METTI UNA DOMENICA D’AGOSTO CON IL MINISTRO ALFONSO BONAFEDE

A volte succede quando meno te lo aspetti. Capita che in una tranquilla domenica mattina di agosto dove tutto tace, il Ministro della Giustizia posti sulla sua pagina Facebook un video dove, in tenuta estiva, annuncia che si trova nella sua città natìa, Mazara del Vallo, e che in serata incontrerà i cittadini in piazza Mokarta. Niente di nuovo e di eclatante, direte voi. Invece no. Perché il CIAG ha occhi e orecchie ovunque. Questa cosa non è sfuggita ad alcuni idonei che hanno pensato bene di coordinarsi. Cinzia Rubino, con un fiuto investigativo degno di un agente della CIA, dal video ha prontamente individuato lo stabilimento balneare dove si trovava il Ministro. Ha passato l’informazione a Piero Rinaldo. Il nostro, che stava da tutt’altra parte, si è recato sul luogo segnalato e, senza colpo ferire, ha avvicinato Bonafede il quale, con molta disponibilità, si è intrattenuto con lui in una breve conversazione. E non è neanche difficile capire quale sia stato l’argomento. Scorrimento della graduatoria. “La facciamo scorrere tutta entro il 2019 ?” Ha chiesto l’impavido idoneo. “Io ho chiesto i fondi che servono e spero che mi accontentino”. Ha risposto il Guardasigilli aggiungendo che si sta facendo tutto il possibile per la causa, dal momento che dalla nostra parte c’è una Dirigente “tosta”, parola di Ministro, che di certo non si arrende. Lei è Barbara Fabbrini ed è la nostra mamma putativa.
Naturalmente non poteva mancare il momento della consegna del documento che Piero aveva portato con sé ma mica perché immaginava che avrebbe incontrato su una comune spiaggia di Mazara del Vallo il Ministro della Giustizia! Semplicemente perché lo porta sempre con sé, per ogni evenienza. Quando si dice, essere sempre sul pezzo…

È così che si fa. Quando la preda si trova nei paraggi, bisogna intervenire in maniera tempestiva con tutta la dotazione al seguito e braccarla. E poi c’è la foto di rito che non poteva mancare e che immortala il momento del primo incontro, decisamente ravvicinato, tra il Ministro Bonafede e il CIAG. Una foto destinata a fare storia perché non è stata scattata nella stanza del Guardasigilli, in via Arenula, davanti alla scrivania dove un tempo sedette Palmiro Togliatti e nemmeno a margine di qualche noioso convegno dove si parla per ore ma in una spiaggia davanti al bel mare di Sicilia con una fotografa d’eccezione: la mamma del Ministro. Che dire ? Un vero colpaccio. In un colpo solo abbiamo conosciuto personalmente il Ministro e la sua famiglia. Speriamo ne tenga conto.
E in tarda serata si è replicato. Dopo aver incontrato il Ministro nelle vesti di comune bagnante, il CIAG non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di rivederlo in quel di piazza Mokarta, sempre a Mazara del Vallo. Nel corso del suo intervento, il Ministro ha illustrato quelli che sono i punti più importanti del suo programma, a cominciare dalla necessità di maggiori investimenti per l’assunzione di nuove risorse che consentano alla giustizia di funzionare meglio.
Al termine del suo intervento, il Guardasigilli è stato avvicinato da una delegazione del CIAG composta da Giulio Barone, Piero Rinaldo e Valentina Culcasi. Laura Peralta non era presente ma è stata un gancio importante per la deputata Martinciglio. I ragazzi hanno incalzato Bonafede innanzitutto sulle tempistiche per lo scorrimento della graduatoria ed eventuali cessioni. Il Ministro non si è sbilanciato limitandosi a spiegare che “… (…)…cercheremo di assorbire quante più persone possibili perché c’è bisogno di nuove risorse e i nostri uffici sono al lavoro per reperire i finanziamenti necessari specie per la legge di bilancio. Per ora non posso dirvi nulla. A settembre, appena avrò un quadro più preciso vi darò notizie ulteriori”.
In pratica, lavori in corso. Il Ministro si è mostrato estremamente disponibile e, per nulla infastidito, ha accettato di buon grado di farsi fotografare con la delegazione siciliana del CIAG. Con gli assistenti giudiziari, come li ha chiamati.
Quella del 12 agosto è stata una giornata inaspettata e piena di nuove, ennesime sorprese. Ma le cose non accadono mai per caso. Gli eventi vanno sempre provocati se si vuole raggiungere un obiettivo importante e dietro tutto questo c’è molto lavoro ed il contributo di ognuno.
Anche in agosto quando tutto è fermo e non ci si aspetta molto. Ma è un segnale forte perché dimostra la bontà del lavoro svolto finora e la coesione di un gruppo che ha come suo punto di forza il gruppo stesso. Questo è lo spirito del CIAG ed è questa forza che ci ha portato dove ci troviamo adesso. Cioè a 1860 passi dal traguardo. Sappiamo che dopo la pausa estiva ci aspetta un duro lavoro. Bisognerà dare battaglia su tutti i fronti: legge di bilancio, turnover, cessioni. Queste sono le tre strade che potrebbero portare allo scorrimento della nostra graduatoria.
Noi non demordiamo, anzi, di fronte a tutto questo siamo ancora più motivati e decisi a raggiungere il nostro obiettivo perché sappiamo di stare dalla parte giusta. Abbiamo costruito tutto questo in appena 10 mesi. E stiamo costruendo ancora molto. Ci siamo accreditati presso istituzioni politiche, giudiziarie e sindacali e non ci fermeremo fino a quando il nostro obiettivo non sarà definitivamente raggiunto. Parola di CIAG.

I SINDACATI DEL COMPARTO GIUSTIZIA CHIEDONO AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA BONAFEDE NUOVE ASSUNZIONI

Il 1° Agosto il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha incontrato le principali organizzazioni sindacali rappresentative dell’Organizzazione Giudiziaria avviando così un confronto giudicato costruttivo da tutte le parti intervenute.
Le problematiche esposte al Guardasigilli sono state molte, prima fra tutte la grave situazione relativa alla carenza degli organici negli uffici giudiziari, visti i continui pensionamenti nei vari dipartimenti del Dicastero che, ad oggi, ammonterebbero quasi a 200. Su questo punto la Confsal Unsa, rappresentata dal suo Segretario Generale, Massimo Battaglia, ha chiesto a Bonafede di procedere nel più breve tempo possibile all’assunzione di tutti gli idonei delle graduatorie disponibili, da quelle del 21 quater a quelle dell’ultimo concorso per assistente giudiziario, nonché trovare le risorse necessarie per l’immediata pubblicazione di nuovi bandi. In sostanza, è stato chiesto, “di adoperarsi per ridare orgoglio e dignità al personale che lavora in questo Dicastero affrontando quotidianamente sacrifici enormi, in condizioni operative e ambientali spesso drammatiche, per dare una risposta ai cittadini che chiedono una giustizia efficiente ed efficace”. Nel corso dell’incontro è stata chiesta anche la piena applicazione dell’accordo del 26 aprile 2017 e si è convenuto, altresì, sulla necessità di formare ed aggiornare i dipendenti sull’uso delle dotazioni informatiche. Alle istanze presentate da Confsal Unsa, il Ministro Bonafede ha risposto di aver chiesto al Governo di predisporre gli investimenti necessari. Anche i delegati della Fp Cgil, Claudio Meloni e Felicia Russo nel corso dell’incontro con il Ministro, al quale ha partecipato anche Barbara Fabbrini, responsabile del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del personale e dei servizi, hanno affrontato il tema dello scorrimento della nostra graduatoria.
