazio anche al tema dell’uguaglianza di genere con storie di donne che hanno raggiunto traguardi importanti e si sono distinte nel mondo del lavoro.

E ancora innovazione, formazione, lavoro, il tema della sicurezza nazionale affrontato dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli, ed un dibattito sulla buona giustizia e sugli investimenti, giudicati necessari per migliorare la sua efficienza. Il tutto moderato da grandi firme della stampa nazionale.

Tre giorni di lavori serrati anche con convegni e workshop nel corso dei quali il tema della giustizia è stato trattato in tutte le sue declinazioni.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari è stato presente in tutte le giornate del Salone con una folta delegazione di idonei, un centinaio circa, che si sono alternati dal 9 all’11 aprile nelle sale dove hanno avuto gli eventi.

La presenza del Ciag è stata salutata, in apertura dei lavori, anche dal Presidente del Salone della Giustizia, Carlo Malinconico.

I futuri assistenti giudiziari, tra i quali qualcuno già in servizio, provenienti da tutte le parti d’Italia, si sono dati appuntamento a Roma con l’intenzione di partecipare ad un evento al quale il Ciag è stato invitato in considerazione del lavoro portato avanti, da un anno e mezzo a questa parte, con impegno ed abnegazione e che ha dato lustro al Comitato rendendolo una bellissima realtà.

La partecipazione ad una manifestazione come il Salone della Giustizia, è diventata, come era giusto che fosse, l’occasione per conoscersi e per rivedersi per chi si conosce già.

Ancora una volta i numeri di una graduatoria hanno preso la forma di persone che sono andate oltre i post ed i commenti su un gruppo o una pagina di Facebook, i like e i tweets, con i quali il Ciag porta avanti una campagna di comunicazione forte ed incisiva, tanto da far dire al Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, Giandomenico Caiazza, che “questi ragazzi sembrano quasi militarizzati”.

E non ha sbagliato di tanto perché, nella vita, per realizzare i propri obiettivi ci vuole molta disciplina e perseveranza.

Occorre stare sempre concentrati perché tutto serve, anche il contributo, per quanto apparentemente piccolo, è utile, anzi è determinante perché il nostro lavoro e simile alla composizione di un puzzle.

Ogni tassello va opportunamente sistemato e deve incastrarsi perfettamente con gli altri. Il risultato finale sarà lo scorrimento totale della graduatoria e, al momento, quel puzzle è stato completato per circa un terzo. Mancano ancora 1.831 tasselli.

I ragazzi del Ciag, presenti al Salone della Giustizia, mentre assistono ai convegni, si confrontano anche sulle future mosse del Ministero, sul prossimo scorrimento da 903 e sulle tempistiche, che sono quelle che mettono ansia, ma la sensazione comune è che stavolta non ci sarà molto da attendere.

Tra una foto e l’altra, si ipotizzano date e tempi per l’assunzione di tutti, fino al 4.915esimo idoneo che, in realtà, è un’idonea e si chiama Alessia. C’è anche lei al Salone e subito torna in mente quel #iosono4915, che è ancora valido e lo sarà fino a quando anche lei non varcherà la soglia di un ufficio giudiziario.

Da quell’hashtag, che è diventato il tratto distintivo del Ciag, si condividono di nuovo aneddoti e storie di quel concorso indetto nel 2016 dal Ministero della Giustizia e dal quale è partito tutto.

La sensazione è che questi ragazzi, molti dei quali si vedono per la prima volta, si conoscano da sempre. Per molti aspetti è così perché hanno condiviso tanto ma quello che sarebbe arrivato dopo non era possibile prevederlo.

Allora capita di avere la percezione che, oltre al Salone della Giustizia vero e proprio, quello istituzionale dove Mascherin, Caiazza e un giurista ed ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Carlo Malinconico, si complimentano con i ragazzi del Comitato, ce ne sia un altro, parallelo, fatto dagli idonei assistenti giudiziari.

L’istituzionalità dell’evento si confonde con le loro storie, i loro stati d’animo e le loro esperienze. E con le novità che, nel pomeriggio del 9 aprile, mentre il Direttore di Rai News 24 modera un convegno su lavoro, redistribuzione e giustizia sociale, arrivano sul prossimo scorrimento.

Il Responsabile del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi, Barbara Fabbrini, nonché madre putativa del Ciag, ha inviato alle organizzazioni sindacali, uno schema del decreto che contiene le modalità di assunzione del personale amministrativo non dirigenziale.

Quella sensazione che stavolta i tempi per le prossime assunzioni non saranno biblici diventa qualcosa di più concreto e c’è motivo per essere ottimisti.

Tante le foto davanti al logo del Salone ed i ragazzi del Ciag riprendono la loro strada, chi per la stazione Termini, chi per Fiumicino convinti che a Roma torneranno presto e sanno anche dove si rivedranno. Non lo dicono per scaramanzia ma sanno che quel traguardo è davvero a portata di mano.

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, se fosse stato presente, avrebbe visto con i suoi occhi chi sono i ragazzi del Ciag e, ancora una volta, avrebbe avuto la conferma che tutti gli oltre 2.000 membri del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, sono davvero pronti per quella firma.

Il Salone della Giustizia, ha rappresentato un altro tassello di un’avventura iniziata il 21 ottobre 2017 quando è iniziato un percorso nel corso del quale tutti hanno dato, danno e continueranno a dare il loro contributo, fino al traguardo finale e fino all’ultima idonea.

La strada da percorrere è ancora lunga e c’è ancora molto da fare ma l’obiettivo resta sempre lo stesso, quello del completamento del puzzle con i restanti 1.831 tasselli.

IL CIAG SU RAI 1 SULLA LENTEZZA DEI PROCESSI. IN DIRITTURA DI ARRIVO IL DECRETO ASSUNZIONI PER 903 ASSISTENTI GIUDIZIARI E DDL CONCRETEZZA

Saluto la rappresentanza del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari che rappresentano un essenziale comparto della Giustizia”. Così Carlo Malinconico, Presidente del Salone della Giustizia, inaugurando l’evento che, da 10 anni a questa parte, consente agli operatori del diritto di dibattere, a viso aperto, su un tema, quello della Giustizia, particolarmente sentito dai cittadini.

Qualche giorno prima il Ciag, nella persona di Emanuela Coronica, ha partecipato alla trasmissione Uno Mattina su Rai 1 che ha dedicato uno spazio al Salone della Giustizia. Erano presenti anche Giandomenico Caiazza, Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane e l’avvocato Barbara Pontecorvo, membro del Comitato Scientifico del Salone.

Su precisa domanda del conduttore Franco Di Mare sui motivi della lentezza dei processi, l’avvocato Pontecorvo è andata diritta al punto:

I ritardi sono dovuti soprattutto alla carenza di personale, magistrati ed assistenti giudiziari” e ha aggiunto che “gli effetti del Decretone che ha introdotto la cosiddetta Quota 100 possono andare ad incidere, con 7.000 ulteriori pensionamenti ancora di più su queste scoperture”.

Per far comprendere meglio gli effetti deleteri che una giustizia lenta produce sull’economia del Paese, l’avvocato Pontecorvo ha ricordato che “per avere una sentenza di primo grado ci vogliono oltre 2 anni, per una sentenza d’appello circa tre anni e mezzo e per una sentenza definitiva, oltre 1.400 giorni. Sono ritardi molto pesanti che incidono sul PIL del Paese, determinando un danno economico enorme che la Banca d’Italia ha stimato in circa 22 miliardi”.

L’altra conduttrice del programma, Benedetta Rinaldi, è intervenuta per ricordare che in Italia, nel 2018, quasi 1 milione di processi sono andati oltre la ragionevole durata, stabilita dalla Legge Pinto, sottolineando che, al di là dell’aspetto puramente economico, esiste “un danno, un vulnus per noi cittadini che non vediamo riconosciute le nostre istanze di giustizia”.

Anche l’avvocato Giandomenico Caiazza non si è sottratto al tema.

Ci troviamo di fronte ad un problema di natura innanzitutto strutturale. C’è un’ età media dei dipendenti del comparto Giustizia che è elevatissima, c’è un fermo di nuovi ingressi e, quindi, l’impatto prodotto da pensionamenti anticipati, può essere veramente devastante, pari all’impatto di un meteorite sulla terra” ha detto il Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane il quale ha aggiunto che “i numeri su cui si è impegnato il Ministro non sono minimamente tali da riequilibrare le uscite”.