Il Guardasigilli ha innanzitutto confermato di voler procedere in continuità con il predecessore Andrea Orlando per quanto riguarda l’attuazione degli accordi in materia di programmazione, rimodulazione dei profili professionali e azioni di riqualificazione e promozione professionale del personale dell’Amministrazione giudiziaria. Quindi, i rappresentanti della Fp Cgil hanno posto la questione dei cosiddetti precari della giustizia chiedendo a Bonafede di trovare soluzioni finalizzate ad una stabilizzazione strutturale. A tal proposito, il Ministro ha tenuto a sottolineare che l’art. 97 della Costituzione non consente provvedimenti del genere e che, dunque, l’unica strada percorribile per rispondere alle legittime istanze di coloro che prestano la loro opera al servizio della Giustizia in situazione di oggettiva difficoltà, sia quella di vincere un regolare concorso.
Importanti novità sono poi emerse in merito al tema dello scorrimento della nostra graduatoria. Il Guardasigilli ha confermato che l’iter che porterà all’assunzione delle 200 unità, che si aggiungeranno alle 420 che hanno firmato il contratto il 1° e il 2 agosto, è in dirittura d’arrivo. In secondo luogo, ha rivelato che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac) è stato già autorizzato dalla Funzione Pubblica ad attingere dalla nostra graduatoria nell’ordine di 160 unità e che altri due importanti pubbliche amministrazioni, il Ministero dell’Interno e l’Agenzia delle Dogane, hanno chiesto agli organi di controllo di assorbire una parte della graduatoria senza quantificarne, però, la misura.
La Dott.ssa Fabbrini ha confermato che è in atto la procedura relativa agli interpelli interni e che, a questo fine, sono state accantonate 200 sedi, in gran parte collocate al centro-sud. I delegati della Fp Cgil hanno evidenziato che l’incontro si è svolto in un clima costruttivo e che il Guardasigilli ha mostrato grande attenzione alle problematiche affrontate specificando che continueranno ad attivarsi perché si adempia agli impegni presi per quanto concerne il personale della giustizia.
La delegazione della UilPa, guidata dal Coordinatore Generale, Domenico Amoroso, dopo avere espresso al Ministro gli auguri per l’alto incarico e l’auspicio del raggiungimento di importanti traguardi a favore del personale, ha illustrato a Bonafede le grandi criticità relative al personale amministrativo del Ministero, sottolineando la necessità di operare nel senso della continuità già rimarcata dallo stesso Guardasigilli. Già a fine luglio, il Segretario Generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, insieme al Segretario Generale della Uilpa, Nicola Turco, in occasione dell’incontro dei sindacati con il Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno avevano rimarcato la necessità di un “concreto sblocco del turn over che superi i limiti di spesa permettendo l’assunzione di giovani e quindi un ricambio generazionale indispensabile nel pubblico impiego la cui età media supera ormai i 55 anni, la necessità di ridiscutere sin d’ora il rinnovo dei contratti della P.A. in scadenza il 31.12.2018, la stabilizzazione dei precari, puntare sulla formazione del personale impiegato e, infine, ridare un ruolo centrale alla contrattazione”. Nel corso dell’incontro del 1° agosto, Amoroso ha chiesto al Ministro della Giustizia e alla Dott.ssa Barbara Fabbrini “di continuare la politica assunzionale del personale amministrativo del comparto intrapresa nella precedente legislatura stante la cronica situazione complessiva di carenza dell’organico”.
Inoltre, Amoroso e tutta la UilPa hanno mostrato vivo apprezzamento per la risposta fornita dal Ministro Bonafede all’interrogazione parlamentare dei deputati di Leu, Federico Conte e Giuseppina Occhionero, presentata nel corso del question time dello scorso 18 luglio e riguardante la necessità di maggiori investimenti per il personale amministrativo degli uffici giudiziari con particolare riferimento allo scorrimento della graduatoria del concorso per il profilo di assistente giudiziario.
Al termine dell’incontro con le sigle sindacali, il Guardasigilli ha preso l’impegno di assicurare il reperimento delle risorse necessarie, senza dimenticare l’attenzione ai dipendenti già in servizio che, facendo ricorso alla propria professionalità ed esperienza, sopperiscono tra mille difficoltà alle carenze di personale.
Intanto, sulla sua pagina Facebook, Bonafede ha accolto con soddisfazione l’assunzione di ulteriori 420 idonei della nostra graduatoria. “È un ulteriore passo avanti per far sì che la Giustizia funzioni come meritano i cittadini italiani. Il mio impegno non si ferma certamente qui, siamo già a lavoro per lo scorrimento di altri 200 e per lo stanziamento di ulteriori risorse per immettere nuova linfa negli uffici giudiziari”.
Tutti d’accordo, dunque.
Il Ciag, che continua la sua attività anche nel mese di agosto, attende che le parole si traducano in azioni concrete.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, CONVOCATI ULTERIORI 420 IDONEI MENTRE CRESCONO LE ATTESTAZIONI DI SOSTEGNO AL CIAG

Il Ministero della Giustizia, con un provvedimento del Direttore generale del personale e della formazione del 18 luglio, ha dato il via all’assunzione di ulteriori 420 idonei del concorso ad 800 posti per il profilo di assistente giudiziario. Lo ha reso noto via Arenula con un comunicato del 24 luglio scorso nel quale viene specificato che la scelta delle sedi, insieme alla firma del contratto, avverrà il 1° e il 2 agosto presso la Scuola di Formazione e Aggiornamento del Corpo di Polizia e del Personale dell’Amministrazione Penitenziaria “Giovanni Falcone” di Via Brava.
Dopo i 1014 idonei che hanno preso servizio lo scorso 26 aprile, è giunto il momento della convocazione anche per il secondo blocco di 420 unità la cui assunzione era stata già predisposta dal decreto del 1° Febbraio scorso firmato dall’ex Ministro della Giustizia Andrea Orlando.
La graduatoria ricomincia così a scorrere in attesa che vengano chiamati anche i 200 idonei per i quali, lo scorso maggio, l’ex Guardasigilli aveva inviato richiesta formale per la loro assunzione al Ministero della Funzione Pubblica. Nel frattempo, continuano a giungere attestazioni di sostegno a favore del Ciag da parte di tribunali ed ordini di avvocati. Arrivano da Caltanissetta dove, di recente, il nuovo Procuratore generale, Lia Sava, in occasione del suo discorso d’insediamento aveva lamentato la carenza di personale amministrativo che sconta attualmente un deficit organico pari al 30% con una pendenza di circa 2.600 procedimenti penali e 4.000 procedimenti civili.
È stata poi la volta del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova che ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa, trattandosi di interesse di carattere generale al miglior funzionamento della giurisdizione. Segue a ruota il Tribunale di Pisa che ha appoggiato e condiviso le istanze del Ciag inviando una lettera al Ministro della Giustizia Bonafede, l’Ordine degli Avvocati di Gela che ha manifestato il suo appoggio alle richieste del Comitato specificando che del presidio giudiziario gelese è già nota la situazione di grave carenza di personale amministrativo, più volte segnalata al Dicastero di via Arenula. E poi il Tribunale Ordinario di Cagliari, l’Ordine degli Avvocati di Verbania, il Consiglio dell’Ordine Forense di Sassari ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Pescara. Tanti appelli che arrivano da tutta Italia e che chiedono rinforzi considerati vitali per un miglior funzionamento degli uffici giudiziari del nostro Paese.
In questo momento, l’efficienza dei nostri tribunali è legata ad una questione di ricambio generazionale e di interventi strutturati poiché i protocolli d’intesa e le convenzioni che negli ultimi anni sono stati siglati tra regioni e Ministero della Giustizia costituiscono soltanto delle soluzioni tampone, che non possono durare in eterno.
È quanto ha affermato la Fp Cgil Veneto che attraverso la sua segretaria regionale, Assunta Motta, ribadisce la necessità di nuove assunzioni di personale amministrativo qualificato e competente. “La carenza di personale negli uffici giudiziari è ormai conclamata, si aggira intorno al 30% (circa 9.000 unità) ed è destinata ad aumentare a fronte di un’età media di 56 anni. Invece negli ultimi 20 anni non ci sono state assunzioni” – ha spiegato – In Veneto c’è stato un susseguirsi di iniziative di collaborazione interistituzionale per mettere qualche toppa”.
Assunta Motta ha sottolineato che occorrono soluzioni mirate per dare dignità a tutti i dipendenti del Dipartimento Ordinamento Giudiziario che con grandi sforzi, insieme ai magistrati, mandano avanti la macchina della giustizia. “Occorrono soluzioni strutturate, stabili e di prospettiva. In particolare, bisogna trovare una soluzione definitiva per i tirocinanti ormai storici, già formati e ampiamente inseriti negli uffici, e proseguire sulla strada intrapresa lo scorso anno con l’assunzione di oltre mille assistenti giudiziari: un segnale insufficiente ma importante che volge lo sguardo finalmente ai giovani per dare un impulso nuovo in realtà che necessitano, oltre che di un ricambio generazionale, di un riequilibrio dell’enorme carico di lavoro che sta gravando sul personale attualmente in servizio”.
Il nuovo Esecutivo ha un preciso dovere: affrontare con serietà il tema degli investimenti per l’assunzione di nuove risorse. A questo proposito, si segnala a favore delle istanze del Ciag, il comunicato del Coordinamento provinciale di Milano di Uilpa Giustizia che con una lettera rivolta al Ministro Bonafede, plaude alle risposte date dal Guardasigilli al question time proposto del 18 luglio. “Noi della UILPA vogliamo che si realizzi lo scorrimento, fino alla posizione 4.915, di tutta la graduatoria degli idonei assistenti giudiziari entro il 2019”.
Dello stesso parere anche Massimo Battaglia, segretario della Federazione Confsal-Unsa, che più volte ha rimarcato la condizione di grave carenza in cui versano gli uffici giudiziari italiani. “La giustizia è alla canna del gas, i tribunali che scoppiano, il personale sta scomparendo e ci sono scoperture paurose, i palazzi di giustizia fatiscenti…(…)… Serve una cosa sola per affrontare questa emergenza che è uno dei drammi silenziosi di questo Paese: un decreto legge che risolva in modo immediato i problemi della giustizia, con interventi sulle carenze di organico e prevedendo un giusto riconoscimento personale ad oggi abbandonato a se stesso”
Posizione condivisa anche dal Coordinatore Nazionale di Fsi – Usae, Paola Saraceni, che con una lettera pubblicata sul sito web del sindacato chiede al Guardasigilli di dare una continuità a quanto già fatto nella precedente amministrazione in materia di politiche assunzionalì. “Ci conforta prendere atto che come Titolare del suo Dicastero, anche se nell’arco di pochi mesi, ha preso atto della carenza di personale negli uffici giudiziari…(…)… L’aver sottolineato come la loro efficienza costituisca uno dei pilastri dell’organizzazione giudiziaria è condizione essenziale attraverso cui passa la credibilità della giustizia agli occhi dei cittadini. Finalmente sentiamo e condividiamo l’intento di dare seguito allo scorrimento totale della graduatoria degli assistenti giudiziari che da anni sono lì che aspettano, nonché di tutte le graduatorie esistenti” .
Tali attestati di sostegno ci rendono più forti e convinti che stiamo marciando nella direzione giusta e che, presto, il nostro lavoro sarà premiato.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, QUESTION TIME DI LEU ALLA CAMERA E BONAFEDE UFFICIALIZZA NUOVI SCORRIMENTI DELLA GRADUATORIA

“…Ai primi di agosto proseguiranno le assunzioni con lo scorrimento di 420 unità di assistenti giudiziari ed in tal senso ho dato preciso mandato ai miei uffici competenti di apprestare quanto necessario per la definizione dello scorrimento di tali unità. La graduatoria verrà scorsa fino alla posizione 2845 e rimarranno ancora 2070 idonei…(…)…Proprio in questi giorni è stata confermata la richiesta di autorizzazione all’assunzione di 200 assistenti giudiziari mediante lo scorrimento della graduatoria di tale concorso”. Parola di Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia. Una risposta che premia il lavoro del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari.
Infatti, sin dall’inizio della XVIII legislatura, il CIAG ha operato perché le forze politiche rappresentate in Parlamento elaborassero atti di sindacato ispettivo, come interrogazioni o interpellanze, con le quali incalzare il nuovo Governo sulle politiche assunzionali riguardanti il profilo di assistente giudiziario.
Il primo risultato tangibile si è avuto proprio il 18 luglio scorso allorquando una interrogazione a firma dei deputati di Liberi e Uguali, Federico Conte e Giuseppina Occhionero, è stata posta, durante il question time, direttamente al Guardasigilli.
Conte, partendo dal presupposto che il sistema giustizia è afflitto da gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari al punto da provocare pesanti ripercussioni sull’operato di magistrati, avvocati e di tutti gli altri operatori del settore, ha chiesto al Ministro se intenda procedere allo scorrimento integrale della graduatoria procedendo dunque alla assunzione delle restanti 2060 unità.
Bonafede ha premesso che il personale amministrativo ricopre un ruolo fondamentale per il funzionamento degli uffici giudiziari, specificando che quanto sollevato dai deputati Conte ed Occhionero, rappresenta un tema da sempre considerato di cruciale importanza per tutto il sistema giustizia.