Quindi, Di Mare ha ripreso le ultime parole di Caiazza facendo riferimento alle dichiarazioni del Ministro Alfonso Bonafede circa il piano assunzionale che prevede lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari per 903 unità, nonché l’immissione in ruolo, mediante concorso, di 1.850 funzionari giudiziari, chiedendo ad Emanuela Coronica del Ciag, lumi su uno studio di settore relativo al comparto Giustizia e realizzato dal Comitato Idonei Assistenti Giudiziari.

In questo momento le scoperture sono veramente molto alte. Con la legge Fornero, nel triennio 2019-2021, andrebbero in pensione poco più di 12.000 persone mentre con la Quota 100 andrebbero in pensione più di 20.000 persone. Quindi le scoperture arriverebbero al 46%” ha detto Coronica che si è, inoltre, soffermata sul fatto che le carenze di personale amministrativo riguardano sia i distretti giudiziari maggiori come Roma, Milano e Napoli, sia quelli più piccoli come quelli della Sardegna.

Nel frattempo, il Ministero della Giustizia ha fatto il primo passo ufficiale in merito al piano assunzionale annunciato dal Guardasigilli su Facebook.

Infatti, l’8 aprile, Barbara Fabbrini, Responsabile del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi, ha inviato alle organizzazioni sindacali, uno schema del decreto che contiene le modalità di assunzione del personale amministrativo non dirigenziale da inquadrare nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria ai sensi dell’art. 1, comma 307 della Legge di Bilancio 2019.

L’ art. 3 del decreto evidenzia che “tenuto conto delle esigenze di razionalizzazione organizzativa del Ministero e dei conseguenti fabbisogni di professionalità ed in considerazione della necessità di provvedere alla copertura delle vacanze di organico del personale dell’Amministrazione giudiziaria, la ripartizione del contingente di cui all’articolo 1, comma 307, della legge 30 dicembre 2018, n.145, è così determinata: a) 903 posti per Assistente giudiziario, Area funzionale II, fascia retributiva F2, mediante scorrimento dalla graduatoria del concorso pubblico per 800 posti di Assistente giudiziario, pubblicato in G. U. del 22 novembre 2016 – 4″ serie speciale n. 92, nei limiti dei candidati che risultano dichiarati idonei dalla predetta graduatoria; b) 1850 posti per Funzionario giudiziario, Area funzionale III, fascia retributiva Fl mediante procedura concorsuale a norma dell’art. 5”.

In sostanza, l’assistente giudiziario è l’unico profilo professionale di Area II al quale sono destinate le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, per il 2019.

Si tratta, dunque, di un risultato molto importante che, peraltro, lascia aperta la possibilità che alle 903 assunzioni si possa aggiungere un altro contingente significativo, dal momento che il Decretone, da poco convertito in legge dello Stato, prevede una deroga al blocco del turnover, disponendo assunzioni di personale amministrativo non dirigenziale del comparto Giustizia, per un totale di 1.000 unità di area II e 300 di area III, a partire dal 15 luglio.

Ma non è tutto. La Camera dei Deputati ha approvato, il 10 aprile, con 272 voti a favore, 182 contrari e 1 astenuto il disegno di legge contenente interventi per la concretezza delle azioni delle Pubbliche Amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo, il cosiddetto Ddl Concretezza, che dovrà tornare in Senato per l’approvazione definitiva.

L’articolo 3, comma 1 del provvedimento prevede che, a decorrere dal 2019, amministrazioni statali, agenzie ed enti pubblici nazionali possonoprocedere ad assunzioni, a tempo indeterminato, nel limite di un contingente di personale corrispondente ad una spesa pari al 100% di quella relativa alpersonale di ruolo cessato nell’anno precedente. Ciò significa che a decorrere dal 15 novembre 2019, è previsto, di fatto, lo sblocco del turnover al 100%.

Ma c’è di più. Il comma 4 dell’articolo 3 consente di procedere, in deroga alla normale procedura di autorizzazione ed alle norme sulla mobilità volontaria, all’assunzione a tempo indeterminato di vincitori o allo scorrimento delle graduatorie vigenti, nel limite massimo dell’ 80% delle facoltà di assunzione. Si prevedono, pertanto, procedure semplificate che velocizzino le assunzioni.

Dopo l’immobilismo delle scorse settimane, qualcosa comincia a muoversi.

La sensazione è quella di una macchina che si è appena messa in moto e che ha tutta l’intenzione di andare a pieno ritmo, con la consapevolezza che c’è bisogno di agire, e pure in fretta, per dare alla giustizia italiana la possibilità di ripartire.

L’assunzione dei 1.831 idonei assistenti giudiziari rimasti in graduatoria è necessaria e, tuttavia, non basterà a coprire le gravissime carenze di personale presenti negli uffici giudiziari italiani.

Con la Quota 100 la situazione si aggraverà definitivamente, per questo è indispensabile intervenire al più presto con politiche assunzionali importanti, massicce che consentano di dimezzare i tempi della giustizia che, ad oggi, fanno del nostro sistema giudiziario uno dei più lenti tra i Paesi membri dell’Unione Europea.

La ripartenza della giustizia italiana passa anche attraverso lo scorrimento totale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

Noi siamo una delle soluzioni.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, IL MINISTRO BONAFEDE ANNUNCIA UNO SCORRIMENTO DI 903 UNITÀ E UN AMBIZIOSO PIANO DI ASSUNZIONI. I SINDACATI: “BENE IL PIANO MA OCCORRE FARE DI PIÙ”

A nove mesi dall’insediamento del Governo giallo-verde e a quattro dal varo della Legge di Bilancio, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha comunicato, sulla sua pagina Facebook, il piano assunzionale predisposto da via Arenula per il 2019 e presentato il 2 aprile ai rappresentanti delle principali sigle sindacali.

Il Guardasigilli ha esordito così: “Io sono consapevole del fatto che, al netto delle riforme che stiamo portando avanti per la Giustizia, è importante investire nelle risorse”.

Quindi è entrato nel merito della questione. “Sono orgoglioso di potervi dire che abbiamo appena inviato ai sindacati alcuni decreti proprio per avviare questo piano assunzionale. Questi decreti riguardano 903 assistenti giudiziari; quindi, per gli idonei assistenti giudiziari che mi chiedono lo scorrimento della graduatoria, ecco, questo è il primo passo per il prossimo scorrimento che sarà di 903 assistenti giudiziari. Non solo, come sapete la giustizia italiana ha bisogno di funzionari, per questo vi parlo anche dell’assunzione che abbiamo deciso di portare avanti di 1.850 funzionari che opereranno nella giustizia”.

Il Ministro ha chiarito che si tratta di assunzioni straordinarie, cioè finanziate dalla Legge di Bilancio. Di conseguenza, esse non riguarderebbero le assunzioni ordinarie da turnover che, come è noto, sono finanziate dal Decretone, da poco convertito in legge, nell’ordine di 1.300 unità di personale amministrativo non dirigenziale, di cui 1.000 di Area II e 300 di Area III.

Bonafede si è, quindi, soffermato sulle tempistiche del piano assunzionale. “Dopo le osservazioni dei sindacati ed un passaggio tecnico presso il Ministero per la Pubblica Amministrazione, potremo procedere per quanto riguarda gli idonei assistenti giudiziari, con lo scorrimento della graduatoria, per quanto riguarda i funzionari procederemo proprio con il concorso per selezionare i funzionari”. Si presume, dunque, che i tempi saranno alquanto stretti, quanto meno in relazione al primo punto del piano. Ma non è finita qui.

Il Guardasigilli, ha affrontato anche il tema dell’edilizia giudiziaria, un altro grave problema che interessa il comparto. “I vertici degli uffici giudiziari devono improvvisarsi geometri, ingegneri, architetti per valutare le misure di idoneità da prendere nei vari edifici” ha spiegato. Di qui, la decisione di assumere 190 nuove unità di personale che supporteranno le figure apicali degli uffici i quali “finalmente avranno al loro fianco addetti ai lavori che portano una competenza che riguarda i luoghi della giustizia italiana”, ha concluso Bonafede.

Fin qui le dichiarazioni del Ministro.