Quindi, rispondendo nel merito, il Ministro ha finalmente rassicurato circa l’imminente assunzione dei 420 idonei che saranno chiamati per la firma del contratto nei primi giorni di agosto ed ha aggiunto che è stata confermata la richiesta di autorizzazione al Ministero della Pubblica Amministrazione, predisposta dal suo predecessore Andrea Orlando, all’assunzione di ulteriori 200 unità. Rimangono, dunque, 1870 idonei che il Ministro ha voluto rassicurare affermando che: “…una graduatoria così ampia (…) consente in prospettiva l’assorbimento del turn over nei prossimi anni che proprio nel profilo di assistente giudiziario è particolarmente nutrito”, fornendo così una chiara conferma circa i prossimi corposi pensionamenti.
Bonafede ha concluso il suo intervento affermando che è sua intenzione “proseguire nelle misure assunzionali e di valorizzazione del personale in servizio con misure da adottarsi in sede di Legge di Bilancio, che investiranno non solo il profilo di assistente giudiziario ma anche altre professionalità di cui gli organici risultano carenti, fronteggiando in tal modo le pressanti richieste che provengono dai capi degli uffici giudiziari”.
Le parole del Ministro dimostrano come la prossima legge di stabilità rappresenterà uno snodo cruciale per raggiungere l’obiettivo per il quale il CIAG è nato.
Non a caso, Federico Conte, in sede di replica, ha rimarcato che si attende un impegno formale di Bonafede ad inserire, nel capitolo di bilancio che riguarda le spese della Giustizia, le risorse necessarie per realizzare lo scorrimento integrale della graduatoria.
Del resto, già in diverse occasioni, il Guardasigilli aveva dichiarato la sua ferma intenzione di voler investire nelle politiche che riguardano il personale amministrativo, convinto che l’efficienza degli uffici giudiziari rappresenti uno dei pilastri dell’organizzazione giudiziaria sulla quale è necessario puntare.
“In tal senso assicuro che unitamente al governo tutto verranno ricercate risorse finanziarie per supportare al meglio assunzioni e misure di valorizzazione del personale amministrativo già in servizio. Appena insediatomi al Dicastero della Giustizia è stata mia premura chiedere alle competenti articolazioni del Ministero puntuale resoconto sullo stato del personale amministrativo e delle misure fino ad oggi avviate ed attuate”, ha spiegato.
Una politica, quella di Bonafede, che almeno per quanto concerne assunzioni e valorizzazione delle professionalità già in servizio presenta una continuità con quella già intrapresa dall’ex Guardasigilli, Andrea Orlando. Non solo. Dalle parole di Bonafede appare chiaro l’intento di voler fare della Giustizia “un settore nevralgico del sistema Paese su cui investire”.
Dichiarazioni importanti, fatte dinanzi ad un consesso importante quale quello della Camera dei Deputati e che inducono ad un moderato ottimismo sullo scorrimento integrale della nostra graduatoria.
La condizione critica in cui versano uffici giudiziari italiani è sempre più evidente e grave.
È di questi ultimi giorni la notizia che gli impiegati del Tribunale e della Procura di Spoleto hanno annunciato lo stato di agitazione. I motivi sono sempre gli stessi ovvero carenza di personale, pianta organica mai aggiornata nonostante la riforma della geografia giudiziaria e condizioni di lavoro proibitive, con funzionari e cancellieri costretti anche a dodici ore di lavoro al giorno senza il pagamento degli straordinari. Alla fine, il personale amministrativo ha deciso di iniziare la protesta, finalizzata a chiedere aiuti e rinforzi qualificati per gli uffici giudiziari.
In sostanza mancherebbero circa 50 impiegati in più mentre la segreteria regionale della Fp – Cisl ha rilevato che a Spoleto “il rapporto tra residenti e personale amministrativo è paurosamente al di sotto della media nazionale, dove realizza il peggiore risultato in assoluto”.
Tutto questo per dare solo un’idea di quanto l’immissione di nuove risorse risulti più che mai indispensabile per un miglior funzionamento del nostro sistema giudiziario e faccia bene anche alla credibilità del nostro Paese.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, BONAFEDE ASSICURA LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DAVANTI ALLE COMMISSIONI DI CAMERA E SENATO

Le parole d’ordine sono due: scorrimento e graduatoria. E rimbombano con sempre maggiore insistenza nelle aule dei palazzi che contano. L’11 luglio scorso il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha partecipato alle audizioni delle Commissioni Giustizia di Senato e Camera per esporre le linee programmatiche che impronteranno l’attività del suo Dicastero. Si è trattato di un passaggio importante per sondare quali siano le intenzioni del nuovo inquilino di via Arenula in merito allo scorrimento totale della nostra graduatoria.
Bonafede, dopo avere esposto una relazione complessa e articolata, è stato, in sede di dibattito, incalzato da alcuni parlamentari, sia della maggioranza che dell’opposizione, sul problema della carenza di organico del personale amministrativo.
A questo proposito va segnalato innanzitutto, l’intervento della senatrice Valeria Valente (Pd) per la quale il miglioramento dell’efficienza del servizio della Giustizia passa, inevitabilmente, da adeguati investimenti che devono consistere nello stanziamento di risorse che consentano, da un lato, l’attuazione di riforme come l’implementazione del processo telematico civile e la sua estensione al penale e, dall’altro, l’assunzione di personale amministrativo e di polizia giudiziaria.
Un altro intervento degno di nota è stato quello della vicepresidente del Senato Anna Rossomando (Pd) la quale pur non facendo parte della II commissione, ha tenuto a partecipare all’audizione, essendosi occupata di Giustizia nella precedente legislatura. “Quando ritiene di dare l’avviso per lo scorrimento della graduatoria del concorso per assistenti giudiziari già disposto dall’ex ministro Orlando per 420 unità e per il quale era stato preannunciato l’avviso per la scelta delle sedi già all’inizio di luglio”? Come intende procedere sullo scorrimento integrale della graduatoria ?”. Questo l’interrogativo che la Vicepresidente del Senato ha posto al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
Ancora, il senatore Giuseppe Cucca (Pd) ha sostenuto che il problema principale della giustizia italiana è quello della carenza di organico tanto nelle strutture penitenziarie che nei tribunali, un problema che, nella sua qualità di avvocato, ha potuto toccare con mano sottolineando che se molto è stato fatto nella scorsa legislatura, è evidente che è necessario affrontare questo tema in maniera incisiva anche da parte dell’attuale Governo.
Quindi è stata la volta della senatrice Elvira Lucia Evangelista (Movimento 5 Stelle) la quale ha apprezzato l’intenzione del ministro di stanziare risorse nel sistema essendoci urgente bisogno di nuovi magistrati e di nuovo personale amministrativo. “Ricordo la possibilità di fare scorrere la graduatoria del concorso per assistenti giudiziari”, ha affermato al termine del suo intervento.
Infine, il capogruppo del Partito Democratico della Commissione Giustizia della Camera, David Ermini, rivolgendosi a Bonafede: “Voglio sapere se ci sarà lo scorrimento della graduatoria degli assistenti giudiziari”.
Il Guardasigilli, replicando ai senatori della Commissione Giustizia, ha affermato che le “450 assunzioni dello scorrimento della graduatoria sono previste a settembre (…) in continuità con il processo avviato da chi mi ha preceduto”, mentre in sede di replica nella Commissione Giustizia di Montecitorio, ha affermato: “Lo scorrimento delle graduatorie avverrà a settembre. È un punto a cui tengo”.
Affermazioni importanti ma resta da capire se il numero di 450, cui ha fatto cenno il Ministro, riguardi i 420 idonei con l’aggiunta delle rinunce e se oltre al suddetto scorrimento, già predisposto dal precedente esecutivo, e a quello dei 200 idonei per il quale si attende il via libera del Ministero per la Pubblica Amministrazione, Bonafede sia intenzionato a procedere ad ulteriori assunzioni.
Sono dichiarazioni che, comunque, lasciano ben sperare.
Del resto le gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari diventano sempre più preoccupanti ed urge assolutamente trovare una soluzione.
Intanto, una nuova interrogazione parlamentare, a firma dell’ On. Federico Conte e che vede come cofirmataria l’ On. Giuseppina Occhionero (Leu), è stata depositata in favore delle istanze del Ciag e va ad aggiungersi a quelle già presentate dal senatore Ernesto Magorno (Pd) e dall’ On. Maria Carolina Varchi di Fratelli d’Italia.
In particolare, visto che“…[…]…in totale sono stati finora reclutati, nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, 2.820 persone. Restano ora da collocare in servizio ulteriori 2.060 persone (dato comprensivo delle rinunce) risultate idonee, le quali attendono lo scorrimento della graduatoria, in linea con quanto già avvenuto negli scorsi mesi”. In particolare nell’interrogazione si chiede “se sia previsto, per tale profilo professionale, uno sblocco del turnover ed eventualmente in quale misura; se, in relazione al processo di riqualificazione interna del personale amministrativo del comparto giustizia, si intenda attingere alla graduatoria di cui in premessa; se sussistano fondi accantonati nel bilancio del Ministero della giustizia, tali da consentire un ulteriore processo di assunzione relativo alla graduatoria.
Domande alle quali il Guardasigilli Alfonso Bonafede in tempi brevi, dovrà dare necessariamente una risposta. Questo, qualora occorresse ripeterlo, perché ci sono cancellerie al limite del collasso e che, complice il prossimo turn over, rischiano addirittura la chiusura. La seconda riguarda la necessità di dare una stabilità professionale ed economica a tanti giovani preparati e qualificati, molti dei quali già bazzicano gli ambienti dei tribunali perché sono avvocati. Molti di loro hanno esercitato la libera professione, altri lo fanno ancora ma presto butteranno la toga alle ortiche per un posto fisso alle dipendenze dello Stato. Fa riflettere. Come fa pensare che la maggior parte della nostra graduatoria sia composta, in generale, da persone comunque laureate, che hanno sudato sui banchi dell’Università, che hanno pesato sui bilanci delle loro famiglie e che, alla fine, “hanno tirato la carretta” accontentandosi di lavori precari e sottopagati.
Riteniamo che la politica, troppo spesso prodiga di belle parole e pochi fatti, questa volta ha l’occasione di riscattarsi dando la possibilità ai restanti 1860 idonei che restano della nostra graduatoria di guardare con fiducia al futuro.

CARENZE DI PERSONALE, LA RSU DEL TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE

Prima o poi doveva accadere. Nei giorni scorsi la Rsu del Tribunale Ordinario di Roma ha proclamato lo stato di agitazione. Troppe carenze non compensate da nuove assunzioni di personale, durata eccessiva delle udienze penali, carichi di lavoro aumentati negli ultimi anni in maniera esponenziale. Solo per citare alcune delle motivazioni dello stato di agitazione. Una situazione che si trascina da tempo e la cui gravità appare sempre più chiara. A detta dei dirigenti dei Tribunali e della Procura di Roma, le sedi assegnate dal Ministero della Giustizia, non sono ancora sufficienti a risolvere il problema delle carenze di organico che riguarda tanto il penale quanto il civile e che impedisce quotidianamente il regolare svolgimento della giurisdizione.
Nessuno stupore, dunque, per la proclamazione dello stato di agitazione.
Oltre alla “grave carenza di organico del Tribunale di Roma non compensata dalle assunzioni di personale sia dai concorsi che dalla mobilità, a causa dei regolari pensionamenti, i carichi di lavoro aumentati negli ultimi anni in maniera esponenziale e lo stress da lavoro correlato di cui soffrono i lavoratori vista l’alta incidenza di malattia ad esso collegate, dovute alle pessime condizioni in cui sono costretti a lavorare” vengono evidenziate anche “le difficoltà pratiche delle cancellerie, per la mancanza di personale e per l’enorme mole di atti telematici da accettare, appesantite dalle lentezza del sistema informatico e del contestuale ricevimento al pubblico”.
Non manca il riferimento “agli spazi inadeguati delle cancellerie rispetto al numero di lavoratori che vi operano, ed obsolescenza e mancanza di dotazioni informatiche e materiali”, ma anche “la saturazione degli archivi del civile che costringe le sezioni a dislocare i fascicoli definiti nei loro locali, rendendo gli spazi angusti”.
La proclamazione dello stato di agitazione dimostra ancora una volta una situazione emergenziale cronicizzata, che il Ministero non può più procrastinare.
Il Tribunale di Roma rappresenta soltanto la punta dell’iceberg. Non passa giorno senza che magistrati, avvocati, operatori della giustizia non denuncino carenze di organico di personale amministrativo negli uffici giudiziari.
Il 4 luglio scorso si è insediata il nuovo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Forlì, Maria Teresa Cameli, un magistrato con una lunga esperienza anche su fronti particolarmente delicati come quello calabrese. Nel suo discorso di insediamento la Cameli, dopo avere manifestato la soddisfazione di tornare a Forlì dove aveva vissuto da giovane, si è soffermata sul problema dei vuoti di organico. “Per la Procura non ci sono problemi, ma è sul fronte del personale amministrativo che abbiamo lacune anche importanti che speriamo di poter colmare in futuro”.
Le sue parole ci spingono a riassumere, dati alla mano, come la situazione relativa al distretto di Bologna, al quale il tribunale di Forlì appartiene, si sia evoluta nell’ultimo anno.
In occasione dell’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario a Bologna, il presidente della Corte di Appello del capoluogo emiliano, Giuseppe Colonna, aveva lanciato un grido di allarme in merito alle carenze di organico di personale amministrativo. “Si è passati da una scopertura media del 23,88% nel 2016 ad oltre il 26% alla fine del 2017, con punte del 41,66% al Tribunale dei Minori e del 44,44% nell’ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia, situazioni costanti rispetto all’anno precedente. (…) percentuale che non pare destinata a diminuire sensibilmente a breve, visto che a fronte di nuove assunzioni si prospettano numerosi pensionamenti”. Quindi, Colonna preannunciava che i benefici derivanti dalle imminenti assunzioni, che allora erano in totale 1600, a seguito del tanto atteso concorso per assistenti giudiziari, sarebbero stati soltanto parziali.
Abbiamo voluto verificare in che misura le assunzioni fino ad oggi realizzate a seguito dell’ulteriore scorrimento della graduatoria, quello dei 1014, hanno inciso sulla riduzione delle carenze di organico relativamente al distretto di Bologna.
Secondo un documento ufficiale del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi a firma della Dirigente Barbara Fabbrini sono stati immessi nel distretto di Bologna 188 nuovi assistenti giudiziari e la percentuale di scopertura è scesa dal 26,02% al 16,52%.