Il 2 aprile scorso in via Arenula si è svolto un incontro tra il Guardasigilli e le maggiori sigle sindacali. I rappresentanti sindacali di Cgil Funzione Pubblica (Meloni), Cisl Fp (Marra) e Uilpa (Amoroso), hanno emesso un comunicato unitario che già dal titolo “Incontro col Ministro: alcune risposte e ancora poche certezze”, preannuncia luci ed ombre.

Nella nota si legge che Bonafede “ha presentato un pacchetto complessivo di circa 4.200 assunzioni, in deroga al blocco previsto dalla Legge di Stabilità e con decorrenza 16 luglio 2019”. Dunque, viene indicata una tempistica precisa a cui il Guardasigilli non ha fatto cenno nel video.

Inoltre, i rappresentanti sindacali precisano che “questo processo assunzionale si basa naturalmente solo sulle autorizzazioni ottenuti dai vari provvedimenti normativi per il 2019. Resta ancora da definire il piano complessivo che determinerà effetti fino al 2021, sulla base del turnover, a partire dal prossimo mese di novembre”.

Il comunicato evidenzia che “si tratta di un piano di assunzioni certamente rispettabile e senza riferimenti recenti nella storia del Ministero che però lascia sul tappetto ancora seri problemi (…) in relazione ai drammatici vuoti che si stanno determinando negli organici per effetto del massiccio trend di uscite, incrementato in modo esponenziale dalla cosiddetta quota 100”.

Emerge, secondo i sindacati “la necessità di avere una parametrazione attendibile sul piano assunzioni complessivo, considerato che anche i numeri annunciati appaiono insufficienti alla copertura di carenze che prevedono una emorragia, entro il 2021, di circa la metà del personale, al fine di definire, in modo puntuale il fabbisogno assunzionale incrementando le previsioni per ciascun profilo professionale”.

I sindacati convengono, dunque, su due punti fermi della battaglia che il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sta conducendo da un anno e mezzo.

In primo luogo, rendere effettivo, dopo anni, il turnover al 100% nella Pubblica Amministrazione in modo, da un lato, di fare fronte alle scoperture di organico determinate dai prossimi ingenti pensionamenti e, dall’altro, di consentire l’immissione di personale nuovo, sia anagraficamente che professionalmente.

In secondo luogo, rimodulare la dotazione organica dei vari profili professionali, in particolare quello di assistente giudiziario che, anche in considerazione del recente ampliamento della pianta organica dei magistrati, appare palesemente inadeguata.

Diventa necessario, pertanto, provvedere al più presto per attuare le assunzioni annunciate dal Ministero, soprattutto dopo la recente entrata in vigore della Quota 100, i cui effetti sulla pubblica amministrazione, ed in particolare sul comparto giustizia, saranno disastrosi.

Ciò che conta è che, dopo l’entrata in servizio delle 213 unità e dei 22 idonei del recente micro-scorrimento, la macchina si è messa in moto con l’assunzione di ulteriori 903 unità, lo stesso numero disposto per il 2019 dal comma 307 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio.

Attualmente gli idonei assistenti giudiziari rimasti in graduatoria sono 1.831 e non c’è dubbio che con le 903 assunzioni, considerando anche le eventuali rinunce, si potrebbe superare quota 4.000 e non è cosa da poco per una graduatoria approvata neanche due anni fa.

Si tratta di un traguardo importante per chi è prossimo all’assunzione ma soprattutto per chi è dopo i 4.000 perché, per la prima volta, vede concretamente la possibilità di scegliere la sua sede e firmare il suo contratto. Mesi fa non era così scontato come non era scontato che 4.915 persone, potessero essere assunte tutte.

Ora stanno arrivando le prime mosse concrete da parte del Ministro che, per mesi, ha parlato di numeri importantissimi e di politiche assunzionali ambiziose. Soprattutto adesso, è necessario non abbassare la guardia e andare avanti fino in fondo.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari ha accolto con soddisfazione la notizia delle prossime 903 assunzioni ma continuerà il suo lavoro, pungolando opportunamente il Ministero della Giustizia e l’Esecutivo tutto, affinché si arrivi allo scorrimento della graduatoria, unico e dichiarato obiettivo di un cammino lungo un anno e mezzo che ha dato già dei risultati e che ha imposto le istanze del Ciag all’attenzione delle rappresentanze politiche, sindacali e dei vertici delle istituzioni giudiziarie.

Adesso, è necessario capitalizzare quanto è stato fatto finora ma è altrettanto necessario proseguire il lavoro fatto, concentrandosi sulle prossime 903 assunzioni. L’obiettivo è sempre lo stesso, sempre quello. Si va avanti, determinati e sul pezzo.

Il piccolo maratoneta prosegue fiducioso la sua marcia.

VIA LIBERA DEFINITIVO DAL SENATO AL “DECRETONE” MA DA VIA ARENULA ANCORA NESSUNA NOTIZIA SULLE ASSUNZIONI DA LEGGE DI BILANCIO

Il “Decretone” è legge dello Stato. Il 27 marzo, Palazzo Madama, dopo la terza lettura, ha dato il via libera definitivo con 150 voti favorevoli, 107 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento contiene le due misure più importanti dell’Esecutivo giallo verde, Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Ad oggi, le domande presentate per il RdC sono 720.000 mentre l’Inps fa sapere che, alle 17 del 26 marzo, le richieste per la Quota 100 ammontano a 102.965; di queste 36.310 sono state presentate da dipendenti pubblici.

La nuova riforma pensionistica, che consente di andare in pensione a chi ha 62 anni di età e 38 di contributi previdenziali, ha registrato, proprio tra i dipendenti del pubblico impiego, un numero di adesioni significativamente maggiore di quanto fosse stato preventivato dal Governo che, dunque, per scongiurare il rischio di lasciare la pubblica amministrazione carente di personale, è dovuto correre ai ripari durante l’iter parlamentare di conversione in legge del Decretone.

Tra i comparti della pubblica amministrazione che più risentiranno dell’impatto prodotto da Quota 100 c’è quello della Giustizia, già penalizzata dal blocco del turnover fino al 15 novembre 2019, secondo quando previsto dall’art.1, comma 399 della Legge di Bilancio attualmente in vigore. Di qui, la decisione del Governo di inserire nel testo del Decretone l’emendamento 14.800 che prevede, a partire dal 15 luglio di quest’anno, l’assunzione di 1.300 unità di personale amministrativo non dirigenziale, di cui 1.000 di Area II e 300 di Area III.

Per avere un quadro esaustivo dell’impatto che Quota 100 avrà sul comparto Giustizia in termini di carenza di personale amministrativo è opportuno fare riferimento alla relazione del Governo al suddetto emendamento in cui si rileva “che gli effetti delle assunzioni programmate dalla legge di bilancio 2019 (legge 145 del 2018), (…) non potranno far fronte nell’immediato alle vacanze di organico che già a gennaio dell’anno in corso – senza quindi gli effetti di Quota 100 – sono stimate in 9.753 unità (pari al 21,9% della dotazione organica prevista)”. A questi pensionamenti vanno, ovviamente, aggiunti quelli da Quota 100 che l’Esecutivo stima in 7.158 unità, nel solo 2019.

Il Governo ritiene che “nel 2019, primo anno di applicazione di Quota 100, in assenza di nuovi ingressi in servizio, si arriverebbe ad una scopertura di organico di 16.731 posti (9.753+7.158), per una percentuale di scopertura pari al 38,3%”.

Di Quota 100 e di giustizia, ha parlato anche il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ospite di Coffee Break su La7.

La Bongiorno, ha rivendicato l’importanza del nuovo sistema pensionistico fortemente voluto dall’Esecutivo.

C’è una scelta politica, chiara di questo Governo. Per 10 anni, si è detto, il pubblico non va bene e quindi tagliamo. La scelta politica che ho fatto io e che ho condiviso con il Governo è che se una cosa non va bene, non la puoi eliminare. La pubblica amministrazione deve funzionare perché pubblica amministrazione è pure la giustizia”.

Il Ministro ha voluto dare rilievo all’entità degli investimenti che consentiranno numerose assunzioni anche nel comparto giustizia.

Abbiamo 130 milioni di assunzioni straordinarie nel 2019, 220 nel 2020 e 420 nel 2021. Nessun Governo ha previsto assunzioni straordinarie così massicce. Se le unisce allo sblocco del turn over, questo vuol dire che non abbiamo solo l’avvicendamento ma abbiamo delle assunzioni in più, straordinarie, che partono già dal 1° gennaio. Abbiamo tantissime risorse da destinare. Ecco perché, è una scelta politica. Non taglio più però, poi, devo farli lavorare”.