Questo dato, se da una parte conferma gli sforzi fatti per fare fronte ad una situazione ormai insostenibile in termini di carenza di personale amministrativo, dall’altra dimostra che, anche in vista dei prossimi consistenti pensionamenti, senza lo scorrimento totale della graduatoria, le denunce fatte da magistrati come Maria Teresa Cameli resteranno lettera morta.
Ma non ci sono solo Roma o Forlì e al sud non c’è solo Bari. In tutto il Mezzogiorno l’amministrazione della giustizia vive un momento drammatico dovuto al costante taglio di risorse, sia logistiche che di organico. A Messina la situazione non è diversa: le procure del distretto hanno bisogno di più magistrati in servizio, il ricambio delle cancellerie non è adeguato, il secondo Palazzo di Giustizia del capoluogo resta un miraggio. Magistratura Indipendente ha chiesto a gran voce che l’Associazione Nazionale Magistrati rivendichi adeguate condizioni di lavoro per le toghe ma non solo.
A Caltanissetta, il nuovo Procuratore Generale Lia Sava, nel suo discorso di insediamento ha sottolineato con forza la necessità di nuove assunzioni di personale amministrativo mentre a Milano, il Procuratore Gerardo Greco ha evidenziato il problema della carenze di organico in Procura, anche relative al personale amministrativo. «Abbiamo un numero di notizie di reato uguale se non superiore a quello delle Procure di Roma e Napoli ma noi abbiamo a disposizione meno magistrati e questa storia di non lamentarci è diventata un boomerang per noi, mentre in altre sedi lanciano allarmi. Con meraviglia – ha aggiunto – osservo sempre i dati della Procura di Milano perché riusciamo a stare ancora in piedi malgrado la situazione precaria per le carenze di organico».
Nei giorni scorsi, durante un convegno in Corte di Cassazione, una delegazione del Ciag ha avuto l’opportunità di confrontarsi con il Primo Presidente, Giovanni Mammone, che ha dato il suo appoggio alle istanze del Comitato sottolineando la carenza cronica di personale.
La necessità di nuovo personale negli uffici giudiziari italiani diventa, dunque, sempre più pressante così come il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, giorno dopo giorno, aggiunge un tassello al suo personale puzzle che si completerà soltanto con l’incastro dell’ultimo pezzo ovvero l’assunzione dell’ultimo idoneo della graduatoria.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, IL CONSIGLIERE FRANCESCO CANANZI (CSM) CHIEDE AL MINISTRO BONAFEDE L’ASSUNZIONE DEI RESTANTI 1860 IDONEI

Che la Pubblica Amministrazione italiana sia poco qualificata, anziana e ad un passo dalla pensione è un dato di fatto. Oggettiva è anche la necessità di un ricambio generazionale. Una questione, questa, vecchia come il cucco alla quale prima o poi bisognerà porre rimedio e che riguarda molto da vicino anche i lavoratori del comparto giustizia. Come quelli dell’Ufficio Pensioni del Ministero.
Di recente, l’Unione Sindacale di Base P.I. Giustizia, ha inviato all’amministrazione una lettera nella quale vengono denunciate le difficoltà in cui da tempo opera l’ufficio pensioni del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria di Via Arenula. Il risultato è il ritardato pagamento delle pensioni del personale giudiziario e dei magistrati. Nel corso degli anni, l’ufficio ha subito una drastica riduzione di personale a causa delle croniche carenze di personale nell’organico.
Intanto, il numero dei dipendenti collocati in pensione aumenta. In una tale situazione, chi è rimasto opera con grandi difficoltà che non possono essere risolte con l’assegnazione di un solo assistente giudiziario tra i 12 neoassunti al Ministero che, peraltro, non dispongono di spazi di lavoro adeguati dal momento che le stanze sono costantemente piene di faldoni. Per risolvere le criticità in atto, la USB P.I. Giustizia ritiene indispensabile il potenziamento dell’ufficio con l’immissione di nuovo personale amministrativo.
E si ritorna di nuovo al punto di partenza. Quello della pubblica amministrazione italiana somiglia tanto al percorso del Monopoli dove, se si finisce sulla casella probabilità o imprevisti, si ritorna al via. In questo caso la carta degli imprevisti corrisponde alla mancanza di risorse umane che rende impossibile proseguire il gioco. Con la buona pace di tutti, si ritorna al via con tutte le conseguenze del caso. Che, nello specifico, per quanto concerne il comparto della giustizia, sono soprattutto le lungaggini dei processi e quindi il rischio della prescrizione costantemente in agguato.
Le istituzioni giudiziarie, ormai, chiedono da tempo e a gran voce l’assunzione di personale amministrativo negli uffici giudiziari. La soluzione c’è, è a portata di mano ed è, guarda caso, l’obiettivo per il quale il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari si sta battendo da circa nove mesi ovvero lo scorrimento integrale della graduatoria.
Il numero magico è 1860 e ormai l’hanno imparato tutti. Lo scorso 22 giugno, nel corso di un convegno organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura ed al quale ha presenziato il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, questo numero l’hanno pronunciato in tanti, dal Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, a quello del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, fino allo stesso vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini.
Un caso? No. Perché quel numero è saltato di nuovo fuori il 27 giugno quando si è tenuta la seduta straordinaria dell’Assemblea Plenaria del Csm presieduta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e che ha visto la partecipazione del Guardasigilli.
Al centro l’esame dello stato dei rapporti di collaborazione tra il Ministero della Giustizia ed il Consiglio Superiore della Magistratura. Un tema, sembrerebbe, lontano dal Ciag.
Invece chi, tra i consiglieri, ha preso la parola ha voluto sottolineare “…(…)…come la politica ministeriale futura debba tenere in adeguato conto le tante emergenze ed esigenze che la struttura amministrativa presenta, fra tutte la sicurezza e la funzionalità degli stabili e l’adeguata dotazione delle risorse umane che senza distinzione ogni ufficio patisce”. Parole del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Mammone.
Ancora più chiaro ed esplicito il Consigliere Francesco Cananzi, magistrato di lungo corso ed estensore di numerose sentenze nei confronti di appartenenti al clan dei Casalesi. “…(…)… Quanto fatto non basta. Come non basta la sola cultura dell’organizzazione senza risorse aggiuntive …(…)… Quanto al personale amministrativo si potrà valutare se procedere allo scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1800 assistenti giudiziari già giudicati idonei. Ieri giravo per alcune Camere di Consiglio al Tribunale di Napoli e la presenza di forze giovani palesava con tutta evidenza l’esistenza di un’energia nuova e di una forte possibilità di sviluppo”.
Concetto ribadito subito dopo dal Consigliere Francesco Ardituro che nell’evidenziare la costante collaborazione tra il Ministero della Giustizia e Dipartimento per l’Organizzazione Giudiziaria ha voluto sottolineare “un vero e proprio cambiamento di prospettiva rispetto agli ultimi 15/20 anni con la ripresa costante dei concorsi per magistrati, il reclutamento di migliaia di unità di personale amministrativo che ha interrotto il precedente blocco ventennale”. Rivolgendosi al Ministro Bonafede ha concluso il suo intervento con un invito a continuare in tale direzione. “Non mancheranno apprezzamenti anche per l’azione del suo Ministero se in questi settori di lavoro proseguiranno tali indirizzi che partono dalla consapevolezza che l’organizzazione giudiziaria è un modo per ottimizzare al meglio le risorse esistenti ma essa non può supplire alla costante carenza delle stesse”.