Recentemente, anche il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha parlato di una riforma della giustizia definita “bella, tosta ma necessaria” e che andrà fatta con chi già lavora nel settore ed il Guardasigilli sta lavorando da tempo ad una serie di modifiche soprattutto sul codice di procedura penale, giudicate essenziali perché le lungaggini processuali impediscono la certezza del diritto e se non c’è questa, non arrivano gli investimenti. Dunque quello della giustizia lenta è anche un problema economico. Anche su questo tema la Bongiorno è stata molto chiara e diretta.

C’è la necessità di dare una svolta alla giustizia. Certo, c’è da dire che per accelerare servono anche le persone ed ecco perché la mia riforma della pubblica amministrazione e le assunzioni aiuteranno anche la giustizia. Perché puoi anche cambiare tutte le regole ma se poi ti mancano i cancellieri non vai da nessuna parte”.

Di fronte ai dati allarmanti delle carenze di personale il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, si è impegnato a prendere provvedimenti adeguati che, però, tardano ad arrivare.

Infatti, oltre alle assunzioni ordinarie da turn-over che, come detto, potranno realizzarsi soltanto a partire dal 15 luglio, ci sono le assunzioni straordinarie, già finanziate dalla Legge di Bilancio. Su quest’ultimo aspetto si è soffermato, il 27 marzo, il Sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, che intervenendo alla Camera, in occasione della discussione generale sul disegno di legge che prevede modifiche al codice penale e al codice di procedura penale in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, ha voluto ricordare “l’impegno che nella Legge di Bilancio è previsto per l’aumento della pianta organica dei magistrati, per le nuove assunzioni di 600 unità, per le 3.000 assunzioni di personale amministrativo che presto verranno programmate, in deroga rispetto alle normali assunzioni”.

È opportuno sottolineare che le 3.000 assunzioni di cui parla Ferraresi sono spalmate in un triennio e che, nel 2019, le assunzioni di personale amministrativo non dirigenziale del comparto giustizia sono 919 di Area II e 81 di Area III.

Siamo giunti alla fine di marzo e di queste assunzioni ancora non c’è traccia e non si sa ancora come esse saranno distribuite tra i vari profili professionali, tra cui quello di assistente giudiziario.

Intanto, nel corso del Convegno Nazionale “Il ruolo e la riforma del giudizio in Appello” che ha avuto luogo il 29 marzo a Roma, il Presidente dell’Anm, Francesco Minisci, ha voluto ribadire, ancora una volta, l’importanza ed il valore del personale amministrativo come supporto fondamentale per il lavoro dei magistrati.

Attualmente mancano circa 9.000 unità di personale amministrativo dopo il concorso che è stato fatto nel 2016. Apprezziamo il lavoro che è stato fatto negli ultimi tempi, erano venti anni che non si faceva un concorso ma che non sia un episodio isolato ma strutturale perché i pensionamenti soprattutto per effetto della Quota 100 vanificheranno gli interventi e le cose saranno peggiorate. E’ evidente che se il giudice emette la sentenza e poi gli atti delle migliaia di sentenze non vengono trasmesse in appello perché il personale amministrativo è insufficiente si rallenta il percorso e si regala tempo prezioso alla prescrizione”.

Minisci ha evidenziato l’impegno e lo spirito di abnegazione del personale che opera negli uffici giudiziari ma ha anche chiesto con forza lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che il nostro lavoro non può prescindere dal fondamentale apporto del personale amministrativo, vera spina dorsale del sistema che dobbiamo saper gratificare. Il grande spirito di servizio ed il grande senso del dovere che li contraddistingue dobbiamo riconoscerlo. E allora è prioritario coprire i vuoti di organico del personale, a partire da quei 1.862 ragazzi che hanno superato il concorso e che sono in attesa di essere immessi”.

Minisci ha concluso il suo intervento con un appello, l’ennesimo. “Chiediamo che la graduatoria scorra per tutti questi vincitori di concorso, per tutti questi meritevoli ragazzi che hanno vinto il concorso”.

Nonostante le dichiarazioni impegnative dei mesi scorsi, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari deve registrare che, finora, le uniche assunzioni disposte dall’attuale Governo sono le 213 dell’ultimo scorrimento, alle quali vanno aggiunte, causa rinunce, ulteriori 26 unità, ma di queste, 200 erano state già varate e finanziate dal precedente Esecutivo. A questo punto, la sola cosa che manca, come sempre, sono le comunicazioni dal Ministero, da mettere nero su bianco.

Giunti ad aprile, crediamo sia necessario continuare ad incalzare il Ministro Bonafede perché tenga fede agli impegni presi, in merito a modalità e tempistiche, ancora ignote, dei prossimi scorrimenti.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, NUOVI APPELLI PER LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA MA CRESCE L’ ALLARME PER LE CARENZE DI PERSONALE

Il 21 marzo la Camera dei Deputati ha dato il via libera al “Decretone” con 291 voti favorevoli, 141 contrari e 14 astenuti. Il provvedimento, che contiene le due misure cardine dell’Esecutivo giallo verde ossia Reddito di Cittadinanza e Quota 100, tornerà al Senato per la terza ed ultima lettura.

Il “Decretone” contiene una norma che autorizza il Ministero della Giustizia ad assumere a tempo indeterminato, a partire dal 15 luglio 2019, 1.300 unità di personale non dirigenziale, di cui 1.000 di Area II e 300 di Area III, avvalendosi delle facoltà assunzionali ordinarie (leggi turnover) per il 2019.

Intanto, tra gli idonei assistenti giudiziari continua l’attesa per le comunicazioni che il Ministero della Giustizia dovrebbe dare in merito a nuovi scorrimenti e che, nonostante le numerose rassicurazioni del Guardasigilli tardano ad arrivare.

Assunzioni che continuano ad essere caldeggiate dalle forze politiche. Purtroppo sono stati bocciati due importanti emendamenti, presentati dall’On. Carmelo Miceli (Pd) e dall’On. Federico Conte (LeU) che prevedevano di assorbire le 1.000 unità di Area II attingendo esclusivamente dalla graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

La richiesta di scorrimento della graduatoria è arrivata, ancora una volta, anche dai vertici delle istituzioni giudiziarie.

Intervenuto il 14 marzo scorso al Convegno dalla Camera Penale di Pistoia “La Costituzione lacerata. Riforme e Controriforme dell’ordinamento penale”, il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, è tornato a chiedere con forza lo scorrimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario.

Tra i compiti che la Magistratura assegna ai magistrati vi sono il dovere e l’obbligo di svolgere indagini ed accertamenti nei confronti di tutti, senza esclusioni. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. E ancora, per avere una visione d’insieme, coprendo, e lo abbiamo detto al Ministro della Giustizia, in ogni circostanza, quei vuoti significativi di organico del personale amministrativo partendo dai 1.860 idonei all’ultimo concorso e pianificando in modo strutturale i reclutamenti del personale amministrativo perché ci saranno delle carenze molto rilevanti in conseguenza delle legge sulla Quota 100 che è appena entrata in vigore”.

Come dire che è il magistrato a svolgere accertamenti ed indagini e ad emettere provvedimenti ma se manca il personale, il lavoro resta tutto sulla carta. Per Minisci, inoltre, è necessario redistribuire le piante organiche tra gli uffici per andare in soccorso a quegli uffici che sono in maggiore difficoltà.

È necessario investire in maniera sistematica con nuove assunzioni e con la revisione delle piante organiche in ampliamento e, ormai, in larga parte inadeguate.

Allo stesso convegno era presente anche l’On. Cosimo Maria Ferri, deputato del Partito Democratico, già Sottosegretario alla Giustizia nelle scorsa legislatura, il quale ha sottolineato che, a seguito della Quota 100, “negli uffici giudiziari ci sarà un caos perché molti dipendenti andranno in pensione e quindi noi chiediamo di scorrere tutta la graduatoria degli assistenti giudiziari”.

La Quota 100, se da una parte consentirà a numerose persone di andare in pensione, dall’altra si preannuncia come un vero e proprio boomerang per la pubblica amministrazione tutta ed, ovviamente, anche per il comparto giustizia.