Parole rimarcate anche dal Consigliere Aldo Morgigni che ha posto l’accento sulla necessità di un potenziamento degli investimenti allo scopo di migliorare il funzionamento della macchina giustizia mentre il Consigliere Claudio Maria Galoppi ha dato rilievo all’adozione nel prossimo quadriennio del “Codice dell’Organizzazione Giudiziaria” che dovrà rispondere innanzitutto alle istanze di giustizia dei cittadini. Concetto ribadito anche dal Consigliere Piergiorgio Morosini il quale ha evidenziato come la leale collaborazione tra Csm e Ministero della Giustizia rappresenti uno strumento indispensabile per dotare la giustizia di quelle risorse, materiale ed umane, di cui essa ha urgente bisogno. Soltanto in questo modo sarà possibile ridurre il divario tra l’attesa di giustizia da parte dei cittadini e la qualità stessa della risposta giudiziaria.
In ultimo l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha evidenziato come “Il Paese ci chiede un’amministrazione della giustizia efficiente per dar peso sempre maggiore alla sua autorevolezza”.
Verissimo. Ma per avere tutto questo è necessario un ricambio generazionale. Servono nuove assunzioni altrimenti il rischio è quello di ritornare alla casella del via del Monopoli e di restarci per molto tempo.

ASSISTENTI GIUDIZIARI, IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ALFONSO BONAFEDE ANNUNCIA LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA

“Ero seduto al tavolo in cui è stato scritto il contratto di governo e la richiesta che ho fatto è stata che la giustizia deve essere una priorità dal punto di vista delle risorse perché soltanto questo ci consentirà di far funzionare meglio gli uffici giudiziari. Ci saranno più investimenti per le risorse e assoluta continuità riguardo al potenziamento del personale che è stato già positivamente avviato mediante l’assunzione di circa 4300 unità. Chiaramente mi rendo conto che non è ancora sufficiente. A breve vi saranno nuove assunzioni anche mediante lo scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso di assistenti giudiziari”.
Parole importanti pronunciate lo scorso 22 giugno dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso del convegno “Verso il Codice dell’Organizzazione degli uffici giudiziari”, organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura. I primi “Stati Generali” della giustizia da quando si è insediato il nuovo Esecutivo.
Le frasi di Bonafede sono le prime a favore dello scorrimento della nostra graduatoria e, per di più, pronunciate pubblicamente alla presenza, tra gli altri, del Vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, del Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin e del Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci.
Un consesso di tutto riguardo per un tema altrettanto importante come quello delle carenze di personale negli uffici giudiziari italiani. Il Guardasigilli ha voluto sottolineare come la loro efficienza costituisca uno dei pilastri dell’organizzazione giudiziaria e condizione essenziale attraverso cui passa la credibilità della giustizia agli occhi dei cittadini.
“Ho avuto il privilegio di vivere le aule giudiziarie come avvocato e so che nei singoli uffici ci sono delle difficoltà e spesso l’impegno profuso a livello centrale non arriva nei tribunali. Lo sforzo che farò sarà proprio quello di incrementare l’impegno che già è stato profuso e considerarlo un punto di partenza affinché il cittadino, il singolo utente che si rivolge ad un ufficio giudiziario possa percepire quel miglioramento”.
E ancora: “Mi piace sottolineare che il miglioramento della giustizia passa attraverso tutti gli operatori del diritto, dal Ministero, al cancelliere, ai magistrati, agli avvocati e a tutti coloro che ogni giorno si recano in tribunale e lavorano per il miglioramento del sistema giustizia”.
Parole condivise anche dal Presidente dell’Anm, Francesco Minisci il quale, nei giorni scorsi ha ricevuto una delegazione del Ciag dicendosi pronto ad appoggiare la richiesta di scorrimento totale della graduatoria definendola una priorità dell’Anm, convinto che il personale amministrativo degli uffici giudiziari rappresenta la spina dorsale della giustizia.
Minisci ha sottolineato che esistono, certo, interventi processuali a costo zero, come la redistribuzione delle piante organiche ma, al contempo, ci sono riforme che non possono prescindere dallo stanziamento di risorse.
“Servono risorse. La cassa del Ministero, abbiamo appreso che è piena e allora la dobbiamo utilizzare sull’edilizia giudiziaria, sulla sicurezza degli edifici giudiziari, sull’informatizzazione e sul personale amministrativo perché, dopo 20 anni, è stato fatto un concorso, lo abbiamo salutato con grande favore ma non basta perché a fronte di coloro che sono stati assunti, molti sono andati in pensione. Oggi mancano ancora 8.000 unità di personale amministrativo. Sono pronti 1860 ragazzi che hanno superato l’ultimo concorso. Diamo un futuro a questi ragazzi. Chiediamo che vengano introdotti immediatamente. Vogliamo formare il personale amministrativo quando è giovane”.
Sulla stessa linea anche il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini che, rivolgendosi al Ministro Bonafede, ha voluto porre una tema centrale.
“Le dico ciò che mi sono sentito dire da tutti i magistrati italiani che ho incontrato in questi 4 anni di esperienza consiliare e cioè che gli strumenti dell’organizzazione giudiziaria sono necessari ma se non ci sono i mezzi, le risorse, gli strumenti tecnologici adeguati, se non c’è personale amministrativo, se gli organici non sono coperti, questi strumenti sono destinati a non avere l’effetto che pure potrebbero essere capaci di produrre. Il passato governo ha iniziato un percorso molto importante. Abbiamo visto per la prima volta, pochi mesi fa, rientrare, a seguito di assunzione nelle cancellerie italiane, i giovani. Sono stati indetti dei concorsi per coprire gli organici magistratuali. Io credo che se il Ministro provvederà ad assumere gli idonei di questi concorsi che sono stati espletati e a proseguire su questo lavoro di rafforzamento di organi magistratuali, riceverà l’apprezzamento di tutti i magistrati italiani, dell’avvocatura e di tutti gli operatori del diritto”.
Un lavoro che, in sostanza, secondo Legnini, deve trovare una continuità.
Concetto condiviso da tutti, anche dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin che già in passato, più volte, si è espresso a favore della causa del Ciag.
“Condivido l’invito ad andare oltre con lo scorrimento della graduatoria dei 1860 assistenti giudiziari che hanno superato il concorso”.
Tutti si sono spesi molto e concretamente, facendo intendere che siamo tutti, in egual modo, vincitori di questo concorso. Le loro parole sono state accolte con immensa soddisfazione dal Ciag che, con ottimismo mai sopito, continua il proprio lavoro forte di aver acquisito nuovi e importanti alleati, personalità delle istituzioni giudiziarie che hanno deciso di battersi affinché il Ministro Bonafede compia l’ultimo passo ponendo il sigillo della volontà politica su un provvedimento, l’assunzione di 1860 assistenti giudiziari, ormai indifferibile.