Nonostante le tante rassicurazioni da parte del Governo e del Ministro Giulia Bongiorno, la preoccupazione è tanta perché il rischio è quello di non riuscire ad ovviare in tempo ai moltissimi pensionamenti che, soltanto per il 2019, saranno copiosi. In questo caso il risultato sarà un vero e proprio black-out soprattutto per l’intero sistema giudiziario, che rappresenta un asset importante anche per l’economia del Paese.

Risorse adeguate e personale qualificato sono necessari per il buon funzionamento del sistema giudiziario di un Paese.

La mancata risoluzione delle inefficienze legate al funzionamento del nostro sistema giudiziario rappresenta un deterrente anche per gli investimenti esteri e per quelli italiani, non solo in riferimento a infrastrutture ed investimenti industriali ma anche per quelli in capitale umano.

Nonostante le continue raccomandazioni anche da parte dell’Unione Europea per accrescere l’efficienza del sistema giudiziario, migliorare la gestione dei processi e la disciplina processuale, la durata dei procedimenti civili e penali ed i vuoti di organico negli uffici giudiziari italiani restano un grave problema e le condizioni di salute della giustizia italiana sono sempre più precarie.

A fare le spese di questa situazione impietosa, sono soprattutto i tribunali dei piccoli centri che costituiscono un punto di riferimento importante per le rispettive comunità.

È il caso del tribunale di Vasto a lungo a rischio chiusura e che continua il suo lavoro malgrado le numerose difficoltà. Un organico che si sta riducendo da diversi anni e che, a breve, raggiungerà il 50% di scopertura. Un tribunale, quello della cittadina abruzzese, che ormai è diventato uno dei simboli di una giustizia che arranca vistosamente.

Non si tengono in considerazione alcuni elementi e cioè che abbiamo un contratto con l’amministrazione di 36 ore settimanali e, data l’età, nessuno è disposto a fare straordinari, per cui in 36 ore dobbiamo rispondere alle esigenze di magistrati, avvocati, corti d’appello, Ministero della Giustizia, ministeri vari e procure”, spiega Willy Calvarese, Direttore Amministrativo del Tribunale di Vasto

Una situazione insostenibile. E questo porta ad una sostanziale paralisi dell’attività perché è vero che il magistrato fa i provvedimenti giurisdizionali ma tutta l’attività che c’è prima e dopo, inevitabilmente, si blocca.

Ogni distretto può vantare la sua scopertura di organico e, certamente, senza alcun orgoglio. Continuano, infatti, a giungere, incessanti, da uffici giudiziari disseminati in ogni parte del Paese, denunce di carenza di personale amministrativo.

Il Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, Antonio Centore, è molto diretto.

E’ inutile avere 20 sostituti procuratori se il lavoro si ferma sulle loro scrivanie perché non ci sono assistenti giudiziari, cancellieri che possano veicolarlo verso gli uffici ai quali sono destinati quei fascicoli” provocando un ingorgo, un intasamento. “Coi pensionamenti di personale amministrativo” ha aggiunto Centore, “noi andiamo avanti con l’aiuto dei Comuni che ci prestano personale. In questa situazione è difficile lavorare” ha concluso il Procuratore.

Anche in Emilia Romagna, la situazione, in termini di carenza di personale amministrativo in importanti uffici giudiziari, è tutt’altro che rosea. “Non vogliamo riforme ma personale e risorse per informatizzare il sistema giudiziario” ha scandito Pio Massa, Procuratore della Repubblica di Parma in occasione di un convegno a cui ha partecipato anche il suo omologo di Piacenza, Stefano Brusati il quale, appena insediatosi, ha verificato l’esistenza delle stesse problematiche denunciate da Massa sostenendo la necessità di puntare sulla ragionevole durata del processo.

Molto significativo è stato, infine, l’intervento della Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza, Graziella Mingardi. “La più grossa pecca del sistema giustizia – ha spiegato la Mingardi – è la mancanza di personale amministrativo perché dal lato dei magistrati la situazione sta migliorando”.

Pertanto, diventa indispensabile procedere a riforme che riportino al centro del sistema giudiziario nuove politiche assunzionali, obiettivo che può essere raggiunto con maggiori investimenti ma anche dando le risposte che servono rispettando gli impegni presi.

IDONEI ASSISTENTI GIUDIZIARI, DAL MINISTERO ALTRE 4 CONVOCAZIONI MA LE FORZE POLITICHE CHIEDONO LO SCORRIMENTO TOTALE DELLA GRADUATORIA

Ancora quattro. Sono gli idonei assistenti giudiziari, convocati dal Ministero della Giustizia a seguito delle rinunce espresse dai 4 candidati che facevano parte del micro-scorrimento da 22, disposto con un provvedimento del Direttore Generale del Personale e della Formazione del 7 marzo. La scelta della sede avverrà il 22 marzo a via Arenula.

Un comunicato scarno come, del resto, l’entità degli ultimi scorrimenti. Numeri che sono in netto contrasto con le dichiarazioni del Ministro Bonafede il quale, invece, ha sempre parlato di assunzioni “che in Italia non si erano mai viste prima”. E, infatti, nessuno le ha ancora viste; non le hanno viste gli idonei assistenti giudiziari e tanto meno tribunali e corti di appello. Nel frattempo, il mese di febbraio è passato e anche la metà di marzo.

E pensare che il 18 gennaio scorso, un Bonafede compiaciuto, ospite di Accordi e Disaccordi, dichiarava, riferendosi agli idonei assistenti giudiziari, che “… entro febbraio loro sapranno esattamente tutti i tempi ma forse anche prima”.

Ecco, il punto sta proprio in quel “forse” che esprime dubbio ed incertezza lasciando tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo e con il calendario a portata di mano.

Avvicinato da un gruppo di idonei romani, al termine della sua visita presso la Biblioteca Centrale Giuridica della Corte di Cassazione, in occasione dell’Open Day, il Guardasigilli ha sfoderato il suo lato ermetico e ha dato risposte diplomatiche, assicurando che al Ministero si sta lavorando a pieno ritmo.

In attesa delle dovute comunicazioni, sono le varie forze politiche a tenere viva l’attenzione sulla drammatica situazione in cui versano gli uffici giudiziari italiani a causa delle carenze di personale amministrativo, specie dopo l’entrata in vigore della Quota 100.

L’11 marzo, durante l’esame, da parte delle Commissioni Riunite di Lavoro ed Affari Sociali della Camera, del DL 4/2019, avente per oggetto le disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni, l’On. Federico Conte (LeU) ha presentato un emendamento al comma 10-sexies.

Le unità autorizzate in area II sono da assumere tramite lo scorrimento della graduatoria per 800 posti di assistente giudiziario a tempo indeterminato, area funzionale II, fascia economica F2 approvata con Provvedimento 14 novembre 2017 dal Ministero della Giustizia”. L’emendamento è stato bocciato.

Il 13 marzo, la discussione sul DL 4/2019, il cosiddetto “Decretone”, si è spostata in Commissione Giustizia.

L’On. Alfredo Bazoli (Pd), ha chiesto al rappresentante del Governo se sia in grado di fornire chiarimenti in merito ad una eventuale scopertura di organico che si potrebbe determinare in seguito all’applicazione della cosiddetta Quota 100 prevista dal decreto legge in discussione, ai dipendenti pubblici, e in particolare a quelli del comparto giustizia”. Ha chiuso, poi, il suo intervento domandando “se le disposizioni del provvedimento che prevedono nuove assunzioni siano in grado di coprire integralmente le carenze di organico che si determineranno evitando, quindi, un pregiudizio all’attività degli uffici giudiziari”.

Pronta la risposta del Sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, secondo il quale “le nuove assunzioni straordinarie dovranno superare di gran lunga le carenze di organico determinate dall’applicazione della cosiddetta Quota 100”.

Tuttavia, alla ripresa dei lavori, Morrone ha spiegato che “…(…)…il Ministero della giustizia è autorizzato, dal 15 luglio 2019, ad effettuare assunzioni a tempo indeterminato, nel limite di 1.300 unità di II e III Area, avvalendosi delle facoltà assunzionali ordinarie per l’anno 2019”.

Ha specificato, inoltre, che “è in procinto di essere adottato un decreto dei Ministri della Giustizia e della Pubblica amministrazione di attuazione dell’articolo 1, comma 307, della legge di bilancio per l’anno 2019, che prevede una assunzione straordinaria di 2.903 unità di personale dell’amministrazione giudiziaria, non dirigenziale e a tempo indeterminato, anche mediante lo scorrimento della graduatoria degli assistenti giudiziari in vigore, per far fronte alle esigenze di funzionalità degli uffici giudiziari”. Infine, ha sottolineato “come sia intenzione dell’Esecutivo assumere il cento per cento del turnover”.

A queste dichiarazioni, ha fatto seguito il fuoco di fila di alcuni deputati del Partito Democratico, tra i quali lo stesso On. Bazoli che ha evidenziato come, tuttavia, tali informazioni non fughino le perplessità già espresse in ordine al significativo lasso temporale durante il quale gli uffici giudiziari dovranno fronteggiare, con un pesante aggravio di lavoro, la scopertura di organico”.

L’On. Carmelo Miceli ha chiesto al Sottosegretario Morrone “i tempi entro i quali saranno assunti gli idonei al concorso da assistente giudiziario presenti nella graduatoria in vigore e l’entità del personale che sarà assunto da tale graduatoria” mentre l’On. Cosimo Ferri ha auspicato “che gli ulteriori circa 1.500 idonei siano assunti esaurendo la graduatoria in vigore”.

L’On. Alessia Morani ha rimarcato che “anche qualora l’Esecutivo dovesse approvare lo scorrimento totale della graduatoria in vigore per assistenti giudiziari, ciò non basterebbe a coprire la scopertura che si determinerà a seguito dell’applicazione della Quota 100”.

L’On. Federico Conte (LeU) ha rammentato che “all’inizio della legislatura, il Governo, per il tramite del sottosegretario Ferraresi, ad una sua precisa domanda, aveva dato ampie rassicurazioni in ordine allo scorrimento delle graduatorie in discussione, creando tra l’altro legittime aspettative nei confronti degli idonei”.

Osservazioni che non dicono niente di nuovo. Ancora una volta, si chiede che si intervenga al più presto possibile per evitare il blocco degli uffici giudiziari del nostro Paese.

Prima di fare importanti proclami, sarebbe il caso che chi amministra un Ministero così importante e vitale anche per l’economia di un Paese, facesse un giro per tribunali e corti di appello per toccare con mano le condizioni in cui, quotidianamente, il personale degli uffici giudiziari è costretto a lavorare misurandosi con gravi scoperture di organico, infrastrutture fatiscenti ed una digitalizzazione che, in alcune sedi, non è mai partita anche perché mancano risorse in grado di saper utilizzare i programmi informatici.

Non si comprende, dunque, che cosa si aspetti a procedere allo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari dal momento che questa è anche l’unica di cui dispone attualmente il Ministero.

Mentre il mese di marzo è arrivato al giro di boa, l’attesa è tutta per le prossime, quanto prossime non si sa, comunicazioni che il Guardasigilli dovrà impegnarsi a mettere nero su bianco al posto delle solite dichiarazioni di circostanza, certamente, rassicuranti ma ormai stucchevoli e fin troppo ovvie.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, IL MINISTERO ANNUNCIA UN MICRO-SCORRIMENTO DA 22 MA NEGLI UFFICI GIUDIZIARI È ALLARME PER GLI EFFETTI DELLA QUOTA 100

Piccoli scorrimenti crescono. L’8 marzo il Ministero della Giustizia, con provvedimento del Direttore Generale del Personale e della Formazione, ha disposto l’assunzione di 22 idonei dalla graduatoria del concorso per il profilo di assistente giudiziario.

Un reclutamento decisamente esiguo che, a detta di via Arenula, servirebbe a coprire rinunce e mancate prese di servizio dei 213, entrati in servizio il 4 marzo.

A fronte di questi piccoli scorrimenti, ci sono gli effetti catastrofici che la Quota 100 provocherà in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

Con una nota dell’8 marzo, l’Inps ha fatto sapere che le domande presentate sono 86.107. Nella classifica delle città con il maggior numero di richieste è proprio Roma con 6.208 mila domande, seguono Napoli e Milano. Il dato più significativo, però, riguarda il numero dei dipendenti del pubblico impiego con oltre 30 mila domande presentate.

Intanto la Quota 100 continua il suo iter parlamentare insieme al Reddito di Cittadinanza, altra misura cardine del Governo giallo-verde, entrambi inseriti nel cosiddetto “Decretone” a cui il Senato ha dato il via libera lo scorso 27 febbraio con 149 voti favorevoli, 110 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento approderà alla Camera il 18 marzo prossimo in seconda lettura.

È ancora presto per capire quale sarà l’impatto della Quota 100 ma tutto lascia pensare che gli effetti sulla pubblica amministrazione saranno tutt’altro che positivi.

In una recente intervista rilasciata al quotidiano “Il Messaggero”, il Ministro Giulia Bongiorno si è detta sicura che tutti coloro che andranno in pensione saranno prontamente sostituiti con nuove assunzioni.

Questo provvedimento, in generale ma in particolare per quel che riguarda la pubblica amministrazione, è stato pensato con una duplice finalità: permettere alle persone che lo desiderano di andare in pensione, ma anche stimolare un ricambio generazionale”, ha spiegato la Bongiorno.

Quindi, a detta del Ministro, l’obiettivo è stato raggiunto. Si fa presto, però, a dire ricambio generazionale.

A differenza del privato, nella pubblica amministrazione si accede per concorso ed una selezione, per quanto veloce possa essere, ha sempre i suoi tempi ed i suoi costi.

Nell’emendamento 14.800, che il Governo ha presentato al “Decretone”, il comma 14ter stabilisce le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici unici prevedendo la possibilità che questi vengano espletati in maniera semplificata, anche in deroga alla disciplina prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994 n. 487, per quanto concerne la nomina e la composizione delle commissioni e sottocommissioni anche per le prove scritte. Inoltre, vengono stabilite tipologia e modalità di svolgimento delle prove d’esame. In particolare le prove scritte verranno svolte attraverso l’unificazione delle stesse in un’unica prova sulle materie stabilite dal bando, anche tramite il ricorso a domande a risposta a scelta multipla.

Sono i cosiddetti concorsi sprint che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbero velocizzare le assunzioni nella pubblica amministrazione.

Il 2019 è stato annunciato come l’anno in cui il pubblico impiego sarà interessato da numerosi pensionamenti. A questi si aggiungeranno anche quelli da Quota 100.

Non serve essere dei geni per capire che tutti i comparti della pubblica amministrazione rischiano il blocco. E tra questi anche quello della giustizia.

Non a caso nell’emendamento presentato dall’Esecutivo al “Decretone” è stata disposta, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 399 delle Legge 30 dicembre 2018 n. 145, l’assunzione di 1.300 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, 1.000 delle quali in area II e 300 in area III. La deroga è quella relativa al blocco del turn over fino al 15 novembre.

La sensazione è che per coprire i vuoti di organico negli uffici giudiziari le 1.300 unità non saranno sufficienti né tanto meno sarà sufficiente assumere i 1.857 idonei assistenti giudiziari rimasti nell’unica graduatoria di cui il Ministero della Giustizia dispone perché i vuoti di organico della giustizia assomigliano a delle vere e proprie voragini.

Tra pensionamenti ordinari e Quota 100, alla fine del triennio 2019/2021, le percentuali di scoperture nei vari distretti supereranno il 40% e, in alcuni casi, anche il 50.

Il distretto di Napoli presenta una pianta organica di 4.313 unità, 1.011 posti vacanti con una percentuale di scopertura del 23,44% che, al termine del triennio, a fronte di 1.252 pensionamenti, potrebbe arrivare al 52,47%.

Il distretto di Catanzaro ha una pianta organica di 1.394 unità con 201 posti vacanti ed una scopertura del 14,42% che, al termine del triennio 2019/021, complice Quota 100, arriverà al 47,99%. Quello di Roma, tra unità cessate e posti vacanti, veleggia verso il 45,95%, Milano verso il 44, Genova verso il 45.

In assenza di nuove assunzioni, questi distretti e tutti gli altri rischiano di vedere irrimediabilmente compromesso il funzionamento dei propri uffici.