IL RICORSO DEGLI ASSISTENTI GIUDIZIARI. LA RISPOSTA DEL CIAG: “SIAMO TUTTI UGUALMENTE MERITEVOLI”

Sono vincitori di un concorso eppure ritengono di essere vittime di un’ingiustizia. Un ossimoro se si considera che la beffa sarebbe da imputare tutta al Ministero della Giustizia. La procedura concorsuale è quella relativa all’assunzione di 800 unità per il profilo professionale di assistente giudiziario e indetta da via Arenula con un decreto del 18 novembre 2016.
Con un ulteriore decreto dell’aprile 2017 l’ex Guardasigilli, Andrea Orlando, aveva disposto di consentire lo scorrimento di ulteriori 600 posti dalla graduatoria che si sarebbe formata all’esito del suddetto concorso. Risultato: 1400 assunti che tra dicembre e gennaio di quest’anno sono stati convocati per la scelta della sede e hanno preso servizio tra gennaio e febbraio. Con un comunicato del 1° febbraio scorso, il Ministero della Giustizia ha reso nota l’assunzione di ulteriori 1.420 idonei dalla graduatoria del concorso, cioè a distanza di circa 20 giorni dalla presa di servizio del blocco dei 600.
Tutto bene, dunque, E invece no. Un centinaio di ragazzi ritiene che “gli ulteriori scorrimenti della medesima graduatoria hanno, in concreto, determinato un’ ingiustizia così grave da rendere necessario l’avvio di un ricorso collettivo contro il Ministero”. Ritengono, altresì, che gli idonei del successivo decreto di scorrimento siano stati agevolati per la scelta della sede avendo a disposizione destinazioni più favorevoli. Affermano di essere stati penalizzati poiché costretti a scegliere tra le sedi indicate dal Ministero quando lo stesso già sapeva che ne sarebbero state disponibili altre nel momento in cui erano stati convocati a scegliere la loro.
In sostanza, i ricorrenti lamentano che sono stati lesi gli interessi di coloro che vantavano una posizione prioritaria nella scelta della sede rispetto a chi è venuto dopo. Con tutte le conseguenze del caso, prima fra tutte quella di dover lasciare le proprie famiglie per andare a lavorare, in molti casi, a centinaia di chilometri di distanza. “…(…)…molti di noi vincitori del predetto concorso e quasi tutti coloro che si sono posizionati in graduatoria entro la posizione 1.400, pur avendo maggiormente meritato di lavorare nel luogo di residenza o, comunque, nei pressi dello stesso, siamo stati e sono stati costretti a fare le valigie, abbandonare i figli, il coniuge e la famiglia per andare a lavorare a centinaia di km di distanza da questi, mentre, coloro che si sono posizionati oltre la posizione 1.400 hanno potuto scegliere una sede vicino casa”.
Una situazione ritenuta intollerabile se si considera poi che “…(…)…il precedente Ministro, non curante affatto della richiesta di giustizia più volte da noi invocata quali vincitori provenienti proprio dalle regioni del sud, ha predisposto lo scorrimento per altre 420 unità e di recente ha pure richiesto al Dipartimento della Funzione Pubblica di impegnare parte delle capacità assunzionali del 2018 per il reclutamento di ulteriori 200 idonei della predetta graduatoria, anticipando che le sedi da coprire saranno individuate prevalentemente tra quelle al sud”.
Nei giorni scorsi i ricorrenti hanno deciso di far sentire la loro voce ponendo le loro istanze all’attenzione del nuovo Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
Fermo restando il diritto di ognuno di adire le vie legali qualora lo ritenga necessario, a questo punto crediamo sia il caso fare alcune precisazioni.
Innanzitutto, è opportuno sottolineare che questo concorso ha consentito e consentirà l’assunzione di nuove risorse “altamente qualificate e preparate”, come evidenziato dallo stesso Ministero. Dopo una selezione dura e piuttosto rapida nelle tempistiche è stata pubblicata una graduatoria formata da 4915 persone che, ad oggi, è stata più che dimezzata. Inutile dire che di questo elenco hanno bisogno tutti, magistrati, avvocati, uffici giudiziari di tutta Italia ed un intero sistema giudiziario che attende di essere migliorato grazie al nostro contributo.
È bene ricordare le parole del presidente della commissione esaminatrice, Pietro Antonio Sirena, già consigliere in Cassazione, che in occasione di un’intervista ad un quotidiano giuridico ebbe a dire: ”questi ragazzi, non sono bravi ma bravissimi”.
E’ bene ricordare il valore inestimabile dell’abnegazione e dello spirito di servizio del personale non dirigenziale che negli anni ha “resistito” come in trincea, nonostante le condizioni reali non li facilitassero. Ciò detto, si continua ad andare in pensione e per assurdo le carenze degli organici aumentano. Ma questo ormai è sotto gli occhi di tutti. Come sono sotto gli occhi di tutti l’impegno e gli sforzi di ognuno di noi nella preparazione del suddetto concorso. Un vero e proprio percorso ad ostacoli.
Proprio per questo, ci colpisce che “…(…)…chi ha vinto il concorso o chi si è classificato quantomeno entro la posizione 1.400, pertanto, per dovere di giustizia, deve essere considerato più meritevole…”.
Ora, senza entrare nel merito del ricorso che sarà trattato nelle sedi opportune, crediamo, però, che una cosa debba essere chiara. Qui siamo tutti meritevoli. Non è una posizione, un numero in una graduatoria che possono determinare il valore di una persona. Le variabili di un concorso sono tante e, sinceramente, riteniamo che non si possano imputare ad esse le capacità di un individuo. Sarebbe come dire che il 4915esimo in graduatoria non merita l’assunzione perché ha studiato oppure si è applicato di meno. Non regge. E’ ingiusto perché non rende giustizia di quello che siamo e del percorso che abbiamo fatto per arrivare tutti fin qua.
Altra precisazione. Questo concorso è stato indetto su base nazionale. Certo, ognuno ha la sua storia, le sue difficoltà, i suoi percorsi e le sue priorità. Ognuno vorrebbe poter contare su un posto fisso e, nel contempo, poter rimanere accanto alle proprie famiglie. Purtroppo non sempre è possibile. A volte per dare una svolta alla propria vita è necessario fare un passo indietro.
Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari resta convinto che non esiste da nessuna parte il diritto anticipato alla scelta della sede più gradita ma solo quello alla precedenza nell’ottenere un posto di lavoro.
Per questo motivo il CIAG continua il suo lavoro per consentire l’assunzione di tutti gli idonei rimasti. L’obiettivo resta quello dello scorrimento totale della graduatoria e l’augurio è quello di poter completare l’ultima parte del nostro percorso con la piena collaborazione del Ministro Alfonso Bonafede e di tutto il Dicastero di via Arenula. Nei primi 8 mesi di vita del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, sono stati assunte più di 3.000 persone, altre lo saranno a breve.
Di certo, ogni idoneo della nostra graduatoria, ha varcato e varcherà la soglia di un ufficio giudiziario del nostro Paese da assistente giudiziario, con egual merito.