La giustizia italiana, insomma, tra le più lente in Europa, rischia di fermarsi definitivamente, non soltanto a causa delle lungaggini processuali determinate dalla mancanza di riforme strutturali e sistemiche ma perché, questa volta, un Governo non è stato in grado di fare due conti e di capire, ancora prima di agire, che un provvedimento come la Quota 100 avrà effetti catastrofici sulla giustizia e sulla pubblica amministrazione tutta.

La Commissione Europea, in un report presentato il 27 febbraio scorso, ironia della sorte, lo stesso giorno in cui veniva approvato in Senato il “Decretone”, ha bocciato la Quota 100 mentre sul Reddito di Cittadinanza non si è espressa in maniera netta.

Secondo la Commissione Europea la pubblica amministrazione italiana non è al pari di quelle degli altri Paesi dell’Unione. Occorrono investimenti adeguati per rafforzare capacità amministrativa, capitale umano ed innovazione. L’introduzione della Quota 100 non farebbe altro che appesantire ulteriormente le gravi condizioni in cui versa la pubblica amministrazione.

Le puntualizzazioni non risparmiano nemmeno il nostro sistema giudiziario, giudicato lento e costoso. Secondo Bruxelles va ridotta la durata dei procedimenti civili ma, soprattutto, bisogna investire nella digitalizzazione e nel personale.

Niente di nuovo, insomma, poiché già nel 2018 ed anche negli anni addietro, l’Unione Europea non ha fatto mancare all’Italia le sue raccomandazioni sulla necessità di migliorare e potenziare la giustizia con investimenti in risorse umane e materiali.

Tornando tra i nostri confini, il problema delle carenze di personale negli uffici giudiziari del nostro Paese non può essere più ignorato e, certamente, non può essere affrontato con micro-scorrimenti da 22 unità, francamente ridicoli, per quanto giusti.

Serve molto di più. Il Ministero della Giustizia, come opportunamente sottolineato nello stesso emendamento, ha un’unica graduatoria aperta cioè quella relativa al concorso per il profilo di assistente giudiziario.

È proprio il caso che al Ministero comincino ad aiutarsi con un pallottoliere e a farsi due calcoli. Noi ci aspettiamo scorrimenti più corposi. E anche qualche comunicazione che, a questo punto, riteniamo, sia dovuta e doverosa.

VIA LIBERA DI PALAZZO MADAMA AL “DECRETONE”, ENTRO LUGLIO 1.300 ASSUNZIONI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Il Senato della Repubblica ha approvato, il 27 febbraio, la conversione in legge del DL 4/2019 del 28 gennaio, il cosiddetto “Decretone”, che contiene Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Il provvedimento è stato trasmesso alla Camera dei Deputati che dovrebbe dare il via libera definitivo, salvo che ulteriori modifiche rendano necessario un ulteriore passaggio sprint a Palazzo Madama. In ogni caso, il decreto legge dovrà essere convertito entro la data di scadenza, fissata al 29 marzo.

Nel corso dell’iter parlamentare, il Governo ha constatato che il numero delle adesioni a Quota 100 nel settore pubblico è risultato significativamente maggiore rispetto alle aspettative e, dunque, per evitare che un comparto strategico come la Giustizia, già afflitto da endemiche carenze di personale amministrativo, rimanesse completamente paralizzato, ha presentato l’emendamento 14.800 al “Decretone”.

Con questo emendamento, previa una deroga al blocco del turnover per le Pubbliche Amministrazioni centrali disposto dalla Legge di Bilancio fino al 15 novembre 2019, si autorizza il Ministero della Giustizia ad assumere a tempo indeterminato, a partire dal 15 luglio 2019, 1.300 unità di personale non dirigenziale, di cui 1000 di Area II e 300 di Area III, avvalendosi delle facoltà assunzionali ordinarie (leggi turnover) per il 2019.

Via Arenula ha corredato l’emendamento in questione con una relazione tecnica firmato dal Sottosegretario Vittorio Ferraresi e bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato in cui sono specificate le ragioni di questo intervento in corso d’opera.

Dalla relazione, infatti, si evince che, nel settore dell’amministrazione giudiziaria, le vacanze di organico, ad oggi, ammontano a 9.573 posti, pari al 21,93% della dotazione prevista.

Partendo da questi dati, il Ministero della Giustizia ha voluto verificare in quale misura le assunzioni straordinarie stanziate dalla Legge di Bilancio 2019 nel comparto giustizia, 3.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale nel triennio 2019-2021, copriranno gli ulteriori vuoti di organico determinati dalla introduzione della Quota 100..

Di qui, l’elaborazione di una stima basata sul numero di coloro che raggiungeranno, nel triennio 2019-2021, i requisiti per andare in pensione ovvero 62 anni di età e 38 anni di contributi previdenziali.

I dati che emergono da questa stima sono oggettivamente impressionanti.

Infatti, mentre sulla base di quanto previsto dalla Legge Fornero, i pensionamenti sarebbero 2.652 di cui 453 nel 2019, 953 nel 2020 e 1.246 nel 2021, con la Quota 100, si salirebbe a 10.685, che rappresentano il 31,27% delle attuali presenze ed il 24,47% della complessiva dotazione organica, di cui 7.158 nel 2019, 1.727 nel 2020 e 1.800 nel 2021.

Aggiungendo alle suddette 10.685 cessazioni dal servizio, gli attuali vuoti di organico, 9.573 posti, si raggiungerebbe la cifra di 20.258 posti scoperti nel triennio 2019-2021, pari al 46,40% del totale.

A conferma dell’assoluta urgenza di intervenire per impedire il collasso dell’intero comparto Giustizia, Ferraresi sottolinea che è proprio il 2019 l’anno che presenta le maggiori criticità sul piano dei vuoti di organico.

In tale anno, si stima la cessazione di ben 7.158 unità di personale che, sommate alle attuale vacanze, 9.573, determinano, in assenza di assunzioni, una scopertura di 16.731 posti, per una percentuale di scopertura, nell’anno in corso, del 38,32%”.

E a riprova di quanto questa emergenza sia generalizzata su tutto il territorio nazionale, nella relazione è inserita una tabella in cui si riportano i dati sulle scoperture di organico di personale amministrativo che, a seguito della introduzione della Quota 100, sono previste in ciascun distretto giudiziario.

Dalla tabella si evince che le scoperture sono al di sopra del 39% in tutti i distretti, con punte del 45% a Bari, Cagliari, Genova, Roma e Sassari, del 46% a Campobasso, Catania, Reggio Calabria e Taranto, del 47% a Catanzaro, Messina e Potenza, del 48% a Salerno, del 49% a L’Aquila e, addirittura, del 52% a Napoli.

È assai significativo che nella relazione si faccia riferimento alla nostra graduatoria. Ferraresi, infatti, spiega che tra i requisiti di necessità e urgenza che devono connotare qualsivoglia decreto legge, sono da annoverare le pecurialità del comparto Giustizia e cioè “la consistente carenza dell’organico attuale ed i particolari effetti delle cessazioni del personale interessato dalla Quota 100”, aggiungendo che essa “è l’unica amministrazione ad avere una graduatoria aperta per 1.800 posti di assistente giudiziario, immediatamente attingibili per colmare almeno le vacanze che si produrranno in tale profilo.

Questo emendamento ha tutta l’aria di somigliare ad un’ulteriore piccola manovra aggiuntiva. Va tenuto presente, infatti, che le risorse del turnover 2019 risultano già iscritte nel Bilancio dello Stato. Dunque, “la disposizione di cui al comma 10 sexies determina un maggiore onere in termini di indebitamento netto e di fabbisogno, per 8,32 milioni di euro, per l’anno 2019”.

Che la Quota 100, avrebbe determinato ulteriori, significative scoperture nel comparto giustizia, era piuttosto chiaro.

In occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, da tutte le Corti di Appello, dove il Ciag era presente con le sue delegazioni, il problema della gravi scoperture di personale era già stato sollevato da parte dei vertici delle principali istituzioni giudiziarie, da dirigenti del comparto giustizia e da tutti gli operatori del diritto. Senza contare gli innumerevoli appelli dei tribunali che, quotidianamente, lamentano gravi carenze di risorse umane e materiali.

Le 1.300 assunzioni sono state confermate anche dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno che a Radio Anch’io, rispondendo ad una domanda sulle uscite di personale con Quota 100 ha dichiarato che “senza aspettare il 15 novembre abbiamo già previsto con il Ministro Bonafede che il Ministero della Giustizia può assumere 1.300 persone a giugno – luglio”.

L’approvazione di questo emendamento rappresenta, dunque, una tappa fondamentale del lavoro che il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari sta portando avanti da un anno e mezzo per ottenere, in tempi brevi, lo scorrimento totale della graduatoria.

Il Ciag chiede al Ministro Bonafede di chiarire, sulla base di un impegno assunto in più circostanze, quante delle 903 assunzioni straordinarie, finanziate dalla Legge di Bilancio, e quante delle 1.000 assunzioni ordinarie da turnover, finanziate dal “Decretone”, riguarderanno il profilo di assistente giudiziario, nel 2019.

Ormai non è solo questione di tempo ma anche di tempistiche. Il tempo è quello necessario affinché la graduatoria venga esaurita completamente e le tempistiche sono quelle annunciate dal Ministro per nuove comunicazioni sui prossimi scorrimenti e che, stando alle parole dello stesso Guardasigilli, dovrebbero arrivare al massimo entro la metà di marzo.

In entrambi i casi la clessidra è già rovesciata.

BONAFEDE SALUTA I NUOVI ASSISTENTI GIUDIZIARI E IL SENATO APPROVA UN EMENDAMENTO AL “DECRETONE” CON 1.300 ASSUNZIONI PER LA GIUSTIZIA

Una giornata particolare, di quelle che non si dimenticano perché segnano un nuovo inizio che ha il sapore di un vero e proprio riscatto.

Tra il 19 e il 21 febbraio, 213 idonei assistenti giudiziari sono stati convocati dal Ministero della Giustizia a Roma, per apporre la propria firma sul tanto agognato contratto di lavoro.

È stato Alfonso Bonafede in persona, affiancato dal Sottosegretario Vittorio Ferraresi, ad accogliere calorosamente i nuovi assunti con un breve discorso di benvenuto postato, in tempo reale, sulla sua pagina Facebook.

Il Guardasigilli ha esordito sottolineando il valore degli idonei, già dimostrato nel superamento di un difficile concorso e, dunque, mostrandosi consapevole del fatto che, attraverso lo scorrimento della graduatoria, si premia il merito, un principio che nel nostro Paese è troppo spesso vilipeso e svilito.

La giustizia italiana”, ha proseguito Bonafede, “ha bisogno di nuove energie e di tantissimo impegno” aggiungendo con un sorriso sornione,“anche più di quello che state immaginando in questo momento” suscitando l’ilarità dei presenti.

Tornato serio, ha affermato: “vi troverete a lavorare in un luogo meraviglioso che riconosce i diritti dei cittadini e nel quale ogni cittadino può rivendicare questi diritti”. Di qui, l’esortazione a tenere sempre a mente che l’assistente giudiziario non può limitarsi a compiere l’ordinaria amministrazione ma, insieme agli altri operatori della Giustizia, deve rispondere alle istanze dei cittadini i quali “credono nella necessità di una svolta, di un cambiamento che non arrivano solo dalla politica la quale si può limitare a dare, semplicemente, degli input, bensì da persone brave e valorose che non vedono l’ora di dare il loro contributo”.

Il Guardasigilli, ha poi voluto rivolgere un pensiero agli idonei rimanenti e lo ha fatto sfoderando nuovamente l’arma del sorriso. “Mi sono accorto che sono in tanti” ha detto, facendo capire a quale livello di pressione sia sottoposto e ha aggiunto: “non dimentico l’importanza di dare una risposta a tante altre persone valide, che sono in attesa. In queste settimane, siamo impegnati perché tutti possano organizzare la propria vita, in modo da sapere che il Ministro ha dato una tempistica entro la quale arriverà una risposta certa”.

Bonafede ha concluso il suo intervento rivolgendo ai nuovi assistenti giudiziari gli auguri di rito con un accorato pensiero: “fatevi contaminare dalla voglia di Giustizia che hanno i cittadini, che vuol dire, semplicemente, entrare in un tribunale, leggere che la legge è uguale per tutti e crederci veramente perché quel tribunale sta dando un servizio come si deve”.

Non c’è alcun dubbio che i 213 idonei, che entreranno in servizio dal prossimo 4 marzo, sapranno fare del loro meglio, esattamente come coloro che li hanno preceduti. Ed anche l’entusiasmo non mancherà. Il compito che li attende è impegnativo ma, allo stesso tempo, gratificante. Ora, in graduatoria restano 1.857 idonei che attendono comunicazioni a breve riguardo a nuovi scorrimenti.

A questo proposito, intervistata il 20 febbraio scorso da Tommaso Labate, il Ministro Giulia Bongiorno, ha voluto, ancora una volta, sottolineare il lavoro che sta portando avanti, anche con la collaborazione del Ministro Bonafede, per rinnovare la Pubblica Amministrazione.

Ai numerosi messaggi giunti alla redazione di Corriere tv da parte degli idonei assistenti giudiziari la Bongiorno ha risposto con chiarezza.

Questo è stato l’unico governo, credo negli ultimi dieci anni, a fare due cose importantissime: lo sblocco del turn over al 100% ed assunzioni straordinarie. Stiamo facendo scorrere le graduatorie, i primi 200 sono già assunti, nelle prossime settimane o mesi ci sarà lo scorrimento di queste graduatorie. Si parla del tema della giustizia, io ho parlato con Bonafede dello scorrimento di questa graduatoria che so che è un tema particolarmente rilevante”.

La Bongiorno ha voluto sottolineare la celerità con la quale si procederà per le prossime assunzioni.“Ho fatto un provvedimento che si chiama Scia che consentirà di assumere prima ancora di avere le autorizzazioni. Quindi, prima assumo e dopo faccio il controllo. Questa per gli idonei è una notizia positiva. Poi, ripeto, la competenza è del Ministro della Giustizia. Io quello che dovevo fare già l’ho fatto e rassicuro tutti”.

A velocizzare le assunzioni per il comparto giustizia, però, più che il metodo Scia della Bongiorno, potrebbe essere un emendamento al “Decretone” presentato proprio dal Guardasigilli ed approvato in Senato il 26 febbraio.

Le carenze di personale che riguardano il nostro sistema giudiziario sono ormai note. Altrettanto noto è il fatto che, per quest’anno, sono previsti numerosi pensionamenti che svuoteranno ulteriormente gli uffici giudiziari. A questo va ad aggiungersi la recente entrata in vigore della cosiddetta Quota 100. Il risultato sarà il blocco di Tribunali e Corti d’Appello con conseguenze devastanti per la giustizia italiana.

Dunque, dopo aver monopolizzato per mesi il dibattito politico con la Quota 100 ed il Reddito di Cittadinanza, approvati entrambi con lo stesso decreto, e dopo aver annunciato anche il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione fino al 15 novembre, ora, di fronte agli effetti catastrofici della nuova riforma in materia pensionistica, la maggioranza corre ai ripari mettendoci la proverbiale pezza.

La pezza sarebbe proprio l’emendamento in questione che, per scongiurare il black out del sistema giustizia, prevede l’autorizzazione della spesa necessaria per l’assunzione di personale non dirigenziale a tempo indeterminato. Si parla di un massimo di 1.300 unità e, più precisamente 1.000 di area II e 300 di area III, a partire dal prossimo luglio.

Del resto, i numeri dei vuoti di organico nella giustizia italiana sono allarmanti e non è una novità di questi giorni. A gennaio di quest’anno i posti vacanti ammontano a 9.573, ai quali se ne dovrebbero aggiungere altri 10.685 fino al 2021, di cui 7.158 quest’anno, per effetto della Quota 100.

Non a caso i vertici delle istituzioni giudiziarie, ormai da tempo, sollecitano, con la frequenza di un disco rotto, l’assunzione di nuovo personale e, soprattutto, lo scorrimento della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari. Non a caso, le carenze di personale amministrativo e di magistrati sono state al centro dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario, in tutte le Corti d’Appello italiane.

Questo piccolo turn over, previsto dall’emendamento al “Decretone”, costerà poco più di otto milioni di euro, una somma originariamente non calcolata tra i costi della Quota 100 ma che ora dovrà essere annotata tra le uscite del bilancio dello Stato.

Sarebbe bastato assumere in un colpo solo gli idonei assistenti giudiziari rimasti in graduatoria.

Bilancio dello Stato, Giustizia e 1.860 persone ne avrebbero sicuramente beneficiato